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domenica 28 aprile 2024

Sussidi pubblici: l'ipocrisia occidentale verso la Cina è nuda - Pasquale Cicalese

 

Notizia del 15 aprile sia di Milano Finanza che de Il Sole 24 Ore. Il governo americano dà 6,4 miliardi di sussidi a Samsung per costruire una fabbrica di chip in Texas.

Sappiamo quanti miliardi ha avuto Stellantis dal governo italiano negli ultimi 2 anni (6 miliardi, quanto il costo del reddito di cittadinanza ora abolito) per non parlare del passato. Vi è una lunga lista di sussidi pubblici in Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, Polonia ecc. ecc. Ma la Yellen accusa la Cina di sussidiare le sue industrie. Ora, a parte che almeno il 30% della produzione industriale cinese è pubblica (proprio come da noi nella Prima Repubblica, eravamo visti come un Paese "comunista", ma eravamo moderni e il benessere c'era), faccio una domanda provocatoria. Perché l'Ocse non fa uno studio comparato di quanti miliardi di sussidi pubblici concedono i paesi occidentali e quanti la Cina?

Si scoprirà che il rapporto è inverso, quindi la Cina non ci sta ad essere cornuta e mazziata e giustamente manco risponde alla Yellen o alla Von der Leyen. Semplicemente la Cina è un paese "socialista" con forte apporto di banche pubbliche, imprese pubbliche, servizi pubblici (proprio come eravamo noi, ve li ricordate gli anni settanta o ottanta, per non andare dietro ancora?). Ciò portava gettito fiscale al governo.

Cossiga nel 1969 ebbe a dire: abbiamo tanto gettito che non sappiamo come spenderlo. Ora, con le privatizzazioni che ci sono state negli anni novanta grazie a Draghi, Prodi, Amato, D'Alema, un pò Berlusconi e ora la Meloni, molte di queste imprese oligopolistiche hanno alzato le tariffe, non hanno fatto manutenzione (ogni riferimento ai Benetton è casuale) e soprattutto hanno trasferito la sede legale e fiscale nei paradisi fiscali (vedi Fiat, dopo 100 anni di sussidi pubblici).

Ecco perché la Cina può permettersi spese a favore di industria, servizi alla popolazione a prezzo basso se non politico (vi ricordate quanto costava un biglietto bus da noi negli anni settanta?). E' salario sociale globale di classe, oltre che salto tecnologico. E' questo di cui si accusa la Cina, la stessa accusa che sin dal 1917 si fece all'Urss, vale a dire che il governo controlla l'economia. In Cina ci sono miliardari. Tra i miei contatti c'è un architetto che vive in Cina. 4 anni fa, chattando mi disse: "vedi Pasquale, gli imprenditori privati, i miliardari, se il governo lo chiede (e Xi lo ha chiesto due anni e mezzo fa), danno tanti soldi alla comunità per un semplice motivo. Il governo gli ha portato benessere, competività, gli ha permesso di accumulare ricchezze".

Alibaba due anni fa diede 10 miliardi di dollari alla comunità cinese. E tante altre industrie private. Forse non sarà socialismo, ma il benessere comune, frutto del confucianesimo, lo sentono tutti, quel che i cristiani italiani definiscono distibutivismo. E allora, quanti miliardi di sussidi pubblici regala l'Occidente, e quanti ne dà la Cina? Spesso le aziende cinesi private non hanno bisogno, da almeno 15 anni, di sussidi pubblici perché sono piene di liquidità, grazie a successi imprenditoriali diffusi (i cinesi sono mercanti da millenni).

da qui

mercoledì 15 febbraio 2023

La nostra lotta di classe si chiama "Inverno Demografico" - Pasquale Cicalese

 

Ho letto una ricerca secondo cui da marzo le imprese richiederanno 540 mila lavoratori, specie nel turismo, ma anche informatici, medici, ingegneri, dipendenti pubblici e altro.


Ieri Il sole 24 ore titolava: 4 milioni di lavoratori nel green. Mi chiedo: dove li troveranno? L'indice di natalità è il piu' basso al mondo assieme a Giappone, l'invecchiamento della popolazione è drammatico, l'Istat parla di inverno demografico, per 30 anni, grazie alla deflazione salariale, alla precarietà, alla flessibilità, al taglio del salario sociale, le politiche economiche, per seguire l'euro, da parte di tutti, sono state indirizzate al crollo demografico.

Ora dove li prenderanno? Oltretutto 6 milioni, spesso lavoratori qualificati, li hanno fatti scappare all'estero causa bassissimi salari, dove li prenderanno? Questo è il vero dramma italiano, la distruzione del settore dell'istruzione, i numeri chiusi all'Università, la non possibilità di tantissime famiglie italiane di far continuare gli studi ai figli, la non possibilità di farsi una famiglia, comprare casa o avere una casa popolare, la non possibilità, in definitiva, di fare figli. 

Quando studiai l'esame di Storia delle  dottrine politiche, lessi tra l'altro Albert Hirschman, il quale sosteneva che nell'epoca moderna le masse o protestavano o facevano "exit", cioè abbandonavano, il paese o gli affari politici. Esattamente quello che è successo in questi decenni, una protesta di massa fatta da 6 milioni di emigrati all'estero.


Questa fu una forma, individuale ma di massa, di lotta di classe in Italia. Ecco perchè non siamo come la Francia, la protesta l'abbiamo già fatta. Rimangono i cinquantenni e i sessantenni prossimi alla pensione.

Tra dieci anni, se continua così, con i salari da 700-1000 euro, con contributi, non ci saranno risorse per fronteggiare conti pubblici e pensioni. Nessuno si pone questo problema, solo l'Istat parla di inverno demografico.

Non c'è nessuna "riforma delle pensioni" da fare, semplicemente l'Inps raccoglie i contributi per pagare le pensioni. Se i contributi sono bassi per via di salari bassi, ovvio che ci siano problemi. E' la matematica, non ci vuole un genio per capirlo. Poi ho visto un video di Vincenzo De Luca, il governo ha chiesto alle regioni un parere su di una bozza di decreto che smantella la sanità pubblica trasformandola in assicurazioni private, sul modello statunitense. Questi ambiti, assieme alla distruzione dell'istruzione avvenuta, portano il paese nel baratro. Rimarranno milionari e immigrati che li servono, ma l'emigrazione all'estero esploderà del tutto. Exit. Poi siamo sicuri che tunisini, marocchini, egiziani, algerini, africani in genere rimarranno nei prossimi decenni qui? Sono paesi che stanno economicamente esplodendo, molti se ne andranno...

da qui

mercoledì 1 febbraio 2023

Mai sanzionare un paese ricchissimo di materie prime - Pasquale Cicalese

Mai sanzionare un paese ricchissimo di materie prime, specie se le tue sanzioni colpiscono le tue industrie e contemporaneamente questo paese ha sbocchi commerciali ben più floridi, redditizi, capace di farti schizzare in alto la bilancia commerciale e il surplus delle partite correnti, che si riflette in un rafforzamento della sua moneta, mentre la tua ormai è dollarizzata.

Fonte Bloomberg di oggi, prodotti energetici russi verso la Cina aumentati da febbraio a settembre, fonte Gacc (General Administration of chinese customs) da 30 miliardi a 50. E poi boom di importazioni cinesi dai russi di nlckel, carbone, alluminio, palladio ecc. Una massa enorme di 1,4 miliardi di persone affamate di materie prime o che cambiano partner economici, visto che sul petrolio i russi si stanno avvicinando ai sauditi come primo partner dei cinesi.

Due giorni fa la notizia dell'associazione degli importatori europei che pregano la Commissione di non mettere sanzioni sull'alluminio, pena chiusura di migliaia di aziende. Prezzi alla produzione eurozona 43.2, la Commissione, in nome dell'alleanza atlantica, sta distruggendo l'apparato industriale europeo.

I prezzi alla produzione cinese pari allo 0.9, frutto anche del fatto che scontano prezzi minori sul mercato russo, li porta ad una posizione invidiabile. Mi chiedo se nella Commissione ci sia gente preparata sul commercio internazionale, sull'economia industriale e sulle relazioni internazionali. Ma ormai ne dubito fortemente. L' Accademia ha sfornato asini negli ultimi 40 anni.

da qui