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mercoledì 5 agosto 2026

Ancora un record per l’azzardo - Giovanni Caprio

 

L’affare dell’azzardo nel nostro Paese sembra non avere limiti di crescita: nel primo trimestre del 2026 la raccolta ha raggiunto i 45 miliardi e 440 milioni, con un incremento di più del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando aveva già toccato un record con 38 miliardi e 755 milioni. Stiamo parlando di una cifra incredibile certificata dal Bollettino statistico trimestrale dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che lascia supporre che alla fine di quest’anno si infrangerà un altro record e la raccolta dello scorso anno di 165 miliardi e 345 milioni, stante la crescita del primo trimestre, potrebbe essere polverizzata e arrivare a sfiorare i 200 miliardi. E’ soprattutto l’azzardo online a crescere, arrivando a 23 miliardi e 172 milioni (nel 2025 si era fermato a 20 miliardi e 253 milioni). Anche slot machine videolottery aumentano, passando da 5 miliardi e 291 milioni a 7 miliardi e 870 milioni. Per lo Stato, invece, più o meno sempre gli stessi introiti: 2 miliardi e 682 euro a fronte dei 2 miliardi e 483 milioni dello scorso anno. Le perdite per i “giocatori”, invece, crescono, arrivando a 5 miliardi e 713 milioni, rispetto ai 4 miliardi e 484 milioni del primo trimestre dello scorso anno.

Sulla base dei dati dello scorso anno, tra le Regioni in cui si gioca di più, troviamo il Lazio che si posiziona al terzo posto assoluto con 17 miliardi e 449 milioni di euro, preceduto solo da Lombardia (26 miliardi) e Campania (21 miliardi e 562 milioni). E all’interno del contesto regionale, il territorio di Roma e provincia si conferma tristemente in testa alla classifica delle aree metropolitane italiane per volume complessivo di gioco, staccando nettamente Napoli (11,4 miliardi) e Milano (9,4 miliardi). Nella provincia capitolina, come ha sottolineato la Caritas,  la raccolta è arrivata a 12 miliardi e 858 milioni di euro con una crescita di oltre mezzo miliardo rispetto ai 12 miliardi e 356 milioni del 2024. Una cifra spaventosa che equivale a più di 3.000 euro spesi pro capite, calcolando nel totale anche i bambini e i neonati. Nella sola Roma Capitale, sono stati giocati 8 miliardi e 527 milioni: al primo posto si piazzano i cosiddetti giochi di abilità o skill games (4 miliardi); seguono le scommesse sportive (1,2 miliardi), le Videolottery (887 milioni), i “Gratta&vinci” (704 milioni) e le slot machine Awp (501 milioni).

La Caritas ha aperto da marzo scorso presso il centro d’ascolto diocesano, in via di Porta San Lorenzo 7, nei pressi della Stazione Termini, uno sportello per giocatori d’azzardo e familiari. In appena quattro mesi sono state ascoltate una trentina di persone e una decina hanno accettato di iniziare un percorso. Più uomini, solo due donne, soprattutto dai 50 anni in su, pochi i giovani. A operare all’interno del centro di ascolto diocesano attualmente sono quattro persone: uno psicologo coordinatore del servizio, un assistente sociale, un educatore e un altro psicologo. Ma non si occupano solo di azzardo: sono infatti aperti all’ascolto dei senza dimora e delle persone che chiedono l’accesso alle mense e all’accoglienza. Lo sportello per l’azzardo dopo i primi colloqui indirizza ai Serd (i servizi pubblici per le dipendenze patologiche del Sistema Sanitario Nazionale) o ai servizi privati convenzionati, come varie associazioni che svolgono questo tipo di attività. Finora la maggior parte delle persone sono state accompagnate e orientate ai Serd. Successivamente si prende un appuntamento con un avvocato del servizio legale gratuito della Caritas, che incontra il giocatore patologico, insieme a un operatore sociale, per approfondire tutti gli aspetti amministrativi, economici e legali prodotti dalla dipendenza da azzardo. Successivamente, se la situazione è particolarmente grave, insieme all’avvocato si propone alla persona di iniziare un percorso di amministrazione di sostegno. La Fondazione antiusura Salus populi romani è parte integrante del progetto. Alla persona viene detto che nel momento in cui accetta di fare tutto questo percorso si può anche sottoporre la sua situazione alla Fondazione per un percorso di sdebitamento, di ristrutturazione del debito e di gestione di tutta la parte economica.

L’azzardo, denuncia Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Romaè l’esaltazione ipocrita del potere del denaro e della sorte che sfrutta un’intelligenza davvero diabolica per apparire un gioco. A questo si aggiungono il letargo e la miopia della politica e delle istituzioni pubbliche; ridotta se non complice è l’attenzione dei media, a causa dell’ingente investimento pubblicitario che produce l’industria dell’azzardo. Nonostante l’enorme somma di denaro sottratta all’economia reale, la disgregazione sociale e la disperazione che c’è dietro di essa, con tantissimi giovani, anziani e famiglie travolti dai debiti causati dal “gioco” che producono distruzione di patrimoni e a volte di vite, tutti continuano come se niente fosse. Nonostante esistano divieti a qualsiasi forma di pubblicità, il mondo dello sport, in modo particolare i club di calcio della Serie A e i grandi colossi del betting mantengono intatti i propri legami economici attraverso la strategia dell’infotainment. Di fronte a un forte dibattito politico volto ad ammorbidire o abolire tali restrizioni, la Conferenza Episcopale Italiana, insieme a Caritas e alla Consulta nazionale antiusura, è intervenuta per chiedere, al contrario, un’applicazione rigida e l’inasprimento dei divieti”.

il Bollettino Statistico del primo trimestre 2026 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: QUI

da qui

giovedì 6 marzo 2025

Il gioco d’azzardo è una droga? Favoriamolo - Fabio Balocco

L’Italia è il mercato europeo più attrattivo per l’industria del gioco d’azzardo. Lo dice Morgan Stanley nel suo ultimo rapporto; lo dicono i numeri: 15,4 miliardi di proventi lordi nel 2024, più di qualsiasi altro paese europeo. Ma evidentemente secondo i nostri politicanti (i politici sono cosa diversa) questo non è sufficiente: occorre aiutare chi specula sul gioco, anche perché così si rimpinguano le casse dello Stato. È così che il governo, mascherandosi dietro la battaglia al gioco illegale, ha eliminato il divieto di pubblicità delle scommesse a suo tempo introdotto dal Decreto Balduzzi e bandiera del M5S (il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia Claudio Lotito ci aveva già provato due volte, prima con un emendamento al milleproroghe nel gennaio 2023, e l’anno scorso con un emendamento al Ddl fisco). M5S che – unico partito – continua a contrastare l’operazione.

Anche se, diciamo la verità, i vari governi succedutisi nel tempo hanno tollerato l’aggiramento del divieto, dimodoché basta guardare una partita di calcio o leggere un quotidiano sportivo per essere informati sulle quote di eventi sportivi, e di conseguenza essere sottoposti a pubblicità implicita. E l’Inter ha addirittura come sponsor Betsson, che è una società di gioco d’azzardo online. Ma c’è un’altra modalità di elusione del divieto pubblicitario, meno visibile ma altrettanto dannosa, ed essa consiste nella strategia del cross-selling, pratica attraverso la quale gli operatori possono indirizzare i giocatori della rete fisica di vendita e della lotteria verso altri prodotti di gioco d’azzardo – come giochi online e scommesse sportive – che sono più remunerativi per i concessionari. Oltre che più dannosi per i giocatori. Infatti, secondo dati recenti, nel mercato italiano le perdite medie nelle scommesse sportive sono quasi il doppio di quelle della lotteria, mentre le perdite medie nei casinò online sono quasi quattro volte tanto. Questa dinamica si riflette nel costante ed esponenziale aumento delle perdite dei giocatori, che sono lievitate nel 2024 del 180% rispetto all’anno precedente. ⁠

Sisal (che è controllata dall’irlandese Flutter Entertainment, principale operatore di scommesse sportive online e iGaming al mondo) è maestra in tale strategia, che ha applicato con successo con il SuperEnalotto, la cui concessione si aggiudicò nel 2019 con un’offerta che sbaragliò il campo dei concorrenti: 222 milioni di euro a fronte di Lottomatica che offrì 130 milioni salvo poi rinegoziare i termini con il governo e imporre una tassa occulta sui tabaccai sfruttando la sua posizione dominante, pratica per la quale Sisal è stata condannata dal Tribunale di Milano.

Ma le operazioni di acquisizione di Flutter Entertainment non si fermano qui perché nell’autunno scorso ha annunciato l’acquisizione di Snaitech (Snai), che è il terzo operatore online nel mercato italiano con una quota del 9,9% nel 2023 e 291.000 giocatori medi mensili. Costo dell’operazione? 2,3 miliardi di euro! Ma non è ancora finita perché lo stesso colosso del gioco mira ad aggiudicarsi anche la gara per la concessione del Lotto, gara che è in scadenza il giorno 17 di questo mese. Flutter Entertainment ha dichiarato ad investitori internazionali che il cross-selling è alla base della sua strategia di espansione in Italia, Lotto compreso.

 

Morgan Stanley lo dice chiaramente nel suo ultimo rapporto sul mercato gioco d’azzardo in Italia: il cross-selling di Sisal è la ragione principale per ulteriori investimenti di Flutter Entertainment nelle lotterie. Secondo gli addetti ai lavori Sisal potrebbe replicare lo stesso approccio adottato durante l’ultima concessione del SuperEnalotto per aggiudicarsi il Lotto, e fare un’offerta molto aggressiva che sbaragli la concorrenza. In conclusione, Sisal vuole aggiudicarsi il Lotto per continuare a far crescere i suoi business di scommesse sportive e giochi online, che sono il suo core business.

Questa preoccupazione è stata espressa anche dalla società civile: la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo ha di recente lanciato un appello al prossimo vincitore del Lotto ad astenersi dalla pratica del cross-selling. Difficile credere che il governo Meloni avrà voglia di vigilare. Anche perché con più gente che si rovina più lo Stato guadagna.

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