mercoledì 1 aprile 2026

La passione della politica (anti)sarda per gli interessi privati - Omar Onnis

L’Unione sarda riporta la notizia dell’appoggio di Alessandra Todde alla privatizzazione dell’aeroporto di Cagliari. Che la giunta Todde non fosse una strenua oppositrice delle mire della società F2i emerge oggettivamente dai fatti di questi mesi. Nonostante il tema sia stato sollevato e discusso in varie sedi, con la prevalenza delle perplessità e delle obiezioni, non sembra che la compagine di governo regionale intenda tenerne conto.

Su S’Indipendente abbiamo già sviscerato il reticolo di interessi e di complicità politiche che stanno dietro o comunque fanno da contesto a questa operazione. Il problema fondamentale risiede nel suo probabile esito: un monopolio privato sulle infrastrutture aeroportuali sarde.

Sugli aeroporti, e in particolare su quello di Elmas, le casse regionali hanno riversato negli anni scorsi centinaia di milioni di euro. Perciò, un patrimonio pubblico di valore strategico viene alienato ai privati, senza che questi si debbano accollare alcun investimento.

Sembra che la giunta Todde, nel corso della trattativa, si stia limitando a porre delle condizioni alla compravendita, sotto forma di partecipazione della RAS all’assetto azionario e qualche forma di controllo a posteriori degli atti societari. Niente che compensi il peso di questa cessione.

La vicenda può sorprendere solo chi si fosse fatto illusioni sulla natura e sugli obiettivi concreti della compagine politica a guida PD-5stelle. Senza considerare il pregresso, ossia i precedenti delle ultime giunte regionali di centrosinistra e in particolare quella “dei professori”, capitanata dal trio Pigliaru-Paci-Maninchedda, con l’attiva partecipazione dell’allora assessore Luigi Arru. La riforma sanitaria che ha fatto precipitare la situazione del comparto è opera loro. La successiva giunta Solinas non ha fatto che aggravare un andamento già avviato. I disastri dei tagli sul dimensionamento scolastico sono ugualmente un gentile omaggio della giunta Pigliaru, renitente a varare una normativa regionale sulla scuola ma molto disponibile a seguire le draconiane misure ministeriali in materia. 

Possiamo anche aggiungere all’elenco degli addebiti i grotteschi bandi per la “continuità territoriale” aerea, ostinatamente tarati sugli interessi dei vettori e orientati a favorire gli afflussi turistici, più che a garantire a chi vive e lavora in Sardegna il diritto alla mobilità. La continuità via mare non va molto meglio. 

Inutile girarci intorno: tutte le legislature, da che esiste l’elezione diretta del Presidente della Regione (a parte per certi versi il primo biennio della giunta Soru), hanno seguito pedissequamente la stessa strada di subalternità e di cinico disinteresse per i diritti e i bisogni collettivi delle comunità sarde.

Del resto, Alessandra Todde, fin dai suoi primi interventi pubblici, ci ha sempre tenuto a rassicurare “gli investitori”, da perfetta donna d’affari quale ella è, per formazione e per professione.

In definitiva, c’è poco da stupirsi. Piuttosto, sarebbe interessante capire come vedono la cosa i suoi sostenitori e le sue sostenitrici, avvinti dalla narrazione eroica che la riguarda. Pare che alcune componenti minoritarie della maggioranza stiano manifestando dubbi. Ma si sa come funzionano queste cose: un po’ di dichiarazioni retoriche, giusto per ribadire il proprio posizionamento di comodo, e poi amici come prima. L’importante è “battere le destre”. Che forse significa, in realtà: riuscire a fare sempre peggio di loro.

Questa è la politica coloniale sarda. Chi la sostiene ne è complice.

da qui

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