Una buona
notizia, per una volta: è stato revocato il permesso di costruzione a un data
center nell’ovest dell’Irlanda perché viola la politica climatica nazionale irlandese. L’impianto, che aveva ottenuto il
permesso di costruzione l’anno scorso nonostante l’opposizione dei residenti
locali, doveva essere realizzato a Killala, nella contea di Mayo, da Mayo Data
Hub Ltd, parte della società statunitense Avaio Digital. A rendere questa
storia ancora più gratificante è il coinvolgimento di Sally Rooney: la
scrittrice originaria proprio della contea di Mayo aveva presentato
un’obiezione al progetto del data center già a gennaio, scrivendo al Mayo
County Council che il permesso per l’impianto avrebbe aumentato le emissioni di
carbonio e creato il rischio di blackout, e che «il cambiamento climatico
rappresenta una minaccia immediata e senza precedenti per il nostro modo di
vivere qui nel Mayo e per il futuro della vita umana in tutto il mondo».
Nel novembre
2024, Rooney aveva pubblicato sull’Irish Times un appello
diventato virale in cui presentava la questione senza mezzi termini e già nella
prima riga dell’articolo: «Se i combustibili fossili continuano a bruciare
ai ritmi attuali, siamo destinati a un collasso apocalittico della civiltà». Come
ha sottolineato Literary Hub riportando
la notizia, i data center rappresentano oggi in Irlanda quasi un quarto
dell’elettricità consumata nel paese, contro appena il 5% del 2015, e l’attuale
governo irlandese sta spingendo in modo molto aggressivo un’immagine
dell’Irlanda come “la Silicon Valley d’Europa”.
Ancora una
volta Sally Rooney ci ha ricordato che la capacità di scrivere romanzi
amatissimi e di successo come Intermezzo, Dove sei, mondo bello?,
Persone normali e Parlarne tra amici non è la sua unica qualità. La scrittrice ha sempre dedicato
moltissime energie alla politica e questo suo schierarsi apertamente
contro i data center è solo la più recente manifestazione di un attivismo che
porta avanti da molti anni. Già da prima del 2023, infatti, Rooney si era
affermata come una delle voci più autorevoli del mondo letterario a favore
dei diritti dei palestinesi. Dopo l’inizio del genocidio ha condiviso il suo
sostegno a Palestine Action in tanti modi (tra cui la donazione dei
proventi degli adattamenti Bbc dei suoi romanzi) arrivando a rischiare anche
l’arresto, visto che nel Regno Unito il gruppo è stato dichiarato
organizzazione terroristica.
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