sabato 20 marzo 2021

Ladri di Fenicotteri - Gruppo d’Intervento Giuridico

 

Siamo alla follìa, pure oltre.

Il traffico di armi e di droga sono fra i traffici illeciti più lucrosi.  Così anche il traffico di Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus).

L’ha denunciato un reportage dell’autorevole Guardian (‘Looking for a flamingo?’: bird trafficking in Iraq, 1 marzo 2021).

Nella zona umida di Ahwar, in Iraq, vengono catturati e venduti nel vicino mercato di Amara.

Mercato illecito che rende moltissimo, per soddisfare ricchi acquirenti arabi che vogliono impreziosire i propri riservati giardini.

Una vergogna.

E non è detto che non giunga fino ai nostri lidi.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

 

da La Stampa8 marzo 2021

Fenicotteri, un traffico che rende come armi e droga.

Un reportage del Guardian fa luce sul contrabbando che avviene al confine con l’Iran: durante la migrazione gli uccelli vengono catturati quando raggiungono le paludi irachene e venduti – vivi e morti – a ricchi acquirenti.

Nelle paludi irachene di Ahwar, sito Unesco un tempo roccaforte della resistenza al regime di Saddam Hussein, il traffico dei fenicotteri rosa è redditizio quanto quello delle armi e della droga. Quando nei mesi invernali gli iconici uccelli migrano per raggiungere le paludi del Sud dell’Iraq, ad attenderli sono bracconieri e ricchi acquirenti che ne vogliono alcuni esemplari per arredare i propri giardini.

Un reportage del Guardian ad Amara, nella provincia irachena di Maysan, a circa 35 km dal confine con l’Iran, documenta le dinamiche del mercato dei fenicotteri rosa, in una regione senza legge in cui sono considerati una merce da vendere come tante altre. Un business che consente a molte famiglie di sbarcare il lunario.

E’ durante i mesi invernali da ottobre a febbraio che gli uccelli migrano verso le paludi irachene meridionali, dove le temperature sono più miti e c’è abbondanza di cibo. Quelli che vengono catturati vengono venduti per 30-40 mila dinari iracheni, tra 17 e 23 euro. Eppure c’è un decreto locale che vieta il contrabbando di fenicotteri, ma la polizia non procede ad alcun controllo.

Da 30 anni Mustafa Ahmed Ali vende uccelli in un piccolo negozio al mercato di Amara, ma i fenicotteri rosa destinati a clienti esigenti li custodisce direttamente in casa. Tra questi ci sono ricchi iracheni e stranieri che vengono dai vicini stati del Golfo. “Viaggiano fin qui da Paesi come il Kuwait, l’Arabia Saudita o persino il Qatar. Sono io a rifornire anche molti acquirenti iracheni. Le persone vogliono i fenicotteri per decorare i loro giardini o per collocarli in parchi zoologici privati”, ha raccontato.
Sul tetto di casa ha sistemato un’ampia gabbia piene di rumorosi fenicotteri rosa, la cui esistenza è spesso sofferta. Il mercante di uccelli riconosce che nei mesi più caldi non di rado muoiono in gabbia mentre il picco delle vendite – da uno a dieci esemplari al giorno – cade nei mesi invernali. “Li vendo sia vivi che morti, anche perché c’è gente che mangia la carne di fenicotteri” ha sottolineato Ali.
Secondo Samir Aboud, capo del dipartimento per l’ambiente di Maysan, non esiste una legislazione specifica che protegga i fenicotteri. Tuttavia, diversi accordi internazionali, ratificati dall’Iraq, tutelano gli uccelli migratori e vietano il bracconaggio nelle paludi, ma la loro attuazione rimane limitata. “Poiché le aree di bracconaggio sono al confine tra Iran e Iraq, ricade sotto la giurisdizione delle forze di protezione del confine, rendendo difficile per il nostro dipartimento di polizia controllare l’area o condurre operazioni di arresto”, ha denunciato Aboud.
“Ogni anno migliaia di uccelli vengono catturati nelle paludi. Conosco bene i terreni di caccia, quindi a volte fornisco informazioni alla polizia per aiutarla nelle operazioni. Non sarebbero in grado di condurle altrimenti”, ha riferito Ahmed Saleh, noto come Dr. Hamoudi, attivista per l’ambiente di Amara, ideatore di una campagna della società civile che ha portato il governo provinciale a decretare il divieto di vendita dei fenicotteri nei mercati. Hamoudi, che compra uccelli solo per liberarli, è spesso minacciato di morte dai bracconieri ma lui porta comunque avanti la sua battaglia per salvare i fenicotteri rosa.

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