martedì 1 febbraio 2011

Arne Naess

1.- Il ben-essere e il fiorire della Terra vivente e delle sue innumerevoli parti organiche/inorganiche hanno un valore in sé.

2.- La ricchezza e la diversità degli ecosistemi della Terra, come pure delle forme organiche che alimentano e sostengono, contribuiscono alla realizzazione di questi valori e sono anche valori in sé.

3.- Gli umani non hanno alcun diritto di ridurre la diversità degli ecosistemi della Terra ed i loro costituenti vitali, organici ed inorganici.

4.- Il fiorire della vita e della cultura umane è compatibile con una sostanziale riduzione della popolazione umana. Il fiorire creativo della Terra e delle sue innumerevoli parti richiede come necessaria tale diminuzione.

5.- L’attuale interferenza umana con il mondo non-umano è eccessiva, e la situazione sta peggiorando rapidamente.

6.- Si devono cambiare le politiche attuali. Tale cambiamento riguarda i fondamenti dell’economia e le strutture tecnologiche e ideologiche.

7.- Il cambiamento ideologico è principalmente quello di apprezzare la qualità della vita piuttosto che aderire all’illusione di un tenore di vita sempre più alto.

8.- Coloro che sottoscrivono i punti sopra elencati prendono l’impegno di partecipare ai tentativi di implementare le necessarie modifiche.

da qui


Arne Naess (in inglese)

grazie a Gianpaolo per avermelo segnalato

venerdì 28 gennaio 2011

Puro cotone cento per cento - Luciano Gianazza

Quante volte l'abbiamo sentito dire, quante volte l'abbiamo letto sulle etichette, quante volte abbiamo pensato: "Sarà davvero cotone 100%? E che cotone poi?" e siamo rimasti nel dubbio. Le nostre nonne magari avrebbero potuto dare un giudizio esatto sulla qualità della stoffa, noi forse un po' meno, in questa società di tarocchi e di etichette farlocche.

In ogni caso c'è il tessuto in cotone puro al 100%, vergine, fatto con il filato del cotone raccolto nei campi, non quello ricavato dalla cardatura di vecchi stracci rigenerati o misto a materiale sintetico.

Quello bello, piacevole da indossare, amico della nostra pelle. Non certo a buon prezzo, ma qualche maglietta in puro cotone ancora è possibile comprarla.

Adesso qualcuno mi darà del guastafeste, ma dietro al cotone c'è una breve storia che dobbiamo sapere...

continua qui

grazie a Edoardo per la segnalazione - francesco

giovedì 27 gennaio 2011

Why the Happy Meal is a Crime—and Not Just a Culinary One - Michele Simon

in inglese, ma ne vale la pena.

...Now, what about marketing to children? Ample science, along with statements by various professional organizations tells us that marketing to young children is both deceptive and unfair. Why? Because young children simply do not have the cognitive capacity to understand that they are being marketed to; they cannot comprehend "persuasive intent," the linchpin of advertising. Here's how the nation's trade group for kids' doctors puts it: "The American Academy of Pediatrics considers advertising directly to young children to be inherently deceptive, and exploits children under the age of 8 years."

So, if advertising to young children is inherently deceptive, and deceptive advertising is illegal under federal law and in most states, how is it even happening? And doesn't this mean that not just food, but all marketing to young children is currently illegal? I get this question a lot. The answer is yes...


...But if you still think that protecting kids is all up to parents because they are actually purchasing the Happy Meals, I asked Steve Gardner, litigation director at the Center for Science in the Public Interest and architect of the lawsuit, to respond to this argument.

His answer was simple and elegant: "Just because it's possible for a parent to intervene doesn't change the fact that what McDonald's is doing is illegal." In other words, there are often many ways that parents can act to protect their children but that doesn't make it OK for others to break the law.

And that is exactly what McDonald's is doing, until someone stops them.

da qui

martedì 25 gennaio 2011

saggezza

"No es más rico el que más tiene,

sino el que menos necesita"

Dicho de los abuelos zapotecos

lunedì 24 gennaio 2011

Food inc - Robert Kenner

la versione con sottotitoli in spagnolo si vede molto meglio...- francesco


Vi conviene segnarvi il nome di questo documentario, anche perché c’è il forte ‘rischio’ che lo noterete tra qualche giorno quando usciranno le candidature all’Oscar. In effetti, il lavoro di Robert Kenner è tra i titoli più nominati ai premi quest’anno, assieme a prodotti come The Cove e Burma VJ.

Merita? Sì e no. Diciamo che, per qualcuno che già si interessa di questi argomenti, c’è poco di nuovo. Ma, d’altra parte, come capitato con diversi lavori di Michael Moore, proprio la semplicità può diventare il punto di forza di questo prodotto, considerando che magari riuscirà a far aprire gli occhi a tanti ignari. D’altronde, stiamo parlando del documentario di maggior successo di quest’anno (a parte Capitalism: A Love Story, of course), con 4,5 milioni di dollari conquistati (cifra notevole in questo ambito).

Insomma, non c’è l’impatto emotivo di The Cove (ma anche qui gli animali uccisi brutalmente non mancano) e neanche il lavoro fantastico sulle immagini e il montaggio di Burma VJ. Ma se volete farvi un’idea di cosa mangiate, dategli un’occhiata…

da qui

…Secondo quanto emerge nel documentario, i produttori nascondono volontariamente ai consumatori informazioni su origine, ingredienti e il processo di produzione. Il regista dimostra che la produzione di cibo negli Stati Uniti è in mano ad alcune grandi corporazioni che, con il pretesto si accrescere l’efficienza e la salute dei consumatori abbassano gli standard d’igiene, le condizioni lavorative e l’allevamento degli animali.

Polli chiusi in gabbie ingrassati per 50 giorni fino al momento in cui il loro petto è il doppio delle ali; bovini costretti a mangiare cereali invece che erba, per poter ingrassare più rapidamente; creali che non sono così digeribili e che causano nei bovini un batterio dannoso per l'uomo, debellabile solo con l'ammonio che però rende la carne di colore grigio…

da qui





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