mercoledì 19 agosto 2026

Aeroporti: ordine del giorno - Lucia Chessa

 

Che sorpresa in consiglio regionale. Dopo aver eliminato lo stanziamento di 30 milioni di euro che avevano destinato alla privatizzazione degli aeroporti sardi, che detto così, se ci fai caso, fa già ridere (o piangere), hanno votato un bell’ordine del giorno. All’unanimità. Proposto dalla destra, meritoriamente, ma votato da tutti, maggioranza ed opposizione.

Un bell’ordine del giorno dove il Consiglio Regionale, impegna la giunta a garantire che la società che controllerà gli aeroporti sardi sia a maggioranza pubblica. Cioè l’esatto contrario del percorso impostato e seguito fino a ieri da Alessandra Todde.

Non si sa bene se i consiglieri del Campo Largo avessero capito bene cosa stavano votando. Non è chiaro se fossero consapevoli che stavano pesantissimamente sconfessando l’operato della Giunta e cannoneggiando le fondamenta stesse del castello che la Presidente aveva costruito in mesi di solitarie trattative con il presidente della camera di commercio di Cagliari e il fondo privato di investimento F2i Ligantia. Lo so che può sembrare strano. Lo so che sembra impossibile ipotizzare inconsapevole ed unanime leggerezza nel voto su una partita come questa. Ma il momento era concitato. Un emendamento dopo l’altro, nel giro di meno di una settimana, stavano programmando, anzi frantumando due miliardi e mezzo di euro in decine se non centinaia di piccoli interventi ad personam, puntuali li chiamano loro, attraverso i quali ogni consigliere si curava il proprio collegio, senza bandi a cui tutti potessero partecipare, senza criteri in base ai quali effettuare gli stanziamenti, senza niente se non lo sguardo benevolo di un consigliere regionale su quella singola associazione, quel singolo comune, quel singolo evento, quel singolo futuro elettore.

Quell’ordine del giorno a me, firmataria di un ricorso al Presidente della Repubblica contro l’operato della Regione Sardegna che avrebbe consegnato ad un preciso privato, sempre senza bando, gli aeroporti sardi, fa estremamente piacere. Potrebbe mettere una pietra tombale su quel pessimo e prepotente percorso di privatizzazione, sempre che i consiglieri della maggioranza non abbiano la faccia tosta di tornare indietro dopo essersi studiati le carte ed essersi resi conto di quello che hanno votato. Tenderei a non escluderlo completamente anche se, certo, credo che gli venga in salita.

Ma la domanda è. Come mai nessuno della maggioranza, in primo luogo la Presidente Todde, dopo una inversione ad U rispetto ad un percorso che caparbiamente si è seguito per mesi e forse per anni, un percorso anche dispendioso di incarichi esterni e di consulenze, come mai nessuno sente il bisogno di spiegare ai cittadini?

E anche il gruppo di centro destra, rispetto ad un Consiglio che sconfessa in questo modo l’operato della Giunta e della presidente, rispetto ad un voto che la mette palesemente in minoranza rendendola ovviamente inaffidabile agli occhi di tutti gli interlocutori coinvolti e non coinvolti nell’operazione, come mai non chiede a gran voce le dimissioni.

Il Campo Largo, in parlamento, platealmente ha chiesto le dimissioni di Giorgia Meloni perché è andata sotto di un voto e qui nel Consiglio Regionale Sardo la destra cosa fa? Giocherella?

Si. Giocherella esattamente come fa il Campo Largo in parlamento. Maggioranza ed opposizione sono due facce della stessa medaglia che si inter-scambiano il ruolo e, a turno, recitano la loro parte in un teatrino che ci trascina giù. E questo spettacolo avvilente è esattamente la ragione per la quale occorrerebbe rifondare tutto e immaginare un’altra via capace di invertire la tendenza.

da qui

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