mercoledì 27 luglio 2022

Ricordati il caldo e il fuoco il 25 settembre - Alessandro Ghebreigziabiher

 

A quanto si legge dai giornali italiani e anche sulla stampa estera, le destre si ritrovano con i pronostici a favore in vista delle prossime elezioni.
Ebbene, voglio scriverne oggi, in tempi non sospetti, ovvero caldamente tali, e mai avverbio sarebbe stato più azzeccato, credo.
Perché, salmodiando con indubbia monotonia, fa caldo, troppo, a queste latitudini e non, la terra brucia e muore, la siccità uccide e intere popolazioni fuggono incontro a ciò che resta d’umanità nel cuore delle genti d’oltre mare.
Nondimeno, se le sopra citate previsioni saranno soddisfatte, cerchiamo insieme di capire in che mani ci stiamo mettendo.
Tra le nostre destre spicca ovviamente Giorgia Meloni, la quale sostiene che l’ideologia ecologista e il fondamentalismo climatico ci porteranno a perdere migliaia di aziende e milioni di posti di lavoro in Europa ed è convinta che si voglia strumentalizzare l’ambiente per tassare gli italiani.
Per Fratelli d’Italia e anche la Lega il cambiamento climatico in pratica non esiste e al momento opportuno, ovvero il contrario, hanno votato contro la proposta del Parlamento Europeo sull’urgente riduzione delle emissioni di CO2.
Per non parlare delle pericolose campagne di disinformazione sul tema, abitudine ormai consolidata in ogni ambito di strategico ed economico interesse.
A seguire, sulla delirante scia di Trump, Matteo Salvini pensa che il mondo in fiamme sia argomento su cui scherzare, quando in uno dei suoi show di piazza dichiara che da quando hanno lanciato l’allarme del riscaldamento globale fa freddo, c’è la nebbia, e che lui lo sta ancora aspettando. Perché i cambiamenti climatici servono solo alle sinistre per legittimare l’immigrazione clandestina, mentre al contrario è la Lega a sfruttare la crisi energetica e le balle che essa stessa racconta per puntare come al solito a garantire futuri introiti ad amici interessati rinverdendo a giorni alterni la presunta necessità di investire nel nucleare.
Silvio Berlusconi? Nel 2019 diceva di voler lasciare un pianeta vivibile ai giovani e di voler combattere i cambiamenti climatici. Ma come? Ovvero, con quali azioni concrete? Perché dando un’occhiata alle posizioni dei suoi sodali di partito, il cambiamento climatico non dipende dall’uomo e si rimarca analogamente e a piè sospinto il refrain sul non sacrificare i posti di lavoro per il clima e cercare salvezza nel nucleare. A sostegno di ciò, come affermarono il senatore Gasparri e gli amici leghisti, la responsabilità umana nel riscaldamento globale è una congettura non dimostrata.
Certo, allargando l’inquadratura sull’intero arco parlamentare non c’è da star tranquilli, osservando per esempio il totale disinteresse dei vari leader nostrani di fronte al recente rapporto dell’Ipcc sul clima.
Inoltre, dando una scorsa alla classifica europea dei nostri partiti riguardo ai programmi climatici redatta da Italia clima se ne vien fuori tutt’altro che rassicurati.
Nondimeno, il voto è importante, non è tutto, ma è uno dei principali strumenti in mano ai cittadini di una repubblica democratica per influire sul presente e il futuro di tutti noi.
Indi per cui, ti prego, qualunque sia la tua appartenenza politica, ricordati del caldo, del fuoco e di quanto scritto, detto e fatto da costoro quando verrà il 25 settembre…

da qui

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