Un cane sintetico per salvare le vite dei veri cani: è l’idea
di SynDaver Labs, un laboratorio della Florida specializzato nel sintetico, che
potrebbe a breve avere concreta applicazione in tutto il mondo. La notizia
è stata riportata da Popular Science, la rivista di scienza e tecnologia
più diffusa al mondo (c’è anche l’edizione italiana). Ecco cosa si legge
sul sito ufficiale del laboratorio: “Il SynDaver Cane Sintetico non è solo un
cane senza pelle: è un meccanismo perfetto, dettagliato e realistico, per
interventi chirurgici che servirà agli studenti di veterinaria”. Ancora oggi,
infatti, molti studenti di veterinaria devono dissezionare cani vivi durante il
percorso di studi: quello sintetico progettato, rigorosamente munito di
ossa, muscoli e di ogni parte canina, nonché capace di respirare e sanguinare,
mira quindi al superamento di questa pratica. A questo scopo, SynDaver ha
lanciato anche una campagna su IndieGoGo per raccogliere 24 milioni di
dollari in due mesi: con i soldi guadagnati, l’azienda si impegna a
donare 20 SynDaver Cani Sintetici ad ogni università veterinaria del mondo.
Al momento hanno raccolto però solo 12mila dollari.
sabato 25 giugno 2016
venerdì 24 giugno 2016
giovedì 23 giugno 2016
La Germania compra Monsanto, e vende il TTIP all’Europa - Peter Koenig
Sarà una
coincidenza che Berlino approva, ed addirittura raccomanda, la scalata “ostile”
di Monsanto da parte del gigante agroalimentare e farmaceutico tedesco, Bayer?
O è un altro accomodamento strategico occulto tra Washington ed il suo
vassallo in capo dell'Europa, Berlino, per far inghiottire alla
popolazione europea il nefasto e distruttivo per l'Europa TTIP (Transatlantic
Trade and Investment Partnership — Partenariato Transatlantico per il
Commercio e gli Investimenti)?
Benché i media corporativi occidentali, corrotti e guidati dagli
Anglo-Sionisti, stiano facendo di tutto per tenere la gente il più all'oscuro
possibile, la verità sta lentamente trapelando. Più del 90% dei Tedeschi si
oppone al Glyfosato, il diserbante killer della Monsanto (marchio
Roundup) — che è stato recentemente dichiarato cancerogeno,
dall'Organizzazione Mondiale della Sanità — (OMS), dopo svariate analisi e
contro analisi,. Ed una larga maggioranza dei Tedeschi si oppone anche alla
presenza degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) nei cibi.
Attraverso il TTIP, negoziato in gran segreto, le multinazionali come
la Monsanto vorrebbero avere la meglio sull'opinione pubblica. Le leggi
delle multinazionali, che vorrebbero portarsi dietro il loro sistema di
giustizia privata, prevarrebbero sui tribunali nazionali degli stati
"sovrani" membri dell'Europa Unita. Di fatto, qualunque pubblica
protesta di piazza potrebbe essere repressa con la violenza da parte della
polizia e delle forze militari — in piena legalità, perché il TTIP approvato
e firmato, diventerebbe la legge del paese, fino al punto di essere imposto con
la legge marziale, se necessario, contro il volere del popolo.
Questa, ed altre ragioni dittatoriali, sempre sotto la
bandiera della protezione della gente dal terrorismo, sono il motivo
per cui il Presidente Francese Hollande cerca insistentemente di far passare
nel Parlamento Francese una Legge Marziale permanente — o,
in termini più rassicuranti, uno Stato di Emergenza. Per adesso è stato
capace di estenderlo fino a Luglio, fino a dopo il Campionato Europeo di
Calcio — UEFA EURO 2016 — che è previsto per Giugno-Luglio
in Francia.
Dopo
l'abbattimento di un altro paio di aeroplani, o qualche finta strage istigata
dai soliti noti — CIA, Mossad, Polizia Segreta Francese interna ed esterna
(DGSI e DGSE), ed altri — Hollande ed altri leader Europei (sic —
perché quelli non sono leader ma corrotti fantocci di Washington senza spina
dorsale) faranno scivolare, come il burro, leggi del tipo "Stato di
Emergenza" nei loro rispettivi parlamenti. E ciò che è peggio è che sarà
la gente, spinta dalla paura, a chiedere leggi come quella.
Sì, il Fattore Paura è ancora la misura dominante
per manipolare l'opinione ed il comportamento della gente. Questa è
stata per migliaia di anni l'arma preferita da parte dei dittatori per dominare
le masse. Anche Hitler e Stalin si sono vantati di come hanno usato la paura
per far camminare la gente, dritti dritti verso la Seconda Guerra Mondiale e
verso la sconfitta da parte dell'Unione Sovietica. Se alcuni pensano che i dittatori
di oggi, Obama, Cameron, Merkel e compagnia siano diversi, sono degli
ignoranti.
La menzognera propaganda di oggi è solo molto più sofisticata di allora, ed
usa tecniche di comunicazione molto più avanzate. Questi metodi di inganno sono
infatti insegnati nelle principali Università della Ivy League [sono 8
Università: Brown, Columbia, Cornell, Dartmouth, Harvard, Princeton,
Pennsylvania, Yale, NdT] degli Stati Uniti del Caos e dell'Assassinio. E nel
caso che non dovesse funzionare l'eutanasia della propaganda per mezzo della
stampa prostituita, c'è sempre il killer a scelta: bombe, carri armati e droni,
e la clava di ultima istanza, la NATO.
Ma torniamo all'unione Bayer-Monsanto. La Tedesca Bayer che
compra la Monsanto per 62 miliardi di dollari sarebbe non solo la più grande
scalata agro farmaceutica nella storia, ma potrebbe essere la più lucrosa e
contemporaneamente la più distruttiva per il genere umano. Ora l'OMS,
l'organismo internazionale per la salute, conservatore e sempre politicamente
"corretto" se ne è uscito a dire che il Glyfosato causa il cancro — che è una cosa che la
maggior parte di noi sapeva, e che era stata dichiarata da molti studi
precedenti sviluppati da stimati istituti di ricerca in Francia, Germania,
ed anche negli Stati Uniti.
Noi sappiamo anche che gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) hanno
sulla salute effetti nefasti a lungo termine, compreso il cancro.
Ed allora è
sorprendente che un'ampia maggioranza degli Europei non voglia che il Glyfosato
e gli OGM siano consentiti in Europa? Se il TTIP venisse firmato e
ratificato dagli asserviti governi europei neoliberali,questi veleni per l'uomo
diventerebbero legali, non importa quello che ne pensa la gente. C'è un sacco
di soldi in ballo, non miliardi, ma trilioni. E così il prezzo da pagare perché
la Bayer compri la Monsanto — ovviamente in base ad un accordo tra
Washington e Berlino — 62 miliardi di dollari — non sono noccioline.
Per difendere la sua posizione la Germania può giusto applicare l'usuale
spauracchio delle perdite di posti di lavoro se questo accordo dovesse essere
bloccato. Le perdite di posti di lavoro, siano vere o false, funzionano sempre
ed in ogni paese indottrinato con il pensiero neoliberale. Parlando di
perdite di posti di lavoro, dov'era la Merkel quando il suo Padrone di
Washington ordinò a lei ed al resto dell'Europa di imporre sanzioni alla
Russia, che si stima che costino alla sola industria tedesca 300 — 400.000
posti di lavoro?
In effetti la Russia può diventare il solo paese in prossimità
dell'Europa che sia libero dagli OGM e dai veleni Monsanto / Bayer. Il
presidente Putin ha detto recentemente che dopo le sanzioni europee
l'agricoltura russa ha rapidamente ritrovato lo slancio per superare
l'auto-sufficienza, al punto che la Russia potrebbe fornire all'Europa cibi
biologici, per quelli che vogliono evitare gli OGM. Questa è una prospettiva
incoraggiante, una prospettiva che dovrebbe chiarire ad ogni governo europeo
sovrano e progressista che il futuro sta nella partnership con la Russia, con
l'Est, e non più con l'Occidente disonesto e in decomposizione.
Il Glyfosato e gli OGM sono elementi chiave del rifiuto del TTIP. Se
la Germania compra la Monsanto ed i suoi molti brevetti pericolosi per il
genere umano, il governo tedesco dovrà logicamente difendere e promuovere i
prodotti della sua impresa; per esempio la Germania può diventare un
fiancheggiatore del TTIP. La Germania… il governo, non il popolo. Questo sembra
essere il fatale accordo Washington — Berlino, in merito al sostegno
a Bayer per acquistare Monsanto. Chi può sapere quali tipi di incentivo sono
stati promessi a Bayer. Possiamo solo immaginarlo.
Non ci sono
ragioni economiche o finanziarie perché Bayer debba prendere
in considerazione l'acquisto della Monsanto. Secondo il Journal ASEED
Europe (Action for Solidarity Environment Equality and Diversity —
Azione per la Solidarietà, l'Ambiente, l'Uguaglianza, e la Diversità) del 21
ottobre 2013 "Bayer è [già] uno dei principali produttori di pesticidi e
di sementi. Un'indagine in corso presso l'Ufficio Brevetti Europeo mostra
che in termini di numero di brevetti di OGM, Bayer attualmente è al primo
posto: Mais, frumento, riso, orzo, soia, cotone, barbabietole da zucchero,
colza, patate, tabacco, pomodori, uva, — la lista delle coltivazioni
transgeniche di cui Bayer Agricola possiede i brevetti è ben lunga".
L'azienda ha anche preso brevetti su alberi geneticamente modificati, per
esempio pioppi, pini ed eucalipti.Questo è il risultato di una ricerca svolta
da"Coalizione contro i Rischi da Bayer" e "Nessun Brevetto sui
Semi!" presso l'Ufficio Brevetti europeo di Monaco in Germania. A
questo scopo la ricerca ha preso in esame tutte le domande di brevetto
presentate da Bayer negli ultimi 20 anni. Secondo questa investigazione la
società possiede 206 dei 2.000 brevetti totali rilasciati in Europa per
queste piante transgeniche. Questo pone la Bayer al primo posto — prima
anche di Pioneer (179), BASF (144), Syngenta (135) e Monsanto (119).
Le persone sono irrilevanti rispetto ai profitti. Il suo profitto al
di sopra delle persone — il motto costante del pensiero neoliberista e
dell'economia neoliberale. Se la Germania sceglie il TTIP, il resto
dell'Europa la seguirà. Così passa la tesi. Così vuole l'impero del male.
Questo può essere il piano per forzare l'Europa ad accettare il TTIP. E se non
funziona, restano sempre i complotti, e gli attacchi terroristici che
giustificano l'intervento della NATO e delle polizie locali — il giro di
vite totale, quando la gente ha paura non le resta nessuna energia per
combattere contro l'oppressivo accordo sul commercio; vuole solo sentirsi al
sicuro dall'onnipresente terrorismo dei jihadisti, inventato dall'Occidente, e
prospettato dall'Occidente.
Di una cosa
possiamo essere certi, Washington non si lascerà sfuggire gli accordi TTIP e
TPP (Partnership Trans Pacifica). Questi fanno parte del Programma per
l'egemonia mondiale, così come lo sono i "cambi di regime" nelle
nazioni con governi indesiderati, con leader che tendono a sinistra che si
aggrappano alla sovranità dei loro paesi, come Siria, Venezuela, Brasile, Iran,
Bolivia, Ecuador — e non dimentichiamoci gli unici che sono rimasti a dare
speranza all'umanità, Cina e Russia. Questo è — Noi, Il Popolo —
l'unico potere che può fermare la mostruosa piovra aziendale, guidata dalle
truffaldine e totalizzanti armi finanziarie e monetarie di Washington.
Secondo il piano di Washington tutti questi paesi non allineati devono
cadere — "cambi di regime" — con ogni mezzo. Lo stesso
piano è pervicacemente preparato per gli spregevoli accordi sul commercio, TTIP
e TPP, per imporli forzatamente ai popoli dei partner Europei ed Asiatici. I 40
paesi membri di queste partnership, Stati Uniti compresi, rappresentano il 40%
circa del PIL mondiale misurato a parità di potere d'acquisto (ppp = purchasing
power parity). Comunque gli scambi commerciali previsti dai trattati Europeo ed
Asiatico, sarebbero tutti a vantaggio della potenza egemone, e ridurrebbero
in schiavitù i partner. L'eredità di Obama può dipendere da questi
accordi.
Europei ed Asiatici, per favore, non dimenticatevi quello che è successo
al Messico con l'accordo NAFTA, seguito poi dal CAFTA (Central American
Free Tarde Agreement — Accordo Centro Americano sul Libero
Commercio — Guatemala, El Salvador, Honduras, Costa Rica, Nicaragua, e
Repubblica Dominicana) — un completo disastro economico per gli
agricoltori ed i contadini di queste nazioni latino-americane. Per decine di
migliaia di loro NAFTA e CAFTA sono stati e sono delle condanne definitive alla
povertà.
Benché il
popolo abbia poco o niente da dire nella decisione a favore o contro il TTIP, è
incoraggiante sapere quello che racconta The Guardian: "A dispetto della
concertata spinta dell'Amministrazione Obama per concludere sia il TTIP, sia il
suo omologo asiatico, TPP (Trans Pacific Partnership- Partenariato Trans
Pacifico), prima delle elezioni presidenziali di novembre, il sostegno per
questi accordi commerciali è crollato in America; un recente sondaggio ha
mostrato che solo il 18% della gente approva il TTIP, in confronto con il
53% del 2014.
Il Congresso degli Stati Uniti presterà orecchio all'opinione del popolo
quando voterà a favore o contro il TPP ed eventualmente il TTIP? Il
rivestimento d'argento di questa nube scura che sovrasta l'Europa è che le
persone si stanno svegliando negli Stati Uniti. Un quadro analogo può
presentarsi per le spinte della Germania a favore della scalata ostile di Bayer
verso la Monsanto — l'azienda avvelenatrice del cibo. Noi, Il Popolo,
dobbiamo svegliarci e capire che, se non agiamo — ed agiamo
in fretta — possiamo perdere il tremendo potere che abbiamo nei
confronti di una piccola elite.
Con uno sforzo ed una volontà coordinati, noi possiamo distruggere il
mostro.
Articolo di Peter Koenig per Global Research, pubblicato il 25 Maggio 2016
Traduzione in Italiano a cura di Luciano Ragazzi per SakerItalia.it
Articolo di Peter Koenig per Global Research, pubblicato il 25 Maggio 2016
Traduzione in Italiano a cura di Luciano Ragazzi per SakerItalia.it
mercoledì 22 giugno 2016
Monsanto, il seme del diavolo - Esther Vivas
“Il seme del diavolo”. È così che il presentatore di un popolare
canale statunitense HBO, Bill Maher, in uno dei suoi programmi e in riferimento
al dibattito sugli Organismi Geneticamente Modificati, ha battezzato la
multinazionale Monsanto. Perché? Si tratta di un’affermazione esagerata? Cosa
nasconde questa grande industria di semi? La scorsa domenica, per l’appunto, è
stata la giornata mondiale di lotta contro la Monsanto. Migliaia di persone in
tutto il pianeta hanno manifestato contro le politiche della compagnia.
La Monsanto è una
delle maggiori imprese al mondo e la numero uno nelle sementi transgeniche. Nel
mondo, il 90% delle coltivazioni modificate geneticamente possiedono loro
tracce biotecnologiche. Un potere totale e assoluto. La
Monsanto è leader nella commercializzazione di sementi e controlla il 26% del
mercato. Segue la DuPont Pioneer, con il 18%, e Syngenta, con il 9%. Solamente
queste tre imprese controllano più della metà del mercato, con il 53% dei semi
che sono comprati e venduti su scala mondiale. Le dieci maggiori controllano il
75% del mercato, secondo i dato del Gruppo ETC. Ciò che gli conferisce un
potere enorme al momento di imporre ciò che si coltiva e, di conseguenza, ciò
che si mangia. Una concentrazione impresariale che è aumentata negli ultimi
anni e che erode la sovranità alimentare.
I profitti di queste imprese non conoscono limiti e il loro obiettivo è
quello di mettere fine alle sementi locali e antiche, che ancora oggi hanno un
peso significativo, soprattutto nelle comunità rurali dei paesi del Sud.
Alcune sementi native rappresentano una minaccia per quelle ibride e
transgeniche delle multinazionali, che privatizzano la vita e impediscono alla
classe contadina di ottenere le proprie sementi, convertendoli in “schiavi”
delle compagnie private, senza contare il loro negativo impatto ambientale, con
la contaminazione di altre piantagioni, e sulla salute delle persone.
La Monsanto non ha
risparmiato risorse per porre fine alle sementi contadine: azioni legali contro
gli agricoltori che tentano di conservarle, monopolio dei brevetti, sviluppo di
tecnologie di sterilizzazione genetica dei semi, ecc. Si tratta di controllare l’essenza
degli alimenti e, così, aumentare la propria quota di mercato.
L’introduzione nei
paesi del Sud, soprattutto in quelle comunità contadine ancora capaci di
contare sulle proprie semenze, è una priorità per queste compagnie. In tal
modo, le multinazionali dei semi hanno intensificato l’acquisto e le alleanze
con imprese del settore, principalmente in Africa e India. Hanno puntato su
coltivazioni destinate ai mercati del Sud Globale e hanno promosso politiche
per disincentivare le riserve di sementi. La Monsanto, come riconosciuto dalla
sua principale rivale DuPont Pioneer, è l’“unica guardia” del mercato dei semi,
controllando, per esempio, il 98% della commercializzazione della soia
transgenica tollerante erbicidi e del 79% del mais, come dispone la relazione “Chi controlla i fattori di
produzione agricoli?”. Questo gli garantisce abbastanza potere nella
determinazione del prezzo dei semi, indipendentemente dai suoi concorrenti.
Semi e pesticidi
Tuttavia, siccome la Monsanto non è in grado di controllare in modo
sufficiente le sementi, per chiudere il circolo, cerca anche di dominare ciò
che si applica nelle sue coltivazioni: i pesticidi. La
Monsanto è la quinta impresa agrochimica al mondo e controlla il 7% del mercato
degli insetticidi, erbicidi, fungicidi, ecc., dietro altre imprese, a loro
volta, leader nel mercato dei semi, come la Syngenta, che domina il 23% del
business degli agrofarmaci, Bayer il 17%, BASF il12% e Dow Agrosciences quasi il
10%. Quindi, cinque imprese controllano il 69% dei pesticidi chimici sintetici
che sono utilizzati nelle piantagioni su scala mondiale. Gli stessi che vendono
ai contadini le sementi ibride e transgeniche, forniscono anche i pesticidi da
utilizzare. Un affare a tutto tondo.
L’impatto ambientale
e sulla salute delle persone è drammatico. Nonostante le
imprese sottolineino il carattere “amichevole” di questi prodotti nei confronti
della natura, la realtà è esattamente il contrario. Al momento attuale, dopo
anni di forniture di erbicidi della Monsanto, Roundup Ready, a base di
glifosato, che già nel 1976 è stato l’erbicida più venduto al mondo, secondo i
dati della stessa compagnia, e che viene applicato alle sementi della Monsanto
geneticamente modificate per tollerare tale erbicida, è noto che mentre questo
prodotto mette fine alle erbe infestanti, molte altre hanno sviluppato resistenze.
Secondo i dati del Gruppo ETC, si stima che solamente negli Stati Uniti sono
già sorti all’incirca 130 tipi di erbacce resistenti ad erbicidi, in 4,45
milioni di ettari di piantagioni. Questo ha portato ad un aumento dell’uso di
erbicidi, con applicazioni più frequenti e dosi più elevate per combatterle,
con la conseguente contaminazione dell’ambiente circostante.
Le denunce di contadini e comunità colpite dall’uso sistematico di
pesticidi chimici sintetici è costante. In Francia, inoltre, il Parkinson viene
considerato un’infermità del lavoro agricolo, causato dall’uso di agrofarmaci, dopo che, nel 2012, il contadino Paul
François ha vinto la battaglia giudiziale contro la Monsanto, nel Tribunale di
Lione, ed è riuscito a dimostrare che il suo erbicida Lasso era responsabile di
averlo intossicato e reso invalido. Una sentenza storica che ha permesso un
avanzo nella giurisprudenza.
Il
caso delle Madri di Ituzaingó, uno dei quartieri nelle
vicinanze della città argentina di Cordoba, circondata da campi di soia, in
lotta contro le fumigazioni, ne rappresenta un altro esempio. Dopo dieci anni
dalla denuncia e dopo aver osservato come il numero di malati di cancro e
bambini con malformazioni nel quartiere non si fermava, ma al contrario,
aumentava – su cinque mila abitanti, duecento avevano un cancro -, sono
riusciti a dimostrare il legame tra queste infermità e gli agrochimici
utilizzati nelle piantagioni di soia nei suoi dintorni (endosulfano della
DuPont e glifosato del Roundup Ready della Monsanto). La giustizia ha proibito,
grazie alle mobilizzazioni, la fumigazione con agrofarmaci vicino alle aree
urbane. Questi sono solo due dei molti casi che è possibile riscontrare in
tutto il pianeta.
I paesi del Sud, adesso, sono il nuovo obiettivo delle imprese
agrochimiche. Mentre le vendite globali di pesticidi
hanno registrato una riduzione negli anni 2009 e 2010, il loro uso nei paesi
periferici è aumentato. In Bangladesh, per esempio, l’uso di pesticidi è
cresciuto del 328% negli anni 2000, con il consecutivo impatto sulla salute dei
contadini. Tra il 2004 e il 2009, l’Africa e il Medio Oriente hanno registrato
il maggior consumo di pesticidi. In America Centrale e del Sud si attende un
aumento del consumo nei prossimi anni. In Cina, la produzione di agrochimici ha
raggiunto, nel 2009, due milioni di tonnellate, più del doppio rispetto al
2005, secondo quanto riportato dal rapporto “Chi controlla l’economia verde?”.
Gli affari come al solito.
Una storia di terrore
Però, da dove nasce
questa impresa? La Monsanto venne fondata nel 1901 dal chimico John Francis
Queeny, proveniente dall’industria farmaceutica. La sua storia è la storia
della saccarina e dell’aspartame, del PCB, dell’agente arancio, dei
transgenici. Tutti prodotti, nel corso degli anni, da questa impresa. Una
storia di terrore.
La Monsanto si
costituì come impresa chimica e, alle sue origini, il suo prodotto di punta era
la saccarina, che distribuiva all’industria alimentare, soprattutto, alla
Coca-Cola, di cui è stata una dei principali fornitori. Con il tempo, ampliò
gli affari alla chimica industriale, diventando, negli anni Venti, uno dei
maggiori fabbricanti di acido solfurico. Nel 1935, assorbì l’impresa che
commercializzava policlorobifenili (PCB), utilizzato nei trasformatori
dell’industria elettrica. Negli anni Quaranta, la Monsanto focalizzò la sua
produzione nelle plastiche e nelle fibre sintetiche e, nel 1944, cominciò a
produrre chimici agricoli come il pesticida DDT.
Negli anni Sessanta,
insieme ad altre imprese del settore, come la Dow Chemical, venne contrattata
dal governo degli Stati Uniti per produrre l’erbicida agente arancio,
utilizzato nella guerra del Vietnam. In quel periodo, si unì, inoltre,
all’impresa Searla, che aveva scoperto il dolcificante non calorico,
l’aspartame. La Monsanto è stata anche produttrice dell’ormone sintetico
somatotropina responsabile della crescita bovina. Negli anni Ottanta e Novanta,
la Monsanto puntò sull’industria agrochimica e transgenica, fino a diventare
l’indiscusso numero uno dei semi geneticamente modificati.
Attualmente, molti
dei prodotti prodotti made by Monsanto sono stati proibiti, come il PCB, l’agente arancio o il
DDT, accusati di provocare danni alla salute umana e all’ambiente. L’agente
arancio, nella guerra delVietnam, è stato responsabile della morte e mutilazione
di decine di migliaia di persone, così come della nascita di bambini con
malformazioni. La somatotropina bovina, inoltre, è vietata in paesi come
Canada, Europa, Giappone, Australia e Nuova Zelanda, nonostante venga permessa
negli Stati Uniti. Lo stesso avviene con le coltivazioni transgeniche,
onnipresenti nell’America del Nord ma proibite nella maggior parte dei paesi
europei, escluso, ad esempio, lo Stato spagnolo.
La Monsanto si muove come un pesce nell’acqua nello scenario del potere.
Questo risulta chiaro secondo Wikileaks, dopo aver filtrato oltre 900 messaggi
che mostravano come l’amministrazione degli Stati Uniti ha speso enormi risorse
pubbliche per promuovere la Monsanto e i transgenici in moltissimi paesi, per
mezzo delle sue ambasciate, del Dipartimento dell’Agricoltura e della sua
agenzia di sviluppo USAID. La strategia consisteva in conferenze “tecniche”,
giornalisti disinformati, funzionari e formatori di opinione, così come
pressioni bilaterali per adottare legislazioni favorevoli e aprire il mercato a
imprese del settore, ecc. In Europa, su questo argomento, il governo spagnolo è
il principale alleato degli Stati Uniti.
Combattere
Di fronte a tutte queste assurdità, sono molti quelli che non rimangono
in silenzio e affrontano la questione. Migliaia sono le resistenze contro la
Monsanto in tutto il mondo. Il 25 maggio è stata
dichiarata giornata mondiale contro questa compagnia e centinaia di
manifestazioni e azioni di protesta sono state realizzate in tutto il mondo.
Nel 2013, venne realizzata la prima convocazione, migliaia di persone sono
scese in piazza nelle varie città di 52 differenti paesi, dall’Ungheria al
Cile, passando per l’Olanda, per la Spagna, Belgio, Francia, Africa del Sud,
Stati Uniti, tra gli altri, per mostrare il profondo rifiuto delle politiche
della multinazionale. La scorsa domenica, giorno 25, la seconda convocazione,
meno affollata, ha registrato azioni in 49 paesi.
’America Latina è, in
questo momento, uno dei principali fronti di lotta contro la compagnia.
In Cile, la mobilizzazione ha ottenuto, nel marzo del 2014, la cancellazione
della conosciuta Legge Monsanto, che pretendeva di facilitare la
privatizzazione delle sementi locali per lasciarle nelle mani dell’industria.
Un’altra grande vittoria è stata ottenuta in Colombia, l’anno scorso, quando la
massiccia paralizzazione agraria, nell’agosto del 2013, è riuscita a ottenere
la sospensione della Risoluzione 970, che obbligava i contadini ad usare
esclusivamente sementi private, comprate da imprese di agribusiness, e impediva
che venissero conservate le proprie semenze[anche se la questione è molto più
complessa]. In Argentina, i movimenti sociali stanno lottando contro un’altra
Legge Monsanto, che il paese pretende approvare subordinando la politica
nazionale in relazione alle sementi alle esigenze delle imprese transnazionali.
Più di 100mila argentini hanno già firmato contro questa legge, nell’ambito
della campagna “No alla privatizzazione delle sementi”.
In Europa, la Monsanto vuole aprofittare adesso dello spazio che si
aprirà con le negoziazioni del Trattato di Libero Commercio tra Unione Europea
e Stati Uniti (TTIP), per fare pressioni in funzione dei
suoi interessi privati e poter legiferare al di sopra della volontà dei paesi
membri, la maggior parte dei quali è contraria all’industria transgenica.
Speriamo che le resistenze in Europa contro il TTIP non tardino ad arrivare.
La Monsanto è il seme del diavolo, senza ombra di dubbi.
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martedì 21 giugno 2016
venerdì 17 giugno 2016
l'OMS assolve il caffè
Le bevande molto calde, a prescindere dalla loro natura, sono
una "probabile" causa di cancro. A diffondere la notizia è stata
l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che ha contemporaneamente escluso
il caffè e il mate in sè, a meno che non siano bevuti bollenti, dalle possibili
cause di tumori. Il verdetto è contenuto nel parere stilato da 20 esperti di
tutto il mondo per l'Agenzia per la ricerca sul cancro (Iarc) dell'Oms. "I
risultati fanno pensare che il consumo di bevande molto calde sia una probabile
causa di cancro all'esofago e che sia la temperatura a essere in causa,
piuttosto che la bevanda stessa" ha dichiarato Christopher Wild, direttore
del Centro internazionale sulla ricerca sul cancro (Circ/Iarc).
Evitare bibite a 65°C
Evitare bibite a 65°C
"Sarebbe meglio quindi evitare bevande a temperature
molto alte perché è probabile che possano provocare il tumore
dell'esofago", ha dichiarato ancora Wild. Con la definizione 'bibite molto
calde' gli studiosi si riferiscono a quelle che vengono consumate a 65°C.
"Caffè e thé si bevono a temperature molto più basse nel Nord d'America e
in Europa", ha detto Dana Loomis, epidemiologo del CIRC.
La ricerca 'assolve' dunque il caffè, che nel lontano 1991 era stato inserito in un elenco di sostanze che potevano essere cancerogene (classificato come 2 b) in riferimento ai tumore della vescica. Il nuovo report, ora, porta il caffè nella categoria 3 dove non ci sono evidenze di rischio…
La ricerca 'assolve' dunque il caffè, che nel lontano 1991 era stato inserito in un elenco di sostanze che potevano essere cancerogene (classificato come 2 b) in riferimento ai tumore della vescica. Il nuovo report, ora, porta il caffè nella categoria 3 dove non ci sono evidenze di rischio…
giovedì 16 giugno 2016
Niger Delta Avengers contro Agip - Maria Rita D’Orsogna
Watch out something big is about to happen
and it will shock the whole world”
Niger Delta Avengers
Si chiamano Niger Delta Avengers e sono un gruppo di disperati e di esaltati ribelli che hanno
iniziato a fare esplodere oleodotti e condutture in Nigeria. I loro obiettivi
sono l’Agip e la Shell. Per ora hanno fatto saltare le condutture di Nembe e di
Bonny della Shell e di Brass dell’Agip nello stato del Bayelsa il giorno 28
maggio 2016. Hanno detto che
continueranno con i loro atti di vandalismo finché le loro
richieste non saranno soddisfatte. Nei loro comunicati su twitter dicono che
hanno già fatto saltare altri oleodotti nel paese, di proprietà della Nigerian National Petroleum Corporation e
che ora è il turno di Shell e di Agip.
La Chevron è stata già attaccata la scorsa settimana. Anzi, attacchi
più o meno imponenti sull’infrastruttura petrolifera della Nigeria da parte di
questi Avengers e da altri gruppi sconosciuti vanno avanti da settimane.
E quali sarebbero queste richieste? Cosa
vogliono? Dicono che sono stanchi di contratti fra le loro terre e i petrolieri
in cui si decide su oleodotti e su estrazioni senza l’input delle persone, e
con pochi ritorni per i residenti. Dicono che vogliono essere loro artefici del loro
destino e avere il controllo sulle risorse del paese. Hanno
soldati, e sono arrabbiati anche contro il loro stesso governo che
continua ad avvantaggiare i petrolieri e non la gente.
Per esempio, il giorno 11 maggio 2016 i sussidi sulla benzina sono
stati eliminati, a causa del declino degli introiti e del crollo dei prezzi del
petrolio, facendo raddoppiare i prezzi alla pompa e infuriando i residenti che
hanno chiamato questo aumento “inumano”.
I Niger Delta Avengers dicono che tutte le ditte straniere devono
lasciare il sud della Nigeria, dove si produce la maggior parte del petrolio
del paese, entro il 31 maggio 2016.
A
causa di questi ripetuti attacchi la produzione di petrolio della Nigeria è
calata da 2.2 milioni di barili al giorno a 1.4 milioni di barili, e alcune ditte straniere hanno già aumentato
sicurezza e spostato personale non indispensabile.
La cosa sorprendente però è che nonostante la violenza e la paura, anche i leader di alcune comunità locali, spesso
attivisti non violenti, appoggiano i Niger Delta Avengers perché sono d’accordo
con loro che c’è bisogno di una maggiore e più equa ridistribuzione della
ricchezza da petrolio, e che le trivelle hanno distrutto il loro habitat e le
vite di migliaia di pescatori e contadini.
Non si sa chi finanzi questi Avenegers. Si sa solo che a causa
loro la Nigeria è ora il secondo produttore di petrolio in Africa, e che adesso
il principale trivellatore e’ l’Angola.
Ovviamente
la violenza è sempre da condannare, ma è questo il risultato di cinquant’anni
di sfruttamento irresponsabile da parte di Chevron, Agip e Shell in Nigeria. A un certo punto scoppia.
Si
raccoglie sempre quello che si semina.
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