martedì 22 gennaio 2019

Il Cervi sbagliato - Ottavio Olita


E’ singolare il rapporto che la toponomastica cagliaritana ha con la Storia. Ed anche ingannevole, come dimostra un clamoroso esempio. Se percorri via Dante da Piazza Repubblica verso Piazza San Benedetto, a circa metà strada un cartello dà il nome ad una traversa: via A. Cervi.
Per anni ho pensato con orgoglio e gratitudine a quegli amministratori cittadini che avevano voluto ricordare un eroico padre, Alcide Cervi, i cui sette figli maschi vennero trucidati dai nazifasciti il 28 dicembre 1943, a Reggio Emilia, in una delle tante rappresaglie che vennero organizzate dagli occupanti tedeschi e dai loro complici fascisti dopo il 25 luglio e l’8 settembre 1943.
Alcide Cervi sul cui petto la Repubblica nata dalla Resistenza fece appuntare sette medaglie d’argento in ricordo di quei martiri della libertà; il padre che divenne, fino alla morte avvenuta nel ’70, un formidabile testimone dei valori della lotta di liberazione. Quell’Alcide Cervi di cui si parlò anche in un dibattito televisivo, da Vespa, durante il quale Berlusconi, replicando al commosso ricordo che ne aveva fatto Bertinotti, affermò di essere pronto a stringergli la mano, ignorando che la morte di Alcide risaliva ad oltre vent’anni prima.
L’orgoglio e la gratitudine di cui ho parlato all’inizio svaniscono se solo si percorrono altri pochi metri, non proseguendo lungo la via Dante, ma verso la via Pitzolo nella quale sfocia la traversa.
Sulla parete di destra campeggia una targa che riporta: via Annunzio Cervi, letterato. A per Annunzio, dunque, non per Alcide. Non sapendo nulla di Annunzio Cervi sono andato a documentarmi ed ho così scoperto che si trattava di un giovane poeta, soprannominato il ‘monello sardo’, morto, a poco più di vent’anni, negli ultimi mesi della prima guerra mondiale. ‘Monello sardo’ perché la madre era una donna di origini isolane.
Non so in quale epoca sia stata fatta la scelta, né mi interessa contestarla. Soltanto mi sono detto che una città come Cagliari dovrebbe dare maggiore testimonianza di attenzione verso quell’eroica stagione che ci liberò dalla dittatura e pose le basi per la costituzione della Repubblica Democratica.
Non conosco a fondo la toponomastica cittadina, né mi son preso la briga di fare un censimento (che comunque andrebbe fatto), ma penso che la città di Cagliari che subì gravissime ferite a causa della guerra fascista dovrebbe mostrare una diversa sensibilità verso i fatti, i protagonisti, le vicende che 75 anni fa ci fecero riconquistare dignità agli occhi del mondo. E il nome di Alcide Cervi dovrebbe essere uno dei primi della lista.
da qui

Nessun commento:

Posta un commento