Regolarmente tesserati, ma non ancora iscritti al portale online dedicato.
L’allenatore-presidente fa giocare la prima partita del campionato di basket
under 13 a una ragazza e un ragazzo dodicenni, figli di
immigrati, e oltre a perdere a tavolino viene inibito dalla FIP (Federazione
Italiana Pallacanestro) per tre mesi. Accusato di irregolarità e
inosservanza delle norme relative alle modalità di tesseramento, il fondatore
della Tam Tam Basketball Massimo Antonelli non ci sta. “Il
provvedimento disciplinare che viene dato in caso di questa chiamiamola ‘mancanza’
lo trovo infinitamente sproporzionato e, lasciatemelo dire, umiliante.
Ma scusate, non viene meno anche la mission della FIP di agevolare e favorire
l’avvicinamento dei ragazzi alla pallacanestro?”. Promuovono l’inclusione
sociale e contrastano il degrado in un’area difficile, ma secondo la Federazione
sono dei fuorilegge. L’associazione dilettantistica di Castel
Volturno – senza scopi di lucro fondata nel 2016 per offrire
gratuitamente pallacanestro e supporto a ragazzi di seconda generazione e figli
di immigrati – sta vivendo un paradosso senza precedenti.
I provvedimenti disciplinari
Per spiegare nel dettaglio l’accaduto bisogna tornare indietro di qualche
settimana. Precisamente al 17 novembre, giorno in cui la FIP emette due
provvedimenti disciplinari ai danni della società. Il
primo ufficializza la sconfitta a tavolino: “Perdita della gara per infrazioni che
comportano la punizione sportiva della perdita della gara e per posizione
irregolare di giocatore, allenatore e aiuto allenatore, determinata da
inosservanza delle norme relative alle modalità di tesseramento [art.
49 RG, art. 52, RE Gare]”. L’altro conferma l’irregolarità del fondatore
Massimo Antonelli con relativa sospensione: “Inibizione
determinata dal 17/11/2025 al 17/02/2026 per violazione delle disposizioni
regolamentari in materia di tesseramento e per posizione irregolare di
giocatore, allenatore e aiuto allenatore, determinata da inosservanza delle
norme relative alle modalità di tesseramento e per tenuto conto dell’aggravante
relativa alla carica di capitano della squadra, dirigente di società o addetto
agli arbitri rivestita [art. 47 RG,art. 52, RE Gare, art. 21,5a RG]”.
Cos’è MyFip: il procedimento
E qui arriva il vero cavillo. Come funziona il procedimento di
iscrizione ai campionati giovanili? Oltre al classico tesseramento
alla Federazione, dal 2024 è stata creata la web app MyFIP, una
piattaforma online – collegata direttamente alla FIP – che offre ai tesserati (atleti,
dirigenti, allenatori) un’identità digitale per accedere e gestire
autonomamente la propria carriera, i dati personali e interagire con il sistema informativo.
Da quest’anno l’app ha una funzione di doppia verifica: per poter giocare,
infatti, non solo devi essere tesserato alla FIP ma è necessario
iscriversi anche al portale online per certificare ulteriormente il
tesseramento avvenuto. Insomma, una doppia procedura che
anziché facilitare il flusso rende tutto più complicato. Per la Tam Tam il
primo tesseramento alla Fip ha un costo di 54 euro per i ragazzi stranieri e 61
per le ragazze straniere. Completata la prima fase, gli stessi – se minorenni,
come in questo caso, i genitori – devono iscriversi autonomamente a MyFIP e far
confermare le loro utenze dal presidente del club. Per una squadra del tutto (o
quasi) extracomunitaria come quella di Antonelli diventa tutto
più complesso. “E dire che ci avevano provato ma non ci erano riusciti. Il
motivo? Per gli stranieri è complicato iscriversi a MyFIP: mi dicono sia
complesso anche per gli italiani, perché per gli under 14 occorre
il consenso dei genitori che a loro volta devono iscriversi alla piattaforma.
Naturalmente le informazioni da seguire sono in italiano e per i genitori
stranieri è complesso capire le procedure da seguire”, spiega il fondatore di
Tam Tam con una lunga lettera di dissenso sui social. “Per noi di Tam Tam è
tripla fatica già star dietro alla prima fase dei tesseramenti dei tanti
ragazzi stranieri perché c’è una richiesta infinita di documenti per
poterli iscrivere alla federazione (documenti che spesso sono scaduti e quindi
in attesa di rinnovi). Una volta mandati alla FIP dobbiamo aspettare diversi
mesi per avere il tesseramento definitivamente approvato. Come dicevo ci
avevano provato, tutti e due mi avevano scritto più messaggi che non
riuscivano: mi riferivano che a un certo punto appariva una finestra con
la scritta ‘Possono iscriversi solo i 14enni’. Arrivati alla prima partita non
me la sono sentita di bloccarli, si erano allenati come gli altri
dai primi di settembre”.
Un provvedimento disciplinare controverso
Massimo Antonelli ritiene il provvedimento disciplinare nei
suoi confronti ingiusto e scorretto perché esattamente identico nei confronti
delle società che non completano neanche il primo passaggio d’iscrizione. “Mi
chiedo poi se è giusto comminare tre mesi di blocco a un
allenatore e presidente, un danno enorme all’attività. L’anno scorso, se non
vado errato, si davano le stesse inibizioni ai coach e ai presidenti che
facevano giocare ragazzi non iscritti alla FIP, in quest’ultimo caso posso
giustificare una penalità pesante se non ci sono le attenuanti. Quando uno paga
di solito la pratica è chiusa”. Il vero paradosso è proprio
questo: perché pagare la stessa pena se il tesseramento alla FIP è stato
effettuato? “Avrei capito e accettato il provvedimento disciplinare
affibbiatomi se il pagamento avvenisse dopo la doppia procedura sia del
tesseramento alla FIP che dell’iscrizione a MyFIP. Che succede se per assurdo
un genitore di un nostro ragazzo non vuole iscriversi a MyFIP
perché non ama dare la sua mail e/o il suo numero di telefono? Si verrebbe a
determinare che la Tam Tam ha un ragazzo regolarmente tesserato, nonostante
abbia pagato per il suo tesseramento 61 o 54 €, ed è impossibilitata a fargli
giocare le partite”. Antonelli definisce questo trattamento “una
mostruosità contraria a tutti i principi e diritti allo sport”. E poi aggiunge:
“Da tenere presente che il genitore con la sua firma sul
modulo di tesseramento FIP ha dato l’assenso a far giocare le partite al
figlio”. Insomma, un provvedimento che penalizza fin troppo per una mancanza
“minima” e non irregolare.
Tam Tam (ancora) nel mirino della FIP
In casa Tam Tam la storia si ripete. Perché già nel 2019 la FIP aveva
penalizzato la squadra di Castel Volturno per un’eccesiva
presenza di stranieri nel roster. A causa dei “troppi
stranieri”, infatti, i vincitori del campionato Under 15 non presero parte al
campionato di eccellenza Under 16 che si gioca su base nazionale. Per
l’ennesima volta Tam Tam Basketball chiede rispetto, ma soprattutto chiarezza.
Per un sistema che anziché venire incontro alle necessità, divide e allontana.
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