Visualizzazione post con etichetta cane. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cane. Mostra tutti i post

venerdì 5 maggio 2023

Una riflessione sulla differenza che c’è tra cane e maiale - Melanie Joy

(articolo ripreso da https://www.esserevegan.it/)

Con questo articolo vorremmo che tu faccia una riflessione sulla differenza che c’è tra cane e maiale. Ti chiediamo di leggere la traduzione di una piccola parte di un libro scritto da Melanie Joy: “Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche“. Buona lettura.


Prenditi un momento per pensare, senza autocensure, a tutte le parole che ti vengono in mente quando immagini un cane. Poi fai la stessa cosa, ma questa volta immagina un maiale. Infine, confronta le descrizioni dei due animali.

Cosa noti? Per quanto riguarda il cane, hai pensato a “tenero”? “Fedele”? Mentre per il maiale hai pensato a “fango” o “sudore”? Hai pensato a “sporco”? Se le tue risposte fossero simili a queste, rientreresti nella maggioranza.

Insegno psicologia e sociologia presso un’università locale e ogni semestre dedico una parte del corso agli atteggiamenti verso gli animali. Negli anni ho insegnato, letteralmente, a migliaia di studenti, ma ogni volta che propongo questo esercizio la conversazione si svolge essenzialmente allo stesso modo, con risposte sempre simili tra loro.

Come prima cosa, come ti ho appena fatto fare, chiedo agli studenti di elencare le caratteristiche dei cani e poi quelle dei maiali e scrivo ogni lista sulla lavagna così come viene fuori. Per i cani gli aggettivi includono solitamente quelli che abbiamo già visto, insieme a ” amichevole”, “intelligente”, “divertente”, “affettuoso”, “protettivo” e, talvolta, “pericoloso”. Non sorprende che ai maiali s’affibbi una lista di aggettivi molto meno lusinghiera. Sono “sudati” e “sporchi”, così come “stupidi”, “pigri”, “grassi” e “brutti”.

Successivamente, chiedo agli studenti di spiegare ciò che provano verso ciascuna di queste specie. Di nuovo non dovrebbe sorprendere che, generalmente, come minimo, a loro piacciono – e spesso amano – i cani, mentre sono “disgustati” dai maiali. Infine, chiedo di descrivere le loro relazioni con entrambi. I cani, ovviamente, sono nostri amici e membri della famiglia; i maiali sono cibo.

A questo punto gli studenti iniziano a sembrare perplessi, si chiedono lo scopo della nostra discussione. Quindi pongo una serie di domande come replica alle loro affermazioni precedenti e il dialogo procede più o meno in questo modo:

Perché dite che i maiali sono pigri?

Perché poltriscono tutto il giorno.

Quali? I maiali allo stato brado oppure solo quelli allevai per la loro carne?

Non lo so. Forse quando si trovano in un allevamento.

Perché pensate che i maiali in allevamento – o in allevamento intensivo, per essere più precisi – poltriscano?

Forse perché stanno dentro un recinto o in una gabbia.

Cosa rende i maiali stupidi?

Lo sono per natura.

In realtà i maiali sono considerati persino più intelligenti dei cani.

Perché dite che i maiali sudano?

(Nessuna risposta)

Lo sapete che, anzi, non hanno le ghiandole sudoripare? Tutti i maiali sono brutti?

Si!

E i maialini?

I maialini sono teneri, ma i maiali sono disgustosi.

Perché dite che i maiali sono sporchi?

Perché si rotolano nel fango.

Perché si rotolano nel fango?

Perché a loro piace lo sporco. Loro sono sporchi.

In realtà, si rotolano nel fango per rinfrescarsi quando fa caldo, dal momento che non sudano.

I cani sono sporchi?

Si, talvolta. I cani possono fare cose davvero disgustose.

Perché non avete incluso “sporco” nella lista dei cani?

Perché non sono sempre sporchi. Solo qualche volta.

I maiali sono sempre sporchi?

Si!

Come fate a saperlo?

Perché sembrano sempre sporchi.

Quando li avete visti?

Non lo so. Credo in fotografia.

E sono sempre sporchi nelle foto?

No, non sempre. I maiali non sono sempre sporchi.

Avete detto che i cani sono fedeli, intelligenti e carini. Perché lo dite e come fate a saperlo?

Li ho visti.

Vivo con dei cani.

Ho incontrato un sacco di cani.

E i sentimenti dei cani? Come fate a sapere che provano davvero emozioni?

Giuro che il mio cane si rattrista quando sono giù di corda.

Il mio cane aveva un aspetto colpevole e si nascondeva sotto il letto quando sapeva di aver fatto qualcosa di sbagliato.

Ogni volta che andiamo dal veterinario il mio cane trema, è così spaventato.

Il nostro cane di solito piange e rifiuta il cibo quando ci vede fare i bagagli per le vacanze.

C’è qualcuno qui che pensa sia possibile che i cani non provino emozioni?

(Nessuno alza la mano)

E i maiali? Pensate che i maiali provino emozioni?

Certo.

Credete che provino le stesse emozioni dei cani?

Forse, si, immagino.

In realtà, la maggior parte delle persone non sa che i maiali sono così sensibili da sviluppare comportamento ossessivi, come le automutilazioni, quando sono tenuti in cattività. Credete che i maiali provino dolore?

Certo. Tutti gli animali sentono dolore.

Quindi perché mangiamo i maiali e non i cani?

Perché il bacon è buono (risate).

Perché i cani hanno una personalità. Non si può mangiare qualcosa che ha una personalità. Hanno un nome, sono individui.

Credete che i maiali abbiano una personalità? Che siano individui, come i cani?

Si, immagino che se avessimo la possibilità di conoscerli probabilmente lo scopriremmo.

Avete mai incontrato un maiale?

(Tranne un unico studente, la maggior parte risponde di no).

Quindi da dove avete ricavato le vostre informazioni al loro riguardo?

Libri, televisione, pubblicità, film, dalla società, credo.

Cosa provereste riguardo i maiali se li consideraste individui intelligenti, sensibili, che magari non puzzano né sono pigri e ingordi? Se li conosceste direttamente come conoscete i cani?

Mi sembrerebbe strano mangiarli. Probabilmente mi sentirei colpevole.

Quindi, perché mangiamo i maiali e non i cani?

Perché i maiali sono allevati per essere mangiati.

Perché alleviamo i maiali per mangiarli?

Non lo so. Non ci ho mai pensato. Credo perché, semplicemente, è il modo in cui stanno le cose.

Semplicemente, è il modo in cui stanno le cose. Prenditi un momento per pensare a quest’asserzione. Pensaci davvero. Mandiamo una specie dal macellaio e offriamo il nostro amore e la nostra tenerezza a un’altra, apparentemente, per nessun’altra ragione se non perché è il modo in cui stanno le cose. È assurdo mangiare i maiali e amare i cani senza sapere nemmeno il perché.

da qui

 


martedì 9 novembre 2021

64 anni fa Laika moriva nello spazio

 

Il 3 novembre 1957 una cagnolina randagia catturata per le strade di Mosca, un esserino di 3 anni e appena sei chilogrammi di peso chiamato Laika, veniva lanciata nello spazio a bordo della navicella spaziale Sputnik 2 e moriva di terrore in solitudine dentro un minuscolo abitacolo.

Come sempre, Veganzetta vuole ricordarla in quanto vittima di un’ingiustizia assoluta.
La triste storia di Laika condannata a morire sola, prigioniera, lontanissima fisicamente da noi Umani e dalla Terra, rappresenta davvero il simbolo di ciò che facciamo subire agli altri Animali quotidianamente. C’è un briciolo di Laika in ogni Animali che soffre a causa nostra: nei suoi occhi che incrociano i nostri, nei suoi pensieri indubbiamente migliori dei nostri. Così come c’è qualcosa di lei in tutto ciò che tentiamo di fare per porre fine all’orrore dello sfruttamento animale. E’ anche per tale motivo che il lavoro di Veganzetta è dedicato alla sua memoria.

Ciao Laika.


da qui

 



lunedì 24 febbraio 2020

Tunita gioca a pallone



Ha “invaso” letteralmente il campo e il cuore di tutti questi giocatori, tanto da essere adottata a mascotte di tutta la squadra. Loro sono i calciatori messicani dell’Atlético de San Luis e questa è la storia della piccola Tunita, il cagnolino randagio che ha rubato i riflettori durante un’importante partita.
Era lo scorso venerdì 17 quando l’Atlético San Luis si scontrava con il Cruz Azul Fútbol Club. Nel bel mezzo del macht, l’ala destra Germán Berterame nota la presenza di un cane in campo. Lo prende dunque delicatamente in braccio e lo porta fuori dal terreno di gioco.
Ma la storia non finisce qui. Il sabato successivo, il club messicano lancia un messaggio sulla sua pagina Facebook per chiedere informazioni su dove si trovasse il cucciolo, già denominato il “più grande fan” della squadra.
In un batter d’occhio, dopo una grande mobilitazione da parte dei fan, il San Luis ha ritrovato Tunita e lo ha adottato!
Questo lunedì, il club ha pubblicato un video che mostra tutta la storia di Tunita con San Luis:
“Vi presentiamo il nostro nuovo rinforzo”, scrivono sul profilo. E, insomma, benvenuto nuovo peloso!

martedì 30 luglio 2019

povero Pep



…Pep, “the dog catmurdering”, un Labrador Retriever nero che il 12 agosto 1924 fu rinchiuso all’Eastern State Penitentiary di Philadelphia colpevole di aver fatto fuori il gatto preferito della moglie dell’allora governatore della Pennsylvania, il quale usò i suoi poteri per condannare all’ergastolo il cane, detenuto a vita all’Eastern State per ben dieci lunghissimi anni...
da qui





I just watched on mysteries at the museum that the governor hadn't sentenced the dog. He sent the dog there to help rehabilitate the inmates. The staff at the prison thought they'd be funny and take a pic of the dog w an inmate number and fabricated the crime. The dog never killed a cat. And spent the rest of his days at the prison beloved by the guards and the inmates.

martedì 28 maggio 2019

E' morta Nicoletta, cane super fedele: vegliò per dieci anni sulla tomba del proprietario a Ischia - PASQUALE RAICALDO


















Dal 29 gennaio 2009 a pochi giorni fa aveva vegliato sulla tomba del suo proprietario Alfred, scomparso poco più di dieci anni fa, nel piccolo cimitero della frazione di Panza, sull’isola d’Ischia. Una storia a tratti commovente, raccontata da Repubblica nei mesi scorsi e divenuta virale.

Oggi Ischia piange Nicoletta, il bellissimo meticcio che aveva eletto a sua dimora il cimitero sin dai giorni successivi alla dipartita del suo proprietario, intenerendo custodi e residenti, che avevano finito con l’adottarla e darle da mangiare per anni, anche nei lunghi inverni. Nelle ultime settimane, le condizioni di salute del cane – che spesso restava per ore accucciata proprio ai piedi della tomba del suo proprietario, di origini tedesche - erano diventate precarie. “Per noi Nicoletta era diventata un’amica, siamo costernati ma siamo convinti che ora raggiungerà il suo proprietario, che non aveva mai dimenticato”, commenta Enrico, che gestisce una pensione a pochi metri dal cimitero e che non le aveva lesinato attenzioni e cure, soprattutto negli ultimi anni.
E ora la sua storia, che ricordava da vicino quella del cane giapponese Hachiko (che -  alla morte del padrone - per dieci anni continuò ad attenderlo invano alla stazione giapponese di Shibuya), potrebbe essere sintetizzata in una targa o addirittura in una statua. “Qualcosa che renda immortale il suo esempio e la sua fedeltà”, auspicano i custodi, che da oggi saranno un pochino più soli, senza l’allegro scodinzolare di Nicoletta.