Comunicato di AIAB, ACU, AIDA, Associazione italiana agricoltura
biodinamica, FIRAB, GreenPeace, Lipu, ProNatura, Rete Semi Rurali, Terra!, Wwf.
IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA E
DEL SISTEMA ALIMENTARE EUROPEO:
UNA VISIONE CHE MANCA DI
AMBIZIONE E LUNGIMIRANZA.
11 associazioni italiane
denunciano nel documento sulla visione dell’agricoltura e l’alimentazione
presentato dalla Commissione UE il 19 febbraio la mancanza di una chiara spinta
al cambiamento e una pericolosa sottovalutazione dei problemi ambientali e
sociali
Lo scorso 19 febbraio il Commissario europeo Hansen in una
conferenza stampa congiunta con il vicepresidente Fitto ha presentato la
visione a lungo termine dell’UE per l’agricoltura e l’alimentazione, che
definisce i piani per il sistema agroalimentare verso il 2040 e oltre. Il
documento avrebbe dovuto fare seguito a quanto emerso dal Dialogo strategico
per l’agricoltura, firmato anche dalle associazioni agricole. La visione ha
però cambiato direzione, tradendo l’accordo raggiunto e attirando le critiche
di 11 associazioni italiane, che unendosi alle analisi delle ONG di
conservazione della natura, dell’agroecologia e dei consumatori europei,
esprimono insoddisfazione per un documento che sottovaluta i problemi
ambientali e sociali connessi ai sistemi agroalimentari, puntando in modo miope
solo sulla competitività delle imprese a breve termine.
Il documento della Commissione UE non cita mai gli obiettivi delle
due Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”, ignorando che i problemi
ambientali e sociali che li hanno motivati restano senza soluzioni ed avranno
certamente impatti negativi sull’agricoltura dei 27 Paesi europei dell’Unione,
in primis per le piccole e medie aziende, che continueranno inesorabilmente a
chiudere (dal 2010 al 2020 il numero di aziende agricole è diminuito di ben
487.000 unità).
“Auspicavamo che con questo documento la Commissione promuovesse
piani concreti per dare attuazione alle raccomandazioni del dialogo strategico
– affermano le Associazioni italiane – ma purtroppo questo non è avvenuto. I
pochi elementi positivi presenti nella Visione della Commissione non bastano ad
avviare il necessario e urgente cambio dei modelli di produzione e consumo
nelle filiere agroalimentari della UE. Ancora una volta ha prevalso la volontà
di mantenere lo status quo in difesa degli interessi delle grandi aziende e
corporazioni agricole a spese di tanti medi e piccoli agricoltori europei”.
Le Associazioni, pur apprezzando alcuni aspetti della visione,
come l’attenzione al riconoscimento del giusto prezzo per i produttori, al
biologico, al ricambio generazionale favorendo l’ingresso dei giovani in
agricoltura, l’impegno per un’etichettatura più trasparente e per una
reciprocità delle regole ambientali e sociali negli scambi commerciali, insieme
al richiamo seppur vago alle soluzioni basate sulla natura, sottolineano come
non vengano affrontati i grandi problemi che determinano gli impatti ambientali
e sociali dei settori agroalimentari dell’Unione europea.
Il documento della Commissione non prevede una dismissione dei
pagamenti della Politica Agricola Comune (PAC) non mirati, come invece indicato
nelle conclusioni del dialogo strategico, e conferma anzi la scelta dei
pagamenti diretti basati sulla superficie delle aziende agricole, ignora la
necessità di sostenere gli agricoltori più bisognosi di aiuto e più virtuosi.
Il documento non cita in alcun modo la possibilità di considerare tra i criteri
per i pagamenti diretti della PAC anche l’intensità del lavoro e i risultati
degli interventi per il clima e l’ambiente.
“Pur comprendendo il disagio del mondo agricolo rispetto alla
grande mole di burocrazia, che va certamente ridotta, non crediamo che
l’indebolimento delle regole e degli impegni per la tutela dell’ambiente sia la
strada da perseguire” continuano le Associazioni. La visione, infatti propone
di semplificare ulteriormente la PAC, rinunciando a un controllo ancora maggiore
su ciò che accade a un terzo del bilancio dell’UE. Con meno regole vincolanti
ci saranno meno probabilità che i Paesi dell’UE promuovano un’agricoltura
sostenibile, come è avvenuto dopo la semplificazione della PAC del 2024.
Poco incisivo per le Associazioni anche l’approccio al sistema
zootecnico. Se è vero che nella visione si propone di migliorare le norme sul
benessere degli animali e di eliminare gradualmente le gabbie negli
allevamenti, il settore zootecnico viene in gran parte assolto dal suo impatto
sul clima e sulla salute dei cittadini europei. Il documento non indica con
chiarezza la necessità di promuovere una transizione agroecologica della
zootecnia, con obiettivi di riduzione degli allevamenti intensivi e la
promozione di una zootecnia estensiva collegata alla gestione della superficie
agricola utilizzata. Una transizione agroecologica della zootecnia che dovrebbe
essere accompagnata da una riduzione dei consumi di carne e proteine di origine
animale, attraverso la promozione di diete sane ed equilibrate.
“La visione rimane ancora troppo vaga su come incoraggiare uno
spostamento a diete più sostenibili e salutari. Se non si affronta seriamente
una strategia che miri alla modifica del modello alimentare, i buoni propositi
rimarranno, di nuovo, solo sulla carta” concludono le Associazioni.
Il documento della Commissione UE è disponibile al link: https://agriculture.ec.europa.eu/vision-agriculture-food_en
Roma, 26 febbraio 2025
Nessun commento:
Posta un commento