venerdì 23 novembre 2012
mercoledì 21 novembre 2012
Vertice sull'ultimo dei problemi – Marinella Correggia
Lunedì le Nazioni unite
hanno celebrato la «Giornata mondiale del gabinetto», World Toilet Day. Può
sembrare strano, ai cittadini del Nord globale del mondo (il Nord geografico e
quello sociale): per loro è l'ultimo dei problemi, o meglio: non è affatto un
problema, salvo estemporanei guai d'ordine idraulico (o la sporcizia delle
ritirate sui treni). Ma per 2,7 miliardi di persone nelle aree impoverite, è il
problema in un certo senso «finale»: quello iniziale essendo la disponibilità
di cibo e acqua per i bisogni essenziali.
Molti non sanno che l'accesso a servizi igienici appropriati è stato dichiarato un diritto umano di base dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 28 luglio 2010. Ma oltre un terzo della popolazione mondiale non gode di questo accesso. E un miliardo e mezzo è ancora costretto a defecare all'aperto. Eppure l'accesso a una decente sanitation non solo gioca un ruolo importante nella lotta contro la mortalità infantile da infezioni (ogni anno 1,5 milioni di piccoli al di sotto dei cinque anni muoiono tuttora di diarrea, che è la seconda causa di morte per quella fascia di età) ed è inoltre un fatto di dignità, riduzione del disagio di vivere. Perfino di parità di genere. Secondo uno studio dell'Onu Plan India, oltre il 20 per cento delle bambine si ritira da scuola non appena raggiunta la pubertà proprio per il disagio di non avere a disposizione toilette adatte.
Così la giornata mondiale delle toilette è stata un'occasione per affrontare un tema poco glamour anche in modo creativo in giro per il mondo…
Molti non sanno che l'accesso a servizi igienici appropriati è stato dichiarato un diritto umano di base dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 28 luglio 2010. Ma oltre un terzo della popolazione mondiale non gode di questo accesso. E un miliardo e mezzo è ancora costretto a defecare all'aperto. Eppure l'accesso a una decente sanitation non solo gioca un ruolo importante nella lotta contro la mortalità infantile da infezioni (ogni anno 1,5 milioni di piccoli al di sotto dei cinque anni muoiono tuttora di diarrea, che è la seconda causa di morte per quella fascia di età) ed è inoltre un fatto di dignità, riduzione del disagio di vivere. Perfino di parità di genere. Secondo uno studio dell'Onu Plan India, oltre il 20 per cento delle bambine si ritira da scuola non appena raggiunta la pubertà proprio per il disagio di non avere a disposizione toilette adatte.
Così la giornata mondiale delle toilette è stata un'occasione per affrontare un tema poco glamour anche in modo creativo in giro per il mondo…
lunedì 19 novembre 2012
Basta il giusto – Andrea Segre
raccomandato per tutti, sopratutto per chi pensa che tanto non si capisce niente, tanto non si può fare niente.
in ogni caso un agile ripasso, per chi ne sa già - francesco
…E' tempo di dire basta e di incamminarsi verso un nuovo civismo, ecologico, etico, economico: questo libro spiega come e perché.
in ogni caso un agile ripasso, per chi ne sa già - francesco
…E' tempo di dire basta e di incamminarsi verso un nuovo civismo, ecologico, etico, economico: questo libro spiega come e perché.
La visione di una società della sufficienza è il
fulcro di questa “lettera” a uno studente che Andrea Segrè indirizza in realtà
a tutti noi.
La logica della crescita e del debito ci ha portato a una crisi economica e ambientale profonda e a disuguaglianze sociali non più tollerabili. Basta il giusto è un vero e proprio manifesto per costruire un nuovo mondo fondato sulla coscienza dei limiti naturali e umani, governato da una rivoluzionaria “ecologia economica” e vissuto -finalmente- da un homo civicus che pratica uno stile di vita sostenibile e responsabile. Un appello alle generazioni future: per passare da un falso ben-essere a un autentico ben-vivere e a un mondo più giusto, per tutti…
La logica della crescita e del debito ci ha portato a una crisi economica e ambientale profonda e a disuguaglianze sociali non più tollerabili. Basta il giusto è un vero e proprio manifesto per costruire un nuovo mondo fondato sulla coscienza dei limiti naturali e umani, governato da una rivoluzionaria “ecologia economica” e vissuto -finalmente- da un homo civicus che pratica uno stile di vita sostenibile e responsabile. Un appello alle generazioni future: per passare da un falso ben-essere a un autentico ben-vivere e a un mondo più giusto, per tutti…
… Andrea Segrè, economista triestino
e preside della facoltà di Agraria all'Università di Bologna, immagina come
sarà l'apocalisse del mondo occidentale, schiavo della triade
crescita-consumo-debito. Lo fa nel suo Basta il giusto (quanto e
quando) (Altreconomia), un libretto sottile
costruito come una lettera a uno studente universitario diciottenne. Quando un
giorno la Terra sarà troppo piccola per tutti, sarà pure troppo tardi. Perciò
bisogna agire adesso, e una strada per Segrè esiste già. Sarà l'ossimoro a
salvare il mondo, a garantire ancora un futuro. La strada delle contraddizioni
apparenti condurrà "lentamente, ma per davvero" a meno benessere e
più ben vivere. A una società con un modello economico in grado di ridurre le
diseguaglianze riducendo il possesso, votandosi alla cultura della sufficienza…
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venerdì 16 novembre 2012
lunedì 12 novembre 2012
sabato 10 novembre 2012
il giuramento di Ippocrate
Ci sono medici, in Spagna, che ogni giorno proteggono i più deboli. Ci sono medici che aggirano le regole per aiutare i propri pazienti. Perché in gioco c’è la sopravvivenza. E se c’è chi non può accedere alle cure a causa di tasse eccessive, ecco che loro riescono comunque a garantirgli il diritto alla Salute. O almeno ci provano. In che modo? Grazie a una rete formata da medici di base, specialisti e personale ospedaliero che in base al problema agiscono dietro le quinte. Senza tener conto delle regole. Potrebbero essere definiti novelli “Robin Hood”, ma forse sono solamente dottori che non «accettano che si abbandonino le persone bisognose di cure».
LA SITUAZIONE- Lo scenario è quello della crisi spagnola. I tagli non hanno risparmiato alcun settore. Dall’istruzione alla cultura. Ad aprile un real decreto (una sorta di decreto-legge) ha cambiato le norme per quel che riguarda la Sanità. «È evidente che si vuole andare verso una privatizzazione totale del settore. Dividendo la popolazione in due categorie: chi si può permettere di pagare e chi no», spiega Maria Bajo, medico di base nella capitale spagnola. Il risultato della nuova legge è stato che «sono state introdotte nuove imposte sui servizi». Per esempio? «Le ambulanze sono diventate a pagamento. Le protesi, interne ed esterne, sono a carico del paziente. Gli anziani devono pagare le medicine in base al reddito. E a Madrid è stata introdotta una nuova tassa: si dovrà pagare un euro a ricetta». La paura è che «presto proveranno a far pagare anche l’aborto». Il sistema prevede che sotto i 25 anni la sanità è inclusa nelle tasse dei genitori. Poi bisogna pagare. Ma la situazione più preoccupante è quella che riguarda i migranti senza permesso. «Se vogliono avere accesso al sistema, anche per il primo soccorso, devono versare oltre 700 euro se minori di 25 anni, dopodiché mille euro». In altre parole: esclusi...
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