Cobas
– Coordinamento Nazionale via Bernardo Celentano 5, Sindacato Intercategoriale
20132 Milano (MI) 04.07.2026
Siamo tutti diffidati.
Solo a dicembre, il sensazionalismo mediatico sembrava gettare luce su
condizioni di degrado sanitario ed umano al San Raffaele. Prima che la triste
realtà venisse “strillata” la RSU del
San Raffaele aveva denunciato già a settembre l'improvvisazione e caoticità nella gestione
delle cure intensive e l’irruzione di un capitalismo sui generis che fa della
salute un territorio per le sue scorrerie affaristiche.
L'allarme preventivo denunciato dalla RSU avvertiva che
l'affidamento a cooperative e associazioni di liberi professionisti avrebbe
portato a inevitabili rischi per i
pazienti.
Veniva difeso il principio che la salute va preservata per tutti e soprattutto
dei più poveri. Questo principio violato
a Milano come altrove apre la
strada alla la logica del “ti curi se hai i soldi” ed è così
che la sanità diventa preda di ditte
fintamente onlus, fintamente religiose, fintamente cooperative, fintamente
umanitarie.
Ed è così che il concentramento,
voluto dalla direzione del San Raffaele, delle cooperative nei reparti che si
occupano, guarda caso, dei malati “non
paganti” ma bisognosi di cure intensive.
Non è
un blackout momentaneo è di fatto, un lucido disegno di un capitale che non ha
coscienza sociale. La sua coscienza si misura in quote di capitale che devono
essere crescenti.
La concorrenza tra i predoni,
progressivamente, fa emergere società di taglia sempre più grande. La
concentrazione dei capitali opera anche in questo settore e fa emergere colossi
come il Gruppo San Donato SPA che controlla a sua volta il San Raffaele.
Man mano che il clamore della
caotiche giornate di dicembre, vissute dai pazienti, andava spegnendosi, le luci natalizie si accendevano, l’assessore
alla Sanità Guido Bertolaso rassicurava che il San Raffaele è “ un vero fiore all’occhiello della sanità
italiana ed è fisiologico che ogni giorno possano presentarsi criticità".
Caro assessore alla Sanità le
cosiddette criticità sono solo le conseguenze fisiologiche e connaturate a questo sistema che vive sul lavoro salariato e mercifica vita e salute.
Altrettanto fisiologico e
connaturato al sistema di potere che vive sul profitto e sul sangue della
povera gente che a giugno in
concomitanza (ma guarda un po) dello
sciopero del 25 e 26 venga emessa una diffida e una contestazione
disciplinare alla CUB e alla portavoce
della RSU Margherita Napoletano per avere paventato quello che puntualmente stava
per accadere.
Anche noi a dicembre avevamo
denunciato questa situazione con un
volantino dal titolo: Caos errori ed
orrori al San Raffaele. Orrori che
solo grazie all'intercessione della Madonnina non si sono trasformati in
tragedia.
Conseguentemente noi del S.I.
Cobas della Sanità ci riteniamo diffidati e a maggior ragione ci associamo alla denuncia di Margherita
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