Gli operatori fanno i conti sui danni economico-finanziari (centinaia di milioni di euro) ma né il governo regionale nè le autorità nazionali spiegano perchè in questa drammatica emergenza di Ferragosto non sia stata richiesta l’apertura al traffico civile della base militare USA e NATO di Sigonella, a meno di 20 km in linea d’aria da Fontanarossa, risparmiata dalle ceneri (la direzione dei venti ha colpito lo spazio aereo ad est e sud-est del vulcano).
L’impiego
alternativo di Sigonella era stato assicurato tra il novembre e il docembre
2012 in occasione dei lavori di rifacimento delle piste di Catania
Fontanarossa.
Le forze
armate italiane e statunitensi ed i principali centri di ricerca universitari e
di vulcanologia sono perfettamente a conoscenza della maggiore “protezione”
dalle emissioni delle ceneri della base militare, posta a sud-ovest dal
vulcano.
Inoltre sono
stati predisposti sofisticati sistemi di monitoraggio e controllo dell’Etna che
consentono di prevedere con largo anticipo le attività eruttive ed i possibili
effetti, specie in termini di intensità delle emisisoni, loro direzione ed aree
di ricaduta.
Vogliamo
citare in proposito quanto evidenziato nella prestigiosa rivista scientifica
“Natural Hazards and Hearth System Sciences” della European Geosciences Union
(13 giugno 2025) da sette ricercatori italiani dell’Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia – INGV (sezioni di Bologna e Catania) e delle
Università degli Studi di Genova e “Aldo Moro” di Bari (titolo: Estimating the
mass of tephra accumulated on roads to best manage the impact of volcanic
eruptions: the example of Mt Etna, Italy).
I
ricercatori spiegano in particolare che “la localizzazione dell’Etna, insieme
ai venti predominanti da ovest e da nord-ovest in alta altitudine, favorisce la
dispersione e la ricaduta di ceneri e materiali piroclastici principalmente
verso est (31%), sud est (35%) e nord ovest (29%), con solo il 6% diretti verso
sud. Questi valori sono derivati dall’analisi dei dati ottenuti durante i 39
eventi eruttivi registratisi tra il febbraio e ottobre 2021. Questi risultati
sono coerenti con la storica distribuzione statistica della direzione e
velocità dei venti bel periodo 1990–2007 ad altitudini comprese tra i 5 e i 10
km.”.
Ad analoghe
conclusioni è giunto uno studio del Dipartimento di ingegneria Civile e
Architettura dell’Università di Catania e di altri centri di ricerca accademici
sui “possibili riutilizzi del rifiuto vulcanico nel campo dei materiali edili”,
coordinato dalla prof.ssa Loredana Contrafatto. In un articfolo pubblicato dal
sito di UNICT il 26 Febbraio 2024, la docente scrive in proposito che “a causa
della direzione dei venti dominanti sono soprattutto i comuni del versante
orientale e sud-orientale ad essere maggiormente colpiti dalla ricaduta delle
ceneri vulcaniche e a soffrirne i disagi logistici e le conseguenze economiche
maggiori”,
Pentagono e
NATO possono stare tranquilli dunque e ciò spiega come nella “settimana di
passione” ferragostana la base di Sigonella sia rimasta sempre pienamente
operativa.
Attendiamo
di conoscere il motivo per cui la Regione Siciliana non abbia chiesto al
governo Meloni e alla Difesa di concedere anche parzialmente l’uso delal base
militare per “tamponare” gli enormi disagi causati dalla chiusura dello scalo
di Fontanarossa.
Tre anni
avevamo assistito ad un ipocrita “balletto” propagandistico-elettorale tra il
governatore Renato Schifani e il ministro della Difesa Guido Crosetto, proprio
in merito all’apertura di Sigonella al traffico aereo civile. “Ieri sera ho
chiamato il ministro Crosetto al quale ho chiesto la possibilità dell’utilizzo
dello scalo dell’aeroporto militare di Sigonella, dopo aver rappresentato il
grave stato di criticità in cui si trova il sistema aeroportuale siciliano a
seguito della ridottissima attività dello scalo di Fontanarossa”, scriveva
Schifani il 20 luglio 2023. “Il ministro, dopo le dovute consultazioni, mi ha
informato circa la possibilità dell’utilizzo dello scalo militare, come già
avvenuto in una precedente situazione di inagibilità dell’aeroporto di Catania,
a causa della pioggia di polvere vulcanica (sic.). Ringrazio a nome dei
siciliani il ministro Crosetto per la grande sensibilità dimostrata sulla
vicenda, che denota ancora una volta la serietà ed affidabilità del governo
Meloni”.
Nella stessa
giornata del 20 luglio 2023, il ministero della Difesa italiana emetteva la
seguente nota. “L’aeroporto militare di Sigonella è stato reso disponibile per
allentare la pressione sugli aeroporti siciliani. In particolare lo scalo
civile di Catania. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha infatti dato
immediata disponibilità dello scalo militare di Sigonella venendo incontro alla
richiesta del Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani”.
In verità
alla fine non si fece nulla: lo scalo non fu messo a disposizione degli aerei
passeggeri, ma la ricaduta mediatica per Regioen Sicilia e Difesa fu enorme.
Stavolta si
poteva fare e in tempi rapidissimi, ma non è stato fatto. Volere è potere. Ma
né Schifani né Crosetto hanno inteso voler fare qualcosa. Nè purtroppo
l'”opposizione” politica e le forze sindacali di regime hanno voluto proferire
parola.
Che lo
ricordino alle tornate elettorali 2027 i siciliani e le decine e decine di
migliaia di turisti condannati alla tragica odissea di questa bollentissima
estate. Buona domenica