Un’importante ricerca etologica condotta da un gruppo interdisciplinare di studiosi apre una finestra molto interessante su come il Lupo (Canis lupus) vede l’Uomo e le sue attività.
La
ricerca Wolves
respond differently to human cues as they expand into urban landscapes, svolta
da Martina Lazzaroni, Rudy Brogi, Francesca Brivio, Sarah Marshall-Pescini e
pubblicata su PNAS (17 febbraio 2026) si è svolta sull’Appennino Tosco-Emiliano
e ha condotto a risultati particolarmente rilevanti.
Da leggere e
prendere in grande considerazione.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
su PNAS, 17
febbraio 2026
I lupi rispondono in modo
diverso ai segnali umani mentre si espandono nei paesaggi urbani. (Martina Lazzaroni, Rudy Brogi,
Francesca Brivio, Sarah Marshall-Pescini)
Significato
Grazie a
test sperimentali condotti in natura su lupi riconosciuti individualmente,
forniamo informazioni uniche su come i lupi stiano adattando il loro
comportamento nelle aree più densamente antropizzate. Condotti in una delle
regioni in cui la colonizzazione da parte dei lupi di paesaggi dominati
dall’uomo è iniziata prima e si è sviluppata più ampiamente, dimostriamo che i
lupi nelle aree più urbanizzate diventano meno diffidenti nei confronti delle
novità, ma anche più vigili nei confronti dei cambiamenti nel loro ambiente,
pur mantenendo una forte e pervasiva paura dei segnali che indicano la presenza
umana diretta (voci). Questi risultati evidenziano la natura complessa e
dipendente dal contesto della paura dei lupi e la sua variazione lungo il
gradiente di urbanizzazione, offrendo una finestra sul futuro della coesistenza
lupo-uomo.
Abstract
I lupi (Canis
lupus) che ricolonizzano paesaggi dominati dall’uomo incontrano rischi e
opportunità antropici, ma non si sa come questo influenzi la loro paura degli
umani. Abbiamo testato 185 lupi selvatici identificati individualmente in 44
località che coprono un ampio gradiente di urbanizzazione, esponendoli a nuovi
oggetti e riproduzioni umane. I lupi provenienti da aree più urbanizzate hanno
mostrato una riduzione della paura alla prima esposizione a un oggetto, ma una
maggiore cautela quando l’oggetto cambiava, indicando una maggiore attenzione
ai cambiamenti ambientali, piuttosto che una riduzione uniforme della paura. Al
contrario, le riproduzioni di voci umane hanno suscitato forti risposte di
paura (>80%), indipendentemente dall’urbanizzazione. Tuttavia, gli individui
si sono abituati a entrambi gli stimoli rapidamente e a un ritmo simile,
evidenziando le loro rapide capacità di apprendimento. La socialità ha
attenuato la paura, con i lupi in gruppo che hanno reagito con meno timore
rispetto ai lupi isolati. I risultati dimostrano che i lupi sono in grado di
modulare in modo flessibile le loro risposte comportamentali sia ai rischi che
alle opportunità dei paesaggi dominati dall’uomo, il che probabilmente è alla
base del loro successo urbano e ci impone di affrontare la sfida della
coesistenza pacifica…
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