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mercoledì 22 gennaio 2025

Cominciano a cadere i birilli della pandemia – Alberto Capece

Mancano ormai poche ore all’insediamento di Trump e della sua squadra di miliardari, ma già cominciano a cadere i birilli e a lacerarsi i veli che coprivano le oscenità di questi ultimi sei anni. L’imminenza dell’avvento di Robert F. Kennedy come tutore della salute con lo slogan Make America Healthy Again, ha avuto effetti insospettabili anche fino solo a qualche mese fa. Per esempio la Food and Drug Administration statunitense ha approvato proprio ieri il divieto del “rosso 3” un additivo largamente usato negli alimenti e soprattutto in snack e merendine per migliorarne l’aspetto estetico. Si tratta dell’eritrosina che già da decenni è stata riconosciuta come sostanza potenzialmente cancerogena, tanto che essa è vietata nei cosmetici senza che però i tutori della salute abbiano avuto il coraggio di eliminarla dagli alimenti industriali: troppi legami con l’industria e non solo con Big Pharma. Anche con Big Magna evidentemente.

Ma la notizia più significativa – sarebbe stata clamorosa solo vent’anni fa – è che proprio in extremis il governo Usa, tramite l’Hhs, ovvero il dipartimento di Salute e servizi umani, ha radiato dall’albo l’EcoHealth Alliance e il suo corrotto ex presidente, il dottor Peter Daszak. Come è noto questa organizzazione apparentemente no profit, ma che ha preso molti milioni di soldi pubblici, è stata quella usata da Fauci per delocalizzare in Cina la cosiddetta ricerca sul guadagno di funzione, quattro mesi prima che l’amministrazione Obama la vietasse. Questa radiazione in sostanza accredita in maniera pressoché definitiva la tesi secondo cui il virus del covid fosse frutto di ricerche di laboratorio, tesi che peraltro Fauci ha tentato in ogni modo di cancellare per non essere personalmente coinvolto. Le e-mail saltate fuori nel 2020 hanno messo a nudo un meccanismo infernale: si è scoperto che la condanna da parte di 27 eminenti scienziati della sanità pubblica uscita su The Lancet e volta a tacitare le “teorie del complotto” sul fatto che il Covid non avesse un’origine naturale, era stata organizzata dagli stessi dipendenti di EcoHealth Alliance.

Tali mail ottenute tramite richieste di documenti pubblici in base al Freedom of Information Act , mostrano che il presidente dell’EcoHealth Alliance, Peter Daszak, ha redatto l’articolo del Lancet in maniera che non paresse provenire da una singola persona o organizzazione, ma come una lettera di scienziati di spicco. E Fauci da parte sua ha usato il suo potere in seno alla sanità e alla ricerca per bloccare qualsiasi obiezione all’assurda idea di pipistrelli e pangolini, come in seguito è stato costretto in sostanza ad ammettere, sia pure a mezza voce. Siccome la cosiddetta “ricerca di funzione” è un’assurdità totale, inventata per fornire una sorta di scudo etico alle ricerche per la guerra biologica, la domanda che si impone è se la fuga del Sars Cov 2 dal laboratorio di Wuhan sia stata accidentale o voluta e in questo caso da chi. Sempre che il virus non fosse già stato manipolato altrove e poi trasferito in Cina per continuare un esperimento che non era più possibile portare avanti in Usa. Ma su tutto questo è difficile che si abbiano risposte.

Certo è singolare che questa emersione di realtà avvenga durante l’avvento di un’amministrazione di miliardari, ma evidentemente il carico di bugie è ormai così pesante che non è più possibile reggerlo per intero: è fatale che qualche detrito finisca per uscire. In fondo bisogna salvare il sistema nel suo complesso e si può cominciare a scaricare, magari in maniera trasversale, qualche macigno.

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domenica 3 novembre 2024

Olanda, ministro della Sanità confessa: “Dobbiamo seguire ordini NATO, USA e NCTV, Covid è operazione militare”

 

Il nuovo ministro della Sanità ha dichiarato apertamente di non poter mantenere le sue promesse elettorali perché il suo ministero è subordinato alla NATO, all’NCTV e agli Usa. Il medico Van Veen: "Ecco perché tutta la censura ai critici e ai medici contrari a quella gestione della pandemia"

 

Il nuovo ministro della Sanità dei Paesi Bassi, Marie Fleur Agema, che proviene dal partito PVV di Wilder, ha dichiarato apertamente di non poter mantenere le sue promesse elettorali perché il Ministero è subordinato alla NATO, all’NCTV (Coordinatore nazionale per l’antiterrorismo e la sicurezza) e agli Usa, dunque deve sottostare ai loro ordini.

Il PVV, ossia il partito di Gert Wilders da cui arriva Agema, governa per la prima volta con una coalizione. Il neo-ministro della Salute ha fatto ora una confessione inaspettata sulla “sicurezza sanitaria”. Come ministro ha spiegato di dover seguire gli ordini della NATO. Ordini che sarebbero stati seguiti anche durante il Covid. Anche la politica Covid, secondo il Ministro, sarebbe arrivata arrivata dalla NATO e dal “Coordinatore nazionale per l’antiterrorismo e la sicurezza” (NCTV).

Si tratterebbe di una operazione militare, forse un’esercitazione e sarebbe ancora in corso. Ci sarebbero anche stati dei segnali, ad esempio l’Austria aveva nominato un generale che aveva definito il virus come “nemico”. Anche in Germania, tramite l’RKI, comandava un generale della NATO. All’improvviso inoltre l’assistenza sanitaria è stata militarizzata, come ricorda il Ministro della Sanità.

Agema ha apertamente detto che il Covid e l’attuale “preparazione alla pandemia” sarebbero un’operazione militare che non ha nulla a che fare con l’assistenza sanitaria nel senso tradizionale. La “politica Covid è figlia di NCTV e NATO”.

Il medico Van Veen: “Ecco perché la censura ai medici critici”

Dopo aver ascoltato le parole del Ministro della Sanità, il medico olandese Els van Veen ha voluto esprimere la propria opinione in merito. Lui inizialmente era in linea con la gestione Covid, ma poi ne è diventato uno dei numerosi critici. Adesso “capisco davvero tutto”, ha scritto. “Da qui la censura dei critici e soprattutto dei medici critici. Da qui la visita della polizia a casa mia a Dalfsen nel 2021, presumibilmente a causa di un tweet sulle iniezioni della sera prima. Da qui lettere e un’indagine dell’autorità di regolamentazione basata su segnalazioni anonime e infondate secondo cui stavo diffondendo disinformazione.

La NCTV governa questo paese, ma preferisce farlo ad occhi chiusi. Perché non dovremmo volere democrazia e trasparenza se il governo e la NCTV descrivono i cittadini ignari come una minaccia per lo Stato. Per gli ignari medici di famiglia come me, questa è stata un’esperienza bizzarra e ovviamente non esattamente degna di fiducia. Ma preferirei sapere piuttosto che non sapere, e ora capisco da quale prospettiva sono stato attaccato negli ultimi anni“.

“Non si può più parlare veramente di democrazia quando un ministro ammette apertamente di servire i non eletti NCTV e la NATO e di non sentirsi responsabile nei confronti della Camera dei Comuni – ha aggiunto -, per non parlare dei cittadini olandesi. Mi sento estremamente insicuro che un gruppo di persone dell’NCTV, pagate con i soldi dei contribuenti, possano dare l’ordine di agire contro i medici di base come me e garantire che possiamo perdere i nostri mezzi di sussistenza. Ciò che è accaduto negli ultimi anni non corrisponde all’immagine che ho di uno Stato costituzionale.

Ma, come ho scritto, preferirei sapere come stanno le cose piuttosto che rimanere all’oscuro e non capire perché le persone e i ministri si comportino in un certo modo. Adesso c’è chiarezza: il ministro della Salute ha ricevuto istruzioni dall’NCTV quando è entrata in carica come ministro e deve rispettarle“.

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NOTE

·         QUI IL VIDEO CON SOTTOTITOLI IN INGLESE – https://x.com/i/status/1850525670905888792

·         Qui il  video integrale del dibattito parlamentare del 24 ottobre scorso con intervento ministro della salute Agema –  https://debatdirect.tweedekamer.nl/2024-10-24/financien/plenaire-zaal/vaststelling-van-de-begrotingsstaten-van-het-ministerie-van-volksgezondheid-welzijn-en-sport-xvi-voor-het-jaar-2025-36600-xvi-antwoord-1e-termijn-rest-15-45/markeringen

 

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Fonte articolo: https://www.ilgiornaleditalia.it/video/esteri/656403/olanda-ministro-sanita-agema-ordini-nato-usa-nctv-covid-operazione-militare-video.html

 

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domenica 18 agosto 2024

L’AIFA ammette l’inefficacia del cosiddetto vaccino anti-Covid

 

di Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB)

 

Parere del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB) sull'ultima dichiarazione dell'agenzia del farmaco Italiana

 

In questi giorni molti italiani hanno preso atto con stupore delle affermazioni con cui l’AIFA ha ammesso pubblicamente che “allo stato attuale, nessun vaccino COVID-19 approvato presenta l’indicazione “prevenzione della trasmissione dell’infezione dall’agente Sars cov-2”.

Tale stupore, in realtà, non appare giustificato, anzitutto perché già nell’ottobre 2022 i vertici della Pfizer avevano ammesso, di fronte al Parlamento europeo, di non aver mai testato la capacità del cosiddetto vaccino anti-Covid di arrestare la trasmissione del virus Sars-Cov-2; e in secondo luogo perché, fin dall’inizio di questa vicenda, e dunque prima delle pubbliche ammissioni della Pfizer, è universalmente noto che l’immissione in commercio del vaccino in questione è stata autorizzata in forza dell’art. 4 del regolamento della Commissione europea n. 507/2006, secondo cui un medicinale per uso umano può essere introdotto sul mercato “malgrado non sia stati forniti dati clinici completi in merito alla sicurezza e all’efficacia del medicinale” medesimo e dunque in condizioni di assoluta incertezza scientifica in merito alle proprietà del medicinale per il quale l’autorizzazione è concessa (1).

Le affermazioni dell’AIFA appaiono, quindi, più che stupefacenti, scontate e tardive. Realmente stupefacente sarebbe semmai ricordare chi o cosa ha convinto a suo tempo milioni di italiani a credere nelle proprietà salvifiche di un medicinale i cui effetti erano, in realtà, sconosciuti ab origine: che siano state, forse, le dichiarazioni del Presidente del Consiglio che ha introdotto l’obbligo vaccinale (“non ti vaccini, ti ammali, muori, oppure fai morire”) o le dichiarazioni del Presidente della Repubblica che ha sanzionato quell’obbligo (“invocare la libertà di non vaccinarsi è in realtà una richiesta di licenza di mettere in pericolo la salute e la vita altrui”)?

In ogni caso, le ammissioni dell’AIFA hanno almeno il merito di chiarire una volta per tutte, e definitivamente, che la campagna pseudo-vaccinale altro non è stata che una gigantesca sperimentazione di massa di un farmaco dagli effetti sconosciuti, sperimentazione alla quale i cittadini sono stati in parte spinti gentilmente e in parte obbligati a partecipare e ai quali è stato estorto un “consenso” che, per definizione, non poteva essere “informato”, attesa l’impossibilità, da parte di chiunque e in particolare da parte dei medici-vaccinatori, di conoscere previamente i rischi e i benefici del farmaco in questione e, quindi, di comunicarli in anticipo ai partecipanti alla sperimentazione medesima.

È tuttavia evidente che le responsabilità dei mandanti e degli esecutori materiali di questa sperimentazione di massa non si fermano alla violazione del principio di consenso informato – come codificato dal Codice di Norimberga del 1947, dall’art. 7 del Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966 e dall’art. 5 della Convenzione di Oviedo del 1997 – avendo gli uni e gli altri calpestato scientemente, sistematicamente e, finora, impunemente anche gli altri principi generali di bioetica e di biodiritto: dal principio di precauzione al principio di beneficenza al principio di non maleficenza, solo per ricordarne alcuni.

Ma tutto ciò ancora non basta, perché la gestione del Covid ha permesso di pianificare, per la prima volta su scala planetaria, strategie biopolitiche fondate sull’imposizione di strumenti di controllo sociale, quali il Green Pass, che di fatto hanno trasformato i diritti fondamentali dei cittadini in mere concessioni governative. La portata di questo attentato alle fondamenta stesse dello Stato di diritto va ben oltre l’imposizione dell’obbligo vaccinale, essendo ormai evidente che il concetto di premialità sotteso al Green Pass resterà ancorato alle decisioni politiche e alle scelte normative che saranno imposte anche in altri contesti (sostenibilità ecologica, energetica, alimentare, ecc.) da classi dirigenti ormai organiche, e non più solo funzionali, alle élites finanziarie transnazionali e ai diktat da esse elaborati a livello globale.

A questo punto resta da chiedersi perché l’AIFA ammetta oggi, con tanto candore, ciò che il CIEB, unitamente a una piccola parte della comunità scientifica, sostiene con i suoi Pareri fin dal 2021.

Delle due l’una: o ciò è stato fatto per saggiare il grado di arrendevole autocommiserazione degli italiani e la possibilità di continuare indisturbati l’opera di demolizione dello Stato di diritto; o è stato fatto per provocare una reazione che dovrebbe spingersi, coerentemente, fino a chiedere a tutti i promotori della campagna vaccinale, e in particolare alle più alte cariche dello Stato, di assumersi le responsabilità del proprio operato.

Chissà se la seconda, ipotetica reazione sarebbe tollerata dai poteri che si celano dietro il velo della sovranità statale e che hanno tutto l’interesse a creare le condizioni in grado di giustificare l’introduzione di misure restrittive delle libertà personali ancora più stringenti di quelle ricordate finora, esattamente come sta accadendo in Inghilterra in questi giorni: e cioè, in altre parole, a creare un nuovo ordine attraverso il caos.


Il testo originale del Parere è pubblicato sul sito: www.ecsel.org/cieb

Note:
1 Cfr. L’art. 4 del regolamento della Commissione europea n. 507/2004, in GUCE n. L92 del 20 marzo 2006, pag. 6. Al riguardo, si veda anche il Parere n. 1 del CIEB del 20 dicembre 2021.

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mercoledì 19 giugno 2024

Covid, Fauci ammette: le regole su distanziamento e mascherine ce le siamo inventate - Michele Manfrin

 

Le misure adottate per il contenimento della pandemia da Covid-19, quali distanziamento sociale e mascherine, non erano supportate da alcun criterio scientifico. L’ammissione è stata fatta niente di meno che dall’immunologo Anthony Fauci, il quale, lunedì 3 giugno, ha testimoniato davanti alla sottocommissione sulla pandemia da coronavirus della Camera statunitense (a guida repubblicana), che indaga sulle origini del Covid e sulla risposta del governo in merito. L’udienza, nel corso della quale è emersa ancora una volta la divisione tra i due partiti sul tema, ha segnato la prima apparizione pubblica di Fauci a Capitol Hill da quando ha lasciato l’amministrazione del governo Biden, nel 2022. Nel corso dell’audizione, Fauci è stato anche interrogato circa le origini del virus e sui propri rapporti con la ONG EcoHealth Alliance.

Misure quali distanziamento sociale e mascherine sono state dunque adottate senza che vi fossero evidenze scientifiche a sostegno della loro utilità, come ammesso da Fauci in aula. Dichiarazioni che acquisiscono ancora più peso alla luce di quanto evidenziato da uno studio dell National Institute of Health (NIH), risalente al maggio 2022, che rilevava l’impatto «molto negativo» dell’utilizzo di mascherine sull’alfabetizzazione e sull’apprendimento dei giovani e come il distanziamento sociale avesse causato «depressione, ansia generalizzata, stress acuto e pensieri intrusivi».

Già nel gennaio scorso, durante un interrogatorio a porte chiuse durato 14 ore, Fauci aveva detto ai legislatori repubblicani che la regola del distanziamento sociale di un metro e mezzo era «apparsa» senza che si ricordasse come. «Non ricordo. In un certo senso è apparso» riportano le trascrizioni della commissione, al momento in cui gli fu chiesto come e quando la regola fosse nata. Fauci aveva anche ammesso di «non essere a conoscenza di studi» che supportassero il distanziamento sociale, sottolineando che tali studi «sarebbero molto difficili» da compiere con efficacia. Eppure, sia il distanziamento sociale che le mascherine sono state vendute al pubblico come qualcosa di assolutamente efficacie e confermato da prove scientifiche.

Anthony Fauci, oltre a essere stato direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAD, l’Istituto Nazionale per le Allergie e le Malattie Infettive) ininterrottamente dal 1984 al 2022, ha ricoperto il ruolo di consigliere medico del Presidente Joe Biden dal gennaio 2021 fino al dicembre 2022. Durante la pandemia, Fauci è stato dipinto come una sorta di eroe da parte dei democratici, che ora sono venuti in suo aiuto denunciando quello che hanno definito uno sforzo politicamente motivato per denigrarlo. I repubblicani, dal canto loro, lo hanno messo pesantemente sotto accusa per la gestione emergenziale del Covid-19, sebbene sia stato lo stesso Trump, nel gennaio 2020, a nominarlo membro della task-force creata per analizzare e contrastare il diffondersi dell’infezione sul suolo americano. Durante l’audizione pubblica, Fauci ha negato di aver cercato di coprire la teoria secondo cui il Covid-19 abbia avuto origine da una fuga di laboratorio in Cina, dicendo ai legislatori di non aver mai influenzato la ricerca sulle origini del virus, sebbene in passato abbia più volte sostenuto la teoria della trasmissione naturale del virus, che sarebbe quindi passato da un animale all’uomo (per la quale non esiste alcuna prova a sostegno). Allo stesso tempo, lo scienziato statunitense ha detto: «Sono stato anche molto, molto chiaro, e l’ho detto più volte, che non penso che il concetto di un laboratorio sia intrinsecamente una teoria del complotto».

Alcuni passaggi dell’interrogatorio a Fauci hanno poi riguardato le sovvenzioni a EcoHealth Alliance. Sebbene Fauci abbia sempre giurato che i soldi americani non abbiano finanziato la ricerca del guadagno di funzione in quel di Wuhan, sappiamo che dal 2014 al 2020, EcoHealth Alliance (organizzazione con sede negli Stati Uniti che ha collaborato per anni con l’Istituto di virologia di Wuhan) ha ricevuto sovvenzioni da milioni di dollari dal NIH (National Institutes of Health, agenzia governativa) per esaminare possibili coronavirus provenienti dai pipistrelli e lavori di gain of function. La cancellazione del finanziamento, avvenuta sotto la pressione dell’allora presidente Donald Trump, fu attaccata con una lettera scritta da 77 premi Nobel statunitensi e 31 società scientifiche, con la quale si chiedeva alla leadership del NIH di rivedere la decisione. Nell’estate del 2020, il NIH decise quindi che EcoHealth Alliance avrebbe potuto ripristinare la sua sovvenzione se l’organizzazione avesse soddisfatto una serie di prerequisiti, tra cui la garanzia dell’accesso all’Istituto di virologia di Wuhan per gli investigatori statunitensi e un campione di virus da Wuhan. Nell’agosto del 2020, il NIH assegnò ulteriori 7,5 milioni di dollari a EcoHealth Alliance, presieduta da Peter Daszak. Quest’ultimo, zoologo britannico, consulente ed esperto pubblico di ecologia delle malattie, in particolare di zoonosi, divenne membro del team dell’Organizzazione Mondiale della Sanità inviato per indagare sulle origini della pandemia di COVID-19 in Cina, nonostante l’enorme conflitto d’interesse che poi, alla fine, lo stesso Daszak, sotto continue pressioni, dovette ammettere.

Alina Chan, biologa molecolare del Broad Institute del MIT e di Harvard che ha chiesto di sondare più da vicino le origini di laboratorio del COVID, ha accolto con favore un esame più approfondito: «EcoHealth Alliance non dovrebbe ricevere ulteriori finanziamenti federali fino a quando non consegnerà tutti gli scambi con l’Istituto di virologia di Wuhan e non dimostrerà di essere in grado di monitorare in modo responsabile gli esperimenti di ricerca pagati con i dollari dei contribuenti». Jamie Metzl, senior fellow presso l’Atlantic Council, esperto di biotecnologie, ha studiato le possibili origini di laboratorio del virus, ed è d’accordo con Chan: «Sia Peter Daszak che EcoHealth non sono stati all’altezza degli standard dei beneficiari del governo degli Stati Uniti». Il comitato, istituito anche per scoprire le origini del virus, ha scoperto inoltre alcune e-mail che mostrano come alti funzionari del NIH abbiano tentato di nascondere documenti di fronte alle richieste del Freedom of Information Act. Le e-mail private suggeriscono che alcuni funzionari, tra i quali un consigliere e un assistente di lunga data di Fauci, abbiano cancellato la corrispondenza e utilizzato e-mail private per aggirare le leggi sui registri pubblici, anche in merito ai fondi elargiti ad EcoHealth Alliance. In particolare, la commissione parlamentare ha indagato il lavoro del consigliere David Morens, il quale si è definito amico di Peter Daszak. Fauci ha minimizzato la sua collaborazione e il suo lavoro con il consigliere Morens. L’ex direttore del NIAID ha negato di aver mai usato un indirizzo e-mail privato per discutere di affari governativi, cosa che infrangerebbe le norme di sicurezza e permetterebbe inoltre di aggirare la possibilità di accesso pubblico secondo le regole del Freedom of Information Act.

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domenica 19 novembre 2023

Si sapeva che era politica, ora è nero su bianco - Il Chimico Scettico

 

 

Come riportato negli stralci pubblicati negli ultimi giorni, si legge che il 6 aprile del 2020 Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e allora portavoce del Comitato Tecnico Scientifico istituito durante la dichiarata emergenza legata al Sars-Cov2, manda dei grafici e dei dati a Roberto Speranza, allora Ministro della Salute, circa l’andamento epidemico positivo nel Paese per concordare la linea da adottare. In quel periodo la discussione prevedeva la possibilità, sulla base dei dati scientifici in possesso al CTS, di riaprire alcune attività dopo mesi di lockdown, la cui fine sarebbe arrivata un mese dopo. Speranza risponde a Brusaferro dicendo: «Domani tieniti sulle curve all’inizio [intese quelle del contagio, ripetute con bollettino giornaliero]. Poi vediamo domande. Due avvertimenti: 1) tutto quello che direte può finire fuori alla stampa. 2) se vogliamo mantenere misure restrittive conviene non dare troppe aspettative positive». A queste parole, Brusaferro risponde: «Ok. Quindi niente modelli come quello che ti ho mandato. Ci raccordiamo domani. Buonanotte». Dopo che, il giorno dopo, il Presidente dell’ISS e membro del CTS aveva svolto il compito dettato da Speranza, l’ex Ministro della Salute scrive: «Ottimo. Tenete duro ora». Brusaferro risponde in cerca di conferma: «Sufficiente?». Speranza ribadisce: «Ottimo». Brusaferro interroga Speranza sulla linea da tenere: «Glielo diciamo? Che prevediamo sempre la chiusura?». Speranza sentenzia: «Si. Chiaramente».

Oggi il funzionamento del meccanismo di gestione della pandemia in Italia viene messo nero su bianco, e non dall'apposita Commissione parlamentare, ma dalla documentazione raccolta dalla magistratura. Non è precisamente una novità, nel 2020 Miozzo, inventore dell'inutilissima mascherina di comunità che comunque doveva essere usata, aveva già spiegato come andavano le cose (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2020/09/come-si-gestisce-la-sanita-pubblica-col.html).

Quindi più di uno aveva capito di che regia si trattasse, ai tempi, e già un annetto fare si potevano tirare le conclusioni (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2022/12/yes-it-was-yes-it-is.html). L'agenda politica fatta di stronzate era percepibile fin da prima dalla dell'autocelebrativo libro di Speranza Perché guariremo, velocemente pubblicato e poi ritirato nell'autunno del 2020, in cui il ministro raccontava del suo sforzo eroico per far sdoganare quelle mascherine farlocche.

Una nota su una presenza politica in quelle riunioni con il CTS: c'era anche la Zampa (https://it.wikipedia.org/wiki/Sandra_Zampa), al tempo sottosegretaria alla salute. Una, che quando la pressione politica per la composizione del governo Draghi risparmiò Speranza, passò da sottosegretaria a esperta (imbullonata saldamente al ministero, ovviamente esperta, sì, di politica PD). Fiera sostenitrice delle estensioni più estreme del green pass all'italiana (https://www.open.online/2021/07/19/covid-19-zampa-green-pass-supermercati/), la signora da vera esperta ha iniziato un percorso di smarcamento (https://www.youtube.com/watch?v=JmOThuwsQ7Q&t=50s). Ma era lì in quelle riunioni in cui la politica dettava la linea.

"Non disturbate il guidatore", dicevano. Ma al volante c'era un incapace con evidenti manie di grandezza e gonfio di vuote parole.

Verrebbe da commentare che no, l'Italia oggi non è un grande paese e quindi si merita ducetti come lui e come quelli che a lui sono seguiti. Un tribunale politico? Ma magari! Pronto a scommettere sulla completa inutilità e inefficacia della commissione parlamentare. Però un po' di annali sarebbe bene iniziare a scriverli giusti. Tante volte uno storico volesse pubblicare un libro sulla pandemia in Italia, chissà.

Ricordatevi che ai tempi medici e accademici divorati dal fervore per il giusto, scientificamente opinabile o inconsistente, rilanciarono quella linea di gestione come indiscutibile - notare nel brano Brusaferro sulle scuole e quanto la loro chiusura non avesse basi. Una gestione indiscutibile nonostante statistiche che gridavano vendetta al cielo (numeri rilevati inferiori all'errore sulla rilevazione stessa, quindi non significativi).

Ora probabilmente si dirà che i decisori agirono male ma ottenendo un risultato sacrosanto e "scientifico". E che il problema della Svezia, a cui furono indirizzate tonnellate di fango, è che agirono male ottenendo un risultato esecrabile e ascientifico. Perché alla fine conta solo quel che è giusto per giusti. Per questo il dibattito scientifico fu impossibile quasi da subito e la cosa qua sopra e altrove fu ribadita più di una volta (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2021/03/onesta-nellopposizione-tra-opinioni.html).

Quindi sì, è bene ripeterlo: erano le stronzate dell'agenda politica di qualcuno.

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domenica 18 settembre 2022

Gestione Covid in Grecia e nel mondo: verso il processo di Atene - Marina Voudouri

A seguito di una denuncia depositata il 19 luglio 2021, da parte dell’avvocato penalista Nikos Antoniadis ( https://nikosantoniadis.tv/ ), la Procura di Atene ha dato mandato il 26 giugno 2022 a procedere con le indagini preliminari per la procedura penale. Il processo, seppur ha come accusato principale il Premier greco e il suo governo, avrà una natura internazionale in quanto la lista degli accusati si estenderà anche all’Organizzazione Mondiale per la Sanità, dichiara Antoniadis.

L’attività penale in questione, che intende portare al “Processo di Atene”, ha interessato anche molte realtà estere tra cui anche un gruppo di ricercatori e medici dall’Italia, oltre ad altri gruppi da altri Paesi europei e dagli USA.

La denuncia riguarda ciò che l’avvocato definisce “il più grande inganno di tutti I tempi”. Le accuse principali sono quelle di organizzazione criminale e di omicidi dolosi, reati che sono esenti dall’immunità parlamentare come previsto dal Diritto penale in Grecia. La lista degli accusati è lunga così anche la lista dei reati oggetto della denuncia. Oltre al Premier, Kyriakos Mitsotakis, e ad alcuni dei Ministri specificamente citati, sotto accusa è l’intero Consiglio dei Ministri così come Direttori di vari ospedali pubblici, alcuni magistrati, rappresentanti di varie istituzioni pubbliche e anche i responsabili del social network Facebook. A questi, si aggiungerà – ha preannunciato Antoniadis – l’OMS con l’accusa dell’istigazione a delinquere.

“Il più grande inganno di tutti I tempi” si articola, secondo il denunciante, in tre protocolli:

- il protocollo dell’inganno

- il protocollo della morte

- il protocollo della vaccinazione di massa.

I primi due sono al servizio del terzo, chiarisce Antoniadis il quale sta integrando la denuncia iniziale (dalle 4.311 pagine contenenti anche ricco materiale fotografico, referti di autopsie e varie documentazioni e testimonianze) con dati su numerosi recenti decessi dovuti a ciò che lui definisce “improvvisite” correlati allo stato vaccinale o no delle vittime. Annuncia inoltre che chiederà di investigare anche sulle statistiche dei ricoveri in terapia intensiva e in reparto Covid in relazione allo stato vaccinale dei pazienti in questione.

A partire dal deposito della denuncia nel luglio 2021 ad oggi, il penalista ha avuto una quotidiana e incessante attività intensa con azioni legali a tutti i fronti e anche con supporto legale verso pazienti ricoverati o loro familiari che chiedono a lui aiuto per difendersi. Nominiamo a titolo di esempio alcune di queste richieste che l’avvocato ha esposto e di cui dichiara di possedere ampia documentazione testimoniale: intubazioni nonostante la saturazione fosse dal 95 in su, ricovero in reparto Covid seppur I pazienti si fossero rivolti all’ospedale per altre cause (ad es, incidenti, tumori in fase avanzata, problemi cardiaci pregressi), denutrizione e disidratazione, continui ostacoli per la richiesta di autopsie.

Va precisato che tutte queste attività, il rinomato avvocato Antoniadis le sta svolgendo in pieno volontariato e che, per poter dedicarsi a tempo pieno al loro svolgimento, ha dovuto interrompere ormai da più di un anno la sua attività professionale che era molto ricca e impegnativa,  in quanto composta da molti clienti e da catene di imprese importanti. Lui e la sua famiglia vivono ormai dalle donazioni che molti cittadini devolvono volontariamente all’associazione che ha appositamente creato.

Il Commissariato della  Polizia Giudiziaria che ha avuto l’incarico per le indagini preliminari ha convocato l’avvocato Antoniadis per un primo colloquio investigativo con comunicazione recapitata il 20 agosto presso la sua abitazione e il colloquio ha avuto luogo nella giornata di domenica 4 settembre. Al termine dell’incontro di circa un’ora, Antoniadis ha fatto un video dal vivo sulla piattaforma Facebook all’uscita dal Commissariato, per condividere il momento di entusiasmo e di riuscita dell’impresa  (link: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=599927391770358&id=100052949870422 ).

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giovedì 1 settembre 2022

Considerazioni di un medico malato di Covid - Pierpaolo Brovedani

 

 

Dopo aver passato la prima fase della pandemia lavorando in ospedale con i soli mezzi di protezione (e lavaggio delle mani, e distanziamento) e dopo aver eseguito ben quattro vaccinazioni (quarta dose 26 aprile scorso), continuando con mascherina e distanziamento, ho finalmente… preso il Covid. E che Covid! Febbre alta con brivido squassante, faringodinia (mal di gola) quasi invalidante, cefalea, astenia e spossatezza prolungata, repentino calo ponderale di 5 kg. Insomma, non l’infezione da smaltire tranquillamente in quarantena, ma una malattia abbastanza seria cui solo la terapia antivirale ha dato una svolta decisiva (evitando peggioramenti e un possibile ricovero).

Potrebbe essere il caso-simbolo per i no vax: «Avete visto? La vaccinazione non funziona!», ma la mia risposta non può essere del tipo «Credo comunque nella vaccinazione a tutti i costi». Ho perso la fede in età da liceo. È vero, con il mio maestro Franco Panizon penso che la vaccinazione sia ancora «il più semplice, il più economico, il più geniale e il più efficace strumento per non far ammalare»1. La medicina è basata sull’evidenza, non sulla fede, e sui grandi numeri anche la vaccinazione anti-Covid ha dimostrato di essere stata decisiva nel limitare la strage ed essere tuttora efficace nel ridurre l’ossigenoterapia e il decesso. Certo, nei confronti di un virus altamente mutevole rimangono aperte questioni come il calo e la durata dell’immunizzazione, la necessità dei richiami, l’efficacia del richiamo eterologo. E tanto altro ancora2.

Il mio quindi è un caso aneddotico in mezzo a milioni di altri casi, in cui il vaccino è servito finché sono durati gli anticorpi o finché non sono incappato in una variante più aggressiva. Farò la quinta vaccinazione a tempo debito. Piuttosto dobbiamo chiederci se in questi due anni sia valsa la pena criminalizzare i no vax alimentando una vera e propria guerra civile, escludendoli dal lavoro (e, per il periodo, dai diritti maturati), proponendo addirittura di far pagare loro il ricovero in ospedale (addio SSN universalistico!), considerandoli come untori della moderna peste, non distinguendo tra una minoranza contraria a priori e una maggioranza confusa e preoccupata per gli effetti collaterali, disorientata da esponenti del mondo scientifico arroganti e spesso in contraddizione tra di loro3. No, non ne valeva la pena e ora l’ennesima variante si fa beffe dei dispositivi medico-sanitari, tanto che il potere politico ha già mollato ogni presidio in nome della “convivenza”(?!) con il virus: per difendere l’economia, naturalmente (e che la prevenzione vada a farsi benedire).

Il malato a casa è mediamente abbandonato a se stesso. La mia condizione di medico mi ha permesso di utilizzare canali e modalità diverse da quelle “normali” e non senza fatica sono riuscito a procurare per me (e mia moglie) il farmaco antivirale efficace. La prima difficoltà inaspettata è che il tampone rapido positivo, indispensabile per richiedere lo stato di malattia e quindi il farmaco, non sempre viene accettato. “Bisogna” andare in farmacia (dove fanno lo stesso identico test rapido) oppure negli irraggiungibili servizi pubblici, ma è chiaro anche a un profano che mobilizzare un contagioso è un controsenso. Ho dovuto certificare on line in maniera dettagliata la veridicità del test, visto che posseggo una laurea in medicina, e inviarla per mail. Che dire? Credo che nel clima di controllo quasi poliziesco (ma velleitario) in cui siamo piombati possa sorgere qualche sospetto se uno si autocertifica il test negativo (per poter uscire da casa), non certo quello positivo (che anzi spesso viene occultato e raramente eseguito anche in presenza di sintomi evidenti).

Il farmaco antivirale attualmente più accessibile è il Paxlovid (PF-07321332 Nirmatrelvir + ritonavir) prescrivibile con piano terapeutico dal medico di famiglia. Una volta era fornito dalle USCA (Unità speciali di continuità assistenziale) ma a Trieste da un paio di settimane non ci sono più, sia per mancata implementazione che per riduzione del compenso orario e conseguente stato di agitazione (alla voce “angeli ed eroi” del SSN). Ho saputo che è possibile richiederlo anche via mail al Reparto Infettivi, con ritiro diretto in ospedale: così ho fatto, con rapida soluzione del problema. Non tutti i medici di medicina generale sono al corrente delle modalità e talvolta vengono frenati da banali questioni burocratiche; sicuramente non esiste un’informazione dettagliata per gli utenti. La sciatteria organizzativa su questo farmaco, che è sicuramente efficace4, causa ancora un grave ritardo sul suo utilizzo: su 600mila confezioni giacenti in Italia nelle farmacie centrali e periferiche, al 20 luglio di quest’anno meno di 40mila dosi (39.606) sono state utilizzate5. Abbiamo anticipato così milioni di euro sempre alla Pfizer, la stessa big pharma del vaccino, che anche con il Paxlovid guadagna cifre astronomiche. Pare che ogni confezione costi 700 euro, ma altri particolari non sono noti perché il generalissimo Figliuolo già in marzo aveva dichiarato che anche questo contratto con Pfizer restava secretato6. La secretazione dei contratti vaccinali e farmacologici ha inflitto un duro colpo alla trasparenza e alla credibilità delle istituzioni sanitarie, alimentando il clima di sospetto dei cittadini nei confronti delle autorità pubbliche che appaiono sempre più colluse con gli interessi economici delle grandi industrie private.

Un paio di considerazioni ancora a caldo (oggi ho preso l’ultima dose di antivirale). Primo. La medicina non è una scienza esatta, ma una disciplina empirica che utilizza metodi scientifici e si basa su evidenze, spesso statistiche. Progredisce per tentativi ed errori; dobbiamo prenderne atto e accontentarci di ciò che è evidente e ragionevole, stando attenti a non proclamare dogmi apodittici che magari non han più corso il giorno dopo. Non fede, ma prudenza e ragione. Secondo. La campagna vaccinale è stata condotta in maniera scadente, con servizi vaccinali troppo centralizzati e USCA insufficienti. È mancata una capillare campagna iniziale, anche casa per casa, nei confronti dell’unico target utile: la popolazione anziana (solo l’1,3% dei pazienti con età inferiore a 50 anni sono deceduti di SARS Covid 197 ). Si è inseguito l’obiettivo sbagliato dell’immunità di gregge, utilizzando tardivamente e in maniera velleitaria l’obbligatorietà, con scarsa attenzione agli effetti collaterali. Terzo. Peggio ancora l’utilizzo degli antivirali. In tutta la prima fase è stata banalizzata la terapia farmacologica a domicilio (“tachipirina e vigile attesa”) mentre erano già noti articolati protocolli delle società scientifiche: ciò ha contribuito a intasare gli ospedali. In seguito gli antivirali sono stati sottoutilizzati a dispetto di un massiccio investimento economico, e non parlo solo del Paxlovid ma anche del molnupiravir e del remdesivir (quest’ultimo ad uso ospedaliero)8. Quarto. Sullo sfondo c’è la mancanza di personale sanitario e il progressivo depauperamento del SSN. Risorse insufficienti? Fondo Sanitario Nazionale sottofinanziato? Sono ormai stufo di queste discussioni, specie da quando il Parlamento a larghissima maggioranza ha deciso di buttare 14 miliardi di euro in armi per aumentare al 2% del PIL la spesa militare, su ordine della NATO e di Biden (e prima ancora di Trump). È stata una scelta scellerata contro tutti noi, operatori della salute e cittadini ammalati. E una cosa è sicura: chi ha fatto quella scelta non avrà certo il mio voto.

(27 luglio 2022)

 

NOTE:

1.      Franco Panizon, Cari genitori, Laterza 1998, p. 109.

2.      Fiolet T, Kherabi Y, MacDonald CJ, Ghosn J, Peiffer-Smadja N., Comparing COVID-19 vaccines for their characteristics, efficacy and effectiveness against SARS-CoV-2 and variants of concern: a narrative review.– Clin Microbiol Infect. 2022 Feb;28(2):202-221.

3.      Giuseppe Mancia et al (Consulta Società Scientifiche riduzione rischio vascolare), Tutti gli errori di una comunicazione fuori registro, Quotidianosanità, 18 febbraio 2021.

4.      Ronza Najjar-Debbiny et al., Effectiveness of Paxlovid in Reducing Severe Coronavirus Disease 2019 and Mortality in High-Risk Patients – Clinical Infectious Diseases, p 1-8, 2 June 2022.

5.      AIFA Report n. 5 Monitoraggio antivirali per Covid 19 – 0 luglio 2022.

6.      Valeria Casolaro, Il commissario Figliuolo si oppone alla pubblicazione del contratto tra Italia e Pfizer, L’Indipendente, 14 marzo 2022.

7.      https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia#:~:text=L’et%C3%A0%20mediana%20dei%20pazienti,decessi%20per%20fascia%20di%20et%C3%A0.

8.      SIMG: Indicazioni per il trattamento domiciliare dei pazienti con Covid-19, versione 1.2 del 07/04/2021.

da qui

giovedì 5 maggio 2022

E’ UFFICIALE: LA VITAMINA D È EFFICACE PER PREVENIRE L’INFEZIONE DA SARS-COV-2 - Valentina Bennati

 

Le associazioni tra carenza di vitamina D e maggiore vulnerabilità del sistema immunitario verso le infezioni batteriche e virali (incluso SARS-CoV-2) sono state documentate in vari studi scientifici. Dal 18 aprile scorso è, però, online una pubblicazione che, per la prima volta, dimostra l’importanza di assumere Vitamina D in fase di prevenzione.

Si tratta di uno studio randomizzato in doppio cieco, parallelo, su operatori sanitari in prima linea di quattro ospedali di Città del Messico. Risultati negativi al test per l’infezione da SARS-CoV-2, i partecipanti sono stati arruolati tra il 15 luglio e il 30 dicembre 2020 (dunque prima che i vaccini anti-covid fossero disponibili) e sono stati assegnati in modo casuale a ricevere 4.000 UI VD (VDG) o placebo (PG) al giorno per 30 giorni: il risultato è stato che il tasso di infezione da SARS-CoV-2 è stato nettamente inferiore tra coloro che hanno assunto vitamina D rispetto a chi ha assunto il placebo.

Gli autori dello studio hanno quindi concluso che: “l’integrazione di VD è efficace nel prevenire l’infezione da SARS-CoV-2 nel personale sanitario in prima linea ad alto rischio. Inoltre scrivono: “Abbiamo confermato ed esteso i risultati di precedenti studi trasversali e di intervento in base ai quali è stato riscontrato che la sufficienza vitaminica è associata a migliori esiti di COVID-19, incluso un minor fabbisogno di ricovero in terapia intensiva e tasso di mortalità. A nostra conoscenza, questo è però il primo studio controllato che valuta il ruolo della supplementazione di VD come misura profilattica per prevenire l’infezione da SARS-Cov-2 e quindi ha profonde implicazioni cliniche e di salute pubblica.”

È noto che la vitamina D modula il sistema immunitario e che la sua carenza è associata ad un aumentato rischio di varie malattie anche autoimmuni. I risultati di questo studio mostrano che già con una dose di 4 mila U.I. giornaliere si ottiene un effetto protettivo per la Covid, ma non è detto che questa posologia corrisponda al dosaggio ottimale; infatti, gli stessi ricercatori hanno evidenziato la necessità di ulteriori studi per identificare la dose appropriata richiesta per fornire l’effetto protettivo ottimale.

Sul ruolo della vitamina D nella prevenzione e cura del nuovo coronavirus aveva già ampiamente argomentato il dottor Massimo Orlandini in questa precedente intervista che risale al settembre 2020 in cui parla di integrazione, per pazienti sani sopra i 18 anni, di 10.000 U.I. al dì (utile leggerla per le numerose informazioni pratiche che contiene).

da qui

lunedì 6 settembre 2021

L’occidente è il grande malato, l’Africa sceglie di guarire - Alberto Capece

 


Esistono numerosi trattamenti efficaci per le malattie respiratorie che funzionano in parte rafforzando il sistema immunitario mettendo a disposizione i componenti necessari e in parte combattendo i virus stessi. Il primo gruppo comprende vitamine o aminoacidi, mentre altri comprendono farmaci antivirali come ivermectina, budesonide, bromexina e altri. L’ivermectina in particolare ha dimostrato la sua efficacia in India., ma anche se non di più in Africa: da una parte abbiamo gli studi striminziti con 200 partecipanti che sono apprezzati dall’industria farmaceutica e dai loro amici per la facilità di ottenere il risultato che si vuole, dall’altro lato ci sono India e Africa, che stanno dimostrando l’efficacia delle cure attraverso 2,7 miliardi di persone.

Ad esempio, stati indiani come l’Uttar Prahdesh, con una popolazione di 236 milioni di abitanti, hanno usato per un po’ di tempo l’ivermectina per la profilassi e il trattamento precoce e non hanno avuto problemi, poi è stata sospesa e i  i casi sono aumentati, poi è stata reintegrata e i casi sono immediatamente calati. Il piccolo stato del Tamil Nadu con una popolazione di 10 milioni di persone si è invece, affidato al remdesivir e ha avuto risultati molto peggiori. I dettagli possono essere trovati qui. Nel complesso, l’India ha effettuato studi sugli anticorpi all’inizio di luglio, da cui è emerso che circa 952 milioni di persone che hanno acquisito l’immunità naturale dall’infezione con un tasso di mortalità dello 0,045%, ben al di sotto di quello dell’influenza. Insomma  l’ivermectina ha avuto un grande successo.

La stessa cosa è successa in Africa e in maniera ancora più clamorosa perché una certa serie di stati si è affidata all’ivermectina mentre altri si sono fidati dei vaccini occidentali  con risultati clamorosamente differenti come si può osservare dall’immagine all’inizio  dove in beige ci sono i Paesi che non hanno usato questo farmaco e in blu ci sono quelli che invece lo hanno fatto: i diagrammi dei rispettivi colori dimostrano la clamorosa differenza in fatti di morti.  E qui sotto un’altrettanto clamorosa differenza nel numero dei casi.

 



Il gruppo di paesi con uso di ivermectina comprende 31 stati con un totale di 972,5 milioni di abitanti. I seguenti stati:

Angola, Benin, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Congo (Brazzaville), Congo (Kinshasa), Costa d’Avorio, Guinea Equatoriale, Etiopia, Gabon, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Kenya, Liberia, Malawi , Mali , Mozambico, Niger, Nigeria, Ruanda, Senegal, Sierra Leone, Sud Sudan, Sudan, Tanzania, Togo, Uganda.

Il gruppo di paesi che non utilizzano l’ivermectina comprende 22 paesi con 357,3 milioni di abitanti: Algeria, Botswana, Capo Verde, Comore, Egitto, Eritrea, Swaziland, Gambia, Lesotho, Libia, Madagascar, Mauritania, Mauritius, Marocco, Namibia, São Tomé e Príncipe, Seychelles, Somalia, Sudafrica, Tunisia, Zambia, Zimbabwe.

L’utilizzo di questo farmaco è molto ampio in alcuni Paesi del continente per combattere l’oncocercosi, un’infezione da nematodi, ma si è rivelata preziosa contro il covid come attesta uno studio giapponese condotto dal professor Hisya Tanioka. E’ sconvolgente vedere il continente considerato più arretrato strabattere un occidente impazzito e istupidito che ha rifiutato qualsiasi idea di cura perché si dovevano vendere i vaccini. Ricordate quando all’inizio della Pandemia ci si chiedeva come avrebbero fatto i Paesi poveri a uscire dalla tempesta? Adesso capiamo che dovevamo invece interrogarci sugli stati ricchi e sulla degenerazione delle istituzioni.

da qui

domenica 11 luglio 2021

Mia mamma è morta di covid19 ma non di coronavirus - Joseph Fremder


Quanto leggerete è una chiara denuncia al sistema ed è stato scritto perché il calvario e la morte di mia mamma possa servire a più persone possibili per evitare di trovarsi nelle stesse condizioni. Quanto scritto non sarà stato scritto inutilmente se chi lo leggerà sentirà la necessità di farlo circolare tra gli amici e i conoscenti. Quanto scritto può essere pubblicato su giornali e riviste, su social, WhatsApp, e-mail e su tutto ciò che possa arrivare alle persone. L’obiettivo dello scritto è che possa servire per riflettere ed intervenire affinché cessino le torture e le morti degli anziani causate da regole che possono essere cambiate in qualsiasi momento.

Fino alla fine di settembre 2020 mia mamma era una 91enne autosufficiente, che viveva da sola in casa, si faceva da mangiare, si vestiva e lavava autonomamente, è anche vero che ogni tanto si convinceva di avere persone sul pianerottolo di casa che la fissavano costantemente ma a quel punto allertava il portinaio o il sottoscritto che dopo un veloce controllo la rassicuravano sul fatto che fuori dalla sua porta non c’era proprio nessuno.

Improvvisamente perde la vista all’occhio destro mentre il sinistro era già problematico e in difficoltà per una maculopatia, ci rechiamo al pronto soccorso dell’Oftalmico al Fatebenefratelli che diagnostica un versamento di sangue dietro la retina e prospetta un intervento chirurgico utilizzando un gas.

 Il 12 ottobre 2020 tutti gli esami di preparazione all’intervento previsti per l’operazione all’occhio destro vanno bene meno che il tampone che segnala un esito debolmente positivo su persona asintomatica: l’operazione salta e comincia la quarantena fiduciaria che terminerà dopo 10 giorni con l’effettuazione di un tampone molecolare che dovrà dare esito negativo e che si dovrà effettuare presso una sede ATS. 

Dal 12 ottobre mia mamma si ritroverà quindi chiusa in casa da sola e ipovedente (ai figli e a chiunque è vietata la presenza a causa del possibile contagio) e comincerà così la quarantena che dovrebbe terminare il giorno 22. 

Il 22 ottobre 2020 dovrebbe fare il tampone di controllo ma non viene chiamata e non è prenotabile, sono in ritardo e lei non può considerare conclusa la quarantena fiduciaria sino a che non verrà sottoposta ad un tampone molecolare che dovrà dare esito negativo.

Mia mamma comincia a mostrare gravi momenti di scoramento, non riesce a capire perché non può fare il tampone e soprattutto perché deve stare ancora chiusa in casa nelle sue condizioni e senza potere parlare con nessuno e senza avere il conforto di qualcuno. 

Il 23 ottobre dopo avere inutilmente telefonato all’ATS scrivo due e mail a dip19@ats-milano.it e a segnalazioniMilanoCOV@ats-milano.it dove faccio presente che mia mamma ha 91 anni non vede ed è isolata in casa da 11 giorni e quindi senza che nessuno possa aiutarla o confortarla, sta inoltre entrando in un pesante stato depressivo e non capisce perché non le venga fatto fare il tampone. Faccio anche presente che l’isolamento per una novantunenne ipovedente diventa insostenibile soprattutto se si protrae senza spiegazione plausibile per ulteriori giornate. Ogni ora che passa rende ingestibile e aggrava la situazione.

Le uniche persone che vede sulla porta di casa siamo io e mia sorella che ogni giorno le portiamo la spesa ed un po’ di presenza, ma ovviamente per una donna di 91 anni e in quelle condizioni non basta nella maniera più totale.

Ricevo sul mio cellulare un sms che dice di accedere al seguente indirizzo per iscrivere mia mamma https://milanocor.ats-milano.it/ cosa che faccio ma nonostante l’iscrizione non mi si permette di prenotare.

Informo anche il medico di base.

È incredibile che in una situazione di questo tipo non sia possibile effettuare d’urgenza un tampone al domicilio dell’anziano che per di più è anche ipovedente e sta entrando in un evidente stato depressivo.

Mia mamma riuscirà a fare il tampone molecolare di verifica COVID 19 il giorno 30 ottobre 2020 e avrà il risultato il 1° novembre 2020, sono trascorsi quindi 20 giorni di isolamento per avere un esito negativo.

Nel frattempo riceverà la visita di accertamento della pubblica sicurezza, che ha l’obbligo di verificare se la persona in quarantena è “ai domiciliari” o meno.

Quando sono andato a prenderla in casa per portarla in auto a fare finalmente il tampone presso l’ospedale Sant’Ambrogio ho trovato una persona distrutta dall’isolamento, quasi incapace di reggersi in piedi, terrorizzata dall’uscire di casa e con la vista peggiorata, ogni 50 metri dovevamo fermarci perché nonostante fosse tenuta sottobraccio non riusciva a camminare.

Le viene fatto il tampone all’interno di uno stanzino minuscolo, con due tavolini microscopici dove avrebbe dovuto compilare un prestampato che compilerò ovviamente io, mia mamma ha la vista decisamente peggiorata e fa fatica anche a restare seduta.

La riaccompagno a casa e avviso i miei fratelli della situazione che appare subito molto preoccupante, il mattino dopo io e mia sorella ci presentiamo a casa con la spesa suoniamo il campanello ma alla porta non si presenta nessuno, decidiamo di aprire con le nostre chiavi e la troviamo per terra davanti all’ingresso che pronuncia frasi sconnesse e si dice convinta di essere a letto, è la mattina del 31 ottobre 2020.

Chiamiamo immediatamente l’ambulanza che la porta al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe dove rilevano un decadimento cognitivo e la trovano completamente disorientata.

Invitano a prendere un appuntamento per una visita neurologica e siccome non c’è posto ci chiamano dal pronto soccorso di notte per riportarla a casa.

Da quella sera noi tre fratelli ci alterneremo 24 ore su 24 a casa della mamma per non farle mancare alcuna assistenza.

Il 6 novembre ho accompagnato la mamma per effettuare la visita neurologica presso l’Ospedale San Giuseppe dove il medico ribadiva la diagnosi di Confusione Reattiva con quadro clinico riferibile al decadimento cognitivo aggravato dalla mancanza della vista.

Non più isolata e grazie alla nostra presenza e attenzione la mamma comincia piano piano a riprendersi alternando momenti di lucidità ad allucinazioni.

Sollecitato sempre da noi tre figli l’Oftalmico Fatebenefratelli ipotizza invece dell’intervento chirurgico una serie di 3 punture all’occhio destro per tentare di migliorare la situazione visiva.

Riusciremo a farle fare le prime due punture alle date prescritte dell’11 novembre 2020 e 15 dicembre 2020.

Dal mese di dicembre, sempre con la nostra supervisione, si occuperà della mamma una badante molto brava e capace che dopo le prime resistenze materne verrà accettata anche volentieri e oltre le più rosee previsioni.

Possiamo affermare con tranquillità che la mamma sta ritrovando velocemente una sua stabilità e serenità, non è più quella di prima ma mantiene una certa autosufficienza, certo non può essere lasciata da sola.

Il giorno 10 gennaio 2021 la mamma si frattura il femore cadendo da sola in casa mentre io ero presente, viene quindi subito chiamata un’ambulanza che la porta all’istituto ortopedico Galeazzi dove verrà operata e ricoverata fino al 18 gennaio quando verrà inviata al Pio Albergo Trivulzio per la riabilitazione.

Ovviamente non è possibile andarla a trovare e quindi comincia un primo isolamento che per forza di cose la disorienterà e destabilizzerà ulteriormente.

Dal 18 gennaio 2021 al 15 aprile 2021 resterà in camera isolata presso la sezione PIO XI con la sola eccezione del 25 gennaio 2021 che la vedrà trasportata in Pronto Soccorso all’Ospedale San Giuseppe per una sospetta subocclusione intestinale per poi fare ritorno al PIO XI.

Ci viene comunicato che la frattura non si è calcificata, che ci sono problemi legati all’intestino, ai valori del potassio troppo bassi, ad un valore molto elevato dei di dimeri, a infezioni urinarie, a una demenza moderata, al blocco dell’uso delle gambe, a piaghe ai talloni, a dimagrimento e a problemi alla spalla destra. 

Un quadro disastroso che non aveva riscontri nemmeno lontanamente simili prima della frattura del femore e della conseguente operazione.

Ci viene anche detto che presenta ansia dovuta a percezioni visive ed infatti anche quando parla per telefono con noi figli descrive situazioni di fantasia come il camminare su una cupola o il trovarsi in riva al fiume o cavalcare un cavallo o vedere dei bambini.

Non è da trascurare il fatto che per tutta la permanenza in ospedale a causa dei problemi alla vista non riuscirà a vedere la televisione, non potrà leggere un giornale o un libro e dovrà essere aiutata dalle infermiere/i per rispondere al telefono, appare quindi evidente che all’isolamento devono aggiungersi anche queste ulteriori problematiche che ovviamente non possono che aggravare la sensazione di abbandono e di distacco da quanto accade fuori dall’ospedale.

Siamo di fronte ad un peggioramento quotidiano e nonostante le nostre continue richieste non sarà possibile nemmeno in via del tutto eccezionale ed unica poterla vedere e farsi vedere, cosa che sarebbe sicuramente utile per alleviare la spirale della convinzione di abbandono che una donna anziana in quelle condizioni non può non vivere.

Viene dato il consenso a vaccinarla e le vengono fatte le due dosi di Pfizer.

Dal 15 aprile viene dimessa dal PIO XI per passare alla RSA Bezzi 1B in camera a 2 letti per avere un po’ di compagnia, ma il regolamento vuole che prima passi per un reparto filtro in ulteriore isolamento.

Ulteriore isolamento!

La mamma lamenta dolore alla spalla che oltretutto si gonfia per cui la dottoressa del reparto filtro mi informa che provvederà ad inviarla al Pronto Soccorso per una verifica circa una possibile frattura.

Ritorna dal Pronto Soccorso con un tutore e con una diagnosi che esclude la frattura e prevede antinfiammatori.

Purtroppo però il 13 maggio una dottoressa addetta al turno di notte preoccupata dai lamenti della mamma e dal gonfiore alla spalla decide in autonomia di rimandarla al Pronto Soccorso del San Carlo senza consultare né la dottoressa né i figli che avrebbero impedito l’ennesimo viaggio notturno in ambulanza perché già effettuato e quindi assolutamente inutile.

Intorno alla mezzanotte verrò avvisato dalla stessa dottoressa che la mamma era stata già mandata al Pronto Soccorso, ovviamente la dottoressa non era a conoscenza del fatto che la mamma era appena stata al Pronto soccorso per lo stesso motivo.

Questo viaggio la costringerà per regolamento a ulteriori 14 giorni di isolamento che ci impediranno di poterla vedere in tempi rapidi ora che le visite ai parenti sono state riaperte del governo.

Ulteriore isolamento!

A tutti e tre i fratelli vengono spostati gli appuntamenti già concordati per poterla vedere proprio a causa di questo nuovo isolamento ed in particolare a me verrà spostato il giorno prima di quello della visita stabilita e dopo avere già effettuato il cosiddetto triage telefonico.

Durante le ultime telefonate con la mamma eravamo preoccupati dello stato di apatia e debolezza che mostrava per cui avevamo informato con una mail il dottore del Bezzi 1B che però ci chiamerà purtroppo per comunicarci la morte improvvisa della mamma il 24 maggio 2021 per arresto cardiaco.

Ora cercherò di spiegare perché ho deciso di rendere pubblico un fatto privato che riguarda quanto sia noi figli che nostra mamma siamo stati costretti a passare a causa di leggi, regolamenti e disposizioni.

Premetto che su medici e infermieri non ho nulla da dire e che anche se a distanza e solo per telefono hanno mostrato sempre professionalità e disponibilità oltre che una particolare attenzione alla salute della mamma ed al suo benessere quotidiano.

Noi tre figli non possiamo che ringraziarli.

Voglio invece mettere in evidenza l’assoluta differenza che abbiamo toccato con mano tra chi “piange” televisivamente la solitudine degli anziani negli ospedali e nelle RSA salvo poi decidere che non si debba investire e spendere un euro per la soluzione del problema e coloro che bardati come guerrieri medievali o come astronauti sono costretti a muoversi tra leggi, dispositivi e regolamenti che impediscono il benessere dell’anziano. 

Spetta alla politica, ai partiti, ai governi spezzare questa spirale riportando al centro la persona e ricollocando gli interessi, i bilanci ed i dividendi in posizione più consona e accettabile davanti alla sofferenza ed alla morte ma questo non avviene nel concreto e non avviene nonostante alcune rare strutture ospedaliere e di RSA abbiamo già di/mostrato come si debba fare per “spezzare” la solitudine a cui sono condannati i nostri anziani.

Porto a galla questa vicenda personale per sottolineare come la condanna alla solitudine che ha patito mia mamma cammina sullo stesso binario che produce le continue morti sul lavoro e persino la strage della funivia del Mottarone.

Lo voglio ribadire, io sto parlando della non considerazione della persona sia essa anziana, ricoverata, sanissima, lavoratrice, studente o turista, perché quello che conta è guadagnare sempre di più anche a discapito di qualsiasi essere umano semplicemente perché viene molto dopo il bilancio, dopo l’utile, dopo il guadagno, dopo i dividendi siano essi fatti legalmente che illegalmente e siano essi fatti a costo di perdere anche delle vite umane.

Rinunciare al “soldo” a favore del benessere della persona o della salvaguardia della natura è semplicemente impensabile per l’attuale sistema e se avete bisogno di una certificazione qualificata riguardo ciò che sto affermando andate a riascoltare le continue denunce ed i continui appelli sul tema di Papa Bergoglio.

Quello che mi dà più fastidio è l’ipocrisia dilagante di chi può intervenire e di chi dovrebbe intervenire che accompagna le morti dei nostri “vecchi”, il piagnisteo che fa da sottofondo ad ogni funerale e ad ogni trasmissione perché a parole sono tutti d’accordo sul fatto che gli anziani non devono morire di abbandono e solitudine e sono tutti d’accordo nel dire che non è accettabile che questo possa accadere, ma poi quando devi stringere allora nessuno prova a lanciare l’idea che forse si potrebbe guadagnare di meno ed allestire percorsi e strutture capaci di ridare fiducia e strappare un sorriso ai nostri anziani abbandonati e condannati pur se innocenti all’isolamento.

Creare percorsi e strutture per permettere ai parenti ed agli amici di potersi mostrare all’anziano ospedalizzato significa anche aumentare il personale che deve dedicarsi al funzionamento della “macchina della presenza”, significa aumentare i costi e non i ricavi. 

Creare percorsi adeguati significa impiegare importanti risorse, risorse pubbliche che andrebbero investite per irrobustire uno stato sociale ormai da troppo tempo depredato e impoverito a vantaggio di pochi. Significa investire nella “cura”, nella premura, piuttosto che nella facile via dell’isolamento e dei controlli spesso inutili che la schizofrenia pandemica ci ha indotto a percorrere. Significa sostituire ad un approccio avidamente egoistico, una visione solidale e altruista della società.

La funivia se si fosse dovuta fermare avrebbe aumentato i costi e non i ricavi. Chi ha deciso di rischiare la vita della gente al posto di un bilancio meno roseo lo ha fatto nello stesso nome di un sistema che vuole questo e che lo difende con le unghie e con i denti in qualsiasi campo si decida di guardare.  

Chi decide che ci siano ormai 3 morti al giorno nel mondo del lavoro lo ha fatto anche attraverso leggi, tagliando il numero degli addetti ai controlli nel nome del dio denaro sacrificando chi lavora ma favorendo maggiori guadagni per chi spesso e volentieri non ne ha nemmeno bisogno.

La distruzione dei diritti di chi lavora, il ricatto continuo riguardante il posto di lavoro, la schiavitù fisica e mentale, lo stato di subalternità verso qualsiasi disposizione, la consapevolezza di essere attori principali di una vita precaria e quindi senza futuro, alimentano la cultura dell’egoismo e dell’individualismo sfrenato che giustificano qualsiasi atto e finiscono con il non considerare anche la vita come un valore che non può e non deve essere messo in discussione.

Chi ha impedito a mia mamma di poterci vedere, chi ha scritto le regole del gioco lo ha fatto nel nome di una società che predica il rispetto dell’essere umano ma che non esita ad ammazzarlo con le proprie mani in cambio di una manciata di euro.

Mia mamma è morta nell’era del COVID19 non per il virus ma per le regole che nascoste dietro al Coronavirus le hanno impedito di avere umanità, solidarietà e rispetto… sarebbe bastato rinunciare ad una manciata di soldi e… forse sarebbe ancora qui con noi e… forse avrebbe avuto modo di sorridere qualche volta in più e con serenità.

Chi difende questo sistema, chi lo giustifica ma anche chi non si esprime cerchi almeno per questa donna che avrebbe compiuto 92 anni tra pochi giorni di tacere, lasci l’ipocrisia fuori dalla porta, veda di non versare nemmeno una lacrima e di non esprimere con le parole alcun dolore, almeno questo.

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