Visualizzazione post con etichetta Aldo Morrone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Aldo Morrone. Mostra tutti i post

giovedì 27 febbraio 2020

La nuova maledizione biblica - Aldo Morrone



“La malattia è il lato notturno della vita,
una cittadinanza più onerosa.
Tutti quelli che nascono hanno una doppia cittadinanza,
nel regno dello star bene e in quello dello star male.
Preferiremmo tutti servirci soltanto del passaporto buono,
ma prima o poi ognuno viene costretto,
almeno per un certo periodo,
a riconoscersi cittadino di quell’altro paese”.
(Susan Sontag, 1977)

Siamo tornati stanchissimi e ricoperti di polvere dalla testa ai piedi. In bocca, in gola e negli occhi. Si tossiva e starnutiva, non era il coronavirus, ma la mancanza di strade. Solo piste per asini e dromedari. Ma siamo riusciti a raggiungere Semema e a incontrare la popolazione locale con cui da anni lavoriamo per garantire la salute e la dignità alle donne incinte perché nessun neonato e nessuna donna debba più morire di parto. 
Insieme a Carmen a Giulia, a Luca, accompagnati da Esayas e da Hagos, ci siamo commossi a vedere e sentire la gioia di creature che “ai confini” del mondo ci abbracciavano e cantavano. Il desiderio di vivere è più forte della paura di morire. Non conoscono il COVID-19, per fortuna, ma temono di più la malaria, la diarrea infantile, il morbillo e il tetano. Ci chiedono cosa faremo per contrastare gli sciami di locuste che da mesi li sta portando alla carestia e fame. Per loro e per quel po’ di bestiame che cercano di allevare. Questo oggi li spaventa e hanno paura che il resto del mondo non comprenda questa “maledizione” biblica

Ma per un giorno si festeggiava. C’erano nuovi strumenti diagnostici, per evitare di morire per un’emorragia “post partum” o per una banale infezione. Con i medici e gli infermieri dell’Università di Aksum, abbiamo avviato l’ennesimo screening per le “Tropical Neglected Diseases”, se riusciamo a diagnosticarle subito, si possono salvare migliaia di vite. E noi utilizziamo la conoscenza delle lesioni cutanee che spesso compaiono molto prima di tutti gli altri sintomi. 
Stanchi, stanchi da morire, ma felici perché tocchiamo con mano che si può e si deve lottare per la salute di tutti, sotto casa e a migliaia di chilometri di distanza. Non fa nessuna differenza. Proprio con l’epidemia del COVID-19 l’abbiamo imparato a nostre spese. 
Il sole al tramonto è stato dolce con noi e stanotte le stelle ci sorridevano. Domani un altro villaggio, un’altra woreda, con altre donne e bambini

mercoledì 2 gennaio 2019

La strage nascosta al mondo - Aldo Morrone



Oggi è in corso una vera “strage degli innocenti” che continua a non fare notizia eppure è un dramma per milioni di bambini. Si tratta della diarrea infantile, che rappresenta la seconda causa di morte nel mondo per i bambini: ogni anno uccide oltre 525 mila bimbi sotto i cinque anni, in gran parte in Africa e in Asia. In tutto il mondo sono oltre 1,7 miliardi i casi di diarrea infantile ogni anno e questa è anche una delle principali cause di malnutrizione.
Il problema è che non esistono giornate di studio o seminari, né progetti internazionali per creare un’attenzione su questa malattia dei più poveri.
Anche di questo abbiamo discusso in Africa, durante la sesta conferenza internazionale Skin on the Move- Dermatological Diseases and Global Health che l’Istituto San Gallicano (IRCCS) ha organizzato ad Addis Abeba, Mekellè, Aksum e Sheraro. Quattro città diverse con malattie e problemi diversi. Durante i lavori del congresso, e nelle visite ai centri sanitari delle aree remote rurali, abbiamo scoperto che tutte le cifre ufficiali che vengono riportate dai documenti anche dell’OMS, in realtà rappresentano solo la punta dell’iceberg. Si muore di diarrea infantile molto di più di quanto sia riportato dalle statistiche.
Dunque, la speranza è che proprio da qui, dal confine tra Etiopia ed Eritrea, dal cuore dell’Africa, possa partire un’iniziativa internazionale per contrastare questa vera “strage degli innocenti” e salvare milioni di bambini.
La diarrea infantile sembra una causa di morte di serie B. Non esiste neppure la giornata internazionale per ricordarla, a differenza dell’Aids, della malaria e della tubercolosi. Per questo vorremmo proporre di istituire questa giornata proprio oggi, 28 dicembre, in cui si commemora la “strage degli innocenti”.
Eppure per prevenirla, si richiedono semplici mezzi a costi irrisori. È forse per questo che nessuno ne parla. Sono sufficienti banali rimedi come lavarsi le mani prima di mangiare oppure, in assenza di acqua potabile, bere acqua bollita. Nel caso in cui un bambino, invece, contragga l’infezione intestinale, la prima cosa da fare è evitare che giunga a disidratazione, principale causa di morte. E per questo può bastare un litro d’acqua, 8 cucchiaini di zucchero, uno di sale e il succo di un limone.
Girano pochi soldi per curare la diarrea infantile e per creare sensibilità attorno all’argomento, ecco perché si fa poco o niente. Se un intervento sanitario costa troppo poco e, soprattutto, se non si muovono interessi finanziari notevoli e non vengono coinvolte grandi multinazionali, è difficile che qualcuno se ne accorga. Ecco la proposta provocatoria: istituire una giornata mondiale contro la diarrea. E farlo oggi, 28 dicembre, perché il mondo venga a conoscenza della sua pericolosità ma, al tempo stesso, di quanto sia semplice prevenirla e curarla.