Sanità, un euro in più sul ticket delle visite specialistiche. E aumenta il costo di 450 prestazioni. La novità riguarda soprattutto le Regioni, che pagheranno di più le prestazioni dei privati convenzionati. Ecco cosa cambia
Lunedì prossimo cambiano le tariffe
delle prestazioni sanitarie, anche se ancora, a tre giorni dalla data, deve
essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che introduce le novità. I
cambiamenti riguardano soprattutto i privati convenzionati con la sanità
pubblica, ma in qualche caso anche i cittadini, che spenderanno un po’
di più (un euro) per i ticket di alcune visite specialistiche.
Cambiano 450 tariffe
Le tariffe sono i soldi riconosciuti dalle Asl ai privati che lavorano in
convenzione per le attività specialistiche, visite ed esami. Servono
anche per stabilire quanto una Regione deve dare a un’altra se un suo
paziente si sposta per curarsi. Da anni si lavora per cambiarle e dopo battaglie, polemiche e ricorsi, l’impostazione definitiva prevede
l’aggiornamento di 450 tariffe (su 2.100) di prestazioni ambulatoriali e
su 222 codici di assistenza protesica (su 2.000). Il valore totale
dell’aumento dei prezzi per le Regioni italiane è di circa 210 milioni
(dei quali 180 per le prestazioni ambulatoriali), già coperti dalla
manovra dell’anno scorso. Saranno coperte così le maggiori spese delle Regioni.
Quali sono gli aumenti
Sempre restando alle maggiori spese per il sistema sanitario, non per i
cittadini, le prime visite specialistiche saranno pagate ai privati il
4,4% in più cioè più meno da 25 a 26 euro, l’ecocolordopplerdegli arti
superiori passa da 47 euro a 48,75, la spirometria da 38 a 39,4 euro, l’elettorcardiogramma
dinamico da 61,95 a 64,25 euro, la scintigrafia globale da 480
euro a 501 e così via. Ferme le tariffe per gli esami del sangue, ad aumentare
sarà soltanto quanto viene riconosciuto ai privati convenzionati per il
prelievo, che passa da 3,8 euro a 4,2 euro.
Cosa cambia per i cittadini
In Italia il ticket massimo a carico dei cittadini è di 36,15 euro e
questa soglia non potrà essere superata (anche se nella ricetta ci sono più
prestazioni, fino a otto della stessa branca). Tutte le prestazioni che
valgono di più e hanno visto un aumento della tariffa, la maggior parte,
non incidono quindi sulla spesa dei pazienti, che resterà appunto ancorata alla
franchigia. Aumenti ci saranno in quelle che valgono di meno, come appunto le
prime visite specialistiche (ma solo quelle che non prevedono
contestualmente accertamenti diagnostici). Qui l’aumento sarà di circa un
euro e dovrà pagarlo il paziente.
Quanto spendono le Regioni
A livello nazionale, le Regioni incasseranno 27 milioni di euro in
più dai ticket, cifra piuttosto contenuta. Stando solo alla specialistica,
quindi, e visto che l’aumento della remunerazione dei privati costerà 210
milioni, la spesa netta in più sarà di 187 milioni.
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