mercoledì 9 novembre 2011
martedì 8 novembre 2011
lunedì 7 novembre 2011
Jerry
Forse qualcuno avrà già letto la notizia, ma, in caso contrario, conviene riassumere per sommi capi. Un cittadino di Desenzano, amena (e senza scherzare) cittadina sul lago di Garda passa in una zona defilata dal paese, per andare a vedere se l’acqua di questi giorni ha fatto danni a una piccola piantagione di kiwi. Mentre cammina sul terreno reso soffice dalla pioggia sente dei lamenti, ma non capisce lì per lì da dove vengano. Lì vicino ci sono dei laterizi e delle macerie derivati dall’abbattimento di una piccola costruzione. L’uomo si avvicina e , con enorme sorpresa, capisce che i lamenti escono dal terreno. Avvertita la polizia locale, gli uomini scavano freneticamente fra ghiaia e forati finché arrivano a scoprire il corpo di un cane sepolto vivo con una benda sugli occhi. Si chiama Jerry e il suo proprietario, ben presto rintracciato dalle forze dell’ordine, ha ammesso di avere seppellito il piccolo bretone da caccia 40 ore prima...
domenica 6 novembre 2011
giovedì 27 ottobre 2011
Abbiamo tradito il Gange - Vandana Shiva
Il Gange è molto più di un fiume. Rappresenta l'essenza stessa dell'India, ne racconta la vita spirituale, culturale, ecologica ed economica. Senza il Gange l'India non potrebbe materialmente sopravvivere, non sarebbe neanche nata, perché la nostra millenaria storia si è sviluppata attorno, dentro e grazie al Gange. Esistiamo grazie alla generosità del fiume. Io stessa, come miliardi di persone, sono nata su questo fiume. Ho imparato a parlare, a leggere, a sopravvivere su questo fiume. Anche i nostri morti, se ne vanno via con lui.
Restando parte di una storia che il Gange scrive ogni giorno, con ciascuno di noi singolarmente e tutti assieme.
E poi, ingannandoci, lo abbiamo tradito. Abbiamo cominciato a farlo quando ci siamo convinti che per essere più ricchi ci servivano più cose. Abbiamo avvelenato il Gange con gli scarichi industriali, che generano cose che non vivranno mai abbastanza per ripagarci della perdita del fiume. Lo abbiamo soffocato con megalopoli senza anima. Lo abbiamo strozzato con dighe e interventi che gli hanno imprigionato l'anima, per ottenere più elettricità. Per accendere una luce oggi, spegniamo il futuro. Il movimento per salvare il Gange e il flusso delle sue acque non è solo un movimento per salvare un fiume. Si tratta di un movimento per salvare l'anima travagliata dell'India, che è inquinata e soffocata da un consumismo crasso e dall'avidità, scollegato dalla sua esistenza in armonia con la natura e dalle sue fondamenta culturali. Per questo ci battiamo, per questo organizziamo i campi di lavoro con i giovani, sul fiume, per la democrazia dell'acqua. Per ricordare loro da dove veniamo e che non saremmo qui, oggi, senza il fiume Gange. E non ci saremo domani, senza il Gange…
mercoledì 26 ottobre 2011
olive in Palestina
La grande diplomazia non segue le stagioni della terra. Neanche quando si tratta di Medio Oriente. Il Quartetto ha deciso che bisogna battere il ferro del cosiddetto processo di pace tra israeliani e palestinesi, e allora sta per arrivare per far partire contatti indiretti tra i due contendenti. Non diretti, come auspicherebbe Benjamin Netanyahu. Perché, ha detto ieri anche Salam Fayyad, non ci sono “le condizioni giuste per i negoziati”.
Condizioni giuste? Sembra una definizione astratta, quella di Fayyad. A vivere da queste parti, però, si capisce subito che le “condizioni giuste” non riguardano tanto e solo i grandi eventi, il discorso di Abu Mazen all’Onu, la richiesta del riconoscimento dello Stato di Palestina, la liberazione della prima tranche di palestinesi nello scambio mille a uno tra i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane e Gilad Shalit. Riguardano la vita quotidiana. Olive comprese.
L’autunno, qui, è una stagione delicata. Forse ancor più delicata delle altre. C’è la raccolta delle olive, che comincia un po’ prima di quanto succede in Italia. Causa clima. E proprio a ridosso della stagione della raccolta, ci si trova a dover raccontare – ancora una volta – di olivi sradicati dai coloni, di scontri tra contadini palestinesi e coloni israeliani, di lacrimogeni e arresti. Il tutto, in Cisgiordania. E la raccolta delle olive, per l’economia palestinese, non è per nulla un settore residuale. Al contrario. Al netto del milione di ulivi che sono stati sradicati per costruire il Muro di Separazione, di piante ce ne sono 12 milioni, attualmente...