Un lupo
grigio attraversa di notte le strade di Valstrona, alle porte del parco
naturale dell’Alta Val Sesia e dell’Alta Val Strona. Viene fotografato tra le
case poco dopo mezzanotte. L’immagine circola, la notizia finisce sui giornali
e scatta subito l’allarme.
Il sindaco
del comune, Ivan Rainoldi, commenta così l’avvistamento:
«Ora abbiamo
paura: non si può più aspettare, si deve intervenire».
È una frase
che merita di essere riletta con calma. Prendetevi tranquillamente il vostro
tempo.
Bene. Qui
non stiamo parlando di un animale esotico; di una specie aliena arrivata per
sbaglio nelle Alpi. Stiamo parlando di un lupo grigio. In una valle
alpina. You get what I mean, right?.
Rainoldi
guida Valstrona con una lista civica che si chiama “Vivere la montagna”. E
proprio il nome della lista, a questo punto, solleva una domanda piuttosto
semplice: che cosa significa davvero vivere la montagna?
Significa
convivere con gli ecosistemi che la abitano, oppure pretendere che la natura si
comporti come un giardino pubblico?
Il lupo non
è un intruso nelle Alpi. È una specie autoctona che per secoli ha fatto parte
di questi territori. Semmai l’anomalia storica è stata la sua scomparsa,
causata da persecuzioni sistematiche e sterminio. Il suo ritorno non è il segno
di una natura fuori controllo, ma il contrario: è uno dei pochi indicatori che
gli ecosistemi alpini stanno lentamente recuperando equilibrio.
Questo non
significa negare le difficoltà di chi vive e lavora in montagna: gli allevatori
sanno bene che la convivenza con i predatori non è mai stata semplice. Ma
proprio per questo sorprende che un amministratore locale trasformi un episodio
del tutto normale in un’emergenza.
Se davvero
vogliamo “vivere la montagna”, forse il primo passo è ricordare a tutti i
Rainoldi che la montagna non è una scenografia turistica né un parco urbano. È
un ecosistema. E negli ecosistemi italiani, ogni tanto, passano anche i lupi.
Rainoldi
parla di paura. È una parola potente, ma andrebbe usata con
cautela.
Gli attacchi
mortali di lupi all’uomo nel mondo moderno sono eventi rarissimi. Le
statistiche internazionali parlano di poche decine di casi in quasi vent’anni,
la maggior parte legati a contesti molto specifici o alla rabbia. In Europa e
in Italia si tratta di episodi praticamente inesistenti.
Nel
frattempo, però, ogni anno sulle strade italiane muoiono più di tremila
persone. Nel mondo gli incidenti stradali provocano circa 1,2 milioni
di vittime l’anno.
Eppure non
vediamo sindaci invocare “interventi urgenti” contro le automobili.
Con rischi
immensamente più grandi conviviamo ogni giorno senza farci caso. Basta salire
in macchina e girare la chiave.
Il lupo
grigio, invece, continua a farci paura anche quando si limita ad attraversare
una valle che è sempre stata casa sua. Do you understand the paradox?
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