Il 27 Aprile
1940, il capo delle SS e della polizia tedesca, Heinrich Himmler, ordino’ la
costruzione di quello che sarebbe divenuto il piu’ famoso dei campi di
concentramento/sterminio nazisti, situato vicino alla citta’ di Oswiecim, in
Polonia. La costruzione consisteva di tre campi principali, suddivisi in 45
unita’.
Si chiamava Auschwiz.
Le camere a
gas ed i crematori erano situati ad Auschwiz II (Birkenau).
TRASPORTI
Dal marzo
1942 fino alla liberazione operata dalle truppe sovietiche (27 gennaio 1945),
treni contenenti migliaia di ebrei, provenienti dai Paesi occupati in Europa
continuarono ad arrivare ogni giorno alla stazione di Auschwitz-Birkenau,
chiamata rampa. Rapiti dalle loro case dai soldati nazisti, gli ebrei venivano
trasportati, in affollati carri bestiame, spesso senz’acqua ne’ cibo, in viaggi
che potevano durare fino a tre settimane. Durante il trasporto, spesso si
verificavano incidenti, e in molti giunsero ai campi quasi morti o in
condizioni che li rendevano incapaci di lavorare. I nazisti uccidevano queste
persone sparandogli.
Per chi non
era la’, e’ difficile immaginare le sofferenze fisiche e psicologiche provocate
dai lunghi viaggi che portavano ai campi di concentramento. Molti di noi,
giustamente, oggi reagiscono con orrore a queste descrizioni. Nonostante cio’,
gli US continuano a sottoporre non centinaia, ma 25 milioni di animali
senzienti al giorno a trasporti altrettanto barbarici, crudeli e disumani. E’
estremamente frequente e considerato una routine che questi animali muoiano di
fame, freddo o a causa di altre forme di maltrattamento. Attualmente non
esistono leggi a protezione degli animali che giungono a destinazione in
condizioni che li rendano incapaci di camminare; essi vengono generalmente
trascinati fuori dai camion usando delle catene, per essere macellati o
abbandonati ad agonizzare per ore o giorni prima che sopraggiunga una morte
liberatoria.
SELEZIONE
Non appena
giungevano a Birkenau, ai prigionieri veniva ordinato di lasciare i propri
bagagli sul treno e mettersi in fila sulla banchina. Durate un processo
chiamato Selektion, coloro che gli ufficiali delle SS ritenevano abbastanza
sani e adatti per i lavori forzati venivano separati da quelli considerati
inadatto al lavoro. I sopravvissuti hanno descritto scenari terrificanti: le
famiglie venivano separate e i bambini troppo giovani per lavorare venivano
strappati urlanti dalle braccia delle madri. Cio’ che di meglio una madre
terrorizzata poteva sperare in questa situazione era che le fosse riconosciuto
il diritto di morire insieme ai propri figli. I giovani, i vecchi, i malati, i
disabili e chi era psicofisicamente esausto, venivano generalmente uccisi entro
poche ore dall’arrivo.
Nei
mattatoi, gli animali ”inutili” vengono separati da quelli ”utili” e scartati
in una maniera altrettanto barbarica ed atroce. I pulcini maschi nati dalle
galline da cova (inutili perché non produrranno mai uova) vengono separati
dalle loro sorelle per essere gettati ancora vivi in appositi trituratori. Allo
stesso modo, i vitelli maschi (inutili per l’industria casearia perché non
possono produrre latte) vengono strappati alle madri fin dalla nascita per
essere torturati per l’intero corso dellla loro breve esistenza, costretti
all’isolamento in gabbie troppo strette anche solo per girare su se stessi.
Questi vitelli verranno alimentati intenzionalmente con una dieta carente per
provocare in essi l’anemia, impedendo la produzione di emoglobina e privandone
i muscoli dell’apporto adeguato di sangue e ossigeno, per produrre una qualita’
più bianca delle loro carni, gradita ai consumatori. L’industria della carne,
probabilmente il ramo più crudele dell’allevamento di animali, è strettamente
legata all’industria casearia, e perciò all’acquisto e consumo di latte,
formaggio ed altri prodotti dei caseifici.
LAVORI
FORZATI
Il cancello
d’ingresso di Auschwitz era sovrastato da un cartello con scritto “ARBEIT MACHT
FREI”: Il lavoro rende liberi.
Non e’ chiaro se Rudolph Höss, il comandante del campo, considerasse questa una
beffa o un qualche stupido tipo di messaggio spirituale; in ogni caso, la
promessa non veniva mantenuta. L’aspettativa di vita di chi lavorava ad
Auschwitz era al massimo di quattro mesi. Diverse fabbriche tedesche ubicate in
Polonia utilizzarono un grande numero di operai schiavizzati prelevati dal
campo di Auschwitz, che spesso lavoravano per turni della durata di 20 ore al
giorno, sette giorni alla settimana, ai quali veniva fornito poco o nessun
cibo. Quando questi operai divenivano troppo deboli per mantenersi efficienti,
venivano rapidamente uccisi e sostituiti.
Altri erano costretti a lavorare all’interno dei campi. Un’operazione che
veniva chiamata kanada consisteva nel pulire i vagoni – raccogliendo i possessi
personali rimasti a bordo (per spedirli in Germania) e rimuovendo i resti di
coloro che non erano sopravvissuti al viaggio. Sonderkommando era il nome che
veniva dato all’operazione di rimozione delle spoglie e d’incenerimento nei
crematori delle migliaia di persone quotidianamente assassinate nelle camere a
gas. A volte gli incaricati di questo lavoro dovettero cremare i resti dei
propri familiari. All’interno dei campi, la Selektion avveniva senza preavviso,
eliminando periodicamente i reclusi divenuti troppo deboli per poter essere
considerati utili. Inoltre, anche coloro che riuscivano a mantenersi in forze
venivano sterminati dopo pochi mesi di prigionia, per evitare che tra i
prigionieri circolassero troppe informazioni.
I nazisti
riuscirono a costringere i loro prigionieri a fare cose che nessuna persona in
nessuna immaginabile condizione potrebbe compiere volontariamente.
Forse la falsa promessa fatta da Rudolph Höss convinse alcuni che, se avessero
collaborato, avrebbero avuto risparmiata la vita. Sebbene alcuni prigionieri
riuscirono a fuggire dai campi di concentramento (e molti altri morirono nel
tentativo di fuggire) e sebbene sollevazioni e rivolte (la piu’ famosa fu
quella del Sonderkommando, che porto’ alla distruzione del crematorio) ebbero
luogo, la silenziosa obbedienza alle piu’ perverse e terrificanti pretese dei
nazisti rappresento’ la norma, piu’ che l’eccezione.
Il terrore, la brutalita’ e la costante minaccia di morte e tortura, le
tattiche usate dai nazisti per garantirsi l’obbedienza da parte dei lavoratori
schiavizzati, vengono ancor oggi usate allo stesso modo contro gli animali, per
costringerli a lavorare nei circhi ed in altri spettacoli.
Alcuni sostengono che gli animali siano felici di esibirsi perche’ desiderano
fare contenti i loro proprietari. Naturalmente questo e’ vero; come i
prigionieri di Auschwitz, essi sono spinti a questi comportamenti dal costante
terrore di cio’ che verrebbe fatto loro qualora disobbedissero. Purtroppo non
esiste alcuna forma di ricompensa, neppure per il piu’ alto livello di
obbedienza che questi animali schiavizzati possano raggiungere.
Cosi’ come avveniva nelle fabbriche tedesche in Polonia, sostituire con altri
gli animali sovraccaricati di lavoro e malnutriti fino alla morte, viene
generalmente considerato piu’ economico che garantire la salute ed il benessere
delle singole creature.
ESPERIMENTI
Josef
Mengele, ricercatore medico, giunse ad Auschwitz nel Maggio del 1943.
Che sia
stato assegnato al reparto Selektion o no, Mengele viene ricordato come una
presenza ubiqua sulla rampa, alla ricerca costante di gemelli, nani, giganti, e
di chiunque altro presentasse tratti ereditari inusuali, sui quale avrebbe
potuto condurre esperimenti. Era particolarmente affascinato dai gemelli, e con
un’inesauribile disponibilita’ di soggetti (sono stati calcolati 3000 gemelli
in 2 anni), l’unico limite per la sua sperimentazione era l’immaginazione. Il
sangue veniva prelevato quotidianamente, in quantita’ tali da portare alla
morte entrambi i gemelli.
A volte sperimentava massicce trasfusioni di sangue tra gemelli. Iniettava
potenti prodotti chimici, che provocavano dolore e cecita’, direttamente negli
occhi, nel tentativo di cambiare il loro colore e renderli azzurri. Malattie
mortali, come il tifo e la tubercolosi, venivano indotte in uno solo dei
gemelli. Quando questi moriva, veniva ucciso anche l’altro e si procedeva
all’autopsia per determinare gli effetti della malattia.
Altre volte uccideva i gemelli congelandoli, o sottoponendoli a esperimenti
d’isolamento prolungato. Normali gemelli venivano cuciti uno all’altro per
creare artificialmente dei siamesi. Da gemelli di sesso opposto, a volte
pretendeva una gravidanza incestuosa. Rimozioni sperimentali d’organi,
amputazioni e castrazioni non prevedevano anestesia.
JOsef
Mengele, secondo solo allo stesso Hitler, e’ probabilmente il gerarca nazista
universalmente piu’ disprezzato. Le migliaia di torture che mise in pratica nei
suoi esperimenti dimostrano una natura disturbata e un totale disprezzo per il
valore sia degli individui che della vita stessa. Era probabilmente consapevole
che i suoi esperimenti non avevano alcun valore scientifico e sembra li abbia
compiuti solo per divertimento, o a giustificazione del proprio ”lavoro”.
Il mondo accolse con orrore le notizie degli orrori perpetrati da Mengele.
Anche se riusci’ a nascondersi per il resto della sua vita in Argentina,
Mengele verra’ ricordato per sempre come un criminale di guerra, e le sue
atrocita’ condannate come pura malvagita’.
Sfortunatamente,
il sadismo e la malvagita’ non sono scomparse dalla scienza medica insieme a
Mengele. Nei laboratori di tutto il mondo, centinaia di milioni di animali
senzienti (compresi cani, gatti e primati) vengono ancora oggi sottoposti ogni
anno a esperimenti ,crudeli e inutili quanto quelli di Mengele. Nonostante la
promessa di cure miracolose, i risultati cui e’ giunta fino ad oggi la
vivisezione (cioe’ la sperimentazione cruenta su animali vivi) va dal nulla al
fuorviante (farmaci che non avevano avuto effetti collaterali sugli animali, ad
esempio, hanno causato devastanti difetti alla nascita, nei figli degli umani che
ne facevano uso). Nonostante cio’, la ricerca medica continua spesso a portare
avanti queste inutili, ridondanti pratiche, ignorando la disponibilita’ di
metodi d’indagine piu’ affidabili, evoluti, e di minor spesa, come ad esempio
le colture di cellule o i modelli computerizzati. Motivo? La vivisezione
garantisce guadagni maggiori.
MATTATOI
Ad
Auschwitz, la morte veniva dispensata sotto molte forme.
Numerosi
prigionieri venivano fucilati e i loro corpi seppelliti in enormi fosse comuni
o semplicemente accatastati all’aperto uno sull’altro.
Nei casi in cui la fucilazione non portava immediatamente alla morte, le
vittime sanguinanti sopravvivevano talvolta per ore nelle fosse comuni, fino a
quando non soffocavano a causa dei corpi che continuavano ad essere deposti su
di loro.
Si dice che Mengele preferisse uccidere iniettando direttamente nel cuore del
cloroformio e molte delle sue vittime vennero assassinate in questo modo. Lo
strumento piu’ ampiamente utilizzato per uccidere furono le camere a gas.
A Birkenau ne vennero costruite quattro, ciascuna delle quali permetteva di
uccidere 6.000 persone al giorno. Queste camere erano state progettate in modo
da ricordare delle docce, per ingannare i prigionieri appena giunti alla rampa,
dicendo loro che si trattava soltanto di un procedimento necessario per la
disinfestazione del campo.
Introdotte le vittime nelle camere, queste venivano riempite con un gas
chiamato Zyclon B (originariamente adoperato come insetticida). Per coloro che
si trovavano vicini alle ventole dalle quali penetrava il gas, la morte
sopraggiungeva rapidamente; quelli piu’ lontani e’ probabile che agonizzassero
per diversi minuti prima di morire, pienamente coscienti di cio’ che stavano
subendo. Spesso le vittime venivano costrette nelle camere a gas in cosi’ gran
numero, che anche dopo la morte i loro corpi rimanevano in piedi, schiacciati
uno vicino all’altro.
Alcuni tra
coloro che mangiano carne, cercano di giustificare l’industria alimentare ed i
macelli sostenendo che ”e’ naturale” che i predatori uccidano le proprie prede.
Sebbene sia ovvio che nelle nostre vite, sotto tutti gli altri aspetti –
dall’uso degli aerei e dei computer fino al sistema economico ed ai governi –
ci siamo parecchio allontanati dalla natura, quest’argomentazione ipotizza che
in un solo ed unico aspetto saremmo incapaci di allontanarci dalle abitudini
dei nostri piu’ lontani progenitori. Quest’ipotesi dimostra senza dubbio una
percezione ingenua dell’umanita’ e della sua capacita’ di superare le
costrizioni ‘naturali’.
I metodi di uccisione adottati dagli umani non hanno, tra l’altro, nulla di
”naturale”. In ”natura”, i predatori intraspecifici possono uccidersi tra loro
combattendo per il territorio, per l’accoppiamento o per le risorse alimentari.
Ben lontani dall’essere un’eccezione, gli umani, nel corso della storia, si
sono dimostrati la piu’ assetata di sangue ed assassina tra tutte le speci.
L’assassinio, percio’, dovrebbe essere considerato ”naturale”, ma noi non lo
assolviamo, ne’ lo accettiamo come una parte necessaria di cio’ che siamo.
Nessuna persona sensata definirebbe le camere a gas di Birkenau ”naturali”,
inevitabili o accettabili come fatalita’ occasionali risultanti da competizioni
intraspecifiche paragonabili a quelle che avvengono in natura.
Non c’e’ maggior logica nel collegare l’efficenza assassina di un predatore
selvatico con le catene di montaggio della morte degli allevamenti intensivi e
dei moderni mattatoi. Ne’ il genocidio dell’Olocausto ne’ gli allevamenti
intensivi, semplicemente, hanno precedenti in natura.
La parola ”allevamento” fa pensare la maggior parte di noi a idilliache
immagini di vita in campagna: galline che razzolano nella terra, mucche che
ruminano tranquillamente, maiali che si godono un bagno di fango all’ombra di
una collina. La morte, in queste piacevoli fantasie, sopraggiunge attraverso un
proiettile ben mirato al centro della testa da un contadino gentile; e’
pietosa, veloce ed indolore, e avviene al termine di un’esistenza gioiosa spesa
all’aria aperta. In realta’, il 90 percento degli animali allevati per
l’industria alimentare negli allevamenti intensivi e’ fortunato se vede la luce
del giorno almeno una volta nel corso della propria vita.
La loro esistenza si svolge al chiuso, stipati talmente strettamente da rendere
impossibili i loro movimenti normali. E’ impossibile mantenere un livello
igienico adeguato in un cosi’ gran numero di animali, ed essi spendono la
proprie vite a contatto delle proprie deiezioni.
Ai polli vengono tagliati i becchi, senz’alcuna anestesia, per impedire che si
becchino a vicenda fino ad uccidersi, nel futile tentativo di sfuggire ai
tormenti che infliggiamo loro.
Nonostante siano nutriti con numerosi antibiotici, le malattie rappresentano
circa il 20 percento delle cause di morte. Anche per la minuta percentuale di
animali allevati in condizioni meno intensive (”free range”), la macellazione
rappresenta una prassi brutale.
Aspettando allineati il proprio turno, gli animali sentono, vedono e odorano la
morte di quelli che vengono uccisi prima di loro. Lo stordimento elettrico che
dovrebbe garantirne l’anestetizzazione, risulta inefficace circa il 40 percento
delle volte. A questi animali viene tagliata quindi la gola mentre sono
pienamente coscienti.
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