mercoledì 14 dicembre 2022

Tutti vegetariani? Gli animali da allevamento non si estinguerebbero

Un mondo popolato solo da vegetariani e vegani porterebbe all’estinzione degli animali da allevamento? Ecco la risposta di un etologo

(Intervista di Federica Giordani a Roberto Marchesini)

 

E se tutte le persone presenti sul nostro pianeta decidessero di diventare vegetariane o vegane? Nonostante l’ipotesi al momento sia molto remota (Jeffrey Masson, psicanalista vegano disse in un’intervista “Il mondo diventerà vegan, sì, ma fra 100 forse 200 anni”), le scommesse su alcuni giornali, non tardano a comparire periodicamente. Una delle ipotesi più catastrofiche poste sul piatto della bilancia a sfavore di questa conversione al veg è la seguente: eliminando l’allevamento intensivo e quello “classico” (raro) gli animali come mucche, polli, suini, e conigli si estinguerebbero nel giro di pochissimo.

Abbiamo voluto interpellare sul tema l’etologo Roberto Marchesini, laureato in Medicina veterinaria, etologo e filosofo.

Professore è vero che mucche & Co. si estinguerebbero se fossimo tutti vegetariani o vegani?
Iniziamo con lo spiegare che “estinzione” ha un significato preciso, ossia la scomparsa definitiva e totale di una specie animale sulla terra, quindi la risposta è: certamente no. Quello che c’è ora è, invece, una sovrappopolazione pazzesca di questi animali sul nostro pianeta.

Cosa succederebbe, quindi?
Ci sarebbe certamente una riduzione davvero drastica dei numeri di animali, alcuni hanno calcolato (il professore fa riferimento alla studiosa Lisa Kemmerer nel suo libro “Mangiare la Terra” edito da Safarà) circa un 90%, ma in questo modo le condizioni di questi animali tornerebbero ad essere naturali. In questo momento la distanza numerica fra animali selvatici e animali allevati è enorme, sproporzionata e innaturale.

Perché innaturale?
Perché la riproduzione così veloce (e la morte così rapida) di questi animali negli allevamenti è dovuta solo all’intervento di un uomo alla selezione “industriale” a volte di vere e proprie mutazione genetiche, per esempio di animali con troppa massa muscolare le cui ossa però non reggono il peso, oppure di mucche che producono quantità di latte naturalmente non potrebbero nemmeno sopportare. La diminuzione del loro numero, quindi, farebbe in modo di tornare ad un’armonia con la natura.

Ma che cosa accadrebbe allora? Dove potrebbero stare gli animali “naturali”?
Molto semplice, in centri educativi attrezzati e centri relazionali, in spazi naturali adatti a loro e nei quali noi stessi potremmo avere accesso ad una relazione più che naturale con loro.

Mucche, maiali e galline sono animali che si relazionerebbero bene con l’uomo?
Senza nessun dubbio, sì. Sono a tutti gli effetti animali domestici che non rifuggono affatto l’uomo. Gli animali amano stare in nostra compagnia e l’uomo ha bisogno della relazione con gli animali. Capisce, è normale che i bambini abbiano il desiderio di andare allo zoo o al circo per “vedere gli animali”, il problema è che quelli sono contesti totalmente diseducativi, fuorvianti sia per loro che per gli animali che sono imprigionati e rischiano di avere comportamenti anche pericolosi.

Quindi, niente estinzione né invasione di mucche e maiali (altra ipotesi spesso ventilata)?

Assolutamente no, per entrambi i casi.

da qui

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