venerdì 11 novembre 2011

Ogm peruviani

Una piccola vittoria, e una battaglia in corso. Si tratta di notizie provenientidal Perù. La piccola vittoria è il disegno di legge approvato ad ampia maggioranza la scorsa settimana dal parlamento peruviano: impone una moratoria di 10 anni all'ingresso nel paese di sementi geneticamente modificate, per la coltivazione o l'allevamento. La nuova legge è dunque pronta per essere promulgata dal presidente Ollanta Humala, passaggio considerato scontato: era stato proprio il presidente, in ottobre, a inviare al parlamento un progetto (con carattere di urgenza) per vietare l'introduzione di organismi geneticamente modificati in Perù. La moratoria sugli organismi transgenici è stata motivata con la necessità di salvaguardare la diversità biologica del paese.
Dalla moratoria sono esclusi organismi transgenici destinati a coltivazione sperimentale in spazi confinati (non nei campi), e prodotti farmaceutici o veterinari che li contengano. Esclusi dalla moratoria inoltre i prodotti derivati importati e destinati all'alimentazione umana o animale o a essere lavorati (ad esempio nell'industria alimentare). Anche gli organismi o prodotti contenenti ogm esclusi dalla moratoria dovranno però essere sottoposti all'analisi dei rischi previa a una specifica autorizzazione. 
Benché non assoluta, la moratoria sugli ogm è un passo importante…

lunedì 7 novembre 2011

Revenge

Jerry

Qual è la pena giusta per un crimine come questo, ammesso che i lettori mi lascino passare il termine “crimine”, visto che si tratta di un cane e non di una persona. Recita infatti il dizionario che il crimine è un’azione delittuosa particolarmente grave, particolarmente carica di violenza e che ha in sé qualcosa d’ignobile, di malignità e cattiveria profonda. Si potrebbe disquisire a lungo e forse inutilmente sulla valenza di termini che, di solito vengono impiegati, negli atti crudeli commessi dall’uomo sull’uomo, ma io sono dell’avviso che vi sono azioni criminose, compiute nei confronti degli animali, che non hanno nulla da invidiare, quanto a cattiveria e crudeltà, a quelle perpetrate nei confronti dei nostri simili, anzi sono aggravate dal fatto che la vittima non può difendersi o parlare.

Forse qualcuno avrà già letto la notizia, ma, in caso contrario, conviene riassumere per sommi capi. Un cittadino di Desenzano, amena (e senza scherzare) cittadina sul lago di Garda passa in una zona defilata dal paese, per andare a vedere se l’acqua di questi giorni ha fatto danni a una piccola piantagione di kiwi. Mentre cammina sul terreno reso soffice dalla pioggia sente dei lamenti, ma non capisce lì per lì da dove vengano. Lì vicino ci sono dei laterizi e delle macerie derivati dall’abbattimento di una piccola costruzione. L’uomo si avvicina e , con enorme sorpresa, capisce che i lamenti escono dal terreno. Avvertita la polizia locale, gli uomini scavano freneticamente fra ghiaia e forati finché arrivano a scoprire il corpo di un cane sepolto vivo con una benda sugli occhi. Si chiama Jerry e il suo proprietario, ben presto rintracciato dalle forze dell’ordine, ha ammesso di avere seppellito il piccolo bretone da caccia 40 ore prima...


giovedì 27 ottobre 2011

Abbiamo tradito il Gange - Vandana Shiva

Il Gange è molto più di un fiume. Rappresenta l'essenza stessa dell'India, ne racconta la vita spirituale, culturale, ecologica ed economica. Senza il Gange l'India non potrebbe materialmente sopravvivere, non sarebbe neanche nata, perché la nostra millenaria storia si è sviluppata attorno, dentro e grazie al Gange. Esistiamo grazie alla generosità del fiume. Io stessa, come miliardi di persone, sono nata su questo fiume. Ho imparato a parlare, a leggere, a sopravvivere su questo fiume. Anche i nostri morti, se ne vanno via con lui.

Restando parte di una storia che il Gange scrive ogni giorno, con ciascuno di noi singolarmente e tutti assieme.
E poi, ingannandoci, lo abbiamo tradito. Abbiamo cominciato a farlo quando ci siamo convinti che per essere più ricchi ci servivano più cose. Abbiamo avvelenato il Gange con gli scarichi industriali, che generano cose che non vivranno mai abbastanza per ripagarci della perdita del fiume. Lo abbiamo soffocato con megalopoli senza anima. Lo abbiamo strozzato con dighe e interventi che gli hanno imprigionato l'anima, per ottenere più elettricità. Per accendere una luce oggi, spegniamo il futuro. Il movimento per salvare il Gange e il flusso delle sue acque non è solo un movimento per salvare un fiume. Si tratta di un movimento per salvare l'anima travagliata dell'India, che è inquinata e soffocata da un consumismo crasso e dall'avidità, scollegato dalla sua esistenza
in armonia con la natura e dalle sue fondamenta culturali. Per questo ci battiamo, per questo organizziamo i campi di lavoro con i giovani, sul fiume, per la democrazia dell'acqua. Per ricordare loro da dove veniamo e che non saremmo qui, oggi, senza il fiume Gange. E non ci saremo domani, senza il Gange…

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