Di fronte all'ennesima aggressione unilaterale della Epstein Connection (Usa+Israele), tutti giù a formulare complesse analisi geopolitiche per capirne il senso.
Tutti - me
incluso - a contorcersi tra giustificazioni artefatte e contraddizioni palesi.
Stanno
bombardando gli iraniani per difendere i diritti umani?
Stanno
violando il diritto internazionale per difendere l'"ordine basato sulle
regole"?
Stanno
cercando di promuovere la democrazia esportando con le bombe uno Scià di
seconda mano?
Stanno
subendo danni e morti per il piacere di infliggere danni e morti al nemico?
C'è da
uscirne pazzi.
A meno
che...
A meno che
la spiegazione non sia tanto semplice quanto complesse sono quelle scuse
fittizie.
Basta
pensare di aver a che fare con quello stesso tipo di esseri che vediamo
dialogare nei file Epstein.
Quella gente
non sta rischiando niente di persona; altri moriranno per loro. Non rischia
niente Trump, non rischia niente Rubio, non rischia niente Hegseth, non rischia
niente Netanyahu (la cui famiglia è a Miami), non rischia niente nessuno di
quelli che prendono le decisioni più fatali.
Al contempo
per loro e i loro sodali, ogni bomba usata sul nemico è una bomba da
ricomprare, ogni radar distrutto dal nemico è un radar da ricomprare, ogni
grattacielo distrutto è un futuro investimento immobiliare, ogni vittoria
bellica è un incoraggiamento a spendere ancora nella stessa direzione, ogni
sconfitta è un ammonimento a non aver speso abbastanza in passato.
Questa
tipologia antropologica casca sempre in piedi.
Qualunque
livello di distruzione umana e materiale ha un aspetto fruttifero per chi vive
di commesse pubbliche (bisognerà fare pur qualche sacrificio per la sicurezza)
e di capitali in cerca di investimenti redditizi. Non esistono strategie
perdenti, purché tu riesca a convincere abbastanza gente che grandi atti di
distruzione sono necessari.
Vedendo le
cose da questo punto di vista, tutto cade perfettamente al suo posto.
Ogni
contraddizione viene spianata, ogni nodo viene sciolto.
Se anche
alla fine non hai raggiunto nessuno degli obiettivi ufficialmente sbandierati
(e QUANDO MAI sono stati raggiunti?), non c'è assolutamente nessun problema.
Avrai
bruciato, insieme a donne, bambini, cittadini e soldati, una bella quantità di
materiale bellico da rimpiazzare, una bella quantità di carburante da
riacquistare.
Che ti frega
del resto? Tu sei quello che governa la spesa prima e dopo la distruzione.
Lascia le
formiche imbecilli laggiù in basso, e i giornalisti a molla, alle loro
contorsioni dialettiche per fare spazio in qualche modo al "diritto
internazionale", alla "liberazione dei popoli", al
"conflitto di civiltà", e altre cazzate.
Che si
scervellino pure, tanto alla fine del falò a loro resterà la cenere, i conti da
pagare, i morti da seppellire; a te e ai tuoi compagni di golf resterà un'isola
in più.
Ma e il
regno di Baal? E l'Anticristo? E il satanismo?
Ma perché vi
immaginate Baal, l'Anticristo o Satana come alfieri di un Regno del Male?
Perché alimentate l'idea romantica degli Imperatori delle Tenebre?
Mi spiace
amici, ma il Male, il vero autentico inflessibile Male nel mondo non ha nessuna
grandiosa "impresa maligna" da portare a compimento.
Questo gli
darebbe comunque una dignità, gli imporrebbe una coerenza, lo costringerebbe a
tener ferme strategie: in fin dei conti lo renderebbe "costruttivo".
No, il Male
sta in quella minuta meschinità di chi è disposto a dar fuoco al mondo per il
solo gusto di avervi fottuto; e questo anche se in quel rogo dovesse finire lui
stesso. È questa assurdità a renderlo potente: chiunque ragioni in termini di
fini positivi, di una costruzione di vita, non riesce a seguirne i
ragionamenti.
Il Male,
come è stato detto altrove, è straordinariamente banale: è la dedizione di piccoli
uomini dall'enorme frustrazione, capaci di spendere la vita, propria ma
soprattutto altrui, per "ottenere profitti", cioè per ottenere
ulteriore potenza senza nulla di importante da farci, cioè - in ultima analisi
- per sentirsi vincenti, per non percepirsi come "losers", perdenti,
sfigati.
Dedicare la
propria vita ed energia alle battaglie del profitto è una vocazione reale,
diffusa in molti ominicchi allevati nel grande pazzo serraglio della modernità,
subumani che in ciò vivono la loro rivincita.
Il trionfo
risentito del nulla.
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