Un report del Gruppo di Studio Adolescenza della Società Italiana di Pediatria, condotto su 430 ragazzi tra i 9 e i 17 anni, evidenzia che quattro adolescenti su dieci hanno iniziato a consumare queste bevande prima dei dodici anni, e in alcuni casi addirittura prima dei nove
Troppi adolescenti e bambini consumano
energy drink. Le lattine – tutte colorate al gusto di pesca,
limone, ananas, pompelmo e molti altri gusti – che troviamo sugli scaffali dei
supermercati o nei negozi di vicinato, sono sempre più gettonate dai giovani.
Quasi quattro adolescenti su dieci hanno iniziato a consumare energy drink
prima dei dodici anni, e in alcuni casi addirittura prima dei nove. È il dato
che emerge da un report del Gruppo di Studio Adolescenza della Società
Italiana di Pediatria, condotto su 430 ragazzi tra i 9 e i 17 anni.
Una questione che non può essere sottovalutata perché “quando parliamo di
energy drink parliamo di un concentrato di stimolanti. Non agisce –
spiega Rino Agostiniani, presidente della Società
italiana di pediatria (Sip) – solo la caffeina, ma un insieme di sostanze (taurina,
guaranà, L- carnitina etc) che possono avere un effetto sinergico. Nei bambini
e negli adolescenti questi ‘mix’ non sono adeguatamente studiati. Ecco perché
andrebbero evitate nei minori di 18 anni e sotto i 12 anni: non esiste una dose
sicura perché il cervello e il sistema cardiovascolare sono ancora in pieno
sviluppo e l’organismo è più vulnerabile agli effetti della caffeina e degli
altri stimolanti”.
A catturare i ragazzi sarebbe proprio la pubblicità: basti
pensare alla nota Red Bull sbarcata in Italia puntando su
sponsorizzazioni di eventi e pubblicità attraverso
i canali più disparati, destinati ad un pubblico giovane ed ai loro interessi,
come sport, musica, vita notturna.
Altro punto dolente è la facilità d’acquisto. A differenza di
altri Paesi europei, in Italia non esiste oggi alcun limite di età per
l’acquisto degli energy drink, liberamente disponibili nei supermercati e
promossi anche attraverso lo sport, i social media e la pubblicità. Proprio nei
giorni scorsi, invece, il Governo britannico ha
confermato che da aprile 2027 in Inghilterra sarà vietata agli
under 16 la vendita delle bevande energetiche ad alto contenuto di caffeina,
quelle con oltre 150 milligrammi per litro. Il divieto riguarderà tutti
i canali di vendita: negozi, bar e ristoranti, distributori automatici e
piattaforme online.
In Italia l’energy drink spopola: secondo i dati della Sip
il consumo frequente riguarda circa il 10% del campione, il 65% degli
intervistati ha dichiarato di aver assunto almeno una volta bevande
energetiche. Ma il dato più preoccupante è la precocità dell’esposizione: il
39,2% ha iniziato prima dei 12 anni e il 49% tra i 12 e 14. I possibili danni
li racconta Elena Bozzola, del gruppo di Studio Adolescenza: “Le
evidenze scientifiche indicano che i possibili rischi riguardano il
sistema cardiovascolare e quello neurologico. In particolare vi è il
rischio di un aumento della pressione arteriosa e della frequenza
cardiaca; nei soggetti predisposti sono stati descritti disturbi del
ritmo cardiaco, che possono essere pericolosi in quei soggetti in cui non si è
ancora giunti alla diagnosi di una patologia cardiaca. A questo si aggiungono
disturbi del sonno, irritabilità, ansia e interferenze con i meccanismi di
maturazione cerebrale, in una fase in cui il sistema nervoso è ancora in
evoluzione”.
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