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venerdì 3 gennaio 2025

Perché per me gli psicologi, soprattutto quelli diocesani, dovrebbero stare fuori dalla scuola - Alex Corlazzoli

A scuola non abbiamo bisogno di psicologi ma di pedagogisti oltre che di presidi, maestri e professori che ne sappiano di psicologia. Non solo. Nelle nostre aule entrano spesso a fare progetti di educazione sessuale psicologi dei consultori diocesani che hanno il divieto di parlare di aborto (che è legge nello Stato italiano) e di anticoncezionali, creando un danno inestimabile nelle teste dei nostri ragazzi.

 
La notizia dell’approvazione in Manovra di un fondo di 10 milioni di euro per il sostegno psicologico nelle scuole nel 2025 non è per nulla buona. La proposta, voluta dal Partito Democratico, dimostra l’ignoranza dei compagni di Elly Schlein che con questa iniziativa – supportata dal Governo – stanno avallando la perversa abitudine di affidare ogni problema dell’aula al magico psicologo. Secondo questi illuminati politici basterebbe un servizio di sostegno psicologico, mirato a supportare studenti e studentesse nelle situazioni di difficoltà, per risolvere problemi di bullismo, di relazioni con i genitori, tra gli studenti, con i docenti e tanto altro ancora.
 
Da quando vivo da maestro tra i banchi ho visto una “psicologizzazione” dell’istruzione preoccupante. L’episodio più eclatante è di qualche anno fa, quando le mie colleghe chiamarono la psicologa perché un alunno masticava il chewing gum durante la lezione. Con queste parole non sto negando l’utilità della psicologia. Anzi. Credo profondamente nel fatto che ad avere gli strumenti necessari che offre la psicologia debbano essere coloro che hanno a che fare tutti i giorni con i bambini e i ragazzi. Oggi, invece, assistiamo all’utilizzo dello psicologo scolastico allo stesso modo di come si usa l’accensione della candela in chiesa quando all’evento di una malattia, di un momento di difficoltà ci si affida ai Santi.
 
Dovremmo avere tutti i docenti formati per avere oltre a competenze in matematica, italiano o informatica anche elementi di psicologia perché chi fa il nostro mestiere non sta dietro il vetro di uno sportello ma vive ore ed ore con delle persone favorendo (o almeno così dovrebbe essere) una crescita umana responsabile.
 
A mancare nella scuola in maniera strutturale sono, invece, i pedagogisti che restano figure adoperate spesso solo nei nidi o alle scuole dell’infanzia. Così come dovremmo iniziare ad avere la consulenza di psichiatri perché i problemi di salute mentale (sempre più numerosi) coinvolgono anche i più piccoli.
 
Andrebbe, inoltre chiarita una questione: gli psicologi dei consultori diocesani o scelgono di essere dei veri formatori e informatori o se ne stanno fuori dalla scuola. Ho avuto a che fare con psicologi assunti dalla Chiesa che hanno mostrato tutto il loro oscurantismo: obbedendo al loro datore di lavoro non hanno parlato di contraccettivi, di pillola e di tutte le altre modalità che vi sono per non avere figli o per prevenire malattie sessuali. Così non hanno accennato al tema dell’aborto, impedendo in questo modo a dei giovani di avere una conoscenza adeguata e libera.
 

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venerdì 8 dicembre 2023

Negli Usa esplode il business della "Tele-Terapia" ai studenti - Leo Essen

 

È boom di Psicologia online a buon mercato: prendi tre paghi due; Soddisfatti o rimborsati. La crescita del disagio psicologico infantile riflette un nuovo business in forte espansione: la Tele-Terapia. L’affare si sta rivelando così redditizio che i venture capitalist stanno finanziando nuove società di teleTerapia scolastica (apnews.com). 


Secondo un'indagine condotta da Associated Press, 16 dei 20 più grossi distretti scolastici degli Usa offrono il servizio di terapia psicologica online. Si tratta di un servizio con milioni di potenziali clienti. Le scuole hanno già firmato contratti per 70 milioni di dollari con compagnie private di tele-terapia e tele-psicologia.

L’analisi professionale, la telemetria e l’ascolto campionario o la ricognizione a strascico trainata dalla AI ha fatto emergere un 60% di giovani e giovanissimi che richiedono intervento psico-terapeutico professionale. Ansia, angoscia, pensieri suicidi, gender trouble e compagnia bella, droghe, sexual behavior, violenza (così come compendiati nel YOUTH RISK BEHAVIOR SURVEY del CDC per il periodo 2011-2021) popolano le aree di intervento. 

In 30 anni di ricerca non abbiamo mai riscontrato dati così devastanti, ha detto Kathleen Ethier, direttrice sanitaria del CDC (ApNews.com).

Il 30% delle ragazze prende (SERIAMENTE) in considerazione la possibilità del suicidio – il TRENTAPERCENTO!

Il 25% dei nativi dice di prendere seriamente in considerazione l’idea di suicidio.

Il 33% dei bambini – di tutte le etnie – è triste

Il 60% di giovani e giovanissimi manifesta sintomi che richiedono un intervento medico professionale.

A New York il sindaco ha sborsato 26 milioni di dollari alla startup TalkSpace per permette ai giovani tra i 13 e i 17 anni di scaricare un’app e connettersi gratuitamente con terapisti autorizzati. 

Hazel Health (HH) - sede a San Francisco - impiega 300 tele-terapisti che forniscono servizi medici in 150 distretti scolatici in 15 stati. 

Quest’anno l’HH ha firmato un contratto biennale per 24 milioni di dollari con la contea di Los Angeles per offrire servizi a 1,3 milioni di studenti. Per gli stessi servizi di tele-terapia ha incassato 4 milioni di dollari dalle Hawaii e 3,25 milioni dalla Las Vegas Area.

A Cherry Creek, nella Arapahoe County, nel dicembre 2022 il distretto scolastico ha lanciato la telemedicina per bambini. La spinta a investire nella telemedicina proviene sempre dallo stesso pacchetto di disturbi: ansia, depressione, sospetto suicidio. E anche qui a gestire il business c’è HH (washingtonpost.com).

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venerdì 26 novembre 2021

15 esercizi per uscire dalla zona di comfort in questo momento - Jennifer Delgado Suárez

 

“Non possiamo diventare ciò che vogliamo essere, se ci aggrappiamo a ciò che siamo oggi”, disse Max DePree. La crescita avviene quando lasciamo la nostra zona di comfort, quel luogo in cui ci sentiamo al sicuro, anche se è solo un’illusione.

La zona di comfort non è solo uno spazio fisico ma, soprattutto, uno spazio psicologico e un atteggiamento. Le nostre credenze, i pregiudizi, gli stereotipi e l’immagine che ci siamo formati di noi stessi e del mondo sono i limiti della zona di comfort in cui ci muoviamo.

Limitarci a quello spazio in cui ci sentiamo così comodi significa condannarci alla stagnazione, quindi non abbiamo solo bisogno di approfittare delle opportunità per lasciare la zona di comfort, ma dovremmo anche cercarle attivamente e addirittura crearle.

Ci sono mille motivi per lasciare la zona di comfort, un di questi ci viene proposto dai ricercatori della Colorado State University, che scoprirono che una delle chiavi per essere più felici e soddisfatti nella vita è assumere nuovi rischi e vivere con curiosità.

Esercizi per uscire dalla tua zona di comfort

Ogni persona ha costruito la sua propria zona di comfort a misura, il che significa che per uscire da quello spazio devi prima conoscere i tuoi confini, essere consapevole dei tuoi limiti e, soprattutto, delle tue paure. Questi esercizi ti aiuteranno a sviluppare il giusto atteggiamento per abbandonare la zona di comfort senza sottoporti a tensioni eccessive.

– Scopri un posto nuovo. Inizia ad uscire dalla tua zona di comfort facendo dei piccoli passi che non rappresentano una grande minaccia, solo per esporti alla diversità e abituarti al cambiamento. Fai in modo di scoprire un ambiente nuovo almeno una volta alla settimana. Può essere ovunque, una piccola piazza, una strada su cui non hai mai viaggiato o una mostra d’arte. L’idea è che ogni volta ti senta più a tuo agio con la novità e questa inizi a far parte di te.

– Segui un percorso diverso. Tutti noi abbiamo dei percorsi predeterminati, quelli che pratichiamo ogni giorno e conosciamo a memoria. Per uscire dalla tua zona di comfort, un esercizio molto semplice è scegliere nuovi percorsi. Non si tratta semplicemente di cambiare strada, ma godersi la novità e, come un bambino, scoprire i piccoli dettagli che rendono ogni luogo un posto speciale. Se viaggi su una strada diversa ma assorto in te stesso, a poco servirà il cambiamento.

– Prova qualcosa di nuovo. La novità non solo ci mantiene vivi, è anche essenziale per mantenere attivo il nostro cervello. Un semplice esercizio per abbandonare la zona di comfort consiste, ad esempio, nel provare nuovi sapori. Puoi anche ascoltare un genere musicale molto diverso da quello che ascolti di solito o scegliere di leggere un libro di un genere che non hai mai considerato. Il genere distopico, ad esempio, così come la fantascienza e la fiction, sono particolarmente interessanti per staccarci dal pensiero tradizionale.

– Non scegliere l’opzione sicura. Tendiamo a scegliere sempre l’opzione sicura perché vogliamo ridurre al minimo il rischio e avere tutto sotto controllo. Ma di tanto in tanto è conveniente optare per l’opzione meno comoda e più rischiosa. Non devono essere decisioni epocali in cui la posta in gioco è altissima, possono essere decisioni meno importanti, ma tieni presente che solo quando rischi sai quanto lontano puoi arrivare.

– Dì “sì” più spesso a cose che normalmente non accetteresti. Ogni volta che dici “no” rimani nella tua zona di comfort, aggrappato a ciò che già conosci. Pertanto, un buon esercizio per uscire dalla zona di comfort è dire “sì” più spesso, specialmente a quelle cose che di solito non accetteresti. Questo atteggiamento positivo ti aiuterà a intraprendere progetti e avventure nuovi o semplicemente a vivere nuove esperienze.

– Decidi velocemente. Certo, non deve trattarsi di una decisione di importanza vitale. Pensa a quelle decisioni relativamente insignificanti su cui tendi a pensare troppo. Quando affronti una di queste, scegli semplicemente la prima cosa che ti passa per la testa, senza pensarci troppo, anche se si tratta di qualcosa d’insolito. Con questo piccolo esercizio per uscire dalla tua zona di comfort aumenti la fiducia nella tua Intelligenza Intuitiva. Sarai stupito nello scoprire che eliminando il bisogno di riflettere su una decisione ti alleggerisce e genera una enorme sensazione di fiducia in te stesso.

– Fai qualcosa che ti fa paura. La paura non è sempre negativa, a volte è solo un indicatore del fatto che siamo sulla soglia di qualcosa di nuovo e sconosciuto. Pertanto, uno degli esercizi per uscire più efficacemente dalla zona di comfort è scegliere alcune di quelle cose che ti spaventano e farle. Ricorda le parole di Helen Keller: “Evitare il pericolo non è più sicuro, sul lungo periodo, che esservi esposti apertamente. O la vita è una avventura da vivere audacemente, oppure è niente”.

– Progetta una nuova sfida. C’è qualcosa che hai sempre voluto fare ma che, per una ragione o l’altra, hai finito per rimandare? Questo è il momento. Osa prendere in considerazione una nuova sfida che ti motiva davvero e cerca il modo migliore di affrontarla. Può essere qualsiasi cosa, devi solo trovare il coraggio di andare oltre i tuoi limiti.

– Impara qualcosa di nuovo. Non c’è niente come l’apprendimento per rompere le barriere e scoprire cose nuove. Pensa a qualcosa che hai sempre voluto imparare e dedicagli qualche ora alla settimana. Puoi iscriverti a dei corsi o apprendere da autodidatta, ciò che è veramente importante è che distogli l’attenzione dalla tua zona di comfort e crei nuove connessioni neuronali.

– Considera una posizione contraria. Un esperimento condotto presso le università di Winnipeg e dell’Illinois mostrò che il 63% delle persone preferisce perdere del denaro piuttosto che leggere un’opinione contraria alla propria. Un esercizio eccellente per lasciare la zona di comfort è cercare attivamente tutte quelle opinioni o idee che sono contrarie alle tue. Valutale senza pensare a chi ha ragione o torto, come un esercizio intellettuale che ti aiuterà ad ampliare la tua visione del mondo.

– Scegli un’area personale in cui desideri migliorare. Vuoi essere più estroverso? Vuoi acquistare fiducia in te stesso? Scegli un’area che vuoi migliorare e mettiti al lavoro. La zona di comfort è anche piena di scuse per continuare a essere quello che siamo, quindi è importante che tu faccia un lavoro interiore che ti aiuti a cambiare. Mettiti alla prova e stabilisci un piano d’azione per raggiungere il tuo obiettivo.

– Pianifica una giornata diversa e speciale solo per te. Si tratta di fare qualcosa che non hai mai fatto. Puoi, ad esempio, passare una giornata in solitudine così da poterti riconnettere con te stesso lontano dagli stimoli a cui sei sempre esposto. L’idea è immergerti per un’intera giornata in una situazione completamente nuova.

– Usa le emozioni “negative” a tuo favore. Tendiamo a pensare che le emozioni negative siano sgradevoli e che dovremmo evitarle. Ma queste emozioni hanno il potere di stimolare il comportamento, quindi dobbiamo solo imparare a usarle a nostro vantaggio, invece di considerarle nemiche. Se ti senti molto arrabbiato, ad esempio, approfitta della rabbia per creare arte o dare il meglio in palestra. Anche lo stress, quando è sporadico, può diventare tuo alleato quando devi affrontare situazioni che richiedono una dose extra di energia.

– Abbandona il controllo e impara a fluire. Ci aggrappiamo alla zona di comfort perché la identifichiamo con la sicurezza e il controllo, anche se è solo un’illusione. Pertanto, uno dei migliori esercizi per uscire dalla zona di comfort è imparare a fluire con gli eventi e abbandonare ogni tanto il controllo. Impara a delegare, lascia che gli altri pianifichino alcune cose, fidati di più di chi ti sta accanto e permettigli di prendere l’iniziativa.

– Elimina tutto ciò che non ti serve. La tua zona di comfort è composta anche da tutte quelle cose che ti confortano ma non ti servono veramente e occupano solo dello spazio inutilmente. Per uscire dalla zona di comfort, devi imparare a praticare il distacco, così da poter iniziare a far pulizia in casa buttando tutto ciò che non ti serve.

La chiave sta nel fare dei piccoli passi, così non percepisci l’uscire dalla tua zona di comfort come qualcosa di traumatico ma piuttosto come un’attività di scoperta che, anche se racchiude incertezza, rappresenta comunque un’opportunità per espandere i tuoi limiti e scoprire cose nuove.

 

Fonti:
Frimer, J. A. et. Al. (2017) Liberals and conservatives are similarly motivated to avoid exposure to one another’s opinions. Journal of Experimental Social Psychology; 72: 1-12. 

Kashdan, T. & Steger, M. (2007) Curiosity and pathways to well-being and meaning in life: Traits, states, and everyday behaviors. Motivation and Emotion; 31(3): 159-173.

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lunedì 25 ottobre 2021

5 pessimi consigli genitore-figlio – che probabilmente ti sono stati dati

(Dal blog https://angolopsicologia.com/)


I genitori educano e guidano i loro figli al meglio delle loro capacità. A volte, quando la situazione li travolge o si sentono disorientati, si rivolgono all’intuizione o usano la “saggezza popolare”, applicano ciò che credono essere corretto o che i loro stessi genitori hanno insegnato loro quando erano giovani.

Tuttavia, alcuni consigli dei genitori ai figli possono avere un effetto devastante sulla mente del bambino e, invece di liberare tutto il suo potenziale, finiscono per limitarlo. La voce dei genitori, infatti, può diventare una voce interiore che ci accompagna per tutta la vita.

Non c’è dubbio che la stragrande maggioranza dei genitori desidera che i propri figli abbiano successo nella vita, quindi cercano di trasmettere atteggiamenti e modi di fare che li aiutino a raggiungere quegli obiettivi. Ma avere successo non è una garanzia di felicità o benessere emotivo. Pertanto, molti consigli genitore-figlio che sono stati trasmessi da una generazione all’altra potrebbero trasformarsi in credenze controproducenti e limitanti.

I consigli dei genitori ai propri figli che sarebbe meglio riformulare

Suggerimento 1. Pensa al futuro. Concentrati sul premio.

Cosa dovremmo dirgli invece? Concentrati sul qui e ora.

Una mente costantemente focalizzata sul futuro – prima per ottenere buoni voti, poi per iscriversi a una buona università, e infine per trovare un lavoro adeguato – sarà più incline a maggiori quantità di stress e ansia. Sebbene ci siano diversi tipi di stress e una dose di eustress possa agire come agente motivante, lo stress cronico mantenuto nel tempo danneggia la nostra salute e le funzioni cognitive, influenzando le nostre prestazioni. Pertanto, insegnare ai bambini a concentrarsi sul futuro e su ciò che possono ottenere è una condanna allo stress permanente.

Infatti, concentrarsi esclusivamente sull’obiettivo significa vivere con i paraocchi. Guardare avanti ci impedisce di vedere le opportunità che abbiamo intorno e, soprattutto, riduce la nostra capacità di godere del qui e ora. Pertanto, i bambini potrebbero essere molto più felici se gli lasciamo fare ciò che è spontaneo per loro: concentrarsi sul presente e sfruttarlo al meglio. Il messaggio che devono capire è che non devono ipotecare la loro felicità oggi per un obiettivo futuro.

Suggerimento 2. Lo stress è inevitabile. Continua a sforzarti.

Cosa dovremmo dirgli invece? Impara a rilassarti.

I disturbi d’ansia vengono diagnosticati in età precoce perché i bambini sentono un’enorme pressione per essere all’altezza delle aspettative dei loro genitori e della società in generale. Non c’è dubbio che la vita arriva con una dose di tensione ed è importante che i bambini sviluppino un’adeguata tolleranza allo stress che permetta loro di affrontare le situazioni difficili, ma il messaggio che dobbiamo inviargli non è che si spingano al limite ma che imparino a rilassarsi prima di raggiungere il punto di rottura.

Non è vantaggioso vivere in uno stato di sovraccarico costante, con orari pieni che richiedono il consumo di stimolanti per poter sostenere un ritmo sovrumano mentre di notte si usano sedativi per riuscire ad addormentarsi. In effetti, non è un caso che uno studio condotto presso l’Università di Helsinki abbia rivelato che i bambini i cui genitori soffrono di sindrome di burnout hanno maggiori probabilità di soffrire un esaurimento a scuola. E anche perfezionismo e stress vengono trasmessi. Pertanto, il miglior regalo che i genitori possono fare ai propri figli è insegnare loro tecniche di rilassamento per bambini che consentano loro di evitare lo stress inutile.

Suggerimento 3. Aumenta i tuoi punti di forza. Cerca di non sbagliare.

Cosa dovremmo dirgli invece? Fai errori e impara a fallire.

I genitori, come la maggior parte delle persone, tendono ad attribuire etichette. Pertanto, non sorprende che finiscano per esagerare certe abilità dei loro figli mentre ne indeboliscono altre. Se notano che il figlio è particolarmente dotato in matematica o in uno sport, lo spingeranno a dedicarsi a questo. A prima vista, non c’è niente di male. Tuttavia, questo atteggiamento promuove la cosiddetta “mentalità fissa”, in modo che i bambini hanno meno probabilità di esplorare e scoprire cose nuove.

Quando un bambino riceve elogi per essere atletico o bravo in matematica, sarà meno probabile che esca dalla zona di comfort e, ad esempio, si senta ispirato a scrivere una poesia oa partecipare a una commedia. Questi bambini sono anche più frustrati quando qualcosa va storto e sono meno propensi a cercare nuove sfide perché preferiscono restare con ciò che conoscono, ciò in cui sono “bravi”.

Ecco perché è importante che i bambini imparino ad affrontare nuove sfide, commettano errori, si sforzino per sviluppare nuove abilità e, naturalmente, falliscano. Gli psicologi dell’Università dell’Illinois hanno scoperto che i bambini mostreranno un atteggiamento più ottimista e persino entusiasta nei confronti delle sfide se sanno che hanno solo bisogno di sforzarsi un poco di più o di riprovarci. Inoltre, avranno meno probabilità di sentirsi male con se stessi quando qualcosa non va secondo i piani.

Suggerimento 4. Non essere tenero con te stesso.

Cosa dovremmo dirgli invece? Trattati con compassione.

La maggior parte delle persone sono i peggiori critici e giudici di se stessi. Sebbene l’autocritica sia positiva per crescere e imparare dai nostri errori, quando è eccessiva può diventare paralizzante, facendoci sprofondare in un ciclo d’insoddisfazione, rimproveri e rimpianti in cui finiamo per pensare che non siamo abbastanza bravi o non valiamo nulla.

Sfortunatamente, molti genitori credono che il modo migliore per educare i propri figli sia renderli degli spartani. Quindi finiscono per essere eccessivamente critici e insegnano loro a trattarsi duramente. Ma un’eccessiva autocritica può tramutarsi in auto-sabotaggio minando la nostra autostima e generando una profonda paura di fallire.

Invece, un buon consiglio da genitori a figli è imparare a trattarsi con compassione, il che non significa dispiacersi per se stessi o chiudere gli occhi per le cose che sbagliamo, ma semplicemente trattarci come tratteremmo un amico nei momenti di fallimento o dolore. Significa essere capaci di amarci anche quando sbagliamo, trovare dentro di noi un luogo caldo e comodo in cui sentirci protetti.

Suggerimento 5. Non mostrare i tuoi sentimenti. Piangere è da deboli.

Cosa dovremmo dirgli invece? Impara a gestire i tuoi sentimenti.

La vita non è giusta. La maggior parte dei genitori lo sa e, a causa di quel forte senso di protezione, temono che gli altri danneggino i loro figli. È una paura comprensibile, ma insegnare loro a nascondere le proprie emozioni non li proteggerà. Al contrario. Emozioni come la tristezza agiscono da coadiuvante sociale incoraggiando gli altri ad avvicinarsi per offrire aiuto e sostegno.

Chiedere ai bambini di non piangere, di non essere delusi da un regalo che non gli piace, o costringerli a salutare con un bacio una persona con cui si sentono a disagio, significa disconnetterli gradualmente dalle loro emozioni. Questo non li aiuterà a gestirle meglio, ma faciliterà un processo di accumulo emotivo che finirà per generare una profonda insoddisfazione e metterà a dura prova i rapporti interpersonali.

Invece, dobbiamo insegnare ai bambini che le emozioni non sono nemici e non c’è niente di sbagliato nel sentirsi tristi, delusi, frustrati o addirittura arrabbiati. La cosa più importante è trovare la causa di quelle emozioni e imparare ad esprimerle in modo assertivo. In questo modo si potrà sviluppare l’intelligenza emotiva dei bambini perché diventino adulti più resistenti di fronte ai duri colpi della vita.

Fonti:

Salmena-Aro, K. et. Al. (2011) Parents’ work burnout and adolescents’ school burnout: Are they shared? European Journal of Developmental Psychology; 8(2): 215-227.

Dweck, C. S., & Leggett, E. L. (1988) A social-cognitive approach to motivation and personality. Psychological Review; 95(2): 256–273.

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