martedì 1 ottobre 2019

La Chiesa nel mirino di Bolsonaro per il sinodo sull’Amazzonia



(da Remocontro)

Papa ecologista presidente forcaiolo
Tre settimane di Sinodo, riflessione voluta da papa Francesco, da domenica prossima, sul futuro della Chiesa cattolica in una regione ampia e complessa come l’Amazzonia che sta rapidamente perdendo fedeli a vantaggio delle congregazioni pentecostali, come annota Tom Phillips, su The Guardian. Questioni di chiesa: tra le decisioni controverse che saranno discusse, la possibilità di essere ordinati sacerdoti per gli uomini sposati più anziani, e l’accelerazione della formazione di preti indigeni. Poi, indirettamente ma con forza prevalente, il peso politico della iniziativa del papa argentino ecologista e il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, di estrema destra e su posizioni scettiche riguardo l’emergenza climatica.

‘Focus ecologista’ ed è scontro
«Il focus ecologista del raduno ha scatenato una tempesta politica in Brasile, che controlla il 60 per cento circa della regione amazzonica e da gennaio è governato da un’amministrazione di estrema destra che ha smantellato le normative per la protezione dell’ambiente e ha assistito a un drammatico aumento della deforestazione», sottolinea Phillips, ripreso da Internazionale. E Bolsonaro di muove da fascista qual’è e non si nasconde. «Sembra che i servizi segreti brasiliani (Abin) siano stati mobilitati in almeno quattro città amazzoniche per tenere d’occhio i religiosi coinvolti nel sinodo».

‘Neutralizzare’ il Sinodo?
«Siamo preoccupati e vogliamo neutralizzare questa cosa», ha dichiarato il generale Augusto Heleno, ministro per la sicurezza istituzionale di Bolsonaro, in un’intervista al quotidiano O Estado de São Paulo lo scorso febbraio. ‘Neutralizzare’ come? Neutralizzare da generale di antica vicinanza golpista e neutralizzate politico di ministro? Secondo il quotidiano brasiliano e The Guardian, il governo di Bolsonaro teme il “programma di sinistra” del sinodo e il ‘possibile’ (certo) imbarazzo il Brasile agli occhi del mondo. Già Papa Francesco aveva criticato «la mentalità cieca e distruttiva di chi devasta la foresta pluviale».

Generali minacciosi e comando
Secondo un altro generale brasiliano, Eduardo Villas Bôas, il sinodo “di sicuro sfruttato dagli ambientalisti” e ha giurato che il Brasile non avrebbe tollerato ‘interferenze’ straniere nei suoi affari interni. Il Vaticano ‘potenza straniera’? «Bolsonaro, che in teoria è cattolico, si è schierato con i settori più conservatori della chiesa pentecostale brasiliana, e ha fatto ben poco per nascondere la sua disapprovazione». Anzi. Anche Bolsonaro invoca la Madonna, come altri politicamente vicini in Italia. «Il Brasile è la Vergine sulla quale tutti i pervertiti stranieri vogliono mettere le mani», ha detto Bolsonaro ai giornalisti. I vescovi brasiliani, in partenza per Roma, cercano di minimizzare, ma le tensioni sono alte.

BolsoNERO e incendi ammazzonici
Il realtà le tensioni si sono fatte sempre più forti a seguito dello sdegno internazionale per gli incendi in Amazzonia. Su una rivista, il presidente brasiliano è stato ribattezzato “BolsoNERO”. E ad agosto i vescovi brasiliani avevano condannato il modo in cui venivano trattati in una lettera aperta in cui si leggeva: «Proviamo immenso rammarico per il fatto che oggi, invece di sostenerci e incoraggiarci, i nostri leader ci abbiano criminalizzati come nemici della patria». Nessun riferimento diretto a Bolsonaro, ma la condanna alla «Distruzione senza scrupoli della foresta, che sta uccidendo una flora e una fauna antichissime con incendi appiccati da criminali».

L’apocalisse amazzonica
Esplicito con il Guardian, Erwin Kräutler, ex vescovo della regine amazzonica di Xingu, che ha definito gli incendi di quest’anno «una vera apocalisse di cui Bolsonaro era responsabile». Dura reazione dei sostenitori del presidente. In una serie di video, il blogger bolsonarista Bernardo Küster ha descritto i vescovi diretti al sinodo come invadenti ‘teologi della liberazione’ schierati con importanti personaggi brasiliani di sinistra come l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva. E il documento preparatorio del sinodo, Instrumentum laboris, «una disastrosa raccolta di robaccia eco-teologista», ha aggiunto Küster.

Ma il vero nemico è altrove
Dalla ‘Red eclesial pan amazónica’ (Repam), il gruppo responsabile della redazione di quel documento, la replica: «Non siamo noi il nemico, ma le strutture oppressive e le ineguaglianze nella regione amazzonica». Allarme per l’aumento della deforestazione e per le difficoltà delle popolazioni indigene. Per Joaquín Humberto Pinzón, vescovo della regione amazzonica della Colombia, gli attacchi contro il sinodo sono espressione di potenti attori politici ed economici contro la consapevolezza sull’importanza ecologica dell’Amazzonia. «Non sono d’accordo, politici, uomini d’affari, proprietari delle grandi compagnie minerarie».

Un mondo senza modelli
Il vescovo Adolfo Zon, diocesi amazzonica di Alto Solimões, dà prova di religiosa diplomazia non menzionando nemmeno una volta Bolsonaro. «Il sinodo è un atto politico, ma con la “p” maiuscola. Non è di parte. La chiesa non è contro nessuno. È contro l’ingiustizia». E non è affermazione da poco. Critica politica che va oltre il Brasile che neppure cita. «Non venitemi a dire che gli Stati Uniti sono un modello, e lo stesso vale per il Regno Unito», ha detto Zon. «Spero che le cose cambino, perché oggi, per quel poco che so di storia, a me pare di essere di nuovo negli anni venti, che hanno preparato l’arrivo del fascismo».


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