lunedì 23 marzo 2026

Selargius, cresce la solidarietà agli otto attivisti indagati per il presidio contro il Tyrrhenian Link - Osservatorio Repressione

Il Gruppo Giuridico Popolare Sardo denuncia la criminalizzazione della protesta dopo lo sgombero del Presidio degli Ulivi e rilancia il sostegno a chi ha difeso per mesi il territorio dalle opere di Terna.

Dopo la notizia dell’indagine nei confronti di otto attivisti coinvolti nel presidio contro il Tyrrhenian Link a Selargius, cresce la solidarietà nei confronti dei manifestanti che avevano partecipato alla mobilitazione contro l’infrastruttura energetica di Terna.

A intervenire pubblicamente è stato il Gruppo Giuridico Popolare Sardo, che in un comunicato ha espresso pieno sostegno agli indagati, sottolineando come la vicenda giudiziaria rappresenti l’ennesimo caso di criminalizzazione delle mobilitazioni territoriali. Il documento ricorda come il Presidio degli Ulivi – “Sa Battalla de Is Olias” – sia stato per oltre cinque mesi e mezzo un punto di riferimento per la protesta contro la realizzazione della stazione elettrica prevista dal progetto Tyrrhenian Link.

L’indagine arriva a un anno e mezzo dallo sgombero del presidioavvenuto il 20 novembre 2024, quando le forze dell’ordine intervennero in assetto antisommossa su richiesta della società elettrica per liberare l’area destinata ai lavori. Gli otto attivisti sono accusati di invasione di terreni, violenza privata e danneggiamento per la loro partecipazione alle iniziative di protesta contro il cantiere.

Secondo il Gruppo Giuridico Popolare Sardo, l’indagine colpisce persone che avevano preso parte a una mobilitazione pacifica e diffusa, sostenuta da centinaia di cittadini e cittadine dell’isola. Il presidio era nato nel 2024 per opporsi all’esproprio dei terreni agricoli e all’abbattimento di ulivi nelle campagne dell’hinterland cagliaritano, trasformandosi in uno spazio permanente di confronto e mobilitazione.

Il comunicato sottolinea come la protesta abbia coinvolto persone provenienti da diverse zone della Sardegna, unite dalla difesa del territorio e dalla critica a un progetto ritenuto devastante per l’economia agricola locale. Per mesi il presidio ha rappresentato un luogo di partecipazione collettiva, con iniziative pubbliche, assemblee e momenti di confronto sulla gestione del territorio.

Per questo motivo il Gruppo Giuridico Popolare Sardo invita a non lasciare soli gli attivisti colpiti dalle indagini e a sostenere chi ha partecipato alla mobilitazione. L’appello è a mantenere viva l’attenzione pubblica sulla vicenda e a continuare a difendere le ragioni della protesta, anche sul piano legale.

La vicenda del presidio di Selargius si inserisce in un quadro più ampio in cui le mobilitazioni contro grandi opere e infrastrutture energetiche finiscono sempre più spesso sotto indagine, trasformando proteste territoriali e ambientali in questioni di ordine pubblico.

Secondo i comitati e le realtà che hanno animato la mobilitazione, la solidarietà agli indagati rappresenta oggi un passaggio fondamentale per continuare la battaglia contro il progetto e per difendere il diritto delle comunità locali a opporsi alle opere considerate imposte dall’alto.

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