mercoledì 25 gennaio 2017
La ribellione indigena nelle Americhe - Silvia Ribeiro
martedì 26 giugno 2012
Lonesome George
On the island of Pinta a tortoise roamed
Most vegetation was destroyed by goats
Yet still George roamed with nothing but hope
Sole survivor of your species
Geochelone nigra abingdoni
You're the rarest creature in the world
With a name like that you could get any girl
Oh, Lonesome George
Giant tortoise of Galapagos
You've got no one and that's how it's been
Listen, George I'll be your friend
Ten thousand dollars to find you a partner
Its time you stop trying to be a martyr
Sixty to a hundred yet no ones sure
Age is just a number that what I've heard
I think its time you became a father
Listen George you don't have to love her
Come on George step up your game
All the other species are jealous of your name
Oh, Lonesome George
Giant tortoise of Galapagos
You've got no one and that's how it's been
Listen, George I'll be your friend
giovedì 10 maggio 2012
martedì 17 aprile 2012
si può fare
La filiale argentina della compagnia petrolifera spagnola Repsol è stata nazionalizzata ieri con un decreto d'esproprio firmato e annunciato in televisione a reti unificate dalla "presidenta" Cristina Kirchner. Poco dopo funzionari del governo argentino, guidati dal ministro per la pianificazione Julio de Vido, sono entrati nei locali della società petrolifera, l'YPF-Repsol, hanno preso possesso della sede ed espulso tutti i dirigenti spagnoli presenti. Il colpaccio - la succursale argentina rappresenta con una produzione di 472mila barili al giorno un terzo del fatturato di Repsol - era nell'aria da settimane…
venerdì 13 aprile 2012
giovedì 1 marzo 2012
Dall'Amazzonia alle Ande- Karima Isd
Ma un'alterazione del rapporto fra l'Amazzonia e i miliardi di metri cubi di acqua che i venti trasportano dall'Oceano Atlantico equatoriale alle montagne Ande potrebbe mettere in pericolo la capacità di ripresa di un bioma cruciale per il clima globale, avverte l'Istituto nazionale brasiliano per la ricerca spaziale (Inpe), che ha partecipato con altre agenzie a uno studio durato venti anni. Sintesi: a meno che non si arrivi in tempi rapidi a una riduzione delle emissioni di gas serra, alla fine del XXI secolo le precipitazioni nell'area amazzonica e dintorni saranno del 40 per cento inferiori e la temperatura media sarà di otto gradi superiore a quella normale. E questo trasformerà la foresta - le cui capacità di resilienza sono grandi ma hanno un limite - da «pozzo» a fonte di emissioni di gas serra.
I 30,6 miliardi di tonnellate di gas serra rilasciati dal mondo nel 2010, secondo i calcoli dell'Agenzia internazionale per l'energia, sono un record assoluto che non incoraggia affatto. Il lavoro di ricerca è stato condotto grazie a 13 scenografiche torri di legno alte fra i 40 e i 55 metri, posizionate in diversi punti della foresta per misurare il flusso dei gas, il funzionamento delle caratteristiche di base dell'ecosistema e diversi parametri ambientali. Alla valutazione dei risultati hanno lavorato chimici, fisici, biologi ed esperti in scienze umane. L'Amazzonia assorbe annualmente circa mezza tonnellata di carbonio per ettaro in media. Ma la quantità varia parecchio da regione a regione, a causa delle alterazioni ambientali. E dove le attività umane hanno degradato la foresta, questa arriva a rilasciare anidride carbonica. L'assorbimento dei gas serra da parte dell'Amazzonia è «controbilanciato» dalle emissioni dovute alla deforestazione e agli incendi provocati per espandere la colonizzazione agricola...
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giovedì 2 febbraio 2012
povere Ong
La logica compassionevole ha sostituito la logica delle strutture, e i fondi dispensati dalle Ong non hanno permesso che si delineasse una politica che trasformi il lungo termine in un avvenire migliore. Le Ong, nell'ossessione del presente, uccidono il pensiero sul futuro. Hanno bisogno di uno stato di crisi permanente...
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venerdì 23 dicembre 2011
Lopez Murphy for president - Truth (Upside - Down)
lunedì 12 dicembre 2011
Doni all'umanità
Nell’Africa meridionale il Buchu, una pianta che, ridotta in poltiglia, i Boscimani usano da sempre per curare le piccole ferite, è divenuta oggi una cura per le malattie dei reni e delle vie urinarie (una casa farmaceutica londinese brevettò la pianta nel lontano 1821).
mercoledì 7 dicembre 2011
il canadà adotta le banconote di plastica. più facili da riciclare (in senso ecologico)
gli italiani del tredicesimo secolo avevano inventato le note di banca, ovvero banco-note?
plastica riciclabile, beninteso: e qui, quando si parla di riciclaggio, non si intende di riciclaggio del denaro sporco.
l'australia da una ventina d'anni usa nei biglietti di banca anche uno strato sottile di polietilene trasparente, e così anche brasile, romania, papua nuova guinea.
“safer, cheaper and greener”: così le ha descritte il governatore della banca del canada, mark carney, nel presentare la nuova $100...
sabato 12 novembre 2011
venerdì 11 novembre 2011
Ogm peruviani
Dalla moratoria sono esclusi organismi transgenici destinati a coltivazione sperimentale in spazi confinati (non nei campi), e prodotti farmaceutici o veterinari che li contengano. Esclusi dalla moratoria inoltre i prodotti derivati importati e destinati all'alimentazione umana o animale o a essere lavorati (ad esempio nell'industria alimentare). Anche gli organismi o prodotti contenenti ogm esclusi dalla moratoria dovranno però essere sottoposti all'analisi dei rischi previa a una specifica autorizzazione.
Benché non assoluta, la moratoria sugli ogm è un passo importante…
venerdì 30 settembre 2011
povero Hope
È stato il primo orso a nascere in diretta su Internete in pochi mesi, assieme alla mamma Lily, è diventato una star del web. Ma la vita del piccolo Hope è durata meno di due anni: un cacciatore lo ha incrociato poco lontano dalla sua tana in una foresta del Minnesota e lo ha abbattuto lo scorso 16 settembre.
ANNUNCIO - L'annuncio è stata ufficializzato dai ricercatori della North American Bear Center di Ely che da diversi anni portano avanti un'iniziativa ecologista che ha lo scopo di proteggere gli orsi che vivono nello stato nordamericano. Gli stessi studiosi, il 22 gennaio dell'anno scorso, organizzarono la diretta streaming sul web per filmare il parto di mamma Lily…
mercoledì 28 settembre 2011
Migrazioni
Il fenomeno, rileva il rapporto, provocherà un'inversione nella composizione della società, con il Centro-Nord che diventa più "giovane" del Mezzogiorno. La scarsa natalità, l'assenza di lavoro che causa bassa attrazione di stranieri e massiccia emigrazione verso il Centro-Nord e l'estero, rischiano insomma di trasformare il Mezzogiorno da qui ai prossimi 40 anni in un'area spopolata, sempre più anziana e dipendente dal resto del Paese...
venerdì 16 settembre 2011
Un battito d’ali a New York, un uragano nella Repubblica dominicana - Gennaro Carotenuto
Stamane (-8 rispetto all’Italia) ascolto le notizie che mi raccontano di un tornado grande come l’Europa (‘sagerati) che si abbatte sugli Stati Uniti. Poi esco in strada e penso che -porca miseria- nonostante viva a un km in linea d’aria dal confine col Texas e tra il Sud e il Nord del mondo non ci è toccato neanche il bene di una fantozziana nuvoletta dell’impiegato. Azzurro fisso (meraviglioso peraltro) qui nel deserto e 38° all’ombra.
Rientro e la sempre splendida Annalisa Melandri mi offre un altro punto di vista da un altro Sud del mondo sempre al confine con l’impero. Nella Repubblica dominicana, nella totale indifferenza dei media, il passaggio dell’uragano Irene ha causato la bellezza di 30.000 senzatetto e almeno tre morti. Accendo RadioRai e nonostante sia domenica pomeriggio i GR sono quasi un filo diretto da New York dove peraltro i danni sono zero o quasi.
Struggono il cuore i servizi su quei poveri turisti italiani rimasti in albergo a guardare la tivù invece di addentare la grande mela che disperati chiedono: “e adesso a noi chi ci ripaga”? Vorrebbero il rimborso, come no! Sicuramente qualche associazione di consumatori disposta ad una class action contro Irene la troveranno. Che pena mi fanno… Poi riguardo la foto postata da Annalisa (sopra) e penso: e adesso a quei 30.000 senzatetto chi li ripaga? Neanche uno straccio di servizio al GR1.
mercoledì 14 settembre 2011
limiti al latifondo?
«Contadini mandati alla guerra in frontiera, per dar la terra nuova ai gringos forestieri; e noi che siam qui da prima della bandiera, di nutrirci di rape dovremmo anche esser fieri». Lo diceva più di cent'anni fa il gaucho Martin Fierro, se si ammette la parafrasi piuttosto libera del poema epico argentino che porta il suo nome, ma ora il governo di Cristina Kirchner sembra deciso ad ascoltarne la rima: in parlamento c'è una legge che vieta agli stranieri la possibilità di acquistare grandi appezzamenti di terreno.
Una norma non retroattiva, che permetterà ai grandi gruppi italiani di restare, anche se per farlo saranno probabilmente obbligati a riconoscere più diritti ai dipendenti e rispettare le comunità indigene, perchè l'Argentina del nuovo millennio cammina sola nella crisi e ha uno scudo ideologico contro parole come neocolonialismo e imperialismo.
«Lo Stato deve porre un limite alla proprietà estera della terra», ha già detto due volte in pochi giorni Cristina, esortando i suoi legislatori a darsi una mossa, perché se la borsa delle commodities di Chicago ha fatto alzare il tetto per fare entrare il grafico della soia, allora bisogna procedere in fretta verso quella che lei stessa ha chiamato «la seconda indipendenza» e vender caro il proprio tesoro verde: solo il 20% delle terre coltivabili potrà restare in mani non argentine e un unico proprietario non potrà intestarsi più di mille ettari. «Stiamo discutendo alcune modifiche al disegno di legge - hanno detto dal gruppo parlamentare del governo - ma in linea di massima ci siamo», lasciando intendere che di qui a qualche giorno arriverà l'ok dalle commissioni e poi anche dal Congresso.
Alcuni giuristi ritengono che la norma sia incostituzionale, poichè va contro il principio secondo cui gli stranieri godono degli stessi diritti dei cittadini nativi, tuttavia, con un'opposizione debole e d'accordo con lo spirito della proposta, le uniche attività volte a rovesciare il pronostico restano in mano alle lobby agricole, che ultimamente hanno perso il potere di cui godevano in passato...
mercoledì 24 agosto 2011
Gilbert Douville
"FRATELLO......
....quando le cose vanno male,
come a volte succede,
volgi lo sguardo a quell' intima visione
che arde di dentro,
Li troverai il senso delle cose
Odo un' aquila nel cielo
e ponies scalpitanti a Ovest
Vedo il rosso cielo del mattino
e il fulmine saettare abbagliante
Sento il profumo della fresca rugiada mattutina
e quello della pioggia in un pomeriggio della tarda primavera
Godo della freschezza dell' aria
e gioisco alla mezzanotte di una notte di luna
Sento cuori pulsare tutt' intorno
La terra e' calda sotto i miei piedi
Quando le cose vanno male
come a volte succede"
"MISSIONARIO....
...danzavo tra le stelle
Poi sei venuto tu
a trascinare in basso il mio spirito
Hai detto che ero stupido
Danzavo tra le nuvole
Poi sei venuto tu
a trascinare in basso il mio spirito
Hai detto che vivevo nell' errore
Danzavo tra le colline
Poi sei venuto tu
a trascinare in basso il mio spirito
Hai detto che ero malvagio
Danzavo tra gli alberi
Poi sei venuto tu
a trascinare in basso il mio spirito
Hai detto che ero sporco
Danzavo tra i fiori
Poi sei venuto tu
a trascinare in basso il mio spirito
Hai detto che tutto era vano:
ero sempre e soltanto un indiano"
...Come mai gli Indiani, che consideravano gli animali loro fratelli, li uccidevano per mangiarli?
Sostanzialmente perché avevano fame. In realtà prima di ucciderli ringraziavano il loro spirito, ringraziavano il bisonte o il cervo dicendogli che un giorno lo avrebbero ricambiato nutrendo i suoi cuccioli. Gli Indiani avevano due modi per “seppellire” i morti: o sopra un albero o su un’impalcatura. In questo modo i corpi si decomponevano rapidamente e i resti cadevano al suolo. L’erba posta sotto all’impalcatura diventava molto verde, rigogliosa e i figli del cervo e del bisonte potevano nutrirsene. In questo modo gli Indiani mantenevano la promessa di sfamare i cuccioli degli animali uccisi. Tutto questo appartiene al Grande Cerchio della Vita in cui ogni cosa è legata alle altre.
Questa vostra consapevolezza del profondo legame tra tutte le creature ci riporta al problema del rispetto per la vita; qual è il tuo pensiero di fronte ai disastri ambientali, alle devastazioni provocate dall’umanità sul pianeta Terra?
A volte mi pongo domande sul destino di questo pianeta e penso che la Terra ha qualcosa che noi umani non possediamo, se non in una quantità molto esigua: il tempo.
Noi umani siamo folli, facciamo alla Terra cose terribili. Quasi non pensiamo che dopo la nostra morte la Terra andrà avanti comunque. Noi abbiamo una vita molto breve, soltanto la Terra “possiede il Tempo”. Rispetto agli altri animali l’uomo è un essere molto particolare: ha paura, è molto possessivo, difficilmente vuol condividere quello che ha. Per difendere quello che possiede costruisce armi sempre più potenti; addirittura la bomba atomica, l’arma più micidiale (v. la poesia No nukes di Gilbert. N.d.A.)… L’uomo è talmente folle che, piuttosto di condividere, è disposto anche a massacrare i suoi simili… e si dimentica della brevità della sua vita di fronte a quella della Terra...
giovedì 11 agosto 2011
numeri petroliferi
sabato 30 luglio 2011
lunedì 25 luglio 2011
autosufficienza alimentare - la lezione giamaicana - Marinella Correggia
Di fronte all'evidente natura erratica dei mercati mondiali, l'Autorità per lo sviluppo agricolo rurale (Rada) della Giamaica ha cominciato a promuovere orti domestici, rurali e urbani, in 14 aree strategiche. Era il primo punto di un Programma nazionale per la sicurezza alimentare, lanciato due anni fa con la distribuzione di kit contenenti semi, input e guide del piccolo coltivatore. È un programma con molti attori, che va sotto il nome di campagna «Eat Jamaican» (Mangia giamaicano, e dunque produci giamaicano). L'obiettivo finale è l'accesso di tutti a cibo nutriente, a basso costo e locale.
Oggi gli autoprodotturi (per il consumo domestico e la vendita locale) sono aiutati con programmi di formazione, accesso al mercato, piccole tecnologie, e gli agrotrasformatori ottengono prestiti a bassissimo costo purché usino materie prime locali. Il processo sta andando bene: la bolletta delle importazioni alimentari è passata da 800 milioni di dollari nel 2008 a 661 milioni nel 2010. Ma si può andare oltre.
I progetti a favore di 5mila orticoltori urbani e duemila agricoltori «di campagna» sono tanti: dall'introduzione delle colture idroponiche in diverse comunità all'incremento della produzione di radici e tuberi, dal miglioramento dell'irrigazione al potenziamento delle capacità di stoccaggio alla riduzione delle perdite post-raccolto. Sul lato delle politiche commerciali, il governo è orientato a proteggere di più l'agricoltura dalle importazioni a basso costo...