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giovedì 5 giugno 2025

Il Bovaro dell’Arkansas e il Duomo -Miguel Martinez

Una discussione tra i commenti sul blog, sul tema “overtourism“.

Peucezio, di Milano, scrive:

“Cioè, ragazzi, ma ci rendiamo conto che fino a non moltissimi anni fa io entravo in Duomo con la stessa disinvoltura con cui entravo nella Galleria Vittorio Emanuele, potevo girarmelo come volevo, concentrarmi su un particolare, dirmi una preghiera…
Oggi devo fare la fila e pagare per visitarlo e devo fare una fila più piccola per andare a pregare, ma posso pregare solo in un’area limitata?
Io che vivo a Milano da mezzo secolo tondo.
E questo perché dei coglioni di americani e altra gente varia vengono in massa a rompere i coglioni.”

Gli risponde Roberto:

“per me la gente colta e sensibile non ha nessun merito né diritto in più del bovaro dell’Arkansas o di dove vuoi tu”

Sono due posizioni che abbiamo sentito molto volte. Inoppugnabili all’apparenza, ma mancano alcune premesse fondamentali.

Uno, non stiamo parlando dello stesso diritto.

Il Duomo di Milano esiste, perché ha avuto una funzione. Spazio sacro e civico, di una comunità sotto Dio. E ovviamente anche autocelebrazione un po’ vanitosa della Comunità stessa, che investiva nella Casa (domus) Comune un’energia che non dedicava nemmeno lontanamente ai palazzi privati.

Queste funzioni oggi sono molto più deboli, ma Peucezio sta cercando di viverle.

La funzione, sfondo per selfie di masse di individui che vengono per un momento e poi escono per non tornare mai più, è qualcosa di completamente diverso.

La seconda funzione rende impossibile la prima.

Tu prima andavi in un orto, per raccogliere i pomodori. Adesso è stato trasformato in un vespasiano pubblico. Che problema c’è, basta che fai la fila anche tu. Sì, ma io ci andavo per raccogliere i pomodori.

Due, oltre al diritto di Peucezio e quello del Bovaro, esiste un terzo diritto: quello della ragazza di Matera che con un concorso ha appena vinto un posto come infermiera in un ospedale di Milano. Ma non può svolgere il proprio lavoro, perché a causa dell’overtourism, i prezzi delle case sono diventati inaccessibili. Lei dovrà rinunciare al proprio lavoro, e i pazienti dovranno rinunciare a essere curati, per far posto al diritto del Bovaro, ma soprattutto al diritto dei padroni di casa (spesso grandi fondi di investimento) di scegliere affitti brevi a bovari contro affitti lunghi a infermiere (“la Proprietà è Sacra”, ci ricordano Salvini e la Santanchè).

Qui Roberto risponde,

“Capisco ma […] non c’è scritto da nessuna parte che uno debba vivere dove lavora (per dire io abito a mezz’ora di macchina da dove lavoro perché non posso permettermi un posto più vicino)”

In effetti, con il prezzo dei voli low cost, l’infermiera potrebbe probabilmente partire tutte le mattine con il volo delle 3.32 da Matera e rientrare con quello delle 23.51.

Tre, la questione dei rapporti di forza.

Roberto scrive:

“Ragazzi io capisco il problema, se poteste suggerire soluzioni che non abbiano questo gusto mefitico di classismo (il turismo è riservato alle Classi alte, ai colti e agli abbienti) vi ascolterei con più interesse”

E’ quella che io chiamerei la posizione archetipica della Destra realmente esistente: gli “snob della Ztl, i ricchi con due lauree, disprezzano e vogliono far soffrire le Persone Normali che Lavorano“. Un immaginario che si nutre anche di antiche idee di Sinistra sui potenti che si arricchiscono sfruttando i poveri.

E’ la carta vincente di Salvini e di Trump, ma è una carta truccata, e vi spiego perché.

Sembra che ci sia un Ricco e Colto di nome Peucezio, probabilmente con la erre moscia, che è infastidito dalla vicinanza di un bovaro del Arkansas che puzza lievemente di sterco di vacca, e quindi gli impedisce con la forza di ammirare le guglie del Duomo di Milano. Da fargli subito la lotta di classe, e la rivolta populista pure!

Io mi sono abituato, per forza di cose, a guardare però i reali rapporti di forza.

Ve lo racconto con una storiella di fantasia.

Peucezio, geniale linguista dalla vita economica precaria, privo di ogni potere politico, si sfoga sul blog di Miguel Martinez, traduttore di manuali tecnici, un blog con venticinque lettori.

Dall’altra parte, non c’è il Bovaro dell’Arkansas.

C’è la Fun Cool World Tour. La loro sede organizzativa è questa:

Ma la sede legale è 35 Notax Drive, West Bay, Cayman Islands.

La Fun Cool ha appena acquistato da una ditta con sede a Lamezia Terme e a Dubai, un isolato a due passi dal Duomo di Milano, e lo ha ribattezzato Duomo Experience Residence.

A vegliare affinché ogni cosa fili liscio, ci pensa lo Studio Legale Fratelli Squalo, che cura anche gli interessi della banca che finanzia Forza Italia, quelli della fondazione dove lavora la sorella del responsabile comunale per i progetti edilizi, e quelli della Cooperativa Inclusion che sostiene il PD.

La Fun Cool è stata contattata da Joe Wayne. Un signore da poco eletto governatore repubblicano dell’Arkansas grazie a un finanziamento di centomila dollari da parte della Cattle Rancher Federation, con sede a New Bovary.

I Bovari hanno chiesto che Wayne autorizzasse l’alimentazione delle vacche con antibiotici vietati in mezzo mondo; e come piccolo regalo in più, un viaggio studio a spese dello Stato per i loro dirigenti.

La prima richiesta era un viaggio per soli uomini all’Isola di Phuket, ma le Republican Moms for a Traditional Family si sono opposte fermamente, e quindi Joe Wayne ha chiesto aiuto ai suoi amici della Fun Cool. Che avendo da coprire i costi del nuovo acquisto, hanno suggerito come destinazione proprio la neonata Duomo Experience Residence.

Ecco perché Peucezio mentre accendeva la candelina in Duomo, si è trovato inquadrato anche lui nel flash dell’autoscatto del Bovaro dell’Arkansas. Il Bovaro si consola per il mancato viaggio a Phuket, almeno con la foto della candelina.

Dal sito Partyphuket:

“Una holiday girlfriend è una ragazza che affitti per essere la tua girlfriend durante le tue vacanze.

Si tratta spesso di una ragazza del posto, di solito una studentessa o barista, a volte anche una ragazza normale con un lavoro, che prende qualche giorno o settimana libero per viaggiare con te.

Ci sono molti ottimi posti nella capitale del Regno per incontrare e affittare una holiday girlfriend tailandese, come i club per soli uomini.

Il posto che consigliamo sempre ai nostri ospiti è The PIMP [lett. il Magnaccia] Bangkok.”

da qui


mercoledì 20 marzo 2024

Sette vite - Miguel Martinez

La prima vita è di Paolo.

Avrà settant’anni, lo incontro al tramonto, nel nostro Giardino.

Parla in modo raffinato, voce gentile e appena ironica, e mi fa subito simpatia.

“E’ la prima volta che capito qui… ma mi chiedo, avete per caso uno spazio coperto?

Io non ho alcun reddito, dormo all’Albergo Popolare, ma di giorno, vedete, io vado alla Biblioteca Thouar… ho trovato un angolo tranquillo, mi metto lì e tiro fuori la mia tastierina e le cuffie, e compongo musica, senza disturbare nessuno. Solo che adesso stanno facendo i lavori in biblioteca, non ci posso più andare…

Sei messicano? Mia sorella andò in Argentina per studiare il tango!

Che musica creo? Io sono vecchio, i miei maestri sono i Beatles e Jimmi Hendrix”

La seconda vita è di una coppia luminosa di quasi ottantenni, che da decenni, di notte, fanno comparire cibo e coperte per quelli che dormono per strada (compreso quello che diceva, “io preferisco dormire per strada, perché all’Albergo Popolare c’è gente troppo schifosa“).

La figlia della coppia luminosa è musicista, il compagno della figlia si occupa di teatro. E lui una sera la massacra a colpa di pentolate, le spacca le costole, la sta per strangolare, e lei trova la forza di fissarlo negli occhi, lui caccia un urlo e scompare e il giorno dopo lui si suicida lanciandosi da un ponte.

Lei ieri è andata a fare un concerto, vi serve una musicista classica?

La terza vita la incontro all’autostazione di Bologna.

Lui tiene in mano una lattina di birra, lei è tutta piegata e spinge un carretto.

Al mondo, lui urla, con tutte le sibillanti emiloromagnole,

“Io pago le tasse, e con le mie tasse pagano la guerra in Ucraina! Romano Prodi non lo avrebbe mai fatto!”

E siccome io sono una calamita vivente, dopo aver passato decine e decine di persone, lui torna di me, e mi dice,

“Sono Paganelli Romano, ho cinquasette anni e Prodi mi fece trovare lavoro! Prodi non avrebbe mai speso i nostri soldi in missili per la guerra, lei è d’accordo? Ma lei da dove viene?”

“Sono messicano”

“Che onore! Io mi sono vaccinato tre volte per il Covid – questa è solo la seconda birra che bevo oggi – e mi sono cascati tutti i denti! Il mio medico dice che è per il vaccino! Lei è di Firenze? Mio zio Paganelli Lino lavorò per la principessa Strozzi, di Firenze!”

Ci stringiamo forte la mano e trovo bellissimo il suo sguardo, sento che nella sua follia, è un amico vero.

La quarta vita, me la raccontano quasi a caso, un ragazzo figlio unico della profonda Sicilia che andò a studiare giurisprudenza a Bologna, avrebbe potuto studiare anche a Palermo.

Una sera i genitori telefonano, lui non risponde, risponde il compagno di stanza, “gli ho bussato, ma non lo vogliamo disturbare”, e i genitori presi da una strana intuizione, insistono, ma niente… quando la polizia sfondò la porta, lo trovano morto d’eroina.

La quinta vita, non c’è più nemmeno quella, è di un ragazzino di diciannove anni, figlio di una mamma immigrata semplice e coraggiosa, che ha fatto ciò che poteva… l’hanno ammazzato l’altra notte a coltellate qui a Firenze, per qualche orrenda inutile sciocchezza, che avrà distrutto anche le vite degli assassini.

La sesta vita la incontro sul Ponte…

La zingara del Kosovo, anni e anni che ci incrociamo con la sua pelle scura di indiana, anni fa mi raccontava che erano in diciassette a vivere tutti in un unico appartamento scampato non si sa come agli speculatori.

Sul ponte dedicato ad Amerigo Vespucci, la zingara mi racconta che ha tre figlioli,e il marito l’ha mollato, e mi chiede, se posso trovarle lavoro, qualunque lavoro.

“Ma io spero solo in Dio, perché in Lui ci credo!”

Appena nato il suo bimbetto, dissi, ما شأالله

che vuol dire, “è quello che Dio ha voluto”, e così nessuno può sospettare invidie…

e stasera, anche lei mi dice, mashaa’Allah come è bella!, guardando mia figlia, e penso a lei, ai suoi tre figlioli, a come senza soldi deve pagare settecento euro di affitto, e alla sua splendida fede che è l’unica arma che ha.

La settima vita è la mia, e io mi chiedo, cosa può fare per tutta questa piccola gente,

e poi magari anche questa settima vita avrebbe profondamente bisogno di qualcosa, solo che non ho il tempo per chiedermi, di cosa.

da qui