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venerdì 17 maggio 2024

Gite scolastiche nelle basi militari: 200 docenti firmano una lettera contro il ministro - Stefano Baudino

  

L’Aeronautica militare e il ministero dell’Istruzione e del Merito hanno invitato le scuole “di ogni ordine e grado” a partecipare il prossimo 16 aprile a una gita d’istruzione presso la base militare di Ghedi (Brescia), al fine di “scoprire i valori che ispirano il servizio al Paese” e di fornire ai giovani “uno spunto per l’orientamento della scelta professionale ed occupazionale”. L’iniziativa, dal titolo “Mettiamo le ali ai nostri sogni”, ha provocato la rivolta dei docenti, con 200 tra maestri e professori che hanno sottoscritto una lettera di protesta, redatta dalla docente Patrizia Londero dell’Istituto Bazoli-Polo di Desenzano e indirizzata al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. Chiara la denuncia della missiva: “Mentre assistiamo impotenti allo sgretolarsi del diritto umanitario in numerose zone del mondo (…) vediamo un fiorire di iniziative che esortano le scuole a far partecipare gli alunni a mostre d’armi, basi militari, parate, addestramenti, alza-bandiera e incontri con l’esercito”, in una logica che nulla a che fare con valori come la “convivenza pacifica, democratica, centrata sul confronto e sul dialogo” che dovrebbero essere al centro dell’istruzione scolastica. Gli insegnanti chiedono quindi l’annullamento della gita a Ghedi, così come di ogni intrusione dell’immaginario bellico nella formazione dei bambini e dei ragazzi.

La finalità “ufficiale” dell’iniziativa, come viene messo nero su bianco dalla circolare firmata dal direttore Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, Giuseppe Bonelli, e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, è quella di “far conoscere e promuovere sul territorio, insieme alla cittadinanza, alle Scuole, alle Istituzioni, i valori che ispirano il servizio al Paese, le tradizioni e la cultura dell’eccellenza italiana nel Mondo ed il patrimonio di storia, cultura aeronautica con le professionalità espresse dall’Aeronautica Militare”. Netta la presa di posizione dell’autrice della lettera di protesta, che ha ottenuto l’appoggio formale di duecento colleghi: “La comunicazione che nella mia scuola è stata inoltrata a tutti i docenti, dà conto di una capillare diramazione informativa che per i contenuti e l’ufficialità suona come un’ingiunzione dall’alto che non può non stridere con quanto per anni ho cercato di costruire nei percorsi di Educazione Civica a scuola con i ragazzi, quando l’attenzione in primis era posta all’art.11 della Costituzione, che stimolava discussioni su culture di sopraffazione, di violenza che portano direttamente a quella delle armi”, si legge nella lettera, in cui si ricorda come la base di Ghedi, meta della gita in programma, non sia “un posto qualunque”, bensì una “base militare da cui più volte si sono alzati in volo aerei supersofisticati con il loro carico di morte da riversare su Paesi cosiddetti ‘canaglia’ (Iraq 1991, Serbia 1999)” e “dove sono notoriamente custodite armi a testata nucleare, che gli F35 dislocati nella base sono abilitati a trasportare ed utilizzare”.

I firmatari attaccano poi direttamente il ministro Valditara: “Di che emozioni e sogni parla il ministro? Sono forse i brividi adrenalinici dell’incolumità a rischio che dovrebbero suscitare emozioni? Ma per la gloriosa pattuglia acrobatica non sta bene parlare di rischio. Sono troppo bravi. Fanno sognare. Stupefacente se non fosse inaccettabile la chiosa metaforica finale: ‘Mettere ali al proprio futuro’. Non solo si dovrebbero prelevare i ragazzi da scuola per trasferirli a Ghedi, ma il ministro vorrebbe che da questa visita traessero ispirazione per la loro futura professione. Verso quali orizzonti di gloria li vorrebbe spingere?”. “Non resta che solidarizzare unendosi a tutti coloro che condannano questa pericolosa proliferazione di proposte formative a sfondo militare, per dichiarare con forza l’urgenza della costruzione di scuole di Pace, coltivando con i ragazzi occasioni di solidarietà con chi vive in zone di guerra, di conoscenza del dramma della guerra e delle sue vittime, di progettazione di aiuti concreti per coloro a cui la guerra ha distrutto tutto – si legge nella parte conclusiva della missiva -. Curare le ferite, aiutare a ricostruire. Ci sarebbe bisogno di leggere circolari che parlino di questo”.

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venerdì 13 ottobre 2023

La lenta mattanza degli orsi in Trentino: già sette trovati morti - Stefano Baudino

Nella provincia autonoma di Trento, gli orsi continuano a morire. Negli ultimi giorni, nei pressi delle località di Bresimo e Ronzone, altri due plantigradi sono stati rinvenuti senza vita, mentre lo scorso 27 settembre, a Sella Giudicarie (in val Bondone) era stata trovata la carcassa dell’orsa F36. Al momento, le cause dei decessi risultano ignote, ma le associazioni animaliste vogliono vederci chiaro e promettono battaglia: nel solo 2023, infatti, sono ben 7 gli esemplari di orso morti in circostanze da chiarire. Proprio in relazione alla morte di F36, l’ufficio legale di Enpa – rappresentato da Valentina Stefutti – lunedì scorso aveva presentato una denuncia per uccisione di animale, uccisione di specie protetta e uccisione di orso. Ora, alla luce dei nuovi ritrovamenti, ha presentato altre due querele per i medesimi reati.

A dare la notizia del rinvenimento dei cadaveri dei due orsi è stata la provincia di Trento con una stringata nota stampa. “Le carcasse di due orsi sono state rinvenute nei comuni di Bresimo e Ronzone – è scritto nel comunicato -. Il primo dei due esemplari è già stato recuperato e consegnato all’Istituto zooprofilattico delle Venezie”. Enpa ha subito reagito sottolineando in una nota che “complessivamente da inizio anno sono morti, in circostanze ancora da chiarire 7 esemplari di orso, vale a dire quasi uno al mese; una vera anomalia statistica che, secondo l’associazione, non può essere spiegata con la casualità, ma che rende sempre più probabile l’origine dolosa“. Le nuove denunce sporte dall’ente, oltre a voler fare chiarezza sulle cause degli ennesimi decessi, hanno il fine di contribuire a dare impulso alle indagini. “Quello che sta accadendo in questa parte d’Italia è assolutamente inconcepibile ed è il risultato – continua Enpa – di un clima avvelenato, incendiato per motivi elettoralistici. Vorremmo davvero sapere cosa ne pensa il nostro ministro dell’Ambiente chiuso nel suo silenzio. Fino ad ora il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha perorato diverse cause, assecondando spesso la politica faunicida avallata dal governo, dalle Regioni e dalla maggioranza. Stiamo ancora attendendo che il ministro spenda una parola per gli orsi del Trentino e si faccia promotore di una forte iniziativa contro il bracconaggio. Come è nelle sue prerogative istituzionali”. A farsi sentire è anche la Lega antivivisezionista (Leal), che ha dato mandato al proprio ufficio legale di depositare una richiesta di accesso agli atti al fine di capire “modi e circostanze del ritrovamento, e la richiesta della presenza nelle fasi autoptiche di un nostro perito veterinario di parte”.

Nella provincia autonoma di Trento, la politica ha fatto del vero e proprio terrorismo psicologico sul tema della fauna selvatica, che potrebbe aver alimentato fenomeni di bracconaggio in un generale clima di impunità. Su questo versante, un ruolo di primo piano lo ha assunto il presidente della provincia Maurizio Fugatti, che nel corso degli ultimi mesi ha firmato varie ordinanze per l’abbattimento di una serie di esemplari di lupi e orsi, in alcuni casi subito sospese dal Tar (come nel caso di F36), in altri, in seconda battuta, dal Consiglio di Stato (JJ4 e MJ5). Lo scorso luglio, Fugatti è riuscito a inserire nella legge di assestamento del bilancio un regolamento “ammazza-orsi” e “ammazza-lupi” che non soltanto esautora l’Istituto superiore per la promozione e la ricerca ambientale dalla gestione della fauna selvatica, ma offre altresì alla Provincia autonoma la possibilità di “autorizzare le uccisioni senza dover chiedere il parere (preventivo) dell’Istituto”. Consentendo addirittura, a specifiche condizioni, di “sparare a vista” ad orsi e lupi.

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