sabato 11 settembre 2021

Monviso senz'acqua, mai successo prima: il rifugio Quintino Sella costretto a chiudere - Cristina Palazzo


Anche ai piedi del Monviso scarseggia l'acqua, così il rifugio Quintino Sella chiude in anticipo: non era mai successo prima. Lo annunciano i gestori: "Le riserve invernali si sono esaurite presto. Chiudiamo in anticipo perché siamo senz'acqua. Con il Re (il Re di pietra cioè il Monviso, ndr) nel cuore e negli occhi, un saluto a tutto il popolo della montagna". E la notizia ha lasciato molti senza parole.

I gestori fanno l'annuncio con grande rammarico. Ogni anno l'obiettivo, su ai 2.640 metri del rifugio nel Cuneese, è "tirarla per le lunghe", anche fino a ottobre perché "è casa nostra, non ce ne vogliamo andare. Stanchi ma innamorati di questo posto fantastico". Al massimo è successo di chiudere in anticipo perché arrivava neve fresca e rendeva difficile l'accesso. Quest'anno però il problema è stato il contrario, la mancanza di acqua, e nonostante i diversi tentativi di cercare soluzioni per garantire i servizi di base - l'energia elettrica è infatti arriva dalla produzione dall'idroelettrico - hanno dovuto gettare la spugna, dando appuntamento al prossimo anno.

"In 40 anni al rifugio molto è cambiato - spiega Alessandro Tranchero - e negli ultimi 25 abbiamo iniziato a porre attenzione all'acqua come bene limitato e scarso. Così non era mai successo, sicuramente un occhio va al cambiamento climatico ma quest'anno la stagione è stata davvero particolare, una differenza talmente marcata con lo scorso anno che non preoccupa molto per il prossimo ma ci spinge a ricavare una lezione da quest'estate per affrontare le prossime".

Stagione particolare perché "sul settore alpino c'è stata di sicuro meno neve, ma quando ha nevicato il vento ha ridotto i depositi di neve che servono come scorta in alta quota", aggiunge Tranchero. A questo bisogna aggiungere i cambiamenti nella gestione dell'attività: tra questi, per fare un esempio, più energia per mantenere frigo e congelatore a temperatura come prevedono le norme: "Quando miei genitori hanno preso il rifugio 45 anni fa il problema energetico era l'ultimo, rispetto al rifornimento e alla mancanza di tecnologia. Ora che abbiamo la tecnologia viene invece a mancare la materia prima. Il cambiamento climatico è una questione serissima ma in questo caso non è l'unica. Capisco che un caso così si presti a interpretazioni ma parliamo di una tendenza che si conferma negli anni che ci fa riflettere sulle nuove sfide, come la razionalizzazione dei consumi".


Soluzioni nel breve periodo non ce ne sono: per questo è stata presa la decisione di chiudere, ma da qui si può partire per trovare opportunità sul lungo. Anche perché la stagione finita in anticipo, ben prima dell'atteso foliage, ha rattristato molti, che hanno mandato messaggi di sostegno. "Ci fa piacere avere avuto questa vicinanza, segno che stiamo lavorando bene e che stiamo lasciando un segno a chi passa da qui". E che potrà farlo ancora fino al 13 settembre, giorno in cui la stagione estiva al Sella chiuderà per mancanza d'acqua. 

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