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domenica 29 dicembre 2024
giovedì 23 maggio 2024
Le sostanze anti-cancro di frutta e verdura
Alessandra Longhi,
oncologa dell'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna: "No a zuccheri,
proteine animali e alcol, sì a vegetali"
Ormai è da anni che si sa. I tumori si nutrono
di zuccheri e grassi animali, limitarne il consumo ci aiuta a
prevenire il cancro. La dieta infatti incide su circa il 40% dei tumori e
l'alimentazione in relazione al cancro è un argomento sempre più sentito, infatti
oggi più del 50% dei pazienti, dopo la diagnosi di tumore, chiede cosa può fare
per favorire la guarigione, specie in relazione alla dieta.
Il parere dell'esperta
Alessandra Longhi, oncologa dell'Istituto Ortopedico
Rizzoli di Bologna in occasione di un incontro su "Alimentazione e
tumori", presso la Casa della cultura di Calderara di Reno, organizzato da
"Incontri di scienza e di vita a Calderara". Centrale per la
prevenzione del cancro, nonché anche per ridurre il rischio di recidive dopo un
primo tumore, è mantenere un peso corporeo sano e fare esercizio. Per quanto
riguarda la dieta è importante prediligere i cereali integrali, le
verdure, la frutta, evitando i cibi ipercalorici, le bevande zuccherate, i cibi
ricchi di sale, gli insaccati, le bevande alcoliche che incidono ad esempio sul
tumore al seno.
Zuccheri e grassi
La dieta, inoltre, deve essere ricca di fibre e povera
di grassi e proteine di origine animale, povera di zuccheri e cibi che
aumentano la glicemia. Gli zuccheri, spiega Longhi, favoriscono la presenza di
un fattore di crescita - il fattore insulino-simile, che stimola la crescita
tumorale; inoltre i tumori consumano tantissimo zucchero, quindi una dieta
ricca di zuccheri ne aiuta la crescita. Uno studio ha dimostrato che più la glicemia
è bassa, minore è il rischio di cancro al seno. Anche il rischio di recidive è
più alto per chi beve bibite zuccherate. Il diabete, quindi, è a sua volta un
fattore di rischio per il cancro. Il fattore di crescita insulino-simile può
essere ridotto mangiando meno, mentre la sua concentrazione aumenta nelle diete
ricche di proteine di origine animale.
Latte sconsigliato
Il latte è sconsigliato nei pazienti oncologici. Non a
caso il consumo di latte aumenta il rischio di tumore della prostata e dell'endometrio.
Anche carni rosse ricche di grassi saturi sono collegate al rischio di cancro
di prostata e seno, in quanto esercitano una azione pro-cancerogena. Infatti,
sottolinea l'oncologa, vegani e vegetariani sono meno a rischio tumori. Il 40%
dei tumori, inoltre, è in relazione all'obesità.
mercoledì 26 maggio 2021
mercoledì 21 ottobre 2020
domenica 20 settembre 2020
La rivincita dell’usa e getta - Marinella Correggia
Rigorosamente usa e getta: così saranno le mascherine scolastiche, da distribuire ogni mattina all’ingresso, evitando però assembramenti. Lo ha deciso il Comitato tecnico scientifico (Cts) di nomina governativa che detta le linee anti-Covid. Niente soluzioni cosiddette di comunità, di stoffa, riutilizzabili (e meno che mai autoprododotte, pur ammesse dai Dpcm dei mesi scorsi).
Il commissario straordinario Domenico Arcuri ha
ribadito che ogni giorno verranno consegnati alle scuole 11 milioni di
dispositivi di protezione. Quanto alla maniera di indossarli, il Cts ha
stabilito che saranno abbassabili «in condizioni di staticità, con il rispetto
del metro di distanza e in assenza di possibilità di aerosolizzazione (es.
canto)». Ma nelle medie e superiori, la comodità vale solo se in più la
situazione epidemiologica è di «bassa circolazione virale».
A prescindere dall’utilità, in questa fase dell’epidemia, delle mascherine
cosiddette chirurgiche fuori dagli ambienti sanitari o a rischio, e dagli
effetti sui ragazzi, non si può ignorare che ogni prodotto usa e getta è un controsenso ambientale, a valle (rifiuto
indifferenziato) ma anche a monte: si deve continuamente rinnovare il processo
di produzione, con materie prime, energia, acqua.
Il ministero dell’ambiente per ora dichiara: «Aspettiamo di sapere se sarà un obbligo o
una raccomandazione, consapevoli che c’è la necessità di far usare ai
ragazzi prodotti certificati. Chiediamo che siano ammesse anche le mascherine
riutilizzabili certificate e intanto ricordiamo di non gettarle per
strada». Il ministro Costa mesi fa
aveva invitato la cittadinanza a privilegiare soluzioni riusabili.
«Quarantaquattro tonnellate al
giorno di rifiuti da incenerire»: Stefano Vignaroli, presidente della
Commissione Ecomafie, parla di «scelta sbagliata su tutta la linea, da rivedere»,
visto che oltretutto «la scuola dovrebbe dare il buon esempio ai ragazzi sul
fronte della difesa dell’ambiente» e che su simili prodotti sono più facili le
infiltrazioni da parte della criminalità organizzata.
Di «scelta senza senso» parla il direttore
generale di Legambiente Giorgio Zampetti che auspica «una fornitura adeguata
di mascherine riutilizzabili certificate», con istruzioni sul lavaggio e
privilegiando le produzioni nazionali. Contrario alla scelta di bandire le
mascherine di comunità è Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione
Univerde: «Anche a scuola continua il festival del monouso, in netta
contraddizione con tutte le campagne europee e italiane per il plastic-free».
Del resto, ricorda Univerde, con un emendamento al decreto rilancio il
Parlamento ha previsto un Programma sperimentale per la prevenzione, riuso e
riciclo dei dispositivi di protezione individuale.
Arcuri ha inoltre annunciato la consegna alle
scuole di ben 170.000 litri di gel igienizzante x le mani a settimana. Un via
vai di mascherine e flaconi – per fortuna non i guanti, la cui inutilità nociva
ha imposto una svolta perfino a Trenitalia.
Ma dalle scuole usciranno
verso la rottamazione anche tre milioni di banchi, sostituiti dai nuovi arrivi:
la versione a rotelle e i tradizionali. Interpellati a partire dal
4 agosto, Invitalia e ministero dell’istruzione non hanno risposto ad alcune
semplici domande: verranno
sostituiti anche banchi già monoposto (diffusissimi) e se sì, perché? È
previsto un controllo di qualità ambientale rispetto ai materiali usati e alla
loro provenienza? Come mai nella gara d’appalto non sono indicate cifre
massime? Quale sarà il destino dei rottamati?
Alla fine, il 24 agosto, Invitalia ha scritto: «Al momento non è possibile
rispondere a queste domande».
All’ufficio stampa di Azzolina è stato rivolto,
invano, un ulteriore quesito: a proposito dei pasti monoporzione in plastica
sigillata, preconfezionati e provenienti da ditte esterne. Questo possibile
scenario «anti-Covid», indicato dal ministero, significherebbe l’addio ai pasti
magari bio e a km zero, con sporzionamento antispreco, con vere stoviglie. Un’ipotesi che nel
mese di luglio il medico ed epidemiologo Franco Berrino ha definito «un brutto
scherzo».