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giovedì 12 settembre 2024

Le spiagge sono della natura e delle persone, non di chi ci lucra - Paolo Ermani

Tempi di vacanze e di spiagge assaltate da italiani e turisti, ma sono spiagge particolari perché non appartengono più alle persone o alla natura; sono spesso occupate da privati che ne hanno fatto l’ennesima fonte di profitto sulle spalle della collettività.

  

 

Tempi di vacanze e di spiagge assaltate da italiani e turisti, ma sono spiagge particolari perché non appartengono più alle persone o alla natura; sono spesso occupate da privati che ne hanno fatto l’ennesima fonte di profitto sulle spalle della collettività. Tanto è ormai la normalità usare natura e beni collettivi pagandoli spiccioli allo Stato per ricavarci lauti guadagni.
E così le spiagge sono strapiene di stabilimenti balneari attrezzati dove a costi non bassi, il cittadino paga per qualcosa che dovrebbe essere a disposizione e libero. I posti di spiaggia libera si restringono sempre di più, quindi a meno che non si vogliano fare chilometri o trovare posti sperduti, si è quasi costretti a pagare per stare sulle nostre spiagge.
Ci sono casi emblematici come le spiagge liguri, che spesso sono di qualche metro e in quei pochi metri viene occupato anche il centimetro quadrato dagli stabilimenti privati per accaparrarsi il vacanziero. Poi ci si lamenta che la vita è cara, ma ciò è ovvio se tutto viene costantemente messo a disposizione di chi ci deve fare profitto.
Ma chi di profitto ferisce, di profitto perisce, perché c’è chi lo sa fare meglio degli altri e sono le multinazionali. Così arriva la Red Bull che si prende 120 mila metri quadrati di litorale nel triestino dando l’elemosina di 9 milioni di euro (che per multinazionali di quel tipo, ci pagano il caffè al CEO), per farci il parco giochi della vela per il titolare Dietrich Mateschitz.
Vista la situazione, adesso gli stabilimenti balneari italiani protestano, perché non vogliono che gli si porti via il bocconcino prelibato, esattamente come è successo per gli agricoltori, che prima trasformano il cibo in merce avvelenando l’impossibile e poi quando arrivano i giganti per fare le stesse cose ma con molta più potenza economica, allora non va più bene. Ma se tu accetti che il profitto sia la sola e unica logica per la quale lavori e pensi, non puoi lamentarti se chi, facendo gli stessi ragionamenti, ti spazza via. Abbiamo voluto privare i cittadini e la natura dei loro spazi e farne un negozio e ora le conseguenze nefaste sono evidenti.
Tra l’altro per rendere gli stabilimenti balneari sempre più appetibili, si effettuano lavori con ruspe, camion e varia per rubare spazi a dune o altro che possa in qualche modo diminuire la possibilità di piazzare ombrelloni, sdraio, giochi, intrattenimenti con attrezzature di ogni tipo. Gli stabilimenti si inventano mille servizi e vendite di qualsiasi cosa e a fine giornata spesso si passano trattorini (che inquinano e consumano combustibili fossili per uno degli innumerevoli assurdi e insensati usi degli stessi) o si incaricano persone (spesso immigrati) per livellare la sabbia, perché quelle scomode cunette che si creano devono essere eliminate per fare in modo che il turista cammini sulla sabbia piatta come se fosse sul pavimento di casa.
E come se già la gestione delle spiagge da parte dei privati non fosse una aspetto assurdo, sempre in nome del sacro profitto, adesso arrivano pure gli stabilimenti firmati da stilisti di grido che battezzano quei luoghi con firme, colori, stoffe, mobilia, accessori, trasformandoli in “emozionanti esperienze di stile”. Il tutto a caro prezzo ovviamente e rendendo quei posti ancora più esclusivi, perché si sa, l’italiano si deve distinguere mostrando il suo lato fashion e su come è bravissimo a buttare i soldi.
Chissà se mai arriverà un giorno in cui le persone riprenderanno l’uso delle proprie spiagge, finalmente libere e a disposizione di tutti o dovremo tutti vestirci da lattine di Red Bull o chi per lui, prima di buttarci in acqua.

da qui

lunedì 1 novembre 2021

Autosufficienza energetica e alimentare: utopia? No. Può diventare realtà, eccome! - Paolo Ermani

 


Paolo Ermani, presidente dell'associazione Paea, co-fondatore dell'Ufficio di Scollocamento e ideatore del giornale online Il Cambiamento, ci accompagna nella presa di coscienza della reale portata dell'autosufficienza energetica e alimentare, due obiettivi che hanno un potenziale dirompente immenso e che possono far cambiare volto a questo Paese.

Nel webinar di cui qui vedete la videoregistrazione integrale fornisce informazioni, spiegazioni, suggerimenti pratici, apre gli orizzonti ma soprattutto ci fa aprire gli occhi.

L'Italia è un paese dalle enormi potenzialità e ricchezze. Possiamo tutelare l'ambiente, garantirci abbondanza, prosperità, qualità della vita ed essere un esempio a livello mondiale.

Abbiamo le competenze, le capacità, la tecnologia: non ci manca nulla per far diventare il nostro paese un giardino fiorito. Bisogna solo agire e farlo subito.

Passare dalla teoria alla pratica è possibile conoscendo le tecnologie a disposizione, la legislazione e promuovendo il cambiamento a partire dal singolo verso le comunità e la nazione intera, che potrebbe diventare il primo paese al mondo a emissioni zero. Un'Italia alimentata da energie rinnovabili, autosufficiente a livello alimentare, in cui le persone possano compiere il cambiamento e realizzare il proprio progetto di vita e lavoro, che ridivenga comunità, riscopra l'autoproduzione e il saper fare, con enormi prospettive occupazionali nei settori ambientali è davvero una realtà possibile.

Paolo Ermani è esperto di ambiente, energia, bioedilizia, stili di vita, economie alternative con esperienza trentennale nel settore, e in questo webinar, promosso da Macrolibrarsi, spiega come agire in pratica, per tutelare l'ambiente, garantirci abbondanza, prosperità e qualità della vita.

Ermani è anche autore del libro "L'Italia verso le emissioni zer0" 

Muoviamo insieme i passi per compiere il cambiamento e realizzare il nostro progetto di vita e di lavoro._

E se vuoi fare un primo passo concreto verso il cambiamento, hai l'opportunità di iscriverti al soggiorno esperienziale "Cambiare vita e lavoro: istruzioni per l'uso" che si terrà in Umbria il 6 e 7 novembre 2021 e che sarà guidato da Paolo Ermani e Alessandro Ronca, direttore scientifico del PeR, il Parco dell'Energia Rinnovabile.

QUI info su programma e modalità di iscrizione

da qui


domenica 24 ottobre 2021

Non piove da mesi, rischio desertificazione. Ma cosa ci importa, tanto siamo vaccinati! - Paolo Ermani

 

Il coronavirus e la campagna vaccinale sono l’unico argomento che contraddistingue oggi la nostra esistenza; tutto il resto che ha a che fare con la salute delle persone è completamente inesistente, scomparso. Eppure abbiamo fior fiore di “esperti” da salotto televisivo, task force, politici e ogni sorta di personaggi, tutti appassionatamente mobilitati per “tutelare la nostra salute” evento più unico che raro dato che mai c’era stata attenzione al tema. Però molto stranamente non vedo nessuno di questi soggetti annunciare la catastrofe sanitaria che è quella ambientale con dei dati certi che sono sotto gli occhi di tutti e non servono istituti di sanità o presunti tali, per averne le prove. Basti sapere o anzi verificare direttamente che in molte zone d’Italia non piove da mesi. Sarà questo un problema serio di salute?

Mi risulta scientificamente che senza acqua le persone avrebbero qualche problema di sopravvivenza ma immagino che sarò smentito dagli “esperti” da salotto televisivo che mi diranno che il vaccino farà piovere o che con lo stesso potremmo stare senza bere anche per mesi.

Mi risulta anche che l’acqua serva sia per dissetarsi (una persona senza acqua vive al massimo alcuni giorni) sia per la produzione di cibo che senza acqua non può essere prodotto. Il foraggio e ogni tipo di pianta ne necessitano e ovviamente gli animali non possono sopravvivere in mancanza di acqua, quindi come faremo a mangiare la nostra bistecchina e la nostra mozzarellina sulla pizza?

I soliti “esperti” da salotto televisivo ci rassicureranno che con la magica punturina non avremo né noi, né gli animali più bisogno di mangiare almeno per mesi, forse per anni.

L’acqua ci serve poi anche per l’igiene che è parente strettissima della salute. Ma anche in questo caso, come per qualsiasi argomento che non riguardi il coronavirus o i vaccini, si tratta di salute che non conta. Avremo sempre meno acqua e sempre meno acqua di buona qualità? Non importa, il solito vaccino penserà a tutto e si potrà stare senza lavarsi anche per anni, risolto il problema.

E meno piove e più quella poca acqua che rimane è inquinata e sappiamo bene che l’acqua inquinata fa tanti morti per cancri di vario tipo, ma sono morti di cui sulle agende dei “paladini” della salute non vi è traccia, quindi il problema non esiste.

Con meno acqua, e quindi conseguente siccità, aumenta il rischio di incendi ma non abbiamo visto i paladini della salute prodigarsi in piani di emergenza, dato che mezza Italia è andata a fuoco mentre loro si preoccupavano solo di green pass e roba varia.

Se chi parla di tutela della salute fosse minimamente credibile avrebbe già predisposto piani di emergenza per la terribile siccità che abbiamo da mesi, ma non c’è nessuna azione per risolvere questo drammatico problema. Avete sentito per caso politici o “tutelatori della salute” invocare all’unisono un piano di emergenza per ridurre tutti gli enormi sprechi idrici, a iniziare da quelli degli acquedotti che disperdono mediamente il 30% o 40% di acqua?

Avete sentito parlare di campagne a tappeto per l’installazione ovunque possibile di riduttori di flusso, compost toilet, impianti di fitodepurazione, sistemi di recupero dell’acqua piovana e orti autoirriganti?

Presumo che siano così informati e sinceramente interessati alla nostra salute che tutte queste cose non sappiano nemmeno cosa siano.

Quindi si continui a prendere in giro gli italiani dicendogli che l’unica cosa di cui si devono preoccupare è il coronavirus e il vaccino, poi quando sarà troppo tardi ci accorgeremo delle vere emergenze.

https://www.ilcambiamento.it/articoli/non-piove-da-mesi-rischio-desertificazione-ma-cosa-ci-importa-tanto-siamo-vaccinati

mercoledì 20 ottobre 2021

Le bollette aumentano? Le soluzioni ci sono, basterebbe adottarle - Paolo Ermani


Chissà se la leva più forte per muovere le persone, cioè toccargli il portafoglio, provocherà una presa di coscienza? Come Associazione Paea e come sottoscritto, da sempre diamo le soluzioni per pagare meno le bollette, rendersi più indipendenti e tutelare l’ambiente ma, non avendo alle nostre spalle imperi finanziari, le nostre possibilità di agire sull’opinione pubblica sono ridotte. La gran parte delle persone infatti non fa quello che è bene per la propria salute o per il futuro dei figli e, paradossalmente, nemmeno quello che è conveniente per le proprie finanze. La massa fa semplicemente quello che dicono i grandi media, gestiti da interessi che hanno un solo obiettivo: fare profitti. E i profitti si ottengono facendo spendere la gente, mica facendola risparmiare o spiegando che è meglio tutelare l’ambiente e quindi la salute.

Così, attraverso il bombardamento pubblicitario, le persone vengono convinte che è indispensabile comprare l’ennesima automobile, un televisore grande come una parete o l’ultimissimo modello di smartphone, ma non di certo un impianto di energia rinnovabile per rendersi indipendenti.

E quando si propone di risparmiare energia o acqua, l’attenzione è assai bassa, non si sta mica parlando di cilindrate, cavallini rampanti, orologi, profumi o abiti alla moda, argomenti che smuovono i sentimenti e il portafoglio!

Lo stesso strumento del superbonus 110% è diventato un veicolo di speculazione: ogni attore cerca di accaparrarsi il più possibile, tanto paga Pantalone. Era un epilogo previsto, perché se Pantalone fosse stato più lungimirante e avesse investito in formazione e informazione efficace, ora le persone si sarebbero convinte a risparmiare e investire sulle cose importanti e serie, come le energie rinnovabili, e non sulle stupidaggini, senza nessun bisogno di superbonus o simili, dove poi appunto, non essendoci alcuna mentalità etica né lungimiranza, il solo obiettivo rimane il profitto.

Così ora avremo tante case avvolte nel polistirolo con prezzi alle stelle, speculazione ovunque, una burocrazia infinita che si aggiunge a quella già notoriamente folle, i soliti noti che si arricchiscono e la coscienza ambientale che non ha fatto un solo millimetro in avanti.  Ecco quindi arrivare gli ulteriori prevedibilissimi aumenti in bolletta, che non ci sarebbero stati se fossimo stati ascoltati e se si fosse puntato decisamente a una Italia priva di sprechi energetici e alimentata da fonti rinnovabili, che è quanto di più fattibile, sensato e serio si possa fare.

Ma il Paese del Sole è così lungimirante, attento alla salute dei suoi abitanti e risparmiatore, che ha regalato e continua a regalare miliardi di euro ai combustibili fossili che sono di provenienza estera, inquinano e ci ammalano.

L’italiano, che è furbo e scaltro, ha fatto così bene i suoi conti che ora si ritrova cornuto e mazziato, cioè inquinato quindi ammalato di cancri di ogni tipo (che, non trattandosi di covid, non riscuotono nessun interesse per i “tutelatori della salute”), pagando pure un prezzo altissimo che ora lieviterà ancora di più. Però in compenso siamo un immenso garage pieno di scintillanti carri armati con le ruote: complimenti!  Direi che forse sarebbe ora di cambiare ma chissà se succederà. In fondo rendersi indipendenti energeticamente ha vari vantaggi: tutelare l’ambiente e la nostra salute, non essere sotto ricatto, farci risparmiare soldi, dare un futuro ai nostri figli, creare occupazione e tanto altro, tutte cose forse troppo positive e sagge in una volta sola.

Forse non è il momento di agire, aspettiamo ancora un po’, regaliamo ancora tanti miliardi ai becchini dell’umanità, che poverini ne hanno tanto bisogno.

da qui