“Siamo poveri di beni pubblici perché essi possono vivere solo se sono diffuse piccole dosi di coraggio, di rispetto per la bellezza e di riguardo per i luoghi da cui non si possono escludere gli altri. Saremo tutti più ricchi non quando avremo ulteriormente incrementato il nostro bottino privato ma quando avremo restituito a tutti le strade, le spiagge, i giardini, quando saremo guariti dalla ricerca ossessiva della separazione e della distinzione. Allora la bellezza tornerà a visitarci. Non è possibile togliere il potere ai piazzisti se non si scopre la differenza tra esperienza del mondo e il suo acquisto in offerta speciale”.
Queste
parole le ha scritte Franco Cassano in un libro magistrale uscito trenta anni
fa e che
oggi andrebbe letto e riletto, “Il pensiero meridiano”.
Me l’ha fatto tornare in mente Paolo Pileri, un docente universitario,
scrittore e attivista sapiente che, parafrasando Don Milani, si chiede: a che
servono le conoscenze se ce le teniamo in tasca per badare ai fatti nostri. E
infatti lui divulga, incontra persone, partecipa, si dà da fare nel suo ruolo
professionale e laddove è possibile nel portare avanti un progetto comunitario.
Per capirci: rende fertile il terreno della conoscenza per tutti, senza fare la
figura di certi personaggioni mediatici, che battono cassa, e tanto, per
partecipare a iniziative sostenute, ahimè, con i soldi nostri.
Ma il testo
di Cassano, con quel richiamo alle piccole dosi di coraggio, ci mostra la strada del bene
comune, dell’agire con semplicità, nella misura della rivolta. Fuori dalle
metriche conformiste di potere che tutto assimilano e annullano. Lontano dal
conformismo di una cultura da piazzisti dell’intrattenimento.
Perché la bellezza possa tornare a visitarci occorre resistere e costruire
percorsi improvvisi, fuori dagli schemi, imprevedibili e lontani dall’algoritmo
dell’incantesimo. Per esempio fare poesia, come esercizio spirituale
quotidiano. Poesia vergata a mano, con la libertà delle parole che scavano, che
graffiano la carta, scritte a matita perché possano essere cancellate
Una matita.
Un foglio bianco di carta. Una gomma da scuola. Pensieri nella misura della
rivolta. Per raccontare e raccontarsi, per riscoprire la differenza tra
esperienza del mondo e il suo acquisto in offerta speciale. Rallentando il
flusso del tempo schiavo. Sottraendosi dalla corsa. Sovvertendo le metriche che
ci obbligano alla conquista di un risultato, sia pure falsificato, in balia di
ciò che è meglio dire e che è utile tacere perché il potere, che è nemico, ci
ascolta.
https://www.remocontro.it/2026/07/05/la-bellezza-tornera-a-visitarci/
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