sabato 28 febbraio 2026

L’ Auschwitz degli animali

 

Il 27 Aprile 1940, il capo delle SS e della polizia tedesca, Heinrich Himmler, ordino’ la costruzione di quello che sarebbe divenuto il piu’ famoso dei campi di concentramento/sterminio nazisti, situato vicino alla citta’ di Oswiecim, in Polonia. La costruzione consisteva di tre campi principali, suddivisi in 45 unita’.
Si chiamava Auschwiz.

Le camere a gas ed i crematori erano situati ad Auschwiz II (Birkenau).

TRASPORTI

Dal marzo 1942 fino alla liberazione operata dalle truppe sovietiche (27 gennaio 1945), treni contenenti migliaia di ebrei, provenienti dai Paesi occupati in Europa continuarono ad arrivare ogni giorno alla stazione di Auschwitz-Birkenau, chiamata rampa. Rapiti dalle loro case dai soldati nazisti, gli ebrei venivano trasportati, in affollati carri bestiame, spesso senz’acqua ne’ cibo, in viaggi che potevano durare fino a tre settimane. Durante il trasporto, spesso si verificavano incidenti, e in molti giunsero ai campi quasi morti o in condizioni che li rendevano incapaci di lavorare. I nazisti uccidevano queste persone sparandogli.

Per chi non era la’, e’ difficile immaginare le sofferenze fisiche e psicologiche provocate dai lunghi viaggi che portavano ai campi di concentramento. Molti di noi, giustamente, oggi reagiscono con orrore a queste descrizioni. Nonostante cio’, gli US continuano a sottoporre non centinaia, ma 25 milioni di animali senzienti al giorno a trasporti altrettanto barbarici, crudeli e disumani. E’ estremamente frequente e considerato una routine che questi animali muoiano di fame, freddo o a causa di altre forme di maltrattamento. Attualmente non esistono leggi a protezione degli animali che giungono a destinazione in condizioni che li rendano incapaci di camminare; essi vengono generalmente trascinati fuori dai camion usando delle catene, per essere macellati o abbandonati ad agonizzare per ore o giorni prima che sopraggiunga una morte liberatoria.

SELEZIONE

Non appena giungevano a Birkenau, ai prigionieri veniva ordinato di lasciare i propri bagagli sul treno e mettersi in fila sulla banchina. Durate un processo chiamato Selektion, coloro che gli ufficiali delle SS ritenevano abbastanza sani e adatti per i lavori forzati venivano separati da quelli considerati inadatto al lavoro. I sopravvissuti hanno descritto scenari terrificanti: le famiglie venivano separate e i bambini troppo giovani per lavorare venivano strappati urlanti dalle braccia delle madri. Cio’ che di meglio una madre terrorizzata poteva sperare in questa situazione era che le fosse riconosciuto il diritto di morire insieme ai propri figli. I giovani, i vecchi, i malati, i disabili e chi era psicofisicamente esausto, venivano generalmente uccisi entro poche ore dall’arrivo.

Nei mattatoi, gli animali ”inutili” vengono separati da quelli ”utili” e scartati in una maniera altrettanto barbarica ed atroce. I pulcini maschi nati dalle galline da cova (inutili perché non produrranno mai uova) vengono separati dalle loro sorelle per essere gettati ancora vivi in appositi trituratori. Allo stesso modo, i vitelli maschi (inutili per l’industria casearia perché non possono produrre latte) vengono strappati alle madri fin dalla nascita per essere torturati per l’intero corso dellla loro breve esistenza, costretti all’isolamento in gabbie troppo strette anche solo per girare su se stessi. Questi vitelli verranno alimentati intenzionalmente con una dieta carente per provocare in essi l’anemia, impedendo la produzione di emoglobina e privandone i muscoli dell’apporto adeguato di sangue e ossigeno, per produrre una qualita’ più bianca delle loro carni, gradita ai consumatori. L’industria della carne, probabilmente il ramo più crudele dell’allevamento di animali, è strettamente legata all’industria casearia, e perciò all’acquisto e consumo di latte, formaggio ed altri prodotti dei caseifici.

LAVORI FORZATI

Il cancello d’ingresso di Auschwitz era sovrastato da un cartello con scritto “ARBEIT MACHT FREI”: Il lavoro rende liberi.
Non e’ chiaro se Rudolph Höss, il comandante del campo, considerasse questa una beffa o un qualche stupido tipo di messaggio spirituale; in ogni caso, la promessa non veniva mantenuta. L’aspettativa di vita di chi lavorava ad Auschwitz era al massimo di quattro mesi. Diverse fabbriche tedesche ubicate in Polonia utilizzarono un grande numero di operai schiavizzati prelevati dal campo di Auschwitz, che spesso lavoravano per turni della durata di 20 ore al giorno, sette giorni alla settimana, ai quali veniva fornito poco o nessun cibo. Quando questi operai divenivano troppo deboli per mantenersi efficienti, venivano rapidamente uccisi e sostituiti.
Altri erano costretti a lavorare all’interno dei campi. Un’operazione che veniva chiamata kanada consisteva nel pulire i vagoni – raccogliendo i possessi personali rimasti a bordo (per spedirli in Germania) e rimuovendo i resti di coloro che non erano sopravvissuti al viaggio. Sonderkommando era il nome che veniva dato all’operazione di rimozione delle spoglie e d’incenerimento nei crematori delle migliaia di persone quotidianamente assassinate nelle camere a gas. A volte gli incaricati di questo lavoro dovettero cremare i resti dei propri familiari. All’interno dei campi, la Selektion avveniva senza preavviso, eliminando periodicamente i reclusi divenuti troppo deboli per poter essere considerati utili. Inoltre, anche coloro che riuscivano a mantenersi in forze venivano sterminati dopo pochi mesi di prigionia, per evitare che tra i prigionieri circolassero troppe informazioni.

I nazisti riuscirono a costringere i loro prigionieri a fare cose che nessuna persona in nessuna immaginabile condizione potrebbe compiere volontariamente.
Forse la falsa promessa fatta da Rudolph Höss convinse alcuni che, se avessero collaborato, avrebbero avuto risparmiata la vita. Sebbene alcuni prigionieri riuscirono a fuggire dai campi di concentramento (e molti altri morirono nel tentativo di fuggire) e sebbene sollevazioni e rivolte (la piu’ famosa fu quella del Sonderkommando, che porto’ alla distruzione del crematorio) ebbero luogo, la silenziosa obbedienza alle piu’ perverse e terrificanti pretese dei nazisti rappresento’ la norma, piu’ che l’eccezione.
Il terrore, la brutalita’ e la costante minaccia di morte e tortura, le tattiche usate dai nazisti per garantirsi l’obbedienza da parte dei lavoratori schiavizzati, vengono ancor oggi usate allo stesso modo contro gli animali, per costringerli a lavorare nei circhi ed in altri spettacoli.
Alcuni sostengono che gli animali siano felici di esibirsi perche’ desiderano fare contenti i loro proprietari. Naturalmente questo e’ vero; come i prigionieri di Auschwitz, essi sono spinti a questi comportamenti dal costante terrore di cio’ che verrebbe fatto loro qualora disobbedissero. Purtroppo non esiste alcuna forma di ricompensa, neppure per il piu’ alto livello di obbedienza che questi animali schiavizzati possano raggiungere.
Cosi’ come avveniva nelle fabbriche tedesche in Polonia, sostituire con altri gli animali sovraccaricati di lavoro e malnutriti fino alla morte, viene generalmente considerato piu’ economico che garantire la salute ed il benessere delle singole creature.

ESPERIMENTI

Josef Mengele, ricercatore medico, giunse ad Auschwitz nel Maggio del 1943.

Che sia stato assegnato al reparto Selektion o no, Mengele viene ricordato come una presenza ubiqua sulla rampa, alla ricerca costante di gemelli, nani, giganti, e di chiunque altro presentasse tratti ereditari inusuali, sui quale avrebbe potuto condurre esperimenti. Era particolarmente affascinato dai gemelli, e con un’inesauribile disponibilita’ di soggetti (sono stati calcolati 3000 gemelli in 2 anni), l’unico limite per la sua sperimentazione era l’immaginazione. Il sangue veniva prelevato quotidianamente, in quantita’ tali da portare alla morte entrambi i gemelli.
A volte sperimentava massicce trasfusioni di sangue tra gemelli. Iniettava potenti prodotti chimici, che provocavano dolore e cecita’, direttamente negli occhi, nel tentativo di cambiare il loro colore e renderli azzurri. Malattie mortali, come il tifo e la tubercolosi, venivano indotte in uno solo dei gemelli. Quando questi moriva, veniva ucciso anche l’altro e si procedeva all’autopsia per determinare gli effetti della malattia.
Altre volte uccideva i gemelli congelandoli, o sottoponendoli a esperimenti d’isolamento prolungato. Normali gemelli venivano cuciti uno all’altro per creare artificialmente dei siamesi. Da gemelli di sesso opposto, a volte pretendeva una gravidanza incestuosa. Rimozioni sperimentali d’organi, amputazioni e castrazioni non prevedevano anestesia.

JOsef Mengele, secondo solo allo stesso Hitler, e’ probabilmente il gerarca nazista universalmente piu’ disprezzato. Le migliaia di torture che mise in pratica nei suoi esperimenti dimostrano una natura disturbata e un totale disprezzo per il valore sia degli individui che della vita stessa. Era probabilmente consapevole che i suoi esperimenti non avevano alcun valore scientifico e sembra li abbia compiuti solo per divertimento, o a giustificazione del proprio ”lavoro”.
Il mondo accolse con orrore le notizie degli orrori perpetrati da Mengele. Anche se riusci’ a nascondersi per il resto della sua vita in Argentina, Mengele verra’ ricordato per sempre come un criminale di guerra, e le sue atrocita’ condannate come pura malvagita’.

Sfortunatamente, il sadismo e la malvagita’ non sono scomparse dalla scienza medica insieme a Mengele. Nei laboratori di tutto il mondo, centinaia di milioni di animali senzienti (compresi cani, gatti e primati) vengono ancora oggi sottoposti ogni anno a esperimenti ,crudeli e inutili quanto quelli di Mengele. Nonostante la promessa di cure miracolose, i risultati cui e’ giunta fino ad oggi la vivisezione (cioe’ la sperimentazione cruenta su animali vivi) va dal nulla al fuorviante (farmaci che non avevano avuto effetti collaterali sugli animali, ad esempio, hanno causato devastanti difetti alla nascita, nei figli degli umani che ne facevano uso). Nonostante cio’, la ricerca medica continua spesso a portare avanti queste inutili, ridondanti pratiche, ignorando la disponibilita’ di metodi d’indagine piu’ affidabili, evoluti, e di minor spesa, come ad esempio le colture di cellule o i modelli computerizzati. Motivo? La vivisezione garantisce guadagni maggiori.

MATTATOI

Ad Auschwitz, la morte veniva dispensata sotto molte forme.

Numerosi prigionieri venivano fucilati e i loro corpi seppelliti in enormi fosse comuni o semplicemente accatastati all’aperto uno sull’altro.
Nei casi in cui la fucilazione non portava immediatamente alla morte, le vittime sanguinanti sopravvivevano talvolta per ore nelle fosse comuni, fino a quando non soffocavano a causa dei corpi che continuavano ad essere deposti su di loro.
Si dice che Mengele preferisse uccidere iniettando direttamente nel cuore del cloroformio e molte delle sue vittime vennero assassinate in questo modo. Lo strumento piu’ ampiamente utilizzato per uccidere furono le camere a gas.
A Birkenau ne vennero costruite quattro, ciascuna delle quali permetteva di uccidere 6.000 persone al giorno. Queste camere erano state progettate in modo da ricordare delle docce, per ingannare i prigionieri appena giunti alla rampa, dicendo loro che si trattava soltanto di un procedimento necessario per la disinfestazione del campo.
Introdotte le vittime nelle camere, queste venivano riempite con un gas chiamato Zyclon B (originariamente adoperato come insetticida). Per coloro che si trovavano vicini alle ventole dalle quali penetrava il gas, la morte sopraggiungeva rapidamente; quelli piu’ lontani e’ probabile che agonizzassero per diversi minuti prima di morire, pienamente coscienti di cio’ che stavano subendo. Spesso le vittime venivano costrette nelle camere a gas in cosi’ gran numero, che anche dopo la morte i loro corpi rimanevano in piedi, schiacciati uno vicino all’altro.

Alcuni tra coloro che mangiano carne, cercano di giustificare l’industria alimentare ed i macelli sostenendo che ”e’ naturale” che i predatori uccidano le proprie prede. Sebbene sia ovvio che nelle nostre vite, sotto tutti gli altri aspetti – dall’uso degli aerei e dei computer fino al sistema economico ed ai governi – ci siamo parecchio allontanati dalla natura, quest’argomentazione ipotizza che in un solo ed unico aspetto saremmo incapaci di allontanarci dalle abitudini dei nostri piu’ lontani progenitori. Quest’ipotesi dimostra senza dubbio una percezione ingenua dell’umanita’ e della sua capacita’ di superare le costrizioni ‘naturali’.
I metodi di uccisione adottati dagli umani non hanno, tra l’altro, nulla di ”naturale”. In ”natura”, i predatori intraspecifici possono uccidersi tra loro combattendo per il territorio, per l’accoppiamento o per le risorse alimentari. Ben lontani dall’essere un’eccezione, gli umani, nel corso della storia, si sono dimostrati la piu’ assetata di sangue ed assassina tra tutte le speci. L’assassinio, percio’, dovrebbe essere considerato ”naturale”, ma noi non lo assolviamo, ne’ lo accettiamo come una parte necessaria di cio’ che siamo. Nessuna persona sensata definirebbe le camere a gas di Birkenau ”naturali”, inevitabili o accettabili come fatalita’ occasionali risultanti da competizioni intraspecifiche paragonabili a quelle che avvengono in natura.
Non c’e’ maggior logica nel collegare l’efficenza assassina di un predatore selvatico con le catene di montaggio della morte degli allevamenti intensivi e dei moderni mattatoi. Ne’ il genocidio dell’Olocausto ne’ gli allevamenti intensivi, semplicemente, hanno precedenti in natura.
La parola ”allevamento” fa pensare la maggior parte di noi a idilliache immagini di vita in campagna: galline che razzolano nella terra, mucche che ruminano tranquillamente, maiali che si godono un bagno di fango all’ombra di una collina. La morte, in queste piacevoli fantasie, sopraggiunge attraverso un proiettile ben mirato al centro della testa da un contadino gentile; e’ pietosa, veloce ed indolore, e avviene al termine di un’esistenza gioiosa spesa all’aria aperta. In realta’, il 90 percento degli animali allevati per l’industria alimentare negli allevamenti intensivi e’ fortunato se vede la luce del giorno almeno una volta nel corso della propria vita.
La loro esistenza si svolge al chiuso, stipati talmente strettamente da rendere impossibili i loro movimenti normali. E’ impossibile mantenere un livello igienico adeguato in un cosi’ gran numero di animali, ed essi spendono la proprie vite a contatto delle proprie deiezioni.
Ai polli vengono tagliati i becchi, senz’alcuna anestesia, per impedire che si becchino a vicenda fino ad uccidersi, nel futile tentativo di sfuggire ai tormenti che infliggiamo loro.
Nonostante siano nutriti con numerosi antibiotici, le malattie rappresentano circa il 20 percento delle cause di morte. Anche per la minuta percentuale di animali allevati in condizioni meno intensive (”free range”), la macellazione rappresenta una prassi brutale.
Aspettando allineati il proprio turno, gli animali sentono, vedono e odorano la morte di quelli che vengono uccisi prima di loro. Lo stordimento elettrico che dovrebbe garantirne l’anestetizzazione, risulta inefficace circa il 40 percento delle volte. A questi animali viene tagliata quindi la gola mentre sono pienamente coscienti.

da qui

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