mercoledì 3 aprile 2013

I biocombustibili si mangiano le risorse... - Dario Dongo


Come per incanto, pannocchie e girasoli prendono il posto di benzina e gasolio. Dal campo alla strada, odore di frittura anziché di catrame. È tutto così “verde”, é tutto così “bio” – anzi, é tutto così F-A-L-S-O! I ministri europei ora devono scegleire se è meglio nutrire i bimbi affamati o saziare i SUV catalizzati? Action Aid! e Oxfam all’attacco.
Ma quanto costa? Mescolare i combustibili fossili ora in uso nel settore trasporti con il 10% di “bio-carburanti” significa sottrarre alle produzioni alimentari il 26% delle terre arabili del pianeta. Solo nel 2008, produrre cibo anziché “biofuels” avrebbe risparmiato dalla fame 127 milioni di esseri umani, poco più del doppio della popolazione italiana.
E dove si trova? Le monocolture intensive di derrate agricole primarie chiedono terra e acqua. Il mais da etanolo è pagato più di quello per le tortillas, e la sua produzione infatti prevale già nel primo Paese produttore, gli USA. Ma la terra non basta, e il business fiorisce…

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