Incentivi, bonus,
sgravi fiscali, contributi in favore delle energie
prodotte da fonti rinnovabili in Italia sono fra le occasioni
principali per il riciclaggio (non ecologico) di denaro
di provenienza opaca e
per la realizzazione di truffe di ogni genere ai danni delle casse pubbliche.
Ciò
costituisce un gravissimo danno per le politiche ambientali e le aziende pulite del
settore.
Non è una
novità, purtroppo.
Ne ha
parlato ancora una volta Report, programma di approfondimento
giornalistico di RAI 3.
Grazie
davvero, se ne sente il bisogno.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
Report, 10 maggio 2026
La via della
pala. (Walter Molino)
Gli affari
del vento: le mani delle mafie sull’eolico.
Le
infiltrazioni della criminalità organizzata nel grande business dell’energia
eolica, dalla Sicilia fino a Verona. Rivelazioni inedite ed esclusive sugli
affari di Matteo Messina Denaro in Veneto.
da OK!
Mugello, 11 maggio 2026
Inchiesta di
Report sull’eolico: «Infiltrazioni mafiose negli asset acquisiti da AGSM AIM».
Il servizio
“La via della pala” ricostruisce i legami tra la criminalità organizzata e i
parchi eolici della multiutility. Riflettori accesi anche sulle procedure per
il progetto nel Mugello.
L’inchiesta
giornalistica La via della pala (clicca qui
per vedere il servizio), trasmessa da Report il 10
maggio 2026, ha delineato una rete di infiltrazioni della criminalità organizzata
nel settore delle energie rinnovabili in Veneto. Al centro dell’inchiesta
figura la multiutility AGSM AIM, ora ridenominata Magis, che
avrebbe acquisito asset energetici legati a figure di spicco di Cosa Nostra.
Secondo la
ricostruzione giornalistica, il boss Matteo Messina Denaro avrebbe
coordinato personalmente l’espansione degli interessi mafiosi nel Nord Italia
già nel 2006. Testimonianze inedite e materiale visivo lo collocano
a Verona, dove avrebbe incontrato emissari della politica locale per
gestire il business del vento. L’inchiesta evidenzia come il settore
eolico sia diventato un canale privilegiato per il riciclaggio di capitali
illeciti attraverso complessi passaggi societari.
Il parco
eolico di Monte Mesa, a Rivoli Veronese, rappresenta l’operazione
più discussa. Sviluppato inizialmente da società riconducibili a Vito
Nicastri, noto prestanome di Messina Denaro, l’impianto è passato sotto il
controllo di AGSM nel 2013 tramite
l’acquisizione di quote del Gruppo ICQ. Durante la costruzione del parco,
sarebbe emersa anche la presenza di ditte colpite da interdittiva antimafia.
Le criticità
evidenziate dal servizio si potrebbero estendere anche al Centro Italia, con il
progetto di Monte Giogo di Villore nel Mugello. Sebbene
non siano emersi legami diretti con la mafia, l’iter autorizzativo ha generato
forti scontri istituzionali e ricorsi per l’impatto paesaggistico. Uno dei
vari esposti presentato dal consigliere comunale di Dicomano Saverio
Zeni contesta inoltre clausole della convenzione sottoscritta tra
l’azienda e gli enti comunali che limiterebbero i poteri di vigilanza dei
comuni coinvolti.
L’indagine
suggerisce che l’infiltrazione mafiosa nel Nord non avvenga tramite violenza,
ma attraverso la finanza e la politica. Il gruppo AGSM AIM, che
nel 2024 ha registrato una crescita nella produzione da
rinnovabili, risulta particolarmente appetibile per operazioni di “ripulitura”
di asset contaminati.
La redazione
di OK!Mugello resta a disposizione di AGSM AIM per
accogliere e pubblicare eventuali note, comunicazioni ufficiali o smentite in
merito ai fatti riportati, con particolare riferimento ai progetti in corso sul
territorio appenninico.
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