venerdì 10 settembre 2021

Un Ministro “parte del problema”? - Stefano Deliperi

 

Roberto Cingolani, fisico, ricercatore di fama internazionale, già direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia (IIT) di Genova (2005-2019) e poi responsabile dell’innovazione tecnologica dell’azienda Leonardo (2019-2021), dal febbraio 2021 è Ministro della Transizione Ecologica.

Ha un compito fondamentale, salvaguardare l’ambiente del Bel Paese e portare l’Italia, senza strappi, verso un nuovo sistema economico-sociale che contribuisca efficacemente alla lotta ai cambiamenti climatici.

Compito difficile, necessita di tutto l’aiuto disinteressato possibile.

A patto che se lo meriti, con i fatti.

Recentemente se l’è presa con quegli “ambientalisti radical chic” contrari al c.d. nucleare di quarta generazione: “ambientalisti oltranzisti, ideologici: … sono peggio della catastrofe climatica verso la quale andiamo sparati, se non facciamo qualcosa di sensato. Sono parte del problema”.

Esistono i radical chic, esistono i nazi-vegani, esistono i terrapiattisti, se è per questo, L’A.N.E.V. è “l’associazione … che vede riuniti circa 90 aziende che operano nel settore eolico e oltre 5.000 soggetti, tra cui produttori e operatori di energia elettrica e di tecnologia, impiantisti, progettisti, studi ingegneristici e ambientali, trader elettrici e sviluppatori” e contemporaneamente è associazione di protezione ambientale riconosciuta (art. 13 della legge n. 349/1986), pur essendo svariate centrali eoliche degli scempi ambientali di primaria categoria, così come esistono i cacciatori travestiti da ambientalisti, perché si tratta di “un modo nuovo per riscoprire e difendere la natura e per essere cacciatori tutto l’anno”.

Esistono, poi, idioti ignoranti da ogni parte, financo nella classe politica.

Esistono tante cose, belle o brutte o così così, ma al Ministro della Transizione Ecologica ben poco deve interessare.

Il problema oggi non è dichiararsi favorevoli o contrari al c.d. nucleare di quarta generazione, tuttora (e da decenni) in fase di ricerca.   Se ne potrà parlare sensatamente fra vent’anni, forse.

Oggi l’energia nucleare ci ha regalato il problema del sito dove depositare e custodire in sicurezza le scorie radioattive per qualche migliaio di anni, problema che definitivamente non ha ancora risolto nessuno Stato al mondo.

E sul nucleare odierno, se non dispiace, gli italiani si sono già espressi con ben due referendum, nel 1987 e nel 2011.

Il problema oggi è rappresentato dagli inquinamenti industriali, che ammazzano grandi e piccinia Taranto come a Portoscuso, come in troppe altre parti d’Italia.

Il problema oggi è rappresentato dall’abusivismo edilizio, che massacra il territorio e favorisce le calamità innaturali.

Il problema oggi è rappresentato dalla speculazione energetica, che divora i suoli agricoli lucrando incentivi di ogni genere per produrre energia (quando la produce) che spesso non serve a nessuno e non si può ancora conservare.

Il problema oggi è rappresentato da più di 153 mila ettari di boschi, pascoli, campagne bruciati nel solo 2021 a causa di incendi dolosi e colposi, anche a causa di scarsa prevenzione e ancor più scarsa vigilanza sul territorio.

C’è l’imbarazzo della scelta per affrontare le tante sfaccettature del problema odierno, quello che esiste nella realtà quotidiana degli italiani, non quello delle polemiche di distrazione di massa.

Il Ministro Cingolani affronti concretamente il problema attuale, saremo al suo fianco.

In caso diverso, anche lui sarà parte del problema.

Stefano DeliperiGruppo d’Intervento Giuridico odv

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