mercoledì 25 marzo 2026

La generazione Z e il referendum - Mario Guerrini

La chiamano "generazione Z". Sono i giovanissimi. Venuti al mondo dopo il 1997. Sono nati con il cellulare nella culla. Vivono, mangiano, dormono con l'Iphone. Li considerano svogliati, assenti, dominati dalla tecnologia. Hanno tutto perché la famiglia gli dà tutto. Dicono che sono senza stimoli e senza voglia di lottare. Questo è il giudizio finale (sbagliatissimo) che danno su di loro. Invece, quando c'è stato bisogno di salvare la santa Costituzione (come mi piace chiamarla), loro, senza che nessuno li mobilitasse al voto, con un tam tam istintivo sono andati spontaneamente ai seggi e depositato il loro No nelle urne. Il loro contributo alla lotta contro i seguaci meloniani di Delmastro, Bartolozzi, Nordio, Santanchè (che non si è ancora dimessa) e tutta la genia politica di riferimento, è stato un punto fondamentale e magico contro l'attacco (respinto) alla Carta dei nostri Padri Costituenti. Questi giovani, ai quali sono fortemente devoto, e che magari manco seguono il Mio Osservatorio, questi giovani sono l'aspetto più bello e confortante che oggi emerge dalle barricate del No. A loro la mia personale gratitudine. La politica delle poltrone, del clientelismo, dei modelli mafiosi senza mafia, dei privilegi, dell'ingiustizia sociale, della Sanità che non c'è, dei soldi pubblici da regalare allo stadio dei fondi di investimento americani, dei ragazzi che vanno all'estero per farsi un futuro che qui non c'è, questa politica deve fare I conti con loro. I ragazzi della "generazione Z".

da qui


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