lunedì 24 marzo 2025

Pizza alle verdure – Tersite Rossi

Una storia che sa di lampadine lasciate accese, crisi climatica e madri testarde

 

La madre faceva la pizza e la figlia l’aiutava. Da quando la seconda era andata a vivere in città, le due si vedevano sempre più raramente.

- Mamma, la luce...

La madre aveva preso la farina dal ripostiglio e aveva lasciato la luce accesa.

- Ho le mani impegnate - rispose, già intenta a impastare.

La figlia smise di affettare le verdure e sbuffando andò a spegnere lei.

- Sei sempre la solita... - disse stizzita.

La madre, senza alzare gli occhi dall’impasto, provò a difendersi.

- Non essere così pesante... A te non capita mai di dimenticarti le cose?

- Quelle importanti no!

- Capirai! Spegnere una lampadina...

- Certo! È per colpa delle lampadine lasciate accese da quelli come voi se il mondo sta andando a puttane...

- Noi chi?

- Tu, papà... Quasi tutti quelli della vostra età.

- Cioè quelli che vi han cresciuto senza che vi mancasse nulla...

- Quelli che han vissuto al di sopra delle loro possibilità, come le cicale.

La madre non rispose. Dopo essersi pulita le mani con uno strofinaccio, prese il telecomando e accese la tivù su un programma a caso, comunicando in quel modo la sua intenzione di non voler proseguire la conversazione.

Sullo schermo apparve il conduttore di un telegiornale.

- Ecco, solo questo sapete fare... - disse la figlia spegnendo. - Rincoglionirvi fino a credere che il mondo sia davvero quello lì dentro.

- Riaccendila.

- Scordatelo. O la tivù o me, lo sai.

- Beh, se devi rompermi le palle, preferisco la tivù.

La figlia scoppiò a ridere.

- Ah, beh, certo: la tivù le palle mica te le rompe, è fatta per piacerti... Nessuno ti dirà che devi smetterla di consumare per quattro, in tivù. Tutto il contrario!

La madre impastava la pizza con foga crescente, quasi volesse prendere a schiaffi l’impasto, immaginando fosse il volto della figlia.

- Guarda che non sei l’unica ad avere studiato! - sbottò. - Mica mi bevo tutto quello che dicono, cosa credi?

- Aver studiato non c’entra. La tivù è democratica: rincoglionisce tutti.

- Io le cazzate non le guardo.

- Ah, no? E i telegiornali cosa sono? Pensi che dicano le cose come stanno? Pensi di capire il disastro climatico che sta arrivando, guardandoli?

- Perché no? Ne parlano quasi tutti i giorni, ormai...

- Ah, sì? E come mai fino a qualche anno fa non dicevano una parola? Eppure è da trent’anni che gli scienziati danno l’allarme...

- Beh, meglio tardi che mai...

- E invece no! Sarebbe stato meglio che continuassero a star zitti! Perché ogni volta che trattano un argomento lo banalizzano, lo trasformano in uno spettacolo e la gente non ci capisce più un cazzo! Ma a loro non interessa, basta fare audience, e la crisi climatica oggi lo fa... Per questo ne parlano!

- Beh, a me è servito. Ora ne so di più...

La figlia scoppiò a ridere di nuovo.

- Ah, sì? E cosa sai?

- M’interroghi, adesso?

- Sì! Cosa sai?

- So che è sempre più caldo...

- E perché?

- Senti, sono stufa...

- Perché è sempre più caldo?

- Per l’inquinamento... L’anidride carbonica...

- Decisamente vaga come spiegazione, ma lasciamo stare. E quindi, cosa si dovrebbe fare?

- Beh, inquinare di meno.

- E come?

- Con le auto elettriche... I pannelli fotovoltaici... Cose così...

- Cose così?

- Ma cosa pretendi? Non sono mica un’esperta, io!

- E dovresti, invece! Le auto elettriche e i pannelli fotovoltaici sono solo altri prodotti da vendere, ecco perché ne parlano in tivù! Invece le cose davvero importanti non te le dicono. Che i consumi dovrebbero calare drasticamente, per esempio.

- Io consumo già pochissimo.

- Ah, sì? - disse la figlia andando ad aprire il frigo: era strapieno. - E questo sarebbe il frigo di una che consuma pochissimo?

Mentre stendeva con impeto la pizza dentro alle teglie, continuando a fare come se al posto dell’impasto ci fosse la figlia, la madre sbuffò esasperata.

- E cosa dovrei fare? Patire la fame?

- Poverina... Hai almeno dieci chili di troppo, dimagrire ti farebbe giusto bene!

- Per diventare come te? Pelle e ossa?

- Il mio peso è nella norma, e le mie analisi anche. Sei tu che tra colesterolo e glucosio non sai qual è più alto...

La madre, senza rispondere, si avventò sul frigo ancora aperto e tirò fuori gli ingredienti da mettere sulla pizza: mozzarella e prosciutto.

- Avevamo detto niente prosciutto! - protestò la figlia.

- Ho cambiato idea.

- La carne va ridotta, lo sai!

- Basta con questa storia, hai rotto!

- Ma quale storia? Questa non è una storia, è la verità!

- È mangiando carne tutti i giorni che sei cresciuta sana!

- Cazzate, mamma. Tutte cazzate!

- Se avessi dei figli non la penseresti così!

Ecco la questione cui, gira e rigira, la madre tornava sempre.

- Possibile che sia l’unica cosa che t’interessi?

- Cosa c’è di strano? Avere figli è naturale!

- E pensi che i tuoi nipoti sarebbero felici di abitare in un mondo come quello che ci avete lasciato? Pensi che io lo sia? Pensi che ti sia grata per avermi fatto nascere?

La figlia si pentì quasi subito di aver detto quelle ultime parole, ma ormai era fatta.

La madre non rispose.

Calò un silenzio pesante.

Poco dopo, la figlia sentì la madre tirare su col naso. Si voltò verso di lei e vide che stava piangendo. Non seppe cosa dirle e andò avanti a tagliare le verdure. S’era fatta di nuovo prendere dall’astio, pensò con rammarico. Non era così che la gente come sua madre si sarebbe convinta a cambiare. Lo sapeva, ma non riusciva mai a essere più conciliante, meno aggressiva. E in quel modo spingeva le persone a fare l’opposto di quel che voleva. Le verdure da affettare erano finite, ormai, ma a lei venne voglia di tirar fuori la lingua e continuare a tagliare.


Quella sera, a tavola, mentre mangiavano la pizza, la figlia tentò un riavvicinamento.

- Davvero buona - disse.

- Mi fa piacere - rispose la madre dopo un istante di esitazione.

Il padre le fissava perplesso. Aveva capito che tra le due c’era stata maretta, ma aveva preferito non indagare per evitare di peggiorare la situazione.

- Col prosciutto non ce n’è? - domandò.

Madre e figlia, istintivamente, si guardarono.

- No - rispose la moglie. - Stavolta niente prosciutto...

- E perché?

- Perché bisogna mangiare meno carne. Se vuoi ce n’è altra con le verdure.

Il marito bofonchiò un assenso poco convinto, mentre madre e figlia si guardarono di nuovo e stavolta a entrambe parve che l’altra avesse accennato a un sorriso. Ma non ne erano sicure.

La madre si alzò, tirò fuori dal forno la pizza avanzata e la mise a tavola. Poi si risedette.

- Mamma? - disse la figlia.

- Sì?

- Io sono contenta di essere vostra figlia.

La madre sorrise davvero stavolta, e la figlia pure.

L’uomo le guardò attonito, rinunciando a capirle.

- Anche se sbaglio? - domandò la madre.

- Soprattutto. Altrimenti con chi potrei prendermela?

- Beh, con tuo padre, per esempio. Lui è peggio di me...

L’uomo, capita la malaparata, pensò di chiudere il discorso allungando la mano sul telecomando e accendendo la tivù.

- Spegnila subito! - dissero in coro madre e figlia.

L’uomo, rassegnato, obbedì.

- Stasera niente tivù - disse la moglie.

- Stasera parliamo - disse la figlia.

L’uomo sospirò.

- E di cosa parliamo? - domandò.

Madre e figlia si scambiarono uno sguardo d’intesa.

- Della crisi climatica, per esempio - disse la moglie.

- Della crisi climatica?

- Esatto - disse la figlia. - Sapresti spiegarla a tuo nipote?

L’uomo iniziò a sentire caldo.

- L’aumento delle temperature... - abbozzò.

- E perché aumentano? - incalzò la moglie.

- Beh, per l’inquinamento...

- Vago, molto vago - disse la figlia.

- Ma lasciamo stare - disse la moglie. - E quindi, cosa si dovrebbe fare?

L’uomo le guardò terrorizzato.

- Cos’è questo, un interrogatorio? - domandò.

Divertite, le due donne risposero di sì, lasciandosi andare a una risata liberatoria.


Fuori, il pianeta continuava a girare sul suo asse, le temperature ad aumentare impercettibili ma inesorabili, e l’umanità a marciare rapida verso il baratro. La possibilità di fermarsi e tornare indietro, tuttavia, restava ed era ancora buona. Come una pizza alle verdure fatta da madre e figlia.

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