lunedì 26 maggio 2025
mercoledì 22 gennaio 2025
Cominciano a cadere i birilli della pandemia – Alberto Capece
Mancano ormai poche ore all’insediamento di Trump e della sua squadra di miliardari, ma già cominciano a cadere i birilli e a lacerarsi i veli che coprivano le oscenità di questi ultimi sei anni. L’imminenza dell’avvento di Robert F. Kennedy come tutore della salute con lo slogan Make America Healthy Again, ha avuto effetti insospettabili anche fino solo a qualche mese fa. Per esempio la Food and Drug Administration statunitense ha approvato proprio ieri il divieto del “rosso 3” un additivo largamente usato negli alimenti e soprattutto in snack e merendine per migliorarne l’aspetto estetico. Si tratta dell’eritrosina che già da decenni è stata riconosciuta come sostanza potenzialmente cancerogena, tanto che essa è vietata nei cosmetici senza che però i tutori della salute abbiano avuto il coraggio di eliminarla dagli alimenti industriali: troppi legami con l’industria e non solo con Big Pharma. Anche con Big Magna evidentemente.
Ma la notizia più significativa – sarebbe stata clamorosa solo vent’anni fa
– è che proprio in extremis il governo Usa, tramite l’Hhs, ovvero il
dipartimento di Salute e servizi umani, ha radiato dall’albo l’EcoHealth
Alliance e il suo corrotto ex presidente, il dottor Peter Daszak. Come è noto
questa organizzazione apparentemente no profit, ma che ha preso molti milioni
di soldi pubblici, è stata quella usata da Fauci per delocalizzare in Cina la
cosiddetta ricerca sul guadagno di funzione, quattro mesi prima che
l’amministrazione Obama la vietasse. Questa radiazione in sostanza accredita in
maniera pressoché definitiva la tesi secondo cui il virus del covid fosse
frutto di ricerche di laboratorio, tesi che peraltro Fauci ha tentato in ogni
modo di cancellare per non essere personalmente coinvolto. Le e-mail saltate
fuori nel 2020 hanno messo a nudo un meccanismo infernale: si è scoperto che la
condanna da parte di 27 eminenti scienziati della sanità pubblica uscita
su The
Lancet e volta a tacitare le “teorie del complotto” sul fatto che il Covid
non avesse un’origine naturale, era stata organizzata dagli stessi dipendenti
di EcoHealth Alliance.
Tali mail ottenute tramite richieste di documenti pubblici in base al
Freedom of Information Act , mostrano che il presidente dell’EcoHealth
Alliance, Peter Daszak, ha redatto l’articolo del Lancet in maniera
che non paresse provenire da una singola persona o organizzazione, ma come
una lettera di scienziati di spicco. E Fauci da parte sua ha usato il suo
potere in seno alla sanità e alla ricerca per bloccare qualsiasi obiezione
all’assurda idea di pipistrelli e pangolini, come in seguito è stato costretto
in sostanza ad ammettere, sia pure a mezza voce. Siccome la cosiddetta “ricerca
di funzione” è un’assurdità totale, inventata per fornire una sorta di scudo
etico alle ricerche per la guerra biologica, la domanda che si impone è se la
fuga del Sars Cov 2 dal laboratorio di Wuhan sia stata accidentale o voluta e
in questo caso da chi. Sempre che il virus non fosse già stato manipolato
altrove e poi trasferito in Cina per continuare un esperimento che non era più
possibile portare avanti in Usa. Ma su tutto questo è difficile che si abbiano
risposte.
Certo è singolare che questa emersione di realtà avvenga durante l’avvento
di un’amministrazione di miliardari, ma evidentemente il carico di bugie è
ormai così pesante che non è più possibile reggerlo per intero: è fatale che
qualche detrito finisca per uscire. In fondo bisogna salvare il sistema nel suo
complesso e si può cominciare a scaricare, magari in maniera trasversale,
qualche macigno.
domenica 3 novembre 2024
Olanda, ministro della Sanità confessa: “Dobbiamo seguire ordini NATO, USA e NCTV, Covid è operazione militare”
Il nuovo ministro della Sanità ha dichiarato apertamente di non poter mantenere le sue promesse elettorali perché il suo ministero è subordinato alla NATO, all’NCTV e agli Usa. Il medico Van Veen: "Ecco perché tutta la censura ai critici e ai medici contrari a quella gestione della pandemia"
Il nuovo ministro della Sanità dei Paesi Bassi, Marie Fleur Agema, che proviene dal partito PVV di
Wilder, ha dichiarato apertamente di non poter mantenere le sue promesse
elettorali perché il Ministero è subordinato alla
NATO, all’NCTV (Coordinatore nazionale per l’antiterrorismo e la sicurezza) e
agli Usa, dunque deve sottostare ai loro ordini.
Il PVV, ossia il partito di Gert Wilders da cui arriva Agema, governa per
la prima volta con una coalizione. Il neo-ministro della Salute ha fatto ora
una confessione inaspettata sulla “sicurezza sanitaria”.
Come ministro ha spiegato di dover seguire gli ordini della
NATO. Ordini che sarebbero stati seguiti anche durante il Covid.
Anche la politica Covid, secondo il Ministro, sarebbe arrivata arrivata
dalla NATO e dal “Coordinatore nazionale per l’antiterrorismo e la sicurezza”
(NCTV).
Si tratterebbe di una operazione militare,
forse un’esercitazione e sarebbe ancora in corso.
Ci sarebbero anche stati dei segnali, ad esempio l’Austria aveva nominato un generale che aveva
definito il virus come “nemico”. Anche in Germania, tramite l’RKI, comandava un generale della NATO.
All’improvviso inoltre l’assistenza sanitaria è stata
militarizzata, come ricorda il Ministro della Sanità.
Agema ha apertamente detto che il Covid e l’attuale “preparazione alla
pandemia” sarebbero un’operazione militare che non ha nulla a che fare con
l’assistenza sanitaria nel senso tradizionale. La “politica Covid è figlia di
NCTV e NATO”.
Il medico Van Veen: “Ecco perché la
censura ai medici critici”
Dopo aver ascoltato le parole del Ministro della Sanità, il medico olandese
Els van Veen ha voluto esprimere la propria opinione in merito. Lui
inizialmente era in linea con la gestione Covid, ma poi ne è diventato uno dei
numerosi critici. Adesso “capisco davvero tutto”,
ha scritto. “Da qui la censura dei critici e soprattutto
dei medici critici. Da qui la visita della polizia a casa mia a Dalfsen nel
2021, presumibilmente a causa di un tweet sulle iniezioni della sera prima. Da qui lettere e un’indagine dell’autorità di regolamentazione
basata su segnalazioni anonime e infondate secondo cui stavo diffondendo
disinformazione.
La NCTV governa questo paese, ma preferisce farlo ad
occhi chiusi. Perché non dovremmo volere democrazia e trasparenza se il
governo e la NCTV descrivono i cittadini ignari come una minaccia per lo Stato.
Per gli ignari medici di famiglia come me, questa è stata un’esperienza
bizzarra e ovviamente non esattamente degna di fiducia. Ma preferirei sapere
piuttosto che non sapere, e ora capisco da quale prospettiva sono stato
attaccato negli ultimi anni“.
“Non si può più parlare veramente di democrazia quando un ministro
ammette apertamente di servire i non eletti NCTV e la NATO e di non sentirsi
responsabile nei confronti della Camera dei Comuni – ha
aggiunto -, per non parlare dei cittadini olandesi. Mi
sento estremamente insicuro che un gruppo di persone dell’NCTV, pagate con i
soldi dei contribuenti, possano dare l’ordine di agire contro i medici di base
come me e garantire che possiamo perdere i nostri mezzi di sussistenza. Ciò
che è accaduto negli ultimi anni non corrisponde all’immagine che ho di uno
Stato costituzionale.
Ma, come ho scritto, preferirei sapere come stanno le
cose piuttosto che rimanere all’oscuro e non capire perché le persone e i
ministri si comportino in un certo modo. Adesso c’è chiarezza: il ministro
della Salute ha ricevuto istruzioni dall’NCTV quando è entrata in carica come
ministro e deve rispettarle“.
—
NOTE
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QUI IL VIDEO CON SOTTOTITOLI IN INGLESE – https://x.com/i/status/1850525670905888792
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Qui il video integrale del dibattito parlamentare del 24 ottobre
scorso con intervento ministro della salute Agema – https://debatdirect.tweedekamer.nl/2024-10-24/financien/plenaire-zaal/vaststelling-van-de-begrotingsstaten-van-het-ministerie-van-volksgezondheid-welzijn-en-sport-xvi-voor-het-jaar-2025-36600-xvi-antwoord-1e-termijn-rest-15-45/markeringen
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Fonte articolo: https://www.ilgiornaleditalia.it/video/esteri/656403/olanda-ministro-sanita-agema-ordini-nato-usa-nctv-covid-operazione-militare-video.html
domenica 18 agosto 2024
L’AIFA ammette l’inefficacia del cosiddetto vaccino anti-Covid
di Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB)
Parere del
Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB) sull'ultima
dichiarazione dell'agenzia del farmaco Italiana
In questi giorni molti italiani hanno preso atto con stupore delle
affermazioni con cui l’AIFA ha ammesso pubblicamente che “allo stato attuale,
nessun vaccino COVID-19 approvato presenta l’indicazione “prevenzione della
trasmissione dell’infezione dall’agente Sars cov-2”.
Tale stupore, in realtà, non appare giustificato, anzitutto perché già
nell’ottobre 2022 i vertici della Pfizer avevano ammesso, di fronte al
Parlamento europeo, di non aver mai testato la capacità del cosiddetto vaccino
anti-Covid di arrestare la trasmissione del virus Sars-Cov-2; e in secondo
luogo perché, fin dall’inizio di questa vicenda, e dunque prima delle pubbliche
ammissioni della Pfizer, è universalmente noto che l’immissione in commercio
del vaccino in questione è stata autorizzata in forza dell’art. 4 del
regolamento della Commissione europea n. 507/2006, secondo cui un medicinale
per uso umano può essere introdotto sul mercato “malgrado non sia stati forniti
dati clinici completi in merito alla sicurezza e all’efficacia del medicinale”
medesimo e dunque in condizioni di assoluta incertezza scientifica in merito
alle proprietà del medicinale per il quale l’autorizzazione è concessa (1).
Le affermazioni dell’AIFA appaiono, quindi, più che stupefacenti, scontate
e tardive. Realmente stupefacente sarebbe semmai ricordare chi o cosa ha
convinto a suo tempo milioni di italiani a credere nelle proprietà salvifiche
di un medicinale i cui effetti erano, in realtà, sconosciuti ab origine: che
siano state, forse, le dichiarazioni del Presidente del Consiglio che ha
introdotto l’obbligo vaccinale (“non ti vaccini, ti ammali, muori, oppure fai
morire”) o le dichiarazioni del Presidente della Repubblica che ha sanzionato
quell’obbligo (“invocare la libertà di non vaccinarsi è in realtà una richiesta
di licenza di mettere in pericolo la salute e la vita altrui”)?
In ogni caso, le ammissioni dell’AIFA hanno almeno il merito di chiarire
una volta per tutte, e definitivamente, che la campagna pseudo-vaccinale altro
non è stata che una gigantesca sperimentazione di massa di un farmaco dagli
effetti sconosciuti, sperimentazione alla quale i cittadini sono stati in parte
spinti gentilmente e in parte obbligati a partecipare e ai quali è stato
estorto un “consenso” che, per definizione, non poteva essere “informato”,
attesa l’impossibilità, da parte di chiunque e in particolare da parte dei
medici-vaccinatori, di conoscere previamente i rischi e i benefici del farmaco
in questione e, quindi, di comunicarli in anticipo ai partecipanti alla
sperimentazione medesima.
È tuttavia evidente che le responsabilità dei mandanti e degli esecutori
materiali di questa sperimentazione di massa non si fermano alla violazione del
principio di consenso informato – come codificato dal Codice di Norimberga del
1947, dall’art. 7 del Patto internazionale sui diritti civili e politici del
1966 e dall’art. 5 della Convenzione di Oviedo del 1997 – avendo gli uni e gli
altri calpestato scientemente, sistematicamente e, finora, impunemente anche
gli altri principi generali di bioetica e di biodiritto: dal principio di
precauzione al principio di beneficenza al principio di non maleficenza, solo
per ricordarne alcuni.
Ma tutto ciò ancora non basta, perché la gestione del Covid ha permesso di
pianificare, per la prima volta su scala planetaria, strategie biopolitiche
fondate sull’imposizione di strumenti di controllo sociale, quali il Green
Pass, che di fatto hanno trasformato i diritti fondamentali dei cittadini in
mere concessioni governative. La portata di questo attentato alle fondamenta stesse
dello Stato di diritto va ben oltre l’imposizione dell’obbligo vaccinale,
essendo ormai evidente che il concetto di premialità sotteso al Green Pass
resterà ancorato alle decisioni politiche e alle scelte normative che saranno
imposte anche in altri contesti (sostenibilità ecologica, energetica,
alimentare, ecc.) da classi dirigenti ormai organiche, e non più solo
funzionali, alle élites finanziarie transnazionali e ai diktat da esse
elaborati a livello globale.
A questo punto resta da chiedersi perché l’AIFA ammetta oggi, con tanto
candore, ciò che il CIEB, unitamente a una piccola parte della comunità
scientifica, sostiene con i suoi Pareri fin dal 2021.
Delle due l’una: o ciò è stato fatto per saggiare il grado di arrendevole
autocommiserazione degli italiani e la possibilità di continuare indisturbati
l’opera di demolizione dello Stato di diritto; o è stato fatto per provocare
una reazione che dovrebbe spingersi, coerentemente, fino a chiedere a tutti i
promotori della campagna vaccinale, e in particolare alle più alte cariche
dello Stato, di assumersi le responsabilità del proprio operato.
Chissà se la seconda, ipotetica reazione sarebbe tollerata dai poteri che
si celano dietro il velo della sovranità statale e che hanno tutto l’interesse
a creare le condizioni in grado di giustificare l’introduzione di misure
restrittive delle libertà personali ancora più stringenti di quelle ricordate
finora, esattamente come sta accadendo in Inghilterra in questi giorni: e cioè,
in altre parole, a creare un nuovo ordine attraverso il caos.
Il testo originale del Parere è pubblicato sul sito: www.ecsel.org/cieb
Note:
1 Cfr.
L’art. 4 del regolamento della Commissione europea n. 507/2004, in GUCE n. L92
del 20 marzo 2006, pag. 6. Al riguardo, si veda anche il Parere n. 1 del CIEB del
20 dicembre 2021.
mercoledì 19 giugno 2024
Covid, Fauci ammette: le regole su distanziamento e mascherine ce le siamo inventate - Michele Manfrin
Le misure
adottate per il contenimento della pandemia da Covid-19, quali distanziamento
sociale e mascherine, non erano supportate da alcun criterio scientifico.
L’ammissione è stata fatta niente di meno che dall’immunologo Anthony Fauci, il
quale, lunedì 3 giugno, ha testimoniato davanti alla sottocommissione sulla
pandemia da coronavirus della Camera statunitense (a guida repubblicana), che
indaga sulle origini del Covid e sulla risposta del governo in merito.
L’udienza, nel corso della quale è emersa ancora una volta la divisione tra i
due partiti sul tema, ha segnato la prima apparizione pubblica di Fauci a
Capitol Hill da quando ha lasciato l’amministrazione del governo Biden, nel
2022. Nel corso dell’audizione, Fauci è stato anche interrogato circa le
origini del virus e sui propri rapporti con la ONG EcoHealth Alliance.
Misure quali
distanziamento sociale e mascherine sono state dunque adottate senza che vi
fossero evidenze scientifiche a sostegno della loro utilità, come ammesso da
Fauci in aula. Dichiarazioni che acquisiscono ancora più peso alla luce di
quanto evidenziato da uno studio dell National Institute of
Health (NIH), risalente al maggio 2022, che rilevava l’impatto «molto
negativo» dell’utilizzo di mascherine sull’alfabetizzazione e
sull’apprendimento dei giovani e come il distanziamento sociale avesse
causato «depressione, ansia generalizzata, stress acuto e pensieri
intrusivi».
Già nel
gennaio scorso, durante un interrogatorio a porte chiuse durato 14 ore, Fauci
aveva detto ai legislatori repubblicani
che la regola del distanziamento sociale di un metro e mezzo era «apparsa»
senza che si ricordasse come. «Non ricordo. In un certo senso è apparso»
riportano le trascrizioni della commissione, al momento in cui gli fu chiesto
come e quando la regola fosse nata. Fauci aveva anche ammesso di «non essere a
conoscenza di studi» che supportassero il distanziamento sociale, sottolineando
che tali studi «sarebbero molto difficili» da compiere con efficacia. Eppure,
sia il distanziamento sociale che le mascherine sono state vendute al pubblico
come qualcosa di assolutamente efficacie e confermato da prove scientifiche.
Anthony
Fauci, oltre a essere stato direttore del National Institute of Allergy and
Infectious Diseases (NIAD, l’Istituto Nazionale per le Allergie e le Malattie
Infettive) ininterrottamente dal 1984 al 2022, ha ricoperto il ruolo di consigliere
medico del Presidente Joe Biden dal gennaio 2021 fino al dicembre
2022. Durante la pandemia, Fauci è stato dipinto come una sorta di eroe da
parte dei democratici, che ora sono venuti in suo aiuto denunciando quello che
hanno definito uno sforzo politicamente motivato per denigrarlo. I
repubblicani, dal canto loro, lo hanno messo pesantemente sotto accusa per la
gestione emergenziale del Covid-19, sebbene sia stato lo stesso Trump, nel
gennaio 2020, a nominarlo membro della task-force creata per analizzare e
contrastare il diffondersi dell’infezione sul suolo americano. Durante
l’audizione pubblica, Fauci ha negato di aver cercato di coprire la teoria
secondo cui il Covid-19 abbia avuto origine da una fuga di laboratorio in Cina,
dicendo ai legislatori di non aver mai influenzato la ricerca sulle origini del
virus, sebbene in passato abbia più volte sostenuto la teoria della
trasmissione naturale del virus, che sarebbe quindi passato da un animale
all’uomo (per la quale non esiste alcuna prova a sostegno). Allo stesso tempo,
lo scienziato statunitense ha detto: «Sono stato anche
molto, molto chiaro, e l’ho detto più volte, che non penso che il concetto di
un laboratorio sia intrinsecamente una teoria del complotto».
Alcuni
passaggi dell’interrogatorio a Fauci hanno poi riguardato le sovvenzioni a
EcoHealth Alliance. Sebbene Fauci abbia sempre giurato che i soldi
americani non abbiano finanziato la ricerca del guadagno di funzione in quel di
Wuhan, sappiamo che dal 2014 al 2020,
EcoHealth Alliance (organizzazione con sede negli Stati Uniti che ha collaborato
per anni con l’Istituto di virologia di Wuhan) ha ricevuto sovvenzioni da
milioni di dollari dal NIH (National Institutes of Health, agenzia governativa)
per esaminare possibili coronavirus provenienti dai pipistrelli e lavori
di gain of function. La cancellazione del finanziamento, avvenuta
sotto la pressione dell’allora presidente Donald Trump, fu attaccata con una
lettera scritta da 77 premi Nobel statunitensi e 31 società scientifiche, con
la quale si chiedeva alla leadership del NIH di rivedere la decisione.
Nell’estate del 2020, il NIH decise quindi che EcoHealth Alliance avrebbe
potuto ripristinare la sua sovvenzione se l’organizzazione avesse soddisfatto
una serie di prerequisiti, tra cui la garanzia dell’accesso all’Istituto di
virologia di Wuhan per gli investigatori statunitensi e un campione di virus da
Wuhan. Nell’agosto del 2020, il NIH assegnò ulteriori 7,5 milioni di dollari a EcoHealth Alliance,
presieduta da Peter Daszak. Quest’ultimo, zoologo britannico,
consulente ed esperto pubblico di ecologia delle malattie, in particolare di
zoonosi, divenne membro del team dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità inviato per indagare sulle origini della pandemia di
COVID-19 in Cina, nonostante l’enorme conflitto d’interesse che poi, alla fine,
lo stesso Daszak, sotto continue pressioni, dovette ammettere.
Alina Chan,
biologa molecolare del Broad Institute del MIT e di Harvard che ha chiesto di
sondare più da vicino le origini di laboratorio del COVID, ha accolto con favore un esame più
approfondito: «EcoHealth Alliance non dovrebbe ricevere ulteriori
finanziamenti federali fino a quando non consegnerà tutti gli scambi
con l’Istituto di virologia di Wuhan e non dimostrerà di essere in grado di
monitorare in modo responsabile gli esperimenti di ricerca pagati con i dollari
dei contribuenti». Jamie Metzl, senior fellow presso l’Atlantic Council,
esperto di biotecnologie, ha studiato le possibili origini di laboratorio del
virus, ed è d’accordo con Chan: «Sia Peter Daszak che EcoHealth non sono stati
all’altezza degli standard dei beneficiari del governo degli Stati Uniti». Il
comitato, istituito anche per scoprire le origini del virus, ha scoperto
inoltre alcune e-mail che mostrano come alti funzionari del NIH abbiano tentato
di nascondere documenti di fronte alle richieste del Freedom
of Information Act. Le e-mail private suggeriscono che alcuni funzionari,
tra i quali un consigliere e un assistente di lunga data di Fauci, abbiano
cancellato la corrispondenza e utilizzato e-mail private per aggirare le leggi
sui registri pubblici, anche in merito ai fondi elargiti ad EcoHealth Alliance.
In particolare, la commissione parlamentare ha
indagato il lavoro del consigliere David Morens, il quale si è definito amico
di Peter Daszak. Fauci ha minimizzato la sua collaborazione e il suo lavoro con
il consigliere Morens. L’ex direttore del NIAID ha negato di aver mai usato un
indirizzo e-mail privato per discutere di affari governativi, cosa che
infrangerebbe le norme di sicurezza e permetterebbe inoltre di aggirare la
possibilità di accesso pubblico secondo le regole del Freedom of
Information Act.
domenica 19 novembre 2023
Si sapeva che era politica, ora è nero su bianco - Il Chimico Scettico
Come
riportato negli stralci pubblicati negli ultimi giorni, si legge che il 6
aprile del 2020 Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto
Superiore di Sanità e allora portavoce del Comitato Tecnico Scientifico
istituito durante la dichiarata emergenza legata al Sars-Cov2, manda dei
grafici e dei dati a Roberto Speranza, allora Ministro della Salute, circa
l’andamento epidemico positivo nel Paese per concordare la linea da adottare. In
quel periodo la discussione prevedeva la possibilità, sulla base dei dati
scientifici in possesso al CTS, di riaprire alcune attività dopo mesi di
lockdown, la cui fine sarebbe arrivata un mese dopo. Speranza risponde a
Brusaferro dicendo: «Domani tieniti sulle curve all’inizio [intese
quelle del contagio, ripetute con bollettino giornaliero]. Poi vediamo domande.
Due avvertimenti: 1) tutto quello che direte può finire fuori alla stampa. 2)
se vogliamo mantenere misure restrittive conviene non dare troppe aspettative
positive». A queste parole, Brusaferro risponde: «Ok. Quindi niente modelli
come quello che ti ho mandato. Ci raccordiamo domani. Buonanotte». Dopo che, il
giorno dopo, il Presidente dell’ISS e membro del CTS aveva svolto il compito
dettato da Speranza, l’ex Ministro della Salute scrive: «Ottimo. Tenete duro
ora». Brusaferro risponde in cerca di conferma: «Sufficiente?». Speranza
ribadisce: «Ottimo». Brusaferro interroga Speranza sulla linea da tenere: «Glielo
diciamo? Che prevediamo sempre la chiusura?». Speranza sentenzia: «Si.
Chiaramente».
Oggi il
funzionamento del meccanismo di gestione della pandemia in Italia viene messo
nero su bianco, e non dall'apposita Commissione parlamentare, ma dalla
documentazione raccolta dalla magistratura. Non è precisamente una novità, nel
2020 Miozzo, inventore dell'inutilissima mascherina di comunità che comunque
doveva essere usata, aveva già spiegato come andavano le cose (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2020/09/come-si-gestisce-la-sanita-pubblica-col.html).
Quindi più
di uno aveva capito di che regia si trattasse, ai tempi, e già un annetto fare
si potevano tirare le conclusioni (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2022/12/yes-it-was-yes-it-is.html).
L'agenda politica fatta di stronzate era percepibile fin da prima dalla
dell'autocelebrativo libro di Speranza Perché guariremo,
velocemente pubblicato e poi ritirato nell'autunno del 2020, in cui il ministro
raccontava del suo sforzo eroico per far sdoganare quelle mascherine farlocche.
Una nota su
una presenza politica in quelle riunioni con il CTS: c'era anche la Zampa (https://it.wikipedia.org/wiki/Sandra_Zampa),
al tempo sottosegretaria alla salute. Una, che quando la pressione politica per
la composizione del governo Draghi risparmiò Speranza, passò da sottosegretaria
a esperta (imbullonata saldamente al ministero, ovviamente esperta, sì, di
politica PD). Fiera sostenitrice delle estensioni più estreme del green pass
all'italiana (https://www.open.online/2021/07/19/covid-19-zampa-green-pass-supermercati/),
la signora da vera esperta ha iniziato un percorso di smarcamento (https://www.youtube.com/watch?v=JmOThuwsQ7Q&t=50s).
Ma era lì in quelle riunioni in cui la politica dettava la linea.
"Non
disturbate il guidatore", dicevano. Ma al volante c'era un incapace con
evidenti manie di grandezza e gonfio di vuote parole.
Verrebbe da
commentare che no, l'Italia oggi non è un grande paese e quindi si merita
ducetti come lui e come quelli che a lui sono seguiti. Un tribunale politico?
Ma magari! Pronto a scommettere sulla completa inutilità e inefficacia della commissione
parlamentare. Però un po' di annali sarebbe bene iniziare a scriverli giusti.
Tante volte uno storico volesse pubblicare un libro sulla pandemia in Italia,
chissà.
Ricordatevi
che ai tempi medici e accademici divorati dal fervore per il giusto, scientificamente
opinabile o inconsistente, rilanciarono quella linea di gestione come
indiscutibile - notare nel brano Brusaferro sulle scuole e quanto la loro
chiusura non avesse basi. Una gestione indiscutibile nonostante statistiche che
gridavano vendetta al cielo (numeri rilevati inferiori all'errore sulla
rilevazione stessa, quindi non significativi).
Ora
probabilmente si dirà che i decisori agirono male ma ottenendo un risultato
sacrosanto e "scientifico". E che il problema della Svezia, a cui
furono indirizzate tonnellate di fango, è che agirono male ottenendo un
risultato esecrabile e ascientifico. Perché alla fine conta solo quel che è
giusto per giusti. Per questo il dibattito scientifico fu impossibile quasi da
subito e la cosa qua sopra e altrove fu ribadita più di una volta (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2021/03/onesta-nellopposizione-tra-opinioni.html).
Quindi sì, è
bene ripeterlo: erano le stronzate dell'agenda politica di qualcuno.
domenica 18 settembre 2022
Gestione Covid in Grecia e nel mondo: verso il processo di Atene - Marina Voudouri
A seguito di una denuncia depositata il 19 luglio 2021, da parte dell’avvocato penalista Nikos Antoniadis ( https://nikosantoniadis.tv/ ), la Procura di Atene ha dato mandato il 26 giugno 2022 a procedere con le indagini preliminari per la procedura penale. Il processo, seppur ha come accusato principale il Premier greco e il suo governo, avrà una natura internazionale in quanto la lista degli accusati si estenderà anche all’Organizzazione Mondiale per la Sanità, dichiara Antoniadis.
L’attività penale in questione, che intende portare al “Processo di Atene”,
ha interessato anche molte realtà estere tra cui anche un gruppo di ricercatori
e medici dall’Italia, oltre ad altri gruppi da altri Paesi europei e dagli USA.
La denuncia riguarda ciò che l’avvocato definisce “il più grande inganno di
tutti I tempi”. Le accuse principali sono quelle di organizzazione criminale e
di omicidi dolosi, reati che sono esenti dall’immunità parlamentare come
previsto dal Diritto penale in Grecia. La lista degli accusati è lunga così
anche la lista dei reati oggetto della denuncia. Oltre al Premier, Kyriakos
Mitsotakis, e ad alcuni dei Ministri specificamente citati, sotto accusa è
l’intero Consiglio dei Ministri così come Direttori di vari ospedali pubblici,
alcuni magistrati, rappresentanti di varie istituzioni pubbliche e anche i
responsabili del social network Facebook. A questi, si aggiungerà – ha
preannunciato Antoniadis – l’OMS con l’accusa dell’istigazione a delinquere.
“Il più grande inganno di tutti I tempi” si articola, secondo il
denunciante, in tre protocolli:
- il protocollo dell’inganno
- il protocollo della morte
- il protocollo della vaccinazione di massa.
I primi due sono al servizio del terzo, chiarisce Antoniadis il quale sta
integrando la denuncia iniziale (dalle 4.311 pagine contenenti anche ricco
materiale fotografico, referti di autopsie e varie documentazioni e
testimonianze) con dati su numerosi recenti decessi dovuti a ciò che lui
definisce “improvvisite” correlati allo stato vaccinale o no delle vittime.
Annuncia inoltre che chiederà di investigare anche sulle statistiche dei
ricoveri in terapia intensiva e in reparto Covid in relazione allo stato
vaccinale dei pazienti in questione.
A partire dal deposito della denuncia nel luglio 2021 ad oggi, il penalista
ha avuto una quotidiana e incessante attività intensa con azioni legali a tutti
i fronti e anche con supporto legale verso pazienti ricoverati o loro familiari
che chiedono a lui aiuto per difendersi. Nominiamo a titolo di esempio alcune
di queste richieste che l’avvocato ha esposto e di cui dichiara di possedere
ampia documentazione testimoniale: intubazioni nonostante la saturazione fosse
dal 95 in su, ricovero in reparto Covid seppur I pazienti si fossero rivolti
all’ospedale per altre cause (ad es, incidenti, tumori in fase avanzata,
problemi cardiaci pregressi), denutrizione e disidratazione, continui ostacoli
per la richiesta di autopsie.
Va precisato che tutte queste attività, il rinomato avvocato Antoniadis le
sta svolgendo in pieno volontariato e che, per poter dedicarsi a tempo pieno al
loro svolgimento, ha dovuto interrompere ormai da più di un anno la sua
attività professionale che era molto ricca e impegnativa, in quanto
composta da molti clienti e da catene di imprese importanti. Lui e la sua
famiglia vivono ormai dalle donazioni che molti cittadini devolvono
volontariamente all’associazione che ha appositamente creato.
Il Commissariato della Polizia Giudiziaria che ha avuto l’incarico
per le indagini preliminari ha convocato l’avvocato Antoniadis per un primo
colloquio investigativo con comunicazione recapitata il 20 agosto presso la sua
abitazione e il colloquio ha avuto luogo nella giornata di domenica 4
settembre. Al termine dell’incontro di circa un’ora, Antoniadis ha fatto un
video dal vivo sulla piattaforma Facebook all’uscita dal Commissariato, per condividere
il momento di entusiasmo e di riuscita dell’impresa (link: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=599927391770358&id=100052949870422 ).
giovedì 1 settembre 2022
Considerazioni di un medico malato di Covid - Pierpaolo Brovedani
Dopo aver passato la prima fase della
pandemia lavorando in ospedale con i soli mezzi di protezione (e lavaggio delle
mani, e distanziamento) e dopo aver eseguito ben quattro vaccinazioni (quarta
dose 26 aprile scorso), continuando con mascherina e distanziamento, ho
finalmente… preso il Covid. E che Covid! Febbre alta con brivido squassante,
faringodinia (mal di gola) quasi invalidante, cefalea, astenia e spossatezza
prolungata, repentino calo ponderale di 5 kg. Insomma, non l’infezione da
smaltire tranquillamente in quarantena, ma una malattia abbastanza seria cui
solo la terapia antivirale ha dato una svolta decisiva (evitando peggioramenti
e un possibile ricovero).
Potrebbe essere il caso-simbolo per i no
vax: «Avete visto? La vaccinazione non funziona!», ma la mia
risposta non può essere del tipo «Credo comunque nella vaccinazione a tutti i
costi». Ho perso la fede in età da liceo. È vero, con il mio
maestro Franco Panizon penso che la vaccinazione sia ancora «il più semplice,
il più economico, il più geniale e il più efficace strumento per non far
ammalare»1. La medicina è basata sull’evidenza, non sulla fede, e
sui grandi numeri anche la vaccinazione anti-Covid ha dimostrato di essere
stata decisiva nel limitare la strage ed essere tuttora efficace nel ridurre
l’ossigenoterapia e il decesso. Certo, nei confronti di un virus altamente
mutevole rimangono aperte questioni come il calo e la durata
dell’immunizzazione, la necessità dei richiami, l’efficacia del richiamo
eterologo. E tanto altro ancora2.
Il mio quindi è un caso aneddotico in
mezzo a milioni di altri casi, in cui il vaccino è servito finché sono durati
gli anticorpi o finché non sono incappato in una variante più aggressiva. Farò
la quinta vaccinazione a tempo debito. Piuttosto dobbiamo chiederci se in
questi due anni sia valsa la pena criminalizzare i no vax alimentando una vera
e propria guerra civile, escludendoli dal lavoro (e, per il periodo, dai
diritti maturati), proponendo addirittura di far pagare loro il ricovero in
ospedale (addio SSN universalistico!), considerandoli come untori della moderna
peste, non distinguendo tra una minoranza contraria a priori e una maggioranza
confusa e preoccupata per gli effetti collaterali, disorientata da esponenti
del mondo scientifico arroganti e spesso in contraddizione tra di loro3.
No, non ne valeva la pena e ora l’ennesima variante si fa beffe dei dispositivi
medico-sanitari, tanto che il potere politico ha già mollato ogni presidio in
nome della “convivenza”(?!) con il virus: per difendere l’economia,
naturalmente (e che la prevenzione vada a farsi benedire).
Il malato a casa è mediamente
abbandonato a se stesso. La mia condizione di medico mi ha permesso di
utilizzare canali e modalità diverse da quelle “normali” e non senza fatica
sono riuscito a procurare per me (e mia moglie) il farmaco antivirale efficace.
La prima difficoltà inaspettata è che il tampone rapido positivo,
indispensabile per richiedere lo stato di malattia e quindi il farmaco, non
sempre viene accettato. “Bisogna” andare in farmacia (dove fanno lo stesso
identico test rapido) oppure negli irraggiungibili servizi pubblici, ma è
chiaro anche a un profano che mobilizzare un contagioso è un controsenso. Ho
dovuto certificare on line in maniera dettagliata la
veridicità del test, visto che posseggo una laurea in medicina, e inviarla per
mail. Che dire? Credo che nel clima di controllo quasi poliziesco (ma
velleitario) in cui siamo piombati possa sorgere qualche sospetto se uno si
autocertifica il test negativo (per poter uscire da casa), non certo quello
positivo (che anzi spesso viene occultato e raramente eseguito anche in
presenza di sintomi evidenti).
Il farmaco antivirale attualmente più
accessibile è il Paxlovid (PF-07321332 Nirmatrelvir + ritonavir) prescrivibile
con piano terapeutico dal medico di famiglia. Una volta era fornito dalle USCA
(Unità speciali di continuità assistenziale) ma a Trieste da un paio di
settimane non ci sono più, sia per mancata implementazione che per riduzione
del compenso orario e conseguente stato di agitazione (alla voce “angeli ed
eroi” del SSN). Ho saputo che è possibile richiederlo anche via mail al Reparto
Infettivi, con ritiro diretto in ospedale: così ho fatto, con rapida soluzione
del problema. Non tutti i medici di medicina generale sono al corrente delle
modalità e talvolta vengono frenati da banali questioni burocratiche;
sicuramente non esiste un’informazione dettagliata per gli utenti. La
sciatteria organizzativa su questo farmaco, che è sicuramente efficace4,
causa ancora un grave ritardo sul suo utilizzo: su 600mila confezioni giacenti
in Italia nelle farmacie centrali e periferiche, al 20 luglio di quest’anno
meno di 40mila dosi (39.606) sono state utilizzate5. Abbiamo
anticipato così milioni di euro sempre alla Pfizer, la stessa big pharma del
vaccino, che anche con il Paxlovid guadagna cifre astronomiche. Pare che ogni
confezione costi 700 euro, ma altri particolari non sono noti perché il
generalissimo Figliuolo già in marzo aveva dichiarato che anche questo
contratto con Pfizer restava secretato6. La secretazione dei
contratti vaccinali e farmacologici ha inflitto un duro colpo alla trasparenza
e alla credibilità delle istituzioni sanitarie, alimentando il clima di
sospetto dei cittadini nei confronti delle autorità pubbliche che appaiono
sempre più colluse con gli interessi economici delle grandi industrie private.
Un paio di considerazioni ancora a caldo
(oggi ho preso l’ultima dose di antivirale). Primo. La medicina non
è una scienza esatta, ma una disciplina empirica che utilizza metodi
scientifici e si basa su evidenze, spesso statistiche. Progredisce per
tentativi ed errori; dobbiamo prenderne atto e accontentarci di ciò che è
evidente e ragionevole, stando attenti a non proclamare dogmi apodittici che
magari non han più corso il giorno dopo. Non fede, ma prudenza e ragione. Secondo.
La campagna vaccinale è stata condotta in maniera scadente, con servizi
vaccinali troppo centralizzati e USCA insufficienti. È mancata una capillare
campagna iniziale, anche casa per casa, nei confronti dell’unico target utile:
la popolazione anziana (solo l’1,3% dei pazienti con età inferiore a 50 anni
sono deceduti di SARS Covid 197 ). Si è inseguito l’obiettivo
sbagliato dell’immunità di gregge, utilizzando tardivamente e in maniera
velleitaria l’obbligatorietà, con scarsa attenzione agli effetti
collaterali. Terzo. Peggio ancora l’utilizzo degli antivirali. In
tutta la prima fase è stata banalizzata la terapia farmacologica a domicilio
(“tachipirina e vigile attesa”) mentre erano già noti articolati protocolli
delle società scientifiche: ciò ha contribuito a intasare gli ospedali. In
seguito gli antivirali sono stati sottoutilizzati a dispetto di un massiccio
investimento economico, e non parlo solo del Paxlovid ma anche del molnupiravir
e del remdesivir (quest’ultimo ad uso ospedaliero)8. Quarto.
Sullo sfondo c’è la mancanza di personale sanitario e il progressivo
depauperamento del SSN. Risorse insufficienti? Fondo Sanitario Nazionale
sottofinanziato? Sono ormai stufo di queste discussioni, specie da quando il
Parlamento a larghissima maggioranza ha deciso di buttare 14 miliardi di euro
in armi per aumentare al 2% del PIL la spesa militare, su ordine della NATO e
di Biden (e prima ancora di Trump). È stata una scelta scellerata contro tutti
noi, operatori della salute e cittadini ammalati. E una cosa è sicura: chi ha
fatto quella scelta non avrà certo il mio voto.
(27 luglio 2022)
NOTE:
1.
Franco Panizon, Cari genitori, Laterza 1998, p. 109.
2.
Fiolet T, Kherabi Y, MacDonald CJ, Ghosn J, Peiffer-Smadja N., Comparing COVID-19 vaccines for their
characteristics, efficacy and effectiveness against SARS-CoV-2 and variants of
concern: a narrative review.– Clin Microbiol Infect.
2022 Feb;28(2):202-221.
3.
Giuseppe Mancia et al (Consulta Società Scientifiche riduzione rischio
vascolare), Tutti gli errori di una comunicazione fuori registro, Quotidianosanità,
18 febbraio 2021.
4.
Ronza Najjar-Debbiny et al., Effectiveness of Paxlovid
in Reducing Severe Coronavirus Disease 2019 and Mortality in High-Risk Patients
– Clinical Infectious Diseases, p 1-8, 2 June 2022.
5.
AIFA Report n. 5 Monitoraggio antivirali per Covid 19 – 0
luglio 2022.
6.
Valeria Casolaro, Il commissario Figliuolo si oppone alla
pubblicazione del contratto tra Italia e Pfizer, L’Indipendente, 14 marzo
2022.
8.
SIMG: Indicazioni per il trattamento domiciliare dei pazienti con
Covid-19, versione 1.2 del 07/04/2021.
giovedì 5 maggio 2022
E’ UFFICIALE: LA VITAMINA D È EFFICACE PER PREVENIRE L’INFEZIONE DA SARS-COV-2 - Valentina Bennati
Le associazioni tra carenza di vitamina D e maggiore vulnerabilità del sistema immunitario verso le infezioni batteriche e virali (incluso SARS-CoV-2) sono state documentate in vari studi scientifici. Dal 18 aprile scorso è, però, online una pubblicazione che, per la prima volta, dimostra l’importanza di assumere Vitamina D in fase di prevenzione.
Si
tratta di uno studio randomizzato in doppio cieco, parallelo, su operatori
sanitari in prima linea di quattro ospedali di Città del Messico. Risultati
negativi al test per l’infezione da SARS-CoV-2, i partecipanti sono stati
arruolati tra il 15 luglio e il 30 dicembre 2020 (dunque prima che i vaccini
anti-covid fossero disponibili) e sono stati assegnati in modo casuale a
ricevere 4.000 UI VD (VDG) o placebo (PG) al giorno per 30 giorni: il risultato
è stato che il tasso di infezione da SARS-CoV-2 è stato nettamente inferiore
tra coloro che hanno assunto vitamina D rispetto a chi ha assunto il placebo.
Gli autori dello studio hanno quindi concluso che: “l’integrazione
di VD è efficace nel prevenire l’infezione da SARS-CoV-2 nel personale
sanitario in prima linea ad alto rischio. Inoltre scrivono: “Abbiamo
confermato ed esteso i risultati di precedenti studi trasversali e di
intervento in base ai quali è stato riscontrato che la sufficienza vitaminica è
associata a migliori esiti di COVID-19, incluso un minor fabbisogno di ricovero
in terapia intensiva e tasso di mortalità. A nostra conoscenza, questo è però
il primo studio controllato che valuta il ruolo della supplementazione di VD
come misura profilattica per prevenire l’infezione da SARS-Cov-2 e quindi ha
profonde implicazioni cliniche e di salute pubblica.”
È noto che la vitamina D modula il sistema immunitario e che la sua carenza
è associata ad un aumentato rischio di varie malattie anche autoimmuni. I
risultati di questo studio mostrano che già con una dose di 4 mila U.I.
giornaliere si ottiene un effetto protettivo per la Covid, ma non è detto che
questa posologia corrisponda al dosaggio ottimale; infatti, gli
stessi ricercatori hanno evidenziato la necessità di ulteriori
studi per identificare la dose appropriata richiesta per fornire
l’effetto protettivo ottimale.
Sul ruolo della vitamina D nella prevenzione e cura del nuovo coronavirus
aveva già ampiamente argomentato il dottor Massimo Orlandini in
questa precedente intervista che risale al settembre 2020 in
cui parla di integrazione, per pazienti sani sopra i 18 anni, di 10.000 U.I. al
dì (utile leggerla per le numerose informazioni pratiche che contiene).
lunedì 6 settembre 2021
L’occidente è il grande malato, l’Africa sceglie di guarire - Alberto Capece
Esistono numerosi trattamenti efficaci per le malattie respiratorie che
funzionano in parte rafforzando il sistema immunitario mettendo a disposizione
i componenti necessari e in parte combattendo i virus stessi. Il primo gruppo
comprende vitamine o aminoacidi, mentre altri comprendono farmaci antivirali
come ivermectina, budesonide, bromexina e altri. L’ivermectina in particolare
ha dimostrato la sua efficacia in India., ma anche se non di più in Africa: da
una parte abbiamo gli studi striminziti con 200 partecipanti che sono
apprezzati dall’industria farmaceutica e dai loro amici per la facilità di
ottenere il risultato che si vuole, dall’altro lato ci sono India e Africa, che
stanno dimostrando l’efficacia delle cure attraverso 2,7 miliardi di persone.
Ad esempio, stati indiani come l’Uttar Prahdesh, con una popolazione di 236
milioni di abitanti, hanno usato per un po’ di tempo l’ivermectina per la
profilassi e il trattamento precoce e non hanno avuto problemi, poi è stata
sospesa e i i casi sono aumentati, poi è stata reintegrata e i casi sono
immediatamente calati. Il piccolo stato del Tamil Nadu con una popolazione di
10 milioni di persone si è invece, affidato al remdesivir e ha avuto risultati
molto peggiori. I dettagli possono essere trovati qui. Nel complesso, l’India ha
effettuato studi sugli anticorpi all’inizio di luglio, da cui è emerso
che circa 952 milioni di persone che hanno acquisito l’immunità naturale
dall’infezione con un tasso di mortalità dello 0,045%, ben al di sotto di
quello dell’influenza. Insomma l’ivermectina ha avuto un grande successo.
La stessa
cosa è successa in Africa e in maniera ancora più clamorosa perché una certa
serie di stati si è affidata all’ivermectina mentre altri si sono fidati dei
vaccini occidentali con risultati clamorosamente differenti come si può
osservare dall’immagine all’inizio dove in beige ci sono i Paesi che non
hanno usato questo farmaco e in blu ci sono quelli che invece lo hanno fatto: i
diagrammi dei rispettivi colori dimostrano la clamorosa differenza in fatti di
morti. E qui sotto un’altrettanto clamorosa differenza nel numero dei
casi.
Il gruppo di paesi con uso di ivermectina comprende 31 stati con un totale
di 972,5 milioni di abitanti. I seguenti stati:
Angola, Benin, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Repubblica Centrafricana,
Ciad, Congo (Brazzaville), Congo (Kinshasa), Costa d’Avorio, Guinea
Equatoriale, Etiopia, Gabon, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Kenya, Liberia,
Malawi , Mali , Mozambico, Niger, Nigeria, Ruanda, Senegal, Sierra
Leone, Sud Sudan, Sudan, Tanzania, Togo, Uganda.
Il gruppo di paesi che non utilizzano l’ivermectina comprende 22 paesi con
357,3 milioni di abitanti: Algeria, Botswana, Capo Verde, Comore,
Egitto, Eritrea, Swaziland, Gambia, Lesotho, Libia, Madagascar, Mauritania,
Mauritius, Marocco, Namibia, São Tomé e Príncipe, Seychelles, Somalia,
Sudafrica, Tunisia, Zambia, Zimbabwe.
L’utilizzo
di questo farmaco è molto ampio in alcuni Paesi del continente per combattere
l’oncocercosi, un’infezione da nematodi, ma si è rivelata preziosa contro il
covid come attesta uno studio giapponese condotto dal professor Hisya
Tanioka. E’ sconvolgente vedere il continente considerato più arretrato
strabattere un occidente impazzito e istupidito che ha rifiutato qualsiasi idea
di cura perché si dovevano vendere i vaccini. Ricordate quando all’inizio della
Pandemia ci si chiedeva come avrebbero fatto i Paesi poveri a uscire dalla
tempesta? Adesso capiamo che dovevamo invece interrogarci sugli stati ricchi e
sulla degenerazione delle istituzioni.
domenica 11 luglio 2021
Mia mamma è morta di covid19 ma non di coronavirus - Joseph Fremder
Quanto
leggerete è una chiara denuncia al sistema ed è stato scritto perché il
calvario e la morte di mia mamma possa servire a più persone possibili per
evitare di trovarsi nelle stesse condizioni. Quanto scritto non sarà stato
scritto inutilmente se chi lo leggerà sentirà la necessità di farlo circolare
tra gli amici e i conoscenti. Quanto scritto può essere pubblicato su giornali
e riviste, su social, WhatsApp, e-mail e su tutto ciò che possa arrivare alle
persone. L’obiettivo dello scritto è che possa servire per riflettere ed
intervenire affinché cessino le torture e le morti degli anziani causate da
regole che possono essere cambiate in qualsiasi momento.
Fino alla
fine di settembre 2020 mia mamma era una 91enne autosufficiente, che viveva da
sola in casa, si faceva da mangiare, si vestiva e lavava autonomamente, è anche
vero che ogni tanto si convinceva di avere persone sul pianerottolo di casa che
la fissavano costantemente ma a quel punto allertava il portinaio o il
sottoscritto che dopo un veloce controllo la rassicuravano sul fatto che fuori
dalla sua porta non c’era proprio nessuno.
Improvvisamente
perde la vista all’occhio destro mentre il sinistro era già problematico e in
difficoltà per una maculopatia, ci rechiamo al pronto soccorso dell’Oftalmico
al Fatebenefratelli che diagnostica un versamento di sangue dietro la retina e
prospetta un intervento chirurgico utilizzando un gas.
Il 12
ottobre 2020 tutti gli esami di preparazione all’intervento previsti per
l’operazione all’occhio destro vanno bene meno che il tampone che segnala un
esito debolmente positivo su persona asintomatica: l’operazione salta e
comincia la quarantena fiduciaria che terminerà dopo 10 giorni con
l’effettuazione di un tampone molecolare che dovrà dare esito negativo e che si
dovrà effettuare presso una sede ATS.
Dal 12
ottobre mia mamma si ritroverà quindi chiusa in casa da sola e ipovedente (ai
figli e a chiunque è vietata la presenza a causa del possibile contagio) e
comincerà così la quarantena che dovrebbe terminare il giorno 22.
Il 22
ottobre 2020 dovrebbe fare il tampone di controllo ma non viene chiamata e non
è prenotabile, sono in ritardo e lei non può considerare conclusa la quarantena
fiduciaria sino a che non verrà sottoposta ad un tampone molecolare che dovrà
dare esito negativo.
Mia mamma
comincia a mostrare gravi momenti di scoramento, non riesce a capire perché non
può fare il tampone e soprattutto perché deve stare ancora chiusa in casa nelle
sue condizioni e senza potere parlare con nessuno e senza avere il conforto di
qualcuno.
Il 23
ottobre dopo avere inutilmente telefonato all’ATS scrivo due e mail a dip19@ats-milano.it e a segnalazioniMilanoCOV@ats-milano.it dove faccio presente che mia
mamma ha 91 anni non vede ed è isolata in casa da 11 giorni e quindi senza che
nessuno possa aiutarla o confortarla, sta inoltre entrando in un pesante stato
depressivo e non capisce perché non le venga fatto fare il tampone. Faccio
anche presente che l’isolamento per una novantunenne ipovedente diventa
insostenibile soprattutto se si protrae senza spiegazione plausibile per
ulteriori giornate. Ogni ora che passa rende ingestibile e aggrava la
situazione.
Le uniche
persone che vede sulla porta di casa siamo io e mia sorella che ogni giorno le
portiamo la spesa ed un po’ di presenza, ma ovviamente per una donna di 91 anni
e in quelle condizioni non basta nella maniera più totale.
Ricevo sul
mio cellulare un sms che dice di accedere al seguente indirizzo per iscrivere
mia mamma https://milanocor.ats-milano.it/ cosa che faccio ma nonostante
l’iscrizione non mi si permette di prenotare.
Informo
anche il medico di base.
È
incredibile che in una situazione di questo tipo non sia possibile effettuare
d’urgenza un tampone al domicilio dell’anziano che per di più è anche
ipovedente e sta entrando in un evidente stato depressivo.
Mia mamma
riuscirà a fare il tampone molecolare di verifica COVID 19 il giorno 30 ottobre
2020 e avrà il risultato il 1° novembre 2020, sono trascorsi quindi 20 giorni
di isolamento per avere un esito negativo.
Nel
frattempo riceverà la visita di accertamento della pubblica sicurezza, che ha
l’obbligo di verificare se la persona in quarantena è “ai domiciliari” o meno.
Quando sono
andato a prenderla in casa per portarla in auto a fare finalmente il tampone
presso l’ospedale Sant’Ambrogio ho trovato una persona distrutta
dall’isolamento, quasi incapace di reggersi in piedi, terrorizzata dall’uscire
di casa e con la vista peggiorata, ogni 50 metri dovevamo fermarci perché
nonostante fosse tenuta sottobraccio non riusciva a camminare.
Le viene
fatto il tampone all’interno di uno stanzino minuscolo, con due tavolini
microscopici dove avrebbe dovuto compilare un prestampato che compilerò
ovviamente io, mia mamma ha la vista decisamente peggiorata e fa fatica anche a
restare seduta.
La
riaccompagno a casa e avviso i miei fratelli della situazione che appare subito
molto preoccupante, il mattino dopo io e mia sorella ci presentiamo a casa con
la spesa suoniamo il campanello ma alla porta non si presenta nessuno,
decidiamo di aprire con le nostre chiavi e la troviamo per terra davanti
all’ingresso che pronuncia frasi sconnesse e si dice convinta di essere a
letto, è la mattina del 31 ottobre 2020.
Chiamiamo
immediatamente l’ambulanza che la porta al pronto soccorso dell’ospedale San
Giuseppe dove rilevano un decadimento cognitivo e la trovano completamente
disorientata.
Invitano a
prendere un appuntamento per una visita neurologica e siccome non c’è posto ci
chiamano dal pronto soccorso di notte per riportarla a casa.
Da quella
sera noi tre fratelli ci alterneremo 24 ore su 24 a casa della mamma per non
farle mancare alcuna assistenza.
Il 6
novembre ho accompagnato la mamma per effettuare la visita neurologica presso
l’Ospedale San Giuseppe dove il medico ribadiva la diagnosi di Confusione
Reattiva con quadro clinico riferibile al decadimento cognitivo aggravato dalla
mancanza della vista.
Non più
isolata e grazie alla nostra presenza e attenzione la mamma comincia piano
piano a riprendersi alternando momenti di lucidità ad allucinazioni.
Sollecitato
sempre da noi tre figli l’Oftalmico Fatebenefratelli ipotizza invece
dell’intervento chirurgico una serie di 3 punture all’occhio destro per tentare
di migliorare la situazione visiva.
Riusciremo a
farle fare le prime due punture alle date prescritte dell’11 novembre 2020 e 15
dicembre 2020.
Dal mese di
dicembre, sempre con la nostra supervisione, si occuperà della mamma una
badante molto brava e capace che dopo le prime resistenze materne verrà
accettata anche volentieri e oltre le più rosee previsioni.
Possiamo
affermare con tranquillità che la mamma sta ritrovando velocemente una sua
stabilità e serenità, non è più quella di prima ma mantiene una certa
autosufficienza, certo non può essere lasciata da sola.
Il giorno 10
gennaio 2021 la mamma si frattura il femore cadendo da sola in casa mentre io
ero presente, viene quindi subito chiamata un’ambulanza che la porta
all’istituto ortopedico Galeazzi dove verrà operata e ricoverata fino al 18
gennaio quando verrà inviata al Pio Albergo Trivulzio per la riabilitazione.
Ovviamente
non è possibile andarla a trovare e quindi comincia un primo isolamento che per
forza di cose la disorienterà e destabilizzerà ulteriormente.
Dal 18
gennaio 2021 al 15 aprile 2021 resterà in camera isolata presso la sezione PIO
XI con la sola eccezione del 25 gennaio 2021 che la vedrà trasportata in Pronto
Soccorso all’Ospedale San Giuseppe per una sospetta subocclusione intestinale
per poi fare ritorno al PIO XI.
Ci viene
comunicato che la frattura non si è calcificata, che ci sono problemi legati
all’intestino, ai valori del potassio troppo bassi, ad un valore molto elevato
dei di dimeri, a infezioni urinarie, a una demenza moderata, al blocco dell’uso
delle gambe, a piaghe ai talloni, a dimagrimento e a problemi alla spalla
destra.
Un quadro
disastroso che non aveva riscontri nemmeno lontanamente simili prima della
frattura del femore e della conseguente operazione.
Ci viene
anche detto che presenta ansia dovuta a percezioni visive ed infatti anche quando
parla per telefono con noi figli descrive situazioni di fantasia come il
camminare su una cupola o il trovarsi in riva al fiume o cavalcare un cavallo o
vedere dei bambini.
Non è da
trascurare il fatto che per tutta la permanenza in ospedale a causa dei
problemi alla vista non riuscirà a vedere la televisione, non potrà leggere un
giornale o un libro e dovrà essere aiutata dalle infermiere/i per rispondere al
telefono, appare quindi evidente che all’isolamento devono aggiungersi anche
queste ulteriori problematiche che ovviamente non possono che aggravare la
sensazione di abbandono e di distacco da quanto accade fuori dall’ospedale.
Siamo di
fronte ad un peggioramento quotidiano e nonostante le nostre continue richieste
non sarà possibile nemmeno in via del tutto eccezionale ed unica poterla vedere
e farsi vedere, cosa che sarebbe sicuramente utile per alleviare la spirale
della convinzione di abbandono che una donna anziana in quelle condizioni non
può non vivere.
Viene dato
il consenso a vaccinarla e le vengono fatte le due dosi di Pfizer.
Dal 15
aprile viene dimessa dal PIO XI per passare alla RSA Bezzi 1B in camera a 2
letti per avere un po’ di compagnia, ma il regolamento vuole che prima passi
per un reparto filtro in ulteriore isolamento.
Ulteriore isolamento!
La mamma
lamenta dolore alla spalla che oltretutto si gonfia per cui la dottoressa del
reparto filtro mi informa che provvederà ad inviarla al Pronto Soccorso per una
verifica circa una possibile frattura.
Ritorna dal
Pronto Soccorso con un tutore e con una diagnosi che esclude la frattura e
prevede antinfiammatori.
Purtroppo
però il 13 maggio una dottoressa addetta al turno di notte preoccupata dai
lamenti della mamma e dal gonfiore alla spalla decide in autonomia di
rimandarla al Pronto Soccorso del San Carlo senza consultare né la dottoressa
né i figli che avrebbero impedito l’ennesimo viaggio notturno in ambulanza
perché già effettuato e quindi assolutamente inutile.
Intorno alla
mezzanotte verrò avvisato dalla stessa dottoressa che la mamma era stata già
mandata al Pronto Soccorso, ovviamente la dottoressa non era a conoscenza del
fatto che la mamma era appena stata al Pronto soccorso per lo stesso motivo.
Questo
viaggio la costringerà per regolamento a ulteriori 14 giorni di isolamento che
ci impediranno di poterla vedere in tempi rapidi ora che le visite ai parenti
sono state riaperte del governo.
Ulteriore
isolamento!
A tutti e
tre i fratelli vengono spostati gli appuntamenti già concordati per poterla
vedere proprio a causa di questo nuovo isolamento ed in particolare a me verrà
spostato il giorno prima di quello della visita stabilita e dopo avere già
effettuato il cosiddetto triage telefonico.
Durante le
ultime telefonate con la mamma eravamo preoccupati dello stato di apatia e
debolezza che mostrava per cui avevamo informato con una mail il dottore del
Bezzi 1B che però ci chiamerà purtroppo per comunicarci la morte improvvisa
della mamma il 24 maggio 2021 per arresto cardiaco.
Ora cercherò
di spiegare perché ho deciso di rendere pubblico un fatto privato che riguarda
quanto sia noi figli che nostra mamma siamo stati costretti a passare a causa
di leggi, regolamenti e disposizioni.
Premetto che
su medici e infermieri non ho nulla da dire e che anche se a distanza e solo
per telefono hanno mostrato sempre professionalità e disponibilità oltre che
una particolare attenzione alla salute della mamma ed al suo benessere
quotidiano.
Noi tre
figli non possiamo che ringraziarli.
Voglio
invece mettere in evidenza l’assoluta differenza che abbiamo toccato con mano
tra chi “piange” televisivamente la solitudine degli anziani negli ospedali e
nelle RSA salvo poi decidere che non si debba investire e spendere un euro per
la soluzione del problema e coloro che bardati come guerrieri medievali o come
astronauti sono costretti a muoversi tra leggi, dispositivi e regolamenti che
impediscono il benessere dell’anziano.
Spetta alla
politica, ai partiti, ai governi spezzare questa spirale riportando al centro
la persona e ricollocando gli interessi, i bilanci ed i dividendi in posizione
più consona e accettabile davanti alla sofferenza ed alla morte ma questo non
avviene nel concreto e non avviene nonostante alcune rare strutture ospedaliere
e di RSA abbiamo già di/mostrato come si debba fare per “spezzare” la solitudine
a cui sono condannati i nostri anziani.
Porto a
galla questa vicenda personale per sottolineare come la condanna alla
solitudine che ha patito mia mamma cammina sullo stesso binario che produce le
continue morti sul lavoro e persino la strage della funivia del Mottarone.
Lo voglio
ribadire, io sto parlando della non considerazione della persona sia essa
anziana, ricoverata, sanissima, lavoratrice, studente o turista, perché quello
che conta è guadagnare sempre di più anche a discapito di qualsiasi essere
umano semplicemente perché viene molto dopo il bilancio, dopo l’utile, dopo il
guadagno, dopo i dividendi siano essi fatti legalmente che illegalmente e siano
essi fatti a costo di perdere anche delle vite umane.
Rinunciare
al “soldo” a favore del benessere della persona o della salvaguardia della
natura è semplicemente impensabile per l’attuale sistema e se avete bisogno di
una certificazione qualificata riguardo ciò che sto affermando andate a
riascoltare le continue denunce ed i continui appelli sul tema di Papa
Bergoglio.
Quello che
mi dà più fastidio è l’ipocrisia dilagante di chi può intervenire e di chi
dovrebbe intervenire che accompagna le morti dei nostri “vecchi”, il piagnisteo
che fa da sottofondo ad ogni funerale e ad ogni trasmissione perché a parole
sono tutti d’accordo sul fatto che gli anziani non devono morire di abbandono e
solitudine e sono tutti d’accordo nel dire che non è accettabile che questo
possa accadere, ma poi quando devi stringere allora nessuno prova a lanciare
l’idea che forse si potrebbe guadagnare di meno ed allestire percorsi e
strutture capaci di ridare fiducia e strappare un sorriso ai nostri anziani
abbandonati e condannati pur se innocenti all’isolamento.
Creare
percorsi e strutture per permettere ai parenti ed agli amici di potersi
mostrare all’anziano ospedalizzato significa anche aumentare il personale che
deve dedicarsi al funzionamento della “macchina della presenza”, significa
aumentare i costi e non i ricavi.
Creare
percorsi adeguati significa impiegare importanti risorse, risorse pubbliche che
andrebbero investite per irrobustire uno stato sociale ormai da troppo tempo
depredato e impoverito a vantaggio di pochi. Significa investire nella “cura”,
nella premura, piuttosto che nella facile via dell’isolamento e dei controlli
spesso inutili che la schizofrenia pandemica ci ha indotto a percorrere.
Significa sostituire ad un approccio avidamente egoistico, una visione solidale
e altruista della società.
La funivia
se si fosse dovuta fermare avrebbe aumentato i costi e non i ricavi. Chi ha
deciso di rischiare la vita della gente al posto di un bilancio meno roseo lo
ha fatto nello stesso nome di un sistema che vuole questo e che lo difende con
le unghie e con i denti in qualsiasi campo si decida di guardare.
Chi decide
che ci siano ormai 3 morti al giorno nel mondo del lavoro lo ha fatto anche
attraverso leggi, tagliando il numero degli addetti ai controlli nel nome del
dio denaro sacrificando chi lavora ma favorendo maggiori guadagni per chi
spesso e volentieri non ne ha nemmeno bisogno.
La
distruzione dei diritti di chi lavora, il ricatto continuo riguardante il posto
di lavoro, la schiavitù fisica e mentale, lo stato di subalternità verso
qualsiasi disposizione, la consapevolezza di essere attori principali di una
vita precaria e quindi senza futuro, alimentano la cultura dell’egoismo e
dell’individualismo sfrenato che giustificano qualsiasi atto e finiscono con il
non considerare anche la vita come un valore che non può e non deve essere
messo in discussione.
Chi ha
impedito a mia mamma di poterci vedere, chi ha scritto le regole del gioco lo
ha fatto nel nome di una società che predica il rispetto dell’essere umano ma
che non esita ad ammazzarlo con le proprie mani in cambio di una manciata di
euro.
Mia mamma è
morta nell’era del COVID19 non per il virus ma per le regole che nascoste
dietro al Coronavirus le hanno impedito di avere umanità, solidarietà e
rispetto… sarebbe bastato rinunciare ad una manciata di soldi e… forse sarebbe
ancora qui con noi e… forse avrebbe avuto modo di sorridere qualche volta in
più e con serenità.
Chi difende
questo sistema, chi lo giustifica ma anche chi non si esprime cerchi almeno per
questa donna che avrebbe compiuto 92 anni tra pochi giorni di tacere, lasci
l’ipocrisia fuori dalla porta, veda di non versare nemmeno una lacrima e di non
esprimere con le parole alcun dolore, almeno questo.

