Qualche
giorno fa, il Consiglio Comunale di Cagliari ha affrontato la questione
aeroporti. Non su iniziativa del sindaco, ma su richiesta di un consigliere di
minoranza risalente addirittura a settembre 2024. Con calma dunque, a conferma
che certi manovratori non si devono disturbare.
Ricapitoliamo.
L’Operazione in atto, sulla quale la Giunta Todde e la Camera di Commercio di
Cagliari stanno procedendo con massima determinazione, è quella di creare una
rete che riunisca la gestione dei 3 aeroporti sardi.
Intendiamoci,
di per se l’idea non è male. E’ vero che la Sardegna sperimenta tutti i giorni,
sulla propria pelle, che non necessariamente la dimensione macro da automatiche
garanzie, basta osservare la mitica inefficienza di Abbanoa. Tuttavia è certo
non si possa esclude che l’idea della rete abbia anche delle implicazioni
positive, ma il fatto è che questo non è tutto.
La
costituzione della Rete degli aeroporti sardi, infatti, è stata progettata in
maniera tale da concludersi con la consegna della gestione di tutti gli scali a
soggetti nei quali le quote di maggioranza saranno in mano privata. Con la
Regione chiamata a mettere a disposizione 30 milioni di risorse pubbliche per
finire relegata in minoranza, con quote azionarie inferiori al 10% e in un
ruolo praticamente irrilevante nelle decisioni che riguarderanno gli scali
della Sardegna.
Caspita che
capolavoro! Nessun potere decisionale ma in compenso (e qui compenso è la
parola giusta) molti incarichi da conferire nei consigli di amministrazione,
nei comitati di monitoraggio, nei collegi sindacali. Presidenti, amministratori
delegati, consiglieri di amministrazione irrilevanti ma numerosi, da nominare,
da retribuire, da fidelizzare. Praticamente il pubblico paga, i privati
guadagnano. Il pubblico si siede al tavolo e il privato decide.
Molto
interessante ascoltare questa seduta del Consiglio Comunale di Cagliari
reperibile facilmente digitando su Google “Consiglio Comunale di Cagliari
seduta n 26”, consiglio vivamente di prenderne visione.
Presenti,
l’assessore ai trasporti Barbara Manca in rappresentanza della Giunta regionale
e l’ing. Maurizio De Pascale presidente della Camera di Commercio di
Cagliari/Oristano, l’ente pubblico che oggi ha il controllo dell’aeroporto di
Elmas che vola veloce verso la gestione privata. Anche se, per la verità,
presenti è parola grossa visto che Assessore e Presidente hanno lasciato l’aula
poco dopo i loro interventi, incuranti del successivo dibattito in Consiglio.
Non sono certo tempi d’oro per le assemblee elettive in Sardegna.
E veniamo al
dunque, iniziando con una preliminare pulizia linguistica perché, come si sa,
niente rende maggiore chiarezza che chiamare le cose con il loro vero nome. Se
iniziassimo per esempio a chiamare l’Operazione in atto “Aeroporti sardi ai
Privati” piuttosto che “Rete Aeroportuale Sarda” io sono certa che qualche
punto di attenzione in più non mancherebbe.
E invece a
quanto pare ci dobbiamo accontentare, con l’assessore ai trasporti della Giunta
Todde che apre i lavori del Consiglio Comunale di Cagliari dando informazione
sull’Operazione in atto come fosse un compitino di diritto societario svolto da
uno studente frettoloso che si è preparato il giorno prima. Un’ esposizione
schematica, superficiale, tutta incentrata sul percorso tecnico burocratico, ma
privo di ogni spessore politico. Sorvola completamente e su tutta la linea,
sulle ricadute che la gestione privata avrà sui sardi e sul loro diritto alla
mobilità. Trascura che l’obiettivo della parte pubblica che è quello di
tutelare e garantire il diritto alla mobilità dei sardi, non coincide con
quello degli investitori privati che è realizzare guadagni. Non dice una parola
per argomentare il motivo per cui, come in altri settori, si procede a consegnare
ai privati infrastrutture di proprietà pubblica con modalità in cui la parte
privata fa utili e la parte pubblica paga il conto.
Singolare
anche l’intervento del sindaco Massimo Zedda, favorevole all’Operazione anche
perché, del resto, mostra chiaramente nel suo intervento di non aver capito
bene che la parte pubblica resta sotto il 50% delle azioni lasciando campo
libero agli investitori privati di perseguire il loro obiettivo naturale, cioè
il profitto. Sorvola sul fatto che il comune è assente dalla partita.
Lucido
invece, onesto, non scontato l’intervento di Peppino Calledda. 5stelle anomalo,
evidentemente non allineato evidenzia senza sconti tutte le criticità
dell’operazione: i pareri contrari della Corte dei Conti, che si vogliono
allegramente bypassare, i rilievi della autorità anticorruzione, i rischi di
illegalità supportati dalle citazioni di autorevoli giuristi. Un discorso quasi
accorato, nella richiesta di fermarsi rivolta a tutti gli attori in gioco ed un
invito ad un dibattito in Consiglio Regionale.
E a seguire,
una fila di interventi generalmente critici rispetto all’operazione in atto,
non solo dalle file dell’opposizione di centro destra e del gruppo misto, ma
anche da parte di alcuni esponenti della maggioranza, interventi dissonanti rispetto
al possibilismo del sindaco. Naturalmente fatta eccezione per l’ arrampicata
sugli specchi di qualche esponente del PD nell’argomentare il proprio consenso
e di qualche cespuglio del Campo Largo impegnato nel tentativo improbo di
dichiarare approvazione per essere “di governo” e nel contempo, introdurre
inutili distinguo, per sembrare sempre anche “di lotta”.
Brutta
storia quella che si srotola in questi mesi in Sardegna. Nessun interesse
comune sta ispirando l’Operazione “aeroporti sardi ai privati”. Sindacati
contrari, parere negativo della corte dei conti, dubbi della autorità
anticorruzione, pareri negativi dei collegi dei revisori interni e nonostante
tutto ciò ai piani alti si dichiara la volontà di andare avanti veloci, di
portare il percorso a conclusione entro il 30 settembre passando sopra ad ogni
dissenso ed incuranti del fatto che la questione oggi è all’esame di due
tribunali, in procedimenti che forse sarebbero già arrivati a sentenza se la
regione non avesse più volte chiesto rinvii.
La tecnica
del rinvio è sempre a disposizione se si temono sentenze avverse.
Altre realtà
agiscono diversamente. Comuni come Milano, intervengono direttamente nella
gestione dei loro scali con quote azionarie di maggioranza, regioni come la
Puglia fanno altrettanto, ma in Sardegna paradossalmente, nonostante siamo
un’isola, si lavora a far largo ai privati.
Il
sottosviluppo ha radici profonde che spesso affondano nelle stanze del potere,
nelle scelte politiche sbagliate, opache, operate in prepotente solitudine,
sulla base di criteri che avrebbero bisogno di molti chiarimenti.
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