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sabato 20 febbraio 2016
mercoledì 11 febbraio 2015
il piccolo Budi
Budi, un cucciolo di orangotango è stato salvato da una serie di maltrattamenti, che lo avevano paralizzato. Per i primi 10 mesi della sua vita, è stato tenuto in una piccola gabbia e alimentato solo a latte condensato. Con un viaggio di oltre 10 ore, tra nave e strada, Budi è stato trasportato all' Orangutan Rescue Centre del Animal Rescue internazional di Ketapang, in Indonesia, dove sono state constatatte le sue gravissime condizioni. Affetto da anemia e da una sindrome metabolica, che ha impedito alle ossa di svilupparsi correttamente, ora sta facendo piccoli progressi. "Ha gli occhi che si riempiono di lacrime ogni volta che lo si tocca, ma quando vede il biberon sorride. E 'davvero incredibile che sia stato in grado di sopravvivere così a lungo", testimonia il personale medico che lo ha in cura. Nonostante sia seguito 24 ore su 24, le sue condizioni sono ritenute ancora a rischio.
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domenica 28 dicembre 2014
nostra sorella Sandra
L’orango Sandra ha diritto di essere liberata dallo zoo argentino in cui vive. È la conseguenza della sentenza di una Corte di giudici che ha riconosciuto la scimmia come “persona non umana” illegittimamente privata della sua libertà.
Nel mese di novembre gruppi di attivisti per i diritti animali avevano presentato una petizione per sostenere l’«habeas corpus» a nome di Sandra. Un documento che normalmente viene usato per contestare l’illegittima detenzione di una persona.
La corte ha considerato Sandra, nata in cattività in Germania e trasferita 20 anni fa in Argentina, come persona “non umana” con diritti fondamentali da tutelare. Ora l’orango di 29 anni, salvo capovolgimenti di sentenza dovuti a possibili ricorsi, dovrebbe finalmente lasciare lo zoo di Buenos Aires per continuare a vivere più in libertà in un santuario per animali.
Quella presa in Argentina è una « sentenza storica che potrebbe aprire la strada ad ulteriori azioni legali non solo per altri grandi scimmie - spiega a La Nacion Paul Buompadre, avvocato per l’Afada (Association of Officials and Lawyers for Animal Rights) -, ma anche per altri esseri senzienti ingiustamente e arbitrariamente privati della loro libertà negli zoo, circhi, parchi acquatici e laboratori scientifici».
Solo poche settimane fa, in un’analoga situazione, un tribunale statunitense non aveva riconosciuto lo status di “persona” allo scimpanzé Tommy, negandogli di fatto i diritti e le tutele previste per l’«habeas corpus».
Nel 2011 la Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) aveva intentato una causa contro il gestore del parco marino Seaworld relativamente a cinque orche catturate e detenute “in schiavitù”. La causa però venne respinta da un tribunale di San Diego...
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